di Fabio Lussoso
rete8.it, 25 dicembre 2024
Cento detenuti in più nella Casa Circondariale di Castrogno che detiene il primato delle morti nelle carceri, 87 morti in tutta Italia, 4 a Castrogno in meno di 5 mesi. Una sola inchiesta, quella sulla morte di Patrick Guarnieri. Si vanno a sommare all’esubero di capienza per un totale 440 detenuti rispetto ai 250 di capienza. Ieri mattina il Coordinamento Codice Rosso con il Partito Radicale, il Consigliere Ariberto Grifoni, ha visitato il Carcere di Castrogno. “Resta allarmante la situazione di reali trattamenti inumani, degradanti, non solo per i detenuti ma anche per chi ci lavora, nonostante i buoni propositi e le ottime iniziative della nuova Direttrice, la Dott.ssa Maria Lucia Avantaggiato.
gazzettadiparma.it, 25 dicembre 2024
In merito alle criticità dell’Istituto carcerario di Parma sollevate nei giorni scorsi, interviene Veronica Valenti, garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Parma. La garante parte dal problema del sottorganico del personale che opera nel carcere di via Burla: “Al netto dell’aumento del personale dell’area giuridico-pedagogica - fatto di assoluta importanza -, diversamente da quanto scritto, si registra, purtroppo, ancora la mancanza di alcuni profili professionali all’interno della Polizia penitenziaria in servizio a Parma: risultano ancora scoperti alcuni ruoli, in particolare, il ruolo di ispettori (-39%); di sovrintendenti (-60%); di agenti (-4%)” rileva la Valenti.
huffingtonpost.it, 25 dicembre 2024
A poche ore dalla decisione del presidente di commutare in ergastolo la pena capitale federale per 37 detenuti, arriva l’annuncio del tycoon: “Saremo di nuovo una nazione di legge e ordine”. “Non appena mi insedierò darò mandato al Dipartimento di Giustizia di applicare con forza la pena di morte per proteggere le famiglie e i bambini americani da stupratori, assassini e mostri violenti. Saremo di nuovo una nazione di legge e ordine!”. L’annuncio è stato rilasciato da Donald Trump sul suo social Truth, a poche ore dalla decisione di Joe Biden di commutare in ergastolo la pena capitale federale per 37 dei 40 detenuti che si trovano nel braccio della morte. “Non ha senso. Parenti e amici (delle vittime, ndr) sono ulteriormente devastati”, ha commentato Trump sempre sul social.
di Mauro Evangelisti
Il Messaggero, 25 dicembre 2024
Rivolto ai militari italiani il ministro ha ricordato: “Ciò che fate è essenziale affinché Daesh non divenga nuovamente un pericolo per il mondo intero”. I timori su ciò che potrebbe succedere in Siria li ha sintetizzati il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che a Erbil (nella regione autonoma del Kurdistan, in Iraq) ha visitato il contingente italiano dell’operazione Prima Parthica: “La crisi in Siria ci preoccupa e speriamo che le migliaia di terroristi detenuti nelle prigioni siriane non siano rimessi in libertà, destabilizzando anche questa aerea”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 24 dicembre 2024
Suicidi, morti e sovraffollamento record: l’ultimo rapporto dell’Associazione Antigone. A Firenze deceduto un 28enne somalo, aveva fatto ricorso contro le condizioni inumane delle celle. La drammatica situazione delle carceri è una delle criticità più evidenti dell’anno che sta per finire. Con l’immagine tanto simbolica quanto straziante di un giovane somalo di 28 anni trovato morto per cause ancora da accertare ieri notte nella sua cella della casa circondariale fiorentina di Sollicciano (era, secondo l’associazione Altrodiritto, “uno di quei cento che avevano fatto ricorso ai magistrati per le condizioni di detenzioni inumane”).
