agenparl.eu, 4 settembre 2024
“Oggi ho visitato il carcere dell’Ucciardone di Palermo, alla presenza anche del componente del collegio del Garante dei Detenuti Prof. Mario Serio, e ho potuto riscontrare che le principali criticità dell’istituto palermitano sono un esempio attendibile dei problemi di tutto il sistema carcerario italiano: una ristrutturazione che va a rilento (sull’edificio ove è allocata la nona sezione non si è ancora intervenuti), piante organiche di tutti i profili inadeguate, carenza di organico nella polizia penitenziaria, uno spazio esterno - che potrebbe ben essere adibito a campo di calcio - inutilizzato perché non ci sono i soldi per adeguarlo allo scopo. Mi ha molto colpito che nonostante siano ospitati 84 detenuti stranieri l’istituto non abbia neppure un mediatore culturale. Anche il numero dei funzionari giuridico-pedagogici pari a tredici unità è del tutto insufficiente rispetto alla popolazione detenuta da seguire che conta 518 persone.
ilreggino.it, 4 settembre 2024
Oggi, mercoledì 4 settembre 2024, Palmi sarà sede di due iniziative promosse dalla ONG Nessuno Tocchi Caino nell’ambito del “Grande Satyagraha 2024-Forza della verità sulla condizione delle carceri” che, ispirandosi ai metodi della nonviolenza, si pone l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sulle drammatiche condizioni di vita negli istituti di pena in Italia anche attraverso il dialogo con i rappresentanti istituzionali che hanno potere di intervento rispetto alla piaga del sovraffollamento delle carceri ed all’urgente e indifferibile problema delle carenze di personale di ogni professionalità: agenti, educatori, direttori, assistenti sociali, mediatori culturali, medici e operatori sanitari, magistrati di sorveglianza.
ilcittadino.ge.it, 4 settembre 2024
A Genova tre case-famiglia per accogliere i detenuti in misura alternativa. Il recente decreto-legge sulle carceri ha introdotto rilevanti cambiamenti nel sistema penitenziario italiano, focalizzandosi sulla riduzione del sovraffollamento e sul miglioramento delle condizioni di detenzione. Tra le principali innovazioni, il decreto prevede l’adozione di misure alternative alla detenzione per reati minori, l’ampliamento delle opportunità di lavoro e formazione per i detenuti, e un potenziamento del supporto psicologico e sanitario all’interno delle strutture carcerarie.
sestonotizie.it, 4 settembre 2024
L’organizzazione sociale Catena in Movimento, in collaborazione con la II Casa di Reclusione di Milano - Bollate e con il patrocinio del Ministero della Giustizia, della Città Metropolitana, del Comune di Milano, oltre al sostegno istituzionale del D.A.P. e del Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Milano presenta sabato 21 settembre, la Mostra Mercato BOLLATEin. L’evento ha l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale e lavorativa dei detenuti, avvicinando la cittadinanza alla realtà carceraria attraverso il lavoro artigianale.
di Giovanna Casadio
La Repubblica, 4 settembre 2024
Magi, Bonino, Manconi, don Ciotti e realtà del Terzo Settore tra i depositari oggi del quesito in Cassazione, I dubbi del M5S e l’attesa del Pd. Tempo di finirla con l’eterna melina sulla cittadinanza. L’ultima discussione a vuoto tra le forze politiche ha fatto precipitare la decisione: un “cartello” di associazioni e personalità politiche depositerà oggi in Cassazione il quesito per cambiare lo Ius sanguinis e allargare le maglie della cittadinanza italiana. Dalle proposte di legge si passa al referendum.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 4 settembre 2024
Dopo gli scontri delle scorse settimane con la Lega, Forza Italia tira i remi in barca ma Calenda attacca: “Noi presentiamo la nostra proposta e vediamo chi ci sta”. Se ne è parlato per settimane, proprio mentre le scuole erano chiuse, il Parlamento pure e il caldo d’agosto premeva sul Paese. Ora che scuole e Parlamento stanno per riaprire e il caldo ha le ore contate, ecco che di Ius scholae non si parla più. O meglio, colui che aveva cominciato la battaglia, tanto per infastidire una volta di più l’amico- nemico leghista, cioè Antonio Tajani, ha ribadito che sì, Forza Italia è favorevole, ma che siccome al momento non è una priorità ha semplicemente “dato mandato ai gruppi parlamentari” di avviare uno studio, “approfondito”, ci mancherebbe, sul tema.
