di Emilia Rossi*
Il Dubbio, 8 gennaio 2025
Data la difficoltà di dare seguito alla sentenza della Consulta, con la creazione di ambienti adatti ai colloqui intimi, si sta pensando alla possibilità di permessi ad hoc per i detenuti. Ma un diritto non bisogna mai “meritarlo”. A un anno e poco meno dalla sentenza 10/2024 con cui la Corte costituzionale ha stabilito il diritto delle persone detenute ad avere incontri intimi, cioè sottratti al controllo a vista del personale di custodia, con i partner di stabili relazioni affettive, una cosa è chiara: lo Stato, nelle sue articolazioni competenti del ministero della Giustizia, non ha fatto assolutamente nulla per rendere effettivo tale diritto.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 gennaio 2025
Un emendamento degli azzurri mira a mantenere il sistema attuale di elezione in seduta comune per i componenti non togati del Csm. Ma la Lega non ci sta. No al sorteggio per i membri laici del Consiglio superiore della magistratura. Questo prevede un emendamento di Forza Italia depositato al ddl costituzionale per la separazione delle carriere che domani torna nell’Aula della Camera a partire dalle 12. Il partito di Antonio Tajani vuole infatti lasciare l’elezione dei laici così com’è ora, cioè da parte del Parlamento in seduta comune. Il sorteggio resterebbe, invece, per i soli componenti togati. Il testo della riforma licenziato invece dalla Commissione Affari costituzionali, che ricalca quello voluto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, prevede per i laici una sorta di sorteggio temperato: una rosa scelta da deputati e senatori dalla quale pescare a sorte.
di Errico Novi
Il Dubbio, 8 gennaio 2025
È solo una coincidenza, per carità, ma è incredibile che l’organo di governo dei magistrati si esprima in contemporanea con Montecitorio sulla riforma che riguarda proprio i magistrati. Domani, in contemporanea col voto sugli emendamenti alla Camera, anche il Csm dovrebbe esprimersi sulla separazione delle carriere. Non per licenziare la riforma, naturalmente, ma per formalizzare, a maggioranza, il proprio giudizio tecnico. Una competenza prevista dalla legge istitutiva del Consiglio (articolo 10 comma 2 della legge 195 del 1958).
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 8 gennaio 2025
Le procure di tutta Italia sono inondate di procedimenti per presunte violenze domestiche e di genere, tanto da dover istituire gruppi specializzati che in alcuni casi coinvolgono più della metà dei magistrati in servizio presso l’ufficio. È allarme rosso per il “codice rosso”: le procure di tutta Italia sono inondate di procedimenti per presunte violenze, atti persecutori e maltrattamenti, tanto da dover istituire gruppi specializzati che in alcuni casi coinvolgono più della metà dei magistrati in servizio presso l’ufficio. Neanche si fosse di fronte a un’emergenza nazionale. A confermare le tante difficoltà sono al Foglio diversi dirigenti di uffici requirenti di grande, media e piccola dimensione, sparsi per il territorio italiano.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 8 gennaio 2025
Non è necessario che la richiesta di applicazione della pena contenga il preventivo consenso dell’imputato a seguire lo specifico percorso in quanto esso è condizione imposta automaticamente dalla legge per fruire del beneficio. In caso di patteggiamento subordinato alla concessione della sospensione condizionale della pena, non serve che nell’accordo sia esplicitato il consenso dell’imputato ad adempiere alla condizione che la legge impone automaticamente per godere del beneficio. Come l’obbligo di seguire specifici percorsi di recupero previsto per chi si sia macchiato del reato di maltrattamenti in famiglia. La concessione della sospensione condizionale nel caso di condanna per i reati indicati al comma 5 dell’articolo 165 del Codice penale è forzatamente subordinata all’adempimento della condizione imposta dalla legge. Il giudice non può quindi in via generale negare la sospensione della pena per l’assenza di un esplicito consenso al programma di recupero, in quanto la legge non lo richiede, ma impone solo che si realizzi da parte del condannato l’adempimento imposto.
di Francesco Galli
reggionline.com, 8 gennaio 2025
Stanziati oltre 18 milioni, anche per la salute mentale e la lotta alle dipendenze. Il macabro conteggio è ripreso. Sono già tre i suicidi in carcere in Italia nel 2025, ben due avvenuti nella casa circondariale di Modena, dove l’ultimo caso riguarda un 49enne italiano accusato di femminicidio. Una vera emergenza sociale, se si pensa che lo scorso anno i reclusi che si sono tolti la vita sono stati 89, cui si devono aggiungere 7 appartenenti alla Polizia penitenziaria. Non basta spiegare il fenomeno con lo stato delle carceri nel nostro Paese, il sovraffollamento e la carenza di personale anche se a fronte di 16mila detenuti nell’organico della Polizia penitenziaria, secondo i sindacati, mancano 18mila addetti. A fronte di gravi deficienze strutturali, infrastrutturali, logistiche, organizzative, diventa indispensabile agire sul fronte dell’assistenza sanitaria.
