di Valerio Papadia
fanpage.it, 3 settembre 2024
Un detenuto di 62 anni si è tolto la vita nella mattinata di oggi all’interno della sua cella nel carcere di Benevento: si tratta dell’ottavo detenuto morto suicida in Campania nel 2024. Ennesimo suicidio in un carcere della Campania: si tratta dell’ottavo detenuto che si toglie la vita nella regione dall’inizio del 2024. Ieri mattina, lunedì 2 settembre, un detenuto di 62 anni si è suicidato impiccandosi all’interno della sua cella nel carcere di Benevento. A darne notizia è stato il Garante per i detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, che ha dichiarato: “Il numero di decessi per suicidio nella nostra regione continua a crescere, evidenziando un incremento nel tasso di suicidi. Siamo a 68 a livello nazionale e a otto in Campania”. “Occorre fare qualcosa di concreto adesso: Se non ora quando? Un dramma, una strage di Stato - conclude Ciambriello - che si consuma nell’indifferenza della politica e della società civile”.
di Nicola Bonafini
Il Resto del Carlino, 3 settembre 2024
Il fratello della moglie di Saddiki, morto impiccato in cella: “L’aveva sentito mercoledì e contava i giorni per uscire. Aveva preso il diploma da cuoco e stava mettendo via i soldi”. “Saddiki? Era l’uomo più tranquillo che ci fosse. Ce l’hanno detto tutti gli operatori del carcere con cui abbiamo parlato che non aveva mai dato un problema. E poi, come fa un uomo di 1.90, quasi 2 metri, a togliersi la vita impiccandosi con una maglietta alle grate della porta della cella?” (in realtà pare si trattasse delle grate della finestra; ndr). I famigliari non credono alla versione del suicidio. Saddiki, il marocchino di 54 anni, sposato, padre di due figli (avuti da una precedente compagna), è l’uomo che nella serata di giovedì si sarebbe tolto la vita impiccandosi nella cella dove era rinchiuso, dopo una lite scoppiata col suo compagno, da cui era stato separato, lasciandolo solo in cella. Una versione, quella del gesto volontario, che non convince la moglie Suuad, 36 anni, attualmente in Marocco, né le famiglie dell’uomo e della consorte. Ad esplicitare tutto questo è il fratello della moglie di Saddiki Tarik, Baissiri, che racconta gli ultimi giorni del 54enne extracomunitario e i punti ‘oscuri’ della versione suicidaria.
9colonne.it, 3 settembre 2024
“Apprendiamo che ieri sera nel carcere di Frosinone è deceduto un detenuto italiano di 62 anni. Probabilmente i disordini sono avvenuti dopo tale evento”. Così il segretario generale Fns Cisl Lazio Massimo Costantino riferendo che ieri sera “detenuti della prima sezione e poi anche quelli della seconda sezione hanno creato disordini, rotto vetri, allagato ambienti, si è reso necessario l’intervento del gruppo di intervento. Da quanto apprendiamo in serata è stata ripristinato l’ordine e la sicurezza. Attualmente vi è un solo comandante, mancano capo reparti ispettori e vice comandanti e non si riescono a coprire i turni per tale carenza. Dei 38 assegnati di Polizia Penitenziaria da interpello ne sono arrivati solo 20 unità”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 3 settembre 2024
Sono ancora nel settore che a luglio fu incendiato durante la rivolta per il suicidio. Sono in venti e si trovano ancora nel settore che, a inizio luglio, fu devastato dalla rivolta dei detenuti per il suicidio di un giovane di 20 anni. Durante la protesta furono incendiati oggetti e materassi che hanno reso inagibile le celle. Ma ancora venti detenuti si trovano lì, senza luce né acqua per le docce. Sulle pareti annerite c’è ancora l’odore lasciato dall’incendio. A volte l’aria è irrespirabile. E poi non c’è più corrente elettrica, questo significa che manca la luce, che non funzionano i ventilatori, che non si può accendere la televisione. E poi le docce, fuori uso anche queste.
di Vincenzo Russo*
perunaltracitta.org, 3 settembre 2024
Dopo i provvedimenti prescrittivi giunti a carico della Direzione della Casa Circondariale di Sollicciano a seguito delle visite ispettive svoltesi nell’Istituto, la questione del carcere fiorentino è diventata centro di dibattito politico. L’attenzione è interamente rivolta al confronto fra Direzione e Ministero della Giustizia e le parti politiche manifestano impegno solo nello schierarsi con l’una o con l’altro. E così i detenuti sono schiacciati dentro una diatriba che ha altro come vero oggetto di interesse e non loro i quali, ancora una volta, diventano occasione per parlare di altro e non affrontare la vera questione che è in gioco: la loro vita. Intanto, amaramente, tra le mura di quell’Istituto come fra quelle di tante altre carceri italiane, si continua a patire condizioni disumane e a morire. Mentre infatti va in scena il dibattito che occupa le pagine dei giornali e rischia di distrarre l’attenzione dai veri problemi che affliggono il mondo carcere, quotidianamente si consuma l’immane tragedia. Non trovo altre parole per descrivere la condizione nella quale i detenuti si trovano a vivere ogni giorno, condizione resa ancora simbolicamente più infernale dalle calde temperature di questi giorni estivi.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 3 settembre 2024
Intervista a Francesco Maisto: va combattuta anche la diffusione di esempi negativi, nei linguaggi come nelle azioni. “Il Beccaria non è un’isola in mezzo al mare, ma fa parte di un arcipelago: presenta le criticità di tutti gli altri Istituti penali per i minorenni, specchio di un sistema che andrebbe riformato”. È l’analisi del Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Milano, il magistrato Francesco Maisto, dopo gli ultimi disordini che hanno interessato il carcere minorile Beccaria di Milano. Evidenzia una “mancanza di sinergia” fra la realtà della dimensione carceraria e la “legislazione messa in atto negli ultimi anni”.