di Paolo Fallai
Corriere della Sera, 24 dicembre 2024
Si chiude l’anno, è tempo di bilanci, di quelli che guardiamo distrattamente con un pensiero alla tavola imbandita e l’altro ai regali. Prendiamo due estratti: “I detenuti vivono abbandonati alla rinfusa in indecenti, asfissianti cameroni o costretti in parecchi in celle infelicissime”. E ancora: “Oltre tremila persone vivono là, dove non ne dovrebbero essere più di mille e cinquecento. Per sorvegliare un numero così ingente di detenuti necessiterebbe un adeguato corpo di sorveglianti, mentre le guardie e i carabinieri sono duecento in tutto. C’è poi il problema dei detenuti in attesa di giudizio che sono la quasi totalità: essi vedono passare i mesi senza sapere spesso di che cosa siano imputati”. Parole molto dure.
di Cardinale Matteo M. Zuppi
Il Dubbio, 24 dicembre 2024
Pubblichiamo di seguito un estratto dalla prefazione del Cardinale Matteo M. Zuppi al libro “I volti della povertà in carcere” di Matteo Pernaselci e Rossana Ruggiero. Desidero ringraziare di cuore i tanti che hanno contribuito a questo viaggio nel pianeta carcere. Non si tratta di un altro pianeta, ma dell’altra faccia del nostro, quella che non vogliamo vedere, che speriamo resti buia, ma che rappresenta quello che siamo; dobbiamo conoscerla e illuminarla con l’attenzione e l’amore, perché solo così siamo in grado di comprendere il resto. È un libro che ha coinvolto tanti, perché il metodo è lavorare insieme.
di Massimo Zanchin*
vocididentro.it, 24 dicembre 2024
È successo una sera nel bagnetto della mia cella, un ripostiglio cieco adibito in tal senso, mentre mi preparavo per andare a dormire. Ho prolungato lo sguardo allo specchio riflettendo su tutti i miei anni di detenzione e sull’imprecisato numero di anni che ancora dovrò vivere in questa situazione e in queste condizioni. Ad un certo punto, mentre mi fissavo preso da questo pensiero, mi sono posto una domanda: fino a che punto una persona, nella penosa e difficile condizione in cui vive, può definirsi ancora un essere umano? Qual è il limite? Inizialmente avevo l’impressione che fosse una di quelle domande destinate a rimanere nel vuoto; invece, una risposta istintivamente me la sono data: l’umano arriva fino a dove arriva l’amore dell’uomo, che non ha limiti se non quelli che noi diamo in quanto uomini.
di Michela Di Biase*
L’Unità, 24 dicembre 2024
Mentre scrivo sono 17 i piccoli reclusi da innocenti nei nidi delle carceri e delle Icam, luoghi che ne pregiudicano la socialità, lo sviluppo, la salute fisica e psichica. La prima volta che ho incontrato la sguardo di un bambino in carcere è stato durante una visita a Rebibbia. Nel carcere femminile c’è una sezione nido dedicata ad accogliere le detenute madri con i loro bambini, uno spazio ricavato per loro, all’interno dell’istituto penitenziario, che affaccia su un quadrato di verde all’esterno delimitato da alte mura perimetrali. Quello che lo distingue dai comuni luoghi detentivi sono i colori tenui e qualche immagine di cartoni animati dipinti sulle pareti. Per il resto nulla di quel luogo parla di infanzia, semmai ogni cosa ne è la negazione: le porte chiuse a chiave, l’esiguità degli spazi, le sbarre alle finestre, la solitudine.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 dicembre 2024
Il sottosegretario alla Giustizia smentisce le frizioni ipotizzate per la testimonianza nel processo a suo carico. “Nessun clima teso, nessun problema con Giovanni Russo”: così al Dubbio il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove smentisce le ricostruzioni che ipotizzano forti frizioni tra lui e l’ormai ex capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria che si è dimesso venerdì scorso. Secondo alcune fonti, Russo sarebbe stato “dimissionato” dal potente sottosegretario di Fratelli d’Italia. La ragione principale risiederebbe nel fatto che proprio Russo sia andato a testimoniare nel processo a carico di Delmastro per rivelazione di segreto d’ufficio, nell’ambito della vicenda Cospito.
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