di Filippo Santoro*
lagazzettadelmezzogiorno.it, 25 dicembre 2024
Questa sera nella Vigilia del Natale si apre il Giubileo del 2025 con il motto “Pellegrini di Speranza” scelto da Papa Francesco. Il Giubileo già nella storia del popolo di Israele era un tempo di condono di ogni forma di debito, di remissione, di alleggerimento dei pesi accumulati nel tempo per gravami di tipo materiale e spirituale. Nel suo viaggio in Corsica del 15 dicembre scorso il Papa ha detto: “Davanti alle devastazioni che opprimono i popoli, la Chiesa annuncia una speranza certa, che non delude, perché il Signore viene ad abitare in mezzo a noi”. E il documento di indizione dell’Anno Santo annuncia: Spes non confundit, “la speranza non delude” (Rm 5,5).
di Valter Vecellio
huffingtonpost.it, 25 dicembre 2024
Come al solito i Radicali trascorreranno le feste visitando i carcerati. Un precetto evangelico dimenticato da tutti e un invito al ministro per un grande gesto simbolico. Ogni Natale e Capodanno (ma lo fanno anche a Pasqua e a Ferragosto), dirigenti e militanti del Partito Radicale visitano le carceri italiane. Una tradizione, ormai, inaugurata in anni lontani da Marco Pannella che ogni volta veniva accolto festosamente dalla comunità penitenziaria: detenuti, agenti della polizia penitenziaria, operatori, lo consideravano uno di loro. Il laico (e anticlericale) per eccellenza che dava corpo e sostanza a quel passo del Vangelo di Matteo dove si legge: “Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi… ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 25 dicembre 2024
Intanto un altro detenuto muore a Sollicciano. Bonifazi (Iv) si appella al ministro Nordio: “Chiuda quel carcere”. “Per risolvere il problema delle carceri dovremmo far scontare la pena ai giovani tossicodipendenti in comunità affinché la pena serva a recuperare la persona. Questo è l’obiettivo”. Il vicepremier, Antonio Tajani, durante l’abituale visita Natalizia alla “Comunità in dialogo” di Trivigliano, è tornato su un problema che si trascina da anni, vale a dire la possibilità di rendere davvero esecutiva la possibilità di pene alternative per i ragazzi con problemi di droga. Intento professato da tutti i governi, da anni.
lapresse.it, 25 dicembre 2024
“Nessun clima teso, nessun problema con Giovanni Russo”: così il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove smentisce le ricostruzioni che ipotizzano forti frizioni con l’ormai ex capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap), dimessosi venerdì scorso. Secondo alcune fonti, Russo sarebbe stato “dimissionato” proprio da Delmastro, sottosegretario di Fratelli d’Italia, per via della sua testimonianza nel processo che vede Delmastro imputato per rivelazione di segreto d’ufficio, nell’ambito della vicenda legata all’anarchico Alfredo Cospito.
di Bartolo Conratter
Il Riformista, 25 dicembre 2024
La Cassazione chiarisce il modus operandi sulle richieste di asilo. Il magistrato può valutare se l’elenco rispetta la normativa europea o nazionale. Con la sentenza emessa in data 19 dicembre 2024 (nr. 33398), la Corte di Cassazione si pronuncia non tanto - si badi bene! - sul concetto di paese sicuro ai fini della richiesta di asilo, quanto sulla perimetrazione del potere-dovere del giudice ordinario in tali fattispecie. L’osservazione non è di breve momento, in quanto si tratta di un quadro molto tecnico che non consente a nessuna parte politica - nella crescente polemica immigratoria - di appropriarsi del suo contenuto, affermandone la pertinenza a una certa tesi o ad altra.