di Lorenzo Garbarino
chiesadimilano.it, 3 settembre 2024
Dopo la rivolta del 31 agosto il cappellano emerito dell’Istituto ricorda come la maggior parte dei giovani provenga da situazioni di estrema fragilità e povertà, anche educativa. Sabato 31 agosto al Beccaria, l’istituto penale minorile di Milano, è avvenuta l’ennesima rivolta dei detenuti. Oltre a un principio di incendio, quattro detenuti sarebbero evasi, per poi essere recuperati. La vicenda è avvenuta a poco più di dieci giorni dall’ultimo caso, quando martedì 20 agosto il sindacato autonomo della polizia penitenziaria aveva segnalato un’altra protesta. Allora un gruppo di detenuti avrebbe dato fuoco a un materasso, per poi colpire degli agenti.
regione.lazio.it, 3 settembre 2024
“Sovraffollamento, carenza di personale, strutture obsolete. Questi sono mali comuni a tutto il sistema carcerario laziale e nazionale. Ho voluto essere al fianco di chi, nonostante le enormi difficoltà quotidiane e dopo i tumulti dei giorni scorsi, lavora a Regina Coeli per garantire condizioni dignitose ai detenuti”. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, si è recato questa mattina in visita alla Casa circondariale “Regina Coeli” dopo i recenti fatti di cronaca che hanno visto disordini all’interno del carcere romano, con aree vandalizzate, celle incendiate e detenuti ustionati. Durante la sua visita, il presidente Francesco Rocca e il vicepresidente del Consiglio regionale, Giuseppe Cangemi hanno incontrato la direttrice della Casa circondariale, Claudia Clementi, il Comandante della Polizia Penitenziaria, Francesco Salemi, e il responsabile dell’Assistenza Sanitaria del Regine Coeli, Luigi Persico.
di Alice Spagnolo
riviera24.it, 3 settembre 2024
L’appello ai giovani del presidente della Camera Penale: “Leggete la Costituzione, dentro c’è tutto. I principi devono essere alla base della legislazione”. Dopo la “maratona oratoria” dello scorso 8 luglio, quando gli avvocati del foro di Imperia si sono radunati in via Escoffier, a Sanremo, per sensibilizzare la popolazione sulle problematiche delle carceri, l’avvocato Marco Bosio, nella sua veste di presidente della camera penale di Imperia-Sanremo, è tornato nello studio di Riviera24.it per parlare di un tema a lui, e ai suoi colleghi, particolarmente caro: quello delle condizioni di migliaia di detenuti all’interno delle strutture carcerarie.
consiglio.puglia.it, 3 settembre 2024
“Oggi abbiamo constatato che c’è un gravissimo problema infrastrutturale che rende la pena a dir poco inumana”, ha commentato il consigliere regionale di Forza Italia Massimiliano Di Cuia, a margine della visita di oggi al carcere di Taranto assieme all’on Vito De Palma, al consigliere provinciale Raffaele Gentile e altri dirigenti locali del partito. “Abbiamo fotografato una situazione estremamente delicata in cui è compromessa la funzione educativa della pena. All’interno del carcere si svolgono diverse attività scolastiche e formative e di questo ci complimentiamo con la direzione. Ma i problemi restano e chi ha il potere di intervenire deve farlo con la massima celerità. Struttura fatiscente, assenza di docce, niente aria condizionata, 5-6 detenuti in una cella con un bagno solo utilizzato anche come cucina: sono solo alcuni dei disagi quotidiani che, tra l’altro, pongono in rilievo anche un problema di natura sanitaria”.
- Salerno. Il deputato Pino Bicchielli sul carcere di Fuorni: “Ottimi progetti per i detenuti”
- Aosta. Il Ministro Zangrillo in visita al carcere: “Evoluzione virtuosa, ma diverse le criticità”
- Roma. Colloqui intimi in carcere, Anastasìa e Calderone chiedono spazi idonei subito a Rebibbia
- Bologna. Cucine popolari alla Dozza: “In carcere si mangia male, negato un altro diritto”
- Oristano. Convegno “Il carcere con le mura di vetro: trasparenza e prossimità”











