di Cecilia Gabrielli
L’Unità, 24 agosto 2024
Nessuno tocchi Caino organizza due eventi per ricordare la sua fondatrice, Mariateresa Di Lascia, a settant’anni dalla sua nascita e trenta da quando è venuta a mancare. Il primo evento si svolgerà il 30 agosto nella Casa di reclusione di Opera, nel teatro intestato a Marco Pannella, insieme ai detenuti e ai “detenenti”. Il secondo si svolgerà il 7 settembre, presso l’auditorium Santa Chiara a Foggia, nella sua terra d’origine che ispirò il romanzo “Passaggio in ombra” con cui Mariateresa vinse, postumo, il Premio Strega.
di Vittorio A. Sironi
Avvenire, 24 agosto 2024
Cent’anni fa, l’11 marzo 1924, nasceva a Venezia Franco Basaglia, rivoluzionario critico dell’istituzione psichiatrica. Un personaggio passato alla storia come lo psichiatra che chiuse i manicomi ridando dignità e libertà ai “matti”, ispiratore della legge 180 del 1978 (nota appunto come “legge Basaglia”) che portò di fatto all’abolizione degli ospedali psichiatrici istituendo i servizi territoriali pubblici di igiene mentale. Quello messo in atto dal medico veneziano dopo la laurea e la specializzazione in Psichiatria a Padova - cui seguì la direzione degli ospedali psichiatrici di Gorizia e Trieste - fu un cambiamento radicale non solo nella gestione, ma soprattutto nella concezione della malattia mentale, delineandone anche chiaramente i rapporti con la società e le questioni politiche sottese.
di Augusto Barbera
Il Foglio, 24 agosto 2024
Come tutelare i “beni comuni” che costituiscono una comunità nazionale. Sapendo distinguere tra i valori costitutivi e i necessari mutamenti. Riforme, biopolitica, diritti. Stralci dell’intervento del presidente della Corte Costituzionale. Il presidente della Corte Costituzionale, Augusto Barbera, ha svolto oggi un approfondito intervento al Meeting di Rimini dal titolo “La Costituzione come bene comune”. Partendo dalla distinzione tra “i principi e i valori costituzionali” e le “strutture di governo” destinate “a possibili mutamenti”, Barbera ha offerto subito una illuminante idea riformista del “bene comune” che è la Costituzione, che mentre tutela i “valori” riconosce anche la necessità di possibili mutamenti: “I principi e i valori costituzionali - che della Costituzione rappresentano l’essenza - vanno distinti dalle strutture di governo destinate a possibili mutamenti”, ha detto.
di Giovanni Motta
L’Unità, 24 agosto 2024
Gabbie sussidiarie ai Cpr, disponibili nelle Questure e diffuse in tutta Italia. Luoghi di privazione della libertà personale non conoscibili e non controllabili perché non è possibile avere nemmeno un elenco di quali sono e dove sono da parte della Pubblica amministrazione. I trattenimenti delle persone straniere non avvengono esclusivamente nei Cpr ma, altresì, nei “luoghi idonei”. Ovvero? Il dl 113/2018 - il famigerato primo “Decreto Salvini” - convertito nella L. 132/2018 ha ampliato la tipologia dei luoghi di privazione della libertà destinati alla detenzione amministrativa delle persone straniere in attesa della convalida dell’accompagnamento immediato alla frontiera.
di Don Mattia Ferrari
La Stampa, 24 agosto 2024
La resistenza dell’umanità. Sono queste forse le parole più appropriate per descrivere la ripartenza della missione in mare di Mediterranea Saving Humans. Pochi giorni fa l’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha reso noti i dati di naufragi e respingimenti di questo 2024: dal 1° gennaio al 17 agosto, più di 1.000 persone hanno perso la vita in mare, a causa dell’assenza di soccorso, e più di 13.000 persone sono state catturate e riportate in Libia, in virtù degli accordi Italia-Libia. È il quadro che si è delineato a causa del progressivo ritiro delle missioni di soccorso degli Stati europei e poi degli accordi Italia-Libia, con cui l’Italia e l’Europa finanziano questi respingimenti. Da circa un anno si sono aggiunti i respingimenti in Tunisia, anch’essi finanziati dall’Italia e dall’Europa, e operati dalla Garde Nationale, che spesso si concludono con la deportazione nel deserto. Il cinismo delle decisioni politiche si salda con l’indifferenza di larga parte della popolazione e questo crea quella strage incessante che segna una delle vergogne più grandi della nostra storia.