di Mariarosa Maioli
Il Giorno, 25 dicembre 2024
Luca, Michele e il loro 25 dicembre dietro le sbarre: dalle celle riunite alle collette per un pranzo speciale, tristezza e sofferenza si trasformano in condivisione. Le guardie diventano “amiche” e non c’è spazio per i contrasti religiosi. “Do they know it’s Christmas?”, si chiedevano i cantanti della Band Aid nel 1984. Chissà, si legge nel testo della canzone, se i bambini che soffrono la fame in Etiopia si rendono conto che è arrivato il Natale. Chissà, ci si potrebbe chiedere oggi, se a Milano c’è ancora qualcuno che non si accorge dell’unicità del 25 dicembre. Le canzoni di Mariah Carey e il caos del traffico invadono le strade e avvertono a tutti che è quel momento dell’anno ma chi si trova recluso dentro un carcere potrebbe vivere il Natale come un giorno qualunque. “È il giorno più difficile in carcere ma anche il più bello. Può sembrare un ossimoro ma non è così: è il momento più duro da affrontare perché si soffre di più rispetto a tutti gli altri giorni ma anche quello in cui si è tutti alla pari, tutti con lo stesso dolore. Una sofferenza che crea condivisione”.
lanovitaonline.it, 25 dicembre 2024
Un detenuto di origine africana si è gravemente ferito, portato d’urgenza in ospedale. Un grave episodio ha scosso le mura del carcere di Catanzaro, dove un detenuto di nazionalità africana ha tentato di togliersi la vita. Secondo le prime informazioni, l’uomo si è tagliato la gola con una lametta, un gesto estremo che ha suscitato immediata preoccupazione tra il personale penitenziario e i compagni di detenzione. La situazione è stata gestita tempestivamente, con i membri della sicurezza che sono intervenuti prontamente per prestare soccorso. Il detenuto è stato rapidamente trasportato all’ospedale per ricevere le cure necessarie, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per riportarlo in condizioni stabili.
di Paola Gregorio
giornaledibrescia.it, 25 dicembre 2024
Il gruppo consiliare chiede inoltre con un ordine del giorno che sia proiettato nei quartieri e nelle scuole cittadine il documentario di Nicola Zambelli nel quale i detenuti raccontano la loro vita dietro le sbarre. Azione boccia senza attenuanti la direzione attuale del Governo sul tema delle carceri. “Si continuano ad aumentare i reati andando verso un sistema solo punitivo. Il carcere deve far scontare la pena, ma anche creare le condizioni per ripartire” dice il deputato Fabrizio Benzoni promotore, insieme alla collega della Lega Simona Bordonali, di un ordine del giorno, accolto nel Ddl Carceri, per chiedere la revisione del progetto attuale sul carcere bresciano.
di Arianna Atzeni
reportsardegna24.it, 25 dicembre 2024
Sono Arianna Atzeni, sorella di Alessandro, un uomo che sta vivendo un calvario senza fine, reso ancora più drammatico dall’indifferenza e dalle inefficienze delle istituzioni. Alessandro è un malato psichiatrico con doppia diagnosi e, a causa della sua condizione, era stato dichiarato persona socialmente pericolosa e ristretto nella colonia penale di Isili. A luglio è stato vittima di una brutale aggressione proprio all’interno del carcere, che lo ha ridotto in coma e costretto a un intervento neurochirurgico per salvargli la vita. Da quell’episodio Alessandro è uscito con un’emiparesi alla parte destra del corpo e un forte stato depressivo, aggravato da un contesto che non tutela minimamente la sua salute fisica e mentale. Un abbandono dei più fragili. Dopo essere stato trasferito d’urgenza presso l’ospedale di Nuoro, i medici hanno indicato chiaramente la necessità di un percorso di riabilitazione in una struttura specializzata.
di Laura Bosio
cremonaoggi.it, 25 dicembre 2024
Nella mattinata del 24 dicembre l’Associazione Radicale Fabiano Antoniani ha effettuato un sopralluogo in carcere di Cremona, insieme all’Assessora al Welfare di Cremona Marina della Giovanna, al presidente del Consiglio comunale di Cremona Luciano Pizzetti, ai consiglieri comunali Alessandro Portesani, Eleonora Sessa e Vittoria Loffi, oltre che al sindaco di Capralba, Damiano Cattaneo e al vice sindaco di Casaletto Vaprio, Edoardo Vola. Ne è emerso un quadro sempre più preoccupante: “Ad oggi nella casa circondariale a Cremona ci sono 576 detenuti, su una capienza regolamentare di 394 posti” spiega Vittoria Loffi. Un numero in crescita, considerando che pochi mesi fa erano 543. In sostanza, ci sono 180 persone più di quante ne potrebbe contenere.
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