di Franco Corleone
L’Espresso, 23 agosto 2024
Il decreto Nordio è un pasticcio che sulla liberazione anticipata sta facendo impazzire i magistrati. Bruno Visentini, una grande personalità legata a Treviso e a Venezia, metteva in guardia dal “filar caigo”, cioè filare nebbia. Il ministro Carlo Nordio invece si sta caratterizzando nel realizzare il nulla. Anzi sul carcere adotta misure inutili e dannose come ha fatto con il decreto numero 92, approvato con la solita doppia fiducia, senza discussione e confronto reale. Il risultato è un pasticcio che sta facendo impazzire i magistrati che dovranno decidere sulla liberazione anticipata. Per non parlare dell’albo di comunità chiuse per consumatori di droghe, con meno diritti del carcere, gestite da associazioni amiche e proibizioniste.
di Paola Binetti
ilsussidiario.net, 23 agosto 2024
Solo nel 2024 tra reclusi e agenti si sono suicidate 71 persone: il sistema penitenziario, però, deve dare al detenuto una nuova possibilità di vita. Nonostante il mondo scientifico abbia svolto molte ricerche per cercare di capire le ragioni per cui ad un certo punto una persona desideri togliersi la vita, il mistero resta comunque affidato alla libertà individuale e custodito nell’intimità personale. A volte è la letteratura, che nei suoi racconti o, meglio ancora, nei suoi romanzi, dischiude nuovi orizzonti in cui è possibile introdursi per cogliere, almeno ex post, il senso e il significato di determinati gesti. Ma prevederlo realmente, calcolare il famoso fattore di rischio, resta una delle imprese più difficili, soprattutto quando lo scenario è quello di un carcere.
di Luciano Giacobbe*
La Nuova Calabria, 23 agosto 2024
Sono trascorsi ormai quattro mesi dall’appello “Sui suicidi in carcere servono interventi urgenti” con cui il Presidente della Repubblica invitava la classe politica del nostro Paese ad adottare, con urgenza, misure immediate per allentare il clima di tensione che si respira nelle carceri italiane, causato principalmente dal sovraffollamento, dalla carenza di personale e dall’inefficienza dell’assistenza sanitaria intramuraria e dalle Circolari del DAP sul trattamento penitenziario. Messaggio ribadito anche recentemente, quando il Presidente della Repubblica, condividendo con l’opinione pubblica la lettera dei detenuti del carcere Canton Mombello di Brescia (il secondo carcere più sovraffollato d’Italia), ha affermato: “la descrizione è straziante. Condizioni angosciose agli occhi di chiunque abbia sensibilità e coscienza. Indecorose per un Paese civile, qual è - e deve essere - l’Italia. Il carcere non può essere il luogo in cui si perde ogni speranza, non va trasformato in palestra criminale”.
di Sergio D’Elia*
Il Dubbio, 23 agosto 2024
D’Elia difende l’iniziativa giudiziaria contro via Arenula e dice: la legge di Giachetti e Nessuno tocchi Caino è alla Camera dal 2022, l’abbiamo sollecitata in tutti i modi. “Contro la criminalità politica e comune”, Pannella aveva promosso azioni politiche e giudiziarie e addirittura una lista elettorale, quella antiproibizionista sulla droga. Per perseguire i crimini contro l’umanità ha promosso l’istruzione di processi penali e l’istituzione di tribunali penali internazionali. Davanti al tribunale e nel carcere dell’Aja sono finiti e anche morti capi di stato come Milosevic.
di Liana Milella
La Repubblica, 23 agosto 2024
Un malore improvviso, il ricovero inutile in ospedale. Si apre adesso il problema della sua successione. Il co-garante Serio: “Era molto stressato nell’ultimo periodo e anche amareggiato per le polemiche sui suicidi”. Un malore improvviso, forse un infarto, è costato la vita a Felice Maurizio D’Ettore, il Garante dei detenuti scelto dal Guardasigilli Carlo Nordio e al vertice della struttura da gennaio di quest’anno. Aveva solo 64 anni. Era in Calabria con la famiglia per qualche giorno di vacanza. Un malore improvviso, l’immediato ricovero in ospedale, dove poi è morto nel giro di una dozzina di minuti. A darne l’immediata notizia il giurista Mario Serio, civilista palermitano, che fa parte del collegio del Garante, e che descrive il suo presidente come “molto stressato nell’ultimo periodo e anche amareggiato per le polemiche sui suicidi”.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 23 agosto 2024
Cordoglio unanime per la scomparsa del Garante dei detenuti. Il governo dovrà individuare un’altra personalità che continui il suo lavoro per affrontare l’emergenza carceri. Umanità, professionalità, generosità, disponibilità, ironia, giurista raffinato, con un grande senso delle Istituzioni. E si potrebbe continuare per molto a elencare le doti che tutti riconoscono a Felice Maurizio D’Ettore, presidente del collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, scomparso improvvisamente oggi a 64 anni all’ospedale di Locri, colpito da un infarto mentre era in vacanza con la sua famiglia.