di Sergio D’Elia
L’Unità, 24 agosto 2024
Nella classifica delle medaglie d’oro conquistate ai giochi olimpici di Parigi, tra i primi venti figurano diciannove Paesi del cosiddetto “mondo libero e democratico”. L’eccellenza in campo sportivo rifletterebbe perfettamente quella nel campo dei diritti umani, se non fosse che sul podio dei primi tre sono salite due “democrazie occidentali” come gli Stati Uniti e il Giappone che hanno ancora la pena di morte, la più grave delle violazioni dei principi e valori universali. Non ci consola il fatto che in questi due Paesi le esecuzioni capitali si manifestino, di anno in anno, sempre più raramente. Perché, fino a che non sarà del tutto abolita la pena capitale, non si potrà mai dire che la loro democrazia sia compiuta. Eppure, non solo nei patti e nelle convenzioni internazionali di cui sono parte, anche nelle loro millenarie tradizioni spirituali e religiose si possono trovare ragioni per un salto in alto nella civiltà contemporanea dei loro sistemi giuridici.
di Laura Cappon
Il Domani, 24 agosto 2024
La mancata assistenza legale e le condizioni disumane denunciate dal giovane pescarese creano un nuovo imbarazzo diplomatico tra l’Italia e l’Egitto di al Sisi. Versioni contrastanti, carte e vizi di procedura. La vicenda di Luigi Giacomo Passeri, il giovane abruzzese condannato da un tribunale del Cairo a 25 anni di carcere per traffico internazionale di sostanze stupefacenti, torna a mettere a dura prova i rapporti tra Italia e Egitto. “C’è un vizio di forma, le indagini sono state fatte senza che lui potesse avere l’assistenza di un avvocato”, dice a Domani Said Shaaban, il legale egiziano di Passeri. Lo raggiungiamo per via telefonica al Cairo dove da due giorni è impegnato a preparare le carte per il ricorso che, secondo lui, dovrebbero portare all’assoluzione del suo assistito. “Sono sicuro che verrà prosciolto”, dice. “Il fatto che Passeri sia stato interrogato senza essere affiancato da un difensore, è sufficiente per far annullare la condanna”.
di Antonio Palma
fanpage.it, 24 agosto 2024
La rivolta dei prigionieri sarebbe avvenuta durante una riunione della commissione disciplinare della colonia penale di Surovikino, nella regione di Volgograd. I servizi di sicurezza russi hanno riferito che almeno quattro agenti sono stati catturati e alcune guardie sarebbero state uccise. I rivoltosi avrebbero chiesto 2 milioni di dollari e un elicottero. Una violenta rivolta di detenuti è in corso in queste ore in una colonia penale di massima sicurezza in Russia. Lo ha riferito il servizio stampa del Servizio penitenziario federale russo. Come riportano le agenzie di stampa locali, la rivolta è scoppiata questa mattina, venerdì 23 agosto, in una colonia correzionale di massima sicurezza nella città di Surovikino, identificata col codice IK-19, nella regione di Volgograd.
agenzianova.com, 24 agosto 2024
Abrehe era stato arrestato dopo la pubblicazione di un libro critico nei confronti del presidente eritreo, Isaias Afwerki, intitolato “Hagerey Eritrea” (Il mio Paese, l’Eritrea). L’ex ministro delle Finanze eritreo Berhane Abrehe, 79 anni, è morto in carcere lunedì 19 agosto, dopo una detenzione in isolamento che durava dal 2018. Lo scrive in un comunicato l’organizzazione per la difesa dei diritti umani eritrea Hunan Right Council (Hrc), che ha sede nel Regno Unito. Abrehe era stato arrestato il 17 settembre di sei anni fa dopo la pubblicazione di un libro critico nei confronti del presidente eritreo, Isaias Afwerki, intitolato “Hagerey Eritrea” (Il mio Paese, l’Eritrea). Da allora era detenuto nel carcere di Carshelli, una grande prigione situata nel cuore della capitale Asmara.
di Donatella Stasio
La Stampa, 23 agosto 2024
Il giustizialismo con chi è stato condannato sta violando i diritti civili. Non si risolve il sovraffollamento delle celle pensando di costruire nuovi istituti. Con una lettera pubblicata su questo giornale, le detenute del carcere di Torino hanno scritto al presidente della Repubblica di aiutarle a rompere il muro di indifferenza sull’emergenza carcere alzato dal governo Meloni, sordo a qualunque grido di dolore, cieco di fronte all’inciviltà delle nostre prigioni, inflessibile verso chi marcisce in galera perché la pena deve essere “certa”, feroce verso chi protesta, e pazienza se i diritti fondamentali vengono calpestati, se si muore di carcere “naturalmente” o inalando gas oppure appesi a una corda.
- Il dramma carceri non è roba per dilettanti
- Non basta ridurre i detenuti, la “rieducazione” sia un motivo in più per vivere
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- La nostra denuncia: extrema ratio contro il degrado delle carceri
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