di Marika Ikonomu
Il Domani, 5 settembre 2024
L’ex senatore: “Nel 2017 la sinistra è stata pavida. Riproviamoci”. “Questo referendum è un primo passo, che parte dal basso, di un percorso di riforma della legge sulla cittadinanza, che quest’anno compie 32 anni e non tiene “conto degli immensi cambiamenti” sociali che sono avvenuti nel nostro paese, dice Luigi Manconi, ex senatore ed ex presidente della commissione Diritti umani del Senato, tra i promotori di questa iniziativa. Nel quesito referendario si chiede dunque di tornare alla disciplina che esisteva prima del 1992. Votando sì e abrogando parte dell’articolo 9, che prevede il termine dei 10 anni, potrebbero fare richiesta di cittadinanza circa 2,3 milioni di persone. Un bacino che si amplia per chi ha figli minori conviventi, che la acquisirebbero automaticamente qualora i genitori ne divenissero titolari.
di Mauro Magatti
Avvenire, 5 settembre 2024
Il film “La zona di interesse”, Oscar come miglior film straniero e vincitore del premio speciale della giuria di Cannes, racconta la vita quotidiana del comandante di Auschwitz, Rudolf Höss, e della sua famiglia. La villetta con il giardino dove l’ufficiale tedesco vive con la moglie e i figli confina con il campo dove arrivano i deportati ebrei. Ma il piano della vita famigliare e quello del campo di sterminio sono completamente separati. Binari paralleli destinati a non incontrarsi. Sandra Huller, l’attrice protagonista è particolarmente efficace nel mostrare la distanza siderale tra due mondi fisicamente vicinissimi ma di fatto abissalmente lontani, diametralmente antitetici.
di Nello Trocchia
Il Domani, 5 settembre 2024
Il mare continua a ingoiare vite: 21 morti al largo delle coste di Lampedusa, tra queste anche tre bambini. Intanto dall’informativa sulla tragedia calabrese emergono le divergenze sul coordinamento nei soccorsi. Il bilancio è disastroso: 21 persone morte, tra queste tre bambini. Al largo di Lampedusa si è consumata l’ennesima tragedia del Mediterraneo, il mare ormai trasformato in un macabro cimitero. I migranti, partiti il primo settembre dalla Libia, erano 28, ma in Italia sono arrivati solo sette superstiti, di nazionalità siriana, che hanno raccontato il capovolgimento del barcone sul quale viaggiavano dopo il salvataggio effettuato dalla guardia Costiera.
di Gloria Saccani Jotti*
Corriere della Sera, 4 settembre 2024
Secondo la Costituzione vanno incoraggiati e sempre più praticati quegli istituti che tendono alla riparazione, per agevolare al condannato il non facile inserimento nella società. L’alternativa è semplice: pensiamo che la Costituzione debba essere osservata e attuata anche nelle sue ultime implicazioni o riteniamo invece che essa sia soltanto una raccolta ed una esposizione di ottimi propositi e di buone intenzioni che lasciano peraltro il tempo che trovano? La risposta è - o dovrebbe essere - assolutamente ovvia e, se è così, tutte le volte in cui ci si imbatte con il “problema penale” il pensiero dovrebbe correre immediatamente alla Costituzione che a tale problema dedica disposizioni assai significative e dalle quali non si può prescindere qualunque sia il profilo del problema oggetto di attenzione. Ora, è fin troppo evidente che una visita alle carceri italiane evoca immediatamente il tema della pena e pone interrogativi che proprio nella Costituzione trovano - o dovrebbero trovare - chiare risposte.
di Stefano Allievi
Corriere dell’Alto Adige, 4 settembre 2024
Quando scoppiano le carceri, a causa del sovraffollamento e delle condizioni di vita dei detenuti, la risposta che viene data in automatico è la seguente: più carceri, più agenti. Ma se il problema fosse nel fatto che la risposta è sbagliata perché la domanda è mal posta? Anche perché non si tratta di un evento eccezionale, come viene raccontato: succede tutte le estati, occasionalmente anche in altri periodi dell’anno, mentre i suicidi e gli atti di autolesionismo sono una costante, sia tra i detenuti che tra le guardie (che hanno il più alto tasso di suicidi e di burn-out tra tutte le forze di polizia). Il che dovrebbe farci riflettere sulla bontà del modello, che invece viene reiterato senza riflessione alcuna dalla politica: il rimedio a ogni problema sociale è sempre l’inasprimento delle pene e l’invenzione di nuovi reati, più galera (“buttando via la chiave”, come amano dire molti), più repressione. E se questo producesse il male anziché diminuirlo? O si limitasse a nasconderlo inutilmente sotto il tappeto?