di Irene Famà
La Stampa, 4 settembre 2024
I giudici competenti per i reati commessi nel centro, ma l’organizzazione è complessa e si rischiano tempi lunghi. Cpr in Albania, che confusione. E l’allarme, questa volta, arriva dal Tribunale di Roma, competente, così prevede la legge, per tutti i reati commessi nel nuovo Centro di permanenza per il rimpatrio. Quello per l’identificazione in costruzione a Shenjing mentre il Cpr vero e proprio sarà a Gjader, due paesi che distano uno dall’altro una ventina di chilometri. L’accordo tra il governo Meloni e il governo Rama parla chiaro: realizzare il primo centro per migranti italiano in terra straniera. E quella superficie di oltre 77 mila metri quadrati, con dieci container attorniati da altissimi muri e filo spinato, sarà sotto la giurisdizione dello Stato Italiano. Forze dell’ordine italiane, leggi italiane. Subito fuori dal perimetro la situazione cambia. E lo dimostra la presenza dei corpi armati albanesi.
di Monica Maggioni
La Stampa, 4 settembre 2024
Nelle strade di Philadelphia, tra gli zombie della droga che sta devastando l’America. Migliaia di vittime, un bollettino di guerra: l’overdose è la prima causa di morte tra 15 e 45 anni. La scena si svolge in una strada di Philadelphia. Sette miglia dal centro, un quarto d’ora in macchina. La sporcizia sul marciapiede distrae lo sguardo, confonde l’immagine. Poi, uno ad uno, gli zombie si scoprono alla vista, spuntano dai cartoni, popolano l’asfalto. Ma non sono zombie. Sono persone. Uomini, donne, ragazzini. Sono lì accartocciati, immobili. Senza respiro. Qualcuno si gratta, infila l’unghia lercia nel nodo dei capelli, si spulcia. L’ultimo arrivato barcolla.
di Luca Casarini
L’Unità, 4 settembre 2024
Criminali ricercati a livello internazionale in Italia ricevono una sorta di immunità. Questo perché fungono da garanzia nel respingimento dei profughi al di fuori dell’Europa. Abdurahman Al-Milad, conosciuto come “Bija”, uno dei trafficanti assoldato dai vari governi italiani per catturare e detenere i richiedenti asilo altrimenti in procinto di raggiungere le nostre coste, è stato ammazzato ieri davanti all’Accademia navale di Janzour, poco fuori Tripoli. Bija è il nome più noto della indicibile connection che lega le milizie libiche e i governi di Italia e Malta in particolare, ed è anche quello più conosciuto dai migranti che da Tripoli a Zawiya, tentano di salvare la pelle dalle scorribande dei cacciatori di schiavi che spesso, in Libia, portano le divise dei vari corpi armati inventati dai signorotti della guerra che si spartiscono la Tripolitania, la Cirenaica e il Fezzan. Bija, dicono le agenzie, era un ricercato internazionale, colpito anche da un’ordine di rintraccio dell’Interpol, accusato insieme al cugino “Osama” delle peggiori efferatezze contro esseri umani.
Il Dubbio, 4 settembre 2024
Il tentativo di fuga dalla prigione di Kinshasa finisce in tragedia, segnalati stupri e violenze sui detenuti. Erano diverse migliaia in una struttura adatta per 1.500 persone. È di almeno 129 morti e 59 feriti il bilancio della maxi evasione dal carcere di Makala, a Kinshasa, avvenuta nella notte tra il primo e il 2 settembre. Lo ha reso noto in conferenza stampa il vicepremier e ministro dell’Interno congolese dell’Interno Jacquemain Shabani, secondo cui delle 129 vittime 24 sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco e gli altri detenuti sono morti soffocati, tuttavia la cifra è ancora provvisoria.
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- Rita Bernardini è una donna capace e appassionata. Perché non nominarla Garante dei detenuti?











