di Egle Priolo
Il Messaggero, 9 gennaio 2025
Le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza come una “mancanza urgente da colmare in Umbria”. Ma anche i problemi di sovraffollamento, con i quattro carceri umbri che ospitano una “quantità di detenuti doppia rispetto alla media nazionale” e l’idea di un fondo nazionale per la sanità carceraria, considerando che in regione un detenuto su 2 è tossicodipendente o soffre di disagi mentali per cui va curato. Questi i temi affrontati nell’incontro tra la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il Garante regionale dei detenuti Giuseppe Caforio e il direttore regionale Salute e Welfare Massimo D’Angelo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 gennaio 2025
Sono già cinque le persone che si sono tolte la vita nella prima settimana del 2025, dopo il drammatico record del 2024 con 89 detenuti e 7 agenti che si sono tolti la vita. L’anno nuovo è iniziato esattamente come si era chiuso il precedente, con le carceri italiane al centro di una crisi sempre più drammatica. Dopo un 2024 che ha registrato un numero record di suicidi - 89 detenuti e 7 agenti di polizia penitenziaria - il 2025 si è aperto con cinque tragici episodi in pochi giorni: quattro detenuti e un operatore. Gli ultimi due nel carcere calabrese di Paola, dove ieri sera un detenuto di circa 40 anni, e questa mattina un impiegato delle funzioni centrali di 48 anni si sono tolti la vita impiccandosi, il primo nella sua cella, il secondo nella palestra della struttura penitenziaria.
Il Domani, 9 gennaio 2025
Sono 1.060 i detenuti dentro Regina Coeli a fronte di 566 posti disponibili, vigilati da solo 340 agenti penitenziari quando ne servirebbero almeno 709. “La situazione è da tempo ingovernabile e meriterebbe interventi celeri e concreti da parte dell’esecutivo”, ha detto De Fazio, segretario generale della Uil-Pa polizia penitenziaria. Un’altra morte in carcere. Questa volta è un detenuto 23enne di origine romene che si trovava nell’istituto penitenziario romano di Regina Coeli a togliersi la vita. Lo hanno ritrovato impiccato nella serata dell’8 gennaio nel bagno della sua cella. Si tratta del quinto detenuto morto suicida nei soli primi nove giorni dall’inizio dell’anno, a cui si somma anche quello di un operatore. “La carneficina a cui, nostro malgrado, abbiamo assistito nel 2024, anno in cui è stata raggiunta la cifra record di 89 reclusi e 7 agenti suicidatisi, continua irrefrenabile, vista anche la sostanziale inerzia del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e del governo Meloni”, dichiara Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria che pone l’attenzione sul sovraffollamento del carcere romano. Sono infatti 1.060 i detenuti dentro Regina Coeli a fronte di 566 posti disponibili, vigilati da solo 340 agenti penitenziari quando ne servirebbero almeno 709 senza tener conto del sovraffollamento.
di Cristina Degli Esposti
Il Resto del Carlino, 9 gennaio 2025
Il Garante dei detenuti: “Monitoraggi più complessi con il doppio delle presenze”. Nel mirino i trasferimenti di reclusi da fuori regione: scelta dettata dai servizi offerti. Tre suicidi nel giro di venti giorni nel carcere di Modena. L’ultimo martedì: Andrea Paltrinieri, 49enne uxoricida reo confesso, era in attesa di giudizio (le indagini non sono ancora chiuse) quando si è tolto la vita con il fornelletto a gas acquistabile dai detenuti nel circuito interno del penitenziario, lasciando orfani i due figli minori. A dicembre sono stati cinque i detenuti morti nelle carceri dell’Emilia-Romagna e, proprio nelle scorse ore, la giunta de Pascale ha stanziato oltre 18 milioni di euro per il potenziamento dell’assistenza sanitaria e psichiatrica dei detenuti.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 9 gennaio 2025
La Garante Laura De Fazio: “Le bombolette a gas? Il problema c’è, ma i fornelli elettrici costano di più. Sovraffollamento, è necessario rendere più umano l’ambiente carcerario”. Segnali pare non ne avesse ‘lanciati’. Eppure, forse schiacciato dal peso del terribile gesto commesso, si è tolto la vita inalando il gas del fornellino. Non vi sono dubbi sulla volontà suicidaria di Andrea Paltrinieri, ingegnere modenese 50enne finito in carcere un anno fa per brutalmente ucciso, soffocandola, la moglie Anna Sviridenko, mamma 40enne originaria della Bielorussia, specializzanda modello di radiologia al Policlinico e medico nucleare all’ospedale di Innsbruck. In meno di un mese e con le stesse modalità nel penitenziario modenese si sono tolti la vita tre detenuti. Sul tema interviene la dottoressa Laura De Fazio la garante cittadina di Modena per i detenuti.