di Gaetano Mineo
Il Tempo, 23 agosto 2024
Tornato libero lo scorso settembre, Salvatore Buzzi. Il cosiddetto ras delle cooperative romane è stato coinvolto nella maxi-indagine denominata Mondo di Mezzo. Dopo la condanna della Corte di Cassazione a 12 anni e 10 mesi di reclusione, Buzzi ha già espiato 6 anni e 7 mesi. Poi ha avuto la liberazione anticipata per circa un anno e due mesi. “Mi rimango 4 anni e 4 mesi che sto scontando in affidamento”, ci dice. E dopo la sua esperienza carceraria, è convinto che due sono le direttrici su cui agire: interventi immediati e ridurre drasticamente le pene detentive compensandole con quelle alternative.
di Leo Beneduci*
Il Fatto Quotidiano, 23 agosto 2024
Il sole d’agosto brucia implacabile sulle mura grigie del carcere di Rebibbia, ma potrebbero essere quelle di Secondigliano, Torino, Sulmona, Sollicciano, Perugia, Prato, in questo momento il panorama non cambia. Un tempo, in questi giorni, i giornali italiani si riempivano di storie di cani abbandonati sulle autostrade. Oggi parlano di carceri sovraffollate, di detenuti che soffrono il caldo. Ma c’è un’altra storia di abbandono che nessuno racconta, un dramma che si consuma 365 giorni all’anno, non solo d’estate. Varco i cancelli del penitenziario e l’aria pesante, carica di tensione, mi investe. Non è solo l’atmosfera creata dai detenuti. C’è altro. Lo vedo negli occhi dei poliziotti, lo sento nel modo in cui camminano, parlano, respirano. Questi donne e uomini in divisa sono veri prigionieri qui, ostaggi di un sistema amministrativo e giudiziario che li ha dimenticati.
di Sabino Cassese
Il Foglio, 23 agosto 2024
Giustizia ritardata è giustizia negata, sosteneva un politico inglese a fine ‘800. Sembra l’Italia di oggi. Gli arretrati, i processi, il rapporto con il Pnrr e il digitale: lievi miglioramenti ma ancora un confronto impietoso con gli altri Paesi “Justice delayed is Justice denied”. Questa massima, già ben nota prima, fu adoperata da quel grande politico inglese, primo ministro per 12 anni e a lungo cancelliere dello scacchiere, che ha costruito l’esecutivo inglese, alla fine dell’ottocento, William Ewart Gladstone. Se fosse interamente vera, dovremmo riconoscere che in Italia non c’è giustizia.
di Errico Novi
Il Dubbio, 23 agosto 2024
Dal dirigente della segreteria di Tajani un’evidente frecciata a FdI per le polemiche sul caso Arianna Meloni: ma l’analisi ignora l’allarme arrivato dalla vicenda Toti. Alessandro Cattaneo è stato un giovanissimo militante berlusconiano. Può essere considerato fra i veterani della delegazione azzurra a Montecitorio nonostante abbia alle spalle solo un’altra legislatura in virtù del proprio percorso movimentista, vicino ai cosiddetti “Circoli” inventati da Marcello Dell’Utri, e di un attivismo che, nel lontano 2009, lo portò a diventare sindaco di Pavia, ad appena 30 anni. Cattaneo è insomma della vecchia guardia forzista: non a caso è stato vicecoordinatore nell’interregno che ha preceduto l’elezione di Antonio Tajani, ed è tuttora responsabile Dipartimenti di FI. E perciò un po’ si resta spiazzati, nel leggere le parole consegnate ieri dal deputato azzurro al Foglio: “Noi di Forza Italia non vogliamo il ritorno a una fase di contrapposizione tra magistratura e politica, non vogliamo guerre sante”. Forse un inedito, nella storia di un movimento segnato in modo irreversibile dalle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. A proposito delle quali, Cattaneo puntualizza: “Quella stagione l’ho vissuta da vicino, il Cav resta un caso unico e irripetibile. Ma credo che oggi, per fortuna, siamo lontani da quei toni e da quel periodo”.
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