Gazzetta di Modena, 8 gennaio 2025
Una nota dei parlamentari modenesi del Partito Democratico Stefano Vaccari e Maria Cecilia Guerra: “Occorre che il Governo prenda misure rapide. Non si può risolvere il sovraffollamento tollerando i suicidi come effetti collaterali”. In una settimana, nel carcere Sant’Anna di Modena, si è registrata la morte di tre persone detenute. Un dato allarmante che si è aggravato proprio oggi, martedì 7 gennaio, con la notizia del terzo decesso: si tratta di un uomo italiano di 49 anni, Andrea Paltrinieri, in carcere per il femminicidio dell’ex moglie Anna Sviridenko commesso lo scorso 10 giugno. Prima di lui, martedì 31 dicembre era stato trovato privo di vita un 37enne macedone, in seguito all’inalazione di gas nella sua cella, mentre domenica 5 gennaio era morto un giovane marocchino nemmeno trentenne che si trovava ricoverato all’ospedale di Baggiovara dopo aver tentato il suicidio ferendosi in modo gravissimo.
novaradio.info, 8 gennaio 2025
Santoro (L’Altro diritto): “È l’effetto della disumanità del carcere, i malati psichici non stiano in carcere”. Due morti in 10 giorni: è il drammatico bilancio registrato nel carcere fiorentino di Sollicciano nel corso di queste ultime festività. Il 23 dicembre è morto in carcere un 28enne somalo, Mohammed Wardi Ahmed (le cause sono ancora da accertare, probabilmente un’eccessiva assunzione di farmaci e alcol), mentre il 3 gennaio scorso a togliersi la vita è stato un giovane di 25 anni originario dell’Egitto, affetto da problemi di natura psichica e seguito dai servizi sanitari.
Il Mattino, 8 gennaio 2025
Il dramma in provincia di Avellino, non ce l’ha fatta il 57enne. Non ce l’ha fatta il paziente detenuto nella Rems (struttura sanitaria residenziale) di San Nicola Baronia, in provincia di Avellino, che ieri mattina, durante una passeggiata all’esterno della struttura con gli operatori sanitari, in preda ad un raptus si è lanciato da un ponte da un’altezza di diversi metri. Le sue condizioni si sono aggravate nella tarda serata di ieri dopo il ricovero nell’ospedale di Ariano Irpino. I primi esami avevano escluso gravi lesioni interne.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 8 gennaio 2025
La proposta dell’ex assessore Biagi e dell’associazione Pantagruel: no demolizione. Otto anni di lavori e 34 milioni di euro di investimento. L’ex assessore all’urbanistica, architetto e volontario dell’associazione Pantagruel Gianni Biagi lancia un’ipotesi di lavoro per ristrutturare (e non demolire come chiesto dalla sindaca Sara Funaro) il carcere di Sollicciano, uno dei penitenziari più critici d’Italia e da anni in attesa di essere ammodernato. Nello specifico, Biagi, propone “una ristrutturazione radicale ma non la sua demolizione” perché “demolire un’infrastruttura importante è sempre un gesto estremo” e “ogni infrastruttura costituisce un capitale fisso sociale che è anche un valore economico”. Secondo Biagi, “la sua distruzione deve essere una scelta derivante dalla impossibilità di migliorarne la funzionalità”, ma “non è questo il caso del carcere di Sollicciano che ha spazi e dimensione per essere riorganizzato”.
- Livorno. Il Procuratore risponde a Rita Bernardini: “verifiche sul carcere”
- Prato. La Garante dei detenuti: “Mancano psicologi ed educatori. Investire sul reinserimento”
- Alessandria. Fredde, in degrado e sovraffollate: bocciate San Michele e Don Soria
- Siracusa. Battitura di protesta nel carcere: “Vogliamo solo essere ascoltati”
- Varese. Miogni, mano tesa ai detenuti. Assistenza e reinserimento. Il Patronato entra in carcere