napolitan.it, 9 gennaio 2025
È morto in ospedale, dopo aver combattuto per giorni con la febbre alta, mentre era recluso nel carcere di Secondigliano, Luca La Penna, 42 anni. La notizia del decesso si è rapidamente diffusa nel quartiere e amici e parenti stanno dedicando al 42enne moltissimi post sui social network. Una morte sta facendo discutere e che rilancia l’emergenza che si registra nelle carceri italiane. La Penna, l’ultima volta che era riuscito a comunicare con i parenti, si era lamentato delle scarse cure mediche ricevute, malgrado la febbre alta da svariati giorni. Poi il ricovero in ospedale, ma di lì a poco è sopraggiunto il decesso.
tg24.info, 9 gennaio 2025
Sono stati assolti con formula piena i sette agenti di Polizia penitenziaria accusati di concorso in omicidio colposo per la morte di V.G. un ragazzo di 25 anni residente a Ceccano. Dati i suoi problemi psicologici il giovane era stato collocato presso una Rems della città fabraterna. Ma da quella struttura il 25enne era scappato. A quel punto era stato trasportato presso il carcere di Regina Coeli a Roma. Ma il 7 febbraio del 2017 il giovane era stato trovato impiccato nella sua cella. A seguito di tale fatto erano finiti sotto processo per omicidio colposo la dottoressa che teneva in cura il detenuto e sette agenti di polizia penitenziaria tutti ciociari.
di Giacomo Giampieri
Il Resto del Carlino, 9 gennaio 2025
Parla la direttrice del carcere, Manuela Ceresani, dopo gli ultimi episodi “Molti sono tossicodipendenti, c’è meno accettazione della reclusione”. Aggressioni ai poliziotti dentro il carcere purtroppo succedono, non è la prima volta. Questo credo accada da una parte perché i detenuti sono più reattivi, spesso ci vengono mandati da altre carceri dove hanno già dato problemi, e dall’altra anche per il poco personale su cui dobbiamo fare i conti. A Montacuto siamo scoperti di 70 poliziotti”. A parlare è Manuela Ceresani, direttrice delle due carceri anconetane, Montacuto e Barcaglione. Nell’ultima settimana c’è stata una escalation di violenza che ha caratterizzato la Casa circondariale di Montacuto.
diocesiudine.it, 9 gennaio 2025
Sarà Silvia Landra, psichiatra in diversi istituti penitenziari del milanese e già collaboratrice della Caritas ambrosiana, l’ospite del primo appuntamento 2025 della Scuola di Politica ed Etica Sociale. L’incontro sarà lunedì 13 gennaio alle 18.15 a Udine. “Cosa c’è oltre le sbarre? Quando “i diversi” ci assomigliano”. Un titolo quanto mai provocatorio per un tema che è sempre di stretta attualità. È il biglietto d’ingresso al primo incontro del 2025 della SPES, la Scuola di Politica ed Etica Sociale dell’Arcidiocesi di Udine, che avrà luogo lunedì 13 gennaio. I partecipanti saranno guidati “oltre le sbarre” da Silvia Landra, presidente dell’Azione Cattolica di Milano, psichiatra con attività in alcuni istituti carcerari lombardi. L’appuntamento, come di consueto, sarà alle 18.15 nel palazzo Garzolini-Di Toppo-Wassermann dell’Università di Udine, nel capoluogo friulano, in via Gemona 92.
di Alessandro Salemi
Il Giorno, 9 gennaio 2025
La compagnia Geniattori e dieci reclusi della Casa circondariale monzese protagonisti di “Senza parole”. Sul palco del Binario 7 porteranno in scena lo spettacolo nato dal laboratorio di recitazione oltre le sbarre. La compagnia Geniattori è nata nel 2016 da mamme e papà della materna Sant’Anna per riuscire a divertire i bambini e per raccogliere fondi con cui ristrutturare la scuola. Il teatro esce dal carcere e incontra il grande pubblico al Binario 7. È l’avventura percorsa in questi mesi dal gruppo teatrale Geniattori che per martedì 11 febbraio sta preparando un gruppo di 10 detenuti della casa circondariale di Monza per portare in scena “Senza parole”. I detenuti del laboratorio teatrale, con la loro gestualità, musiche e voce fuori campo, racconteranno la loro quotidianità, fatta di attività, per qualcuno lavoro, momenti comuni, pranzo e cena, esprimendo un’emozione per ogni momento della giornata. Lo spettacolo, presentato in carcere lo scorso maggio, apprezzato da direzione, pubblico e assessori monzesi, ora varcherà le sbarre di via Sanquirico.
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