di Mauro Palma
La Stampa, 4 settembre 2024
È degli ultimi giorni una nuova situazione di forte tensione all’Istituto penale minorile di Milano. La tensione è stata connessa a un tentativo di fuga collettiva, dietro incidenti appositamente provocati, che hanno ancora una volta danneggiato suppellettili e speranze di un contesto un po’ rasserenato, dopo altre analoghe situazioni recenti. Di nuovo le rituali richieste di maggiore severità, di minore considerazione dell’età delle persone coinvolte; ime, senza una riflessione su come in breve tempo il sistema penale minorile sia mutato da esperienza d’avanguardia a luogo vissuto e descritto come premessa di maggiore illegalità futura.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 settembre 2024
I detenuti di Rebibbia chiedono a gran voce che sia attuata la sentenza della Consulta, quella che ha dichiarato incostituzionale l’articolo 18 della legge sull’Ordinamento penitenziario, nella parte in cui non prevede che i detenuti possano avere colloqui senza il controllo a vista del personale di custodia con il coniuge, il partner dell’unione civile o la persona stabilmente convivente. Dopo il reclamo, rimasto nel limbo, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, e la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone, hanno scritto alla direttrice del carcere di Rebibbia, Maria Donata Iannantuono, per raccomandare l’immediata individuazione di spazi idonei all’effettuazione di colloqui intimi tra i detenuti e i propri partner, così come stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 settembre 2024
Salis: “chiudere il Beccaria e abolire tutti gli Ipm” Gratteri: “Indulti e amnistie, argomenti pericolosi”. “6 1.758 detenuti nelle carceri italiane il 31 agosto: 625 più del 31 luglio. Quando si dice degli incisivi effetti del decreto che qualcuno ha chiamato “svuota carceri”! Non ce n’erano così tanti dal gennaio 2014, all’indomani della condanna della Corte europea per i diritti umani. Con gli stessi numeri nel luglio del 2006 fu approvato l’ultimo provvedimento di indulto, che scarcerò più di 20mila detenuti con ottimi risultati in termini di recidiva (dimezzata rispetto a quella ordinaria). Meditate, gente, meditate”: così ieri il garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Lazio, Stefano Anastasia.
di Dario Del Porto
La Repubblica, 4 settembre 2024
“Andrebbe rivista l’esecuzione penale, ma non è un argomento tanto di moda, sento parlare di indulti e amnistie. Uno dei motivi delle rivolte nelle carceri è proprio questo annunciare cose che non si realizzeranno”, accusa il procuratore Nicola Gratteri durante la conferenza stampa sugli arresti nei confronti di 40 indagati in un’operazione anticamorra nel Casertano. “Non penso che questo governo possa pensare a un indulto sul piano del consenso popolare ed elettorale, piuttosto andrebbero accelerate le realizzazioni di comunità di recupero per i detenuti tossicodipendenti e realizzando nuove Rems nei beni confiscati.
di Errico Novi
Il Dubbio, 4 settembre 2024
Il deputato azzurro Pietro Pittalis replica a Serracchiani: “È il garantismo dem a essere altalenante: svanisce davanti a quei 17mila reclusi in attesa di giudizio”. “Il garantismo non è intermittente. Non può esserlo. Il Pd ci contesta di non essere andati oltre, nelle misure sul carcere? Intanto con il decreto convertito a inizio agosto abbiamo prodotto, come maggioranza, un intervento organico, in materia penitenziaria, di cui non si vedeva l’ombra da anni. Ma poi, se vogliamo parlare di carcere, di sovraffollamento e di patenti garantiste, ecco, vorrei dire al Pd: com’è possibile che vi riteniate dalla parte delle garanzie se non vi arrischiate neppure a prendere posizione su modifiche che riducano la carcerazione preventiva attraverso il rafforzamento della presunzione d’innocenza? Se siete davvero garantisti, perché, se noi diciamo di voler intervenire sul presupposto, oggi discrezionalissimo, della reiterazione del reato come parametro per infliggere misure cautelari in carcere, dove ci sono qualcosa come 17mila detenuti in attesa di giudizio, voi siete già contrari in partenza? Non è il vostro, un garantismo a corrente alternata?”.
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