di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 6 settembre 2024
La doppia prescrizione dell’allontanamento dal Comune e quella di “rimpatriare” nel luogo di residenza è requisito imprescindibile dell’ordine del questore anche in caso di cittadini italiani. La Cassazione annulla la decisione dei giudici di appello che avevano ritenuto legittimo il provvedimento del questore che stabiliva l’allontanamento dal Comune senza ordinare il rientro in quello di residenza ritenendo così consumato il reato previsto dal comma 3 dell’articolo 76 del Dlgs 159/2011. La doppia prescrizione è invece rispondente al modello legale della misura di prevenzione decisa dal questore a fronte della pericolosità del soggetto a cui si rivolge. Precisa, infatti, la Cassazione penale che il fine di contenere il rischio insito nella pericolosità sociale del soggetto colpito dall’ordine del questore non è precipuamente quello di allontanarlo dal Comune in cui non può far reingresso.
Il Sole 24 Ore, 6 settembre 2024
La Corte Ue, sentenza della Corte nella causa C-603/22, interviene in materia di equo processo dei i minori. E afferma che devono avere la possibilità concreta ed effettiva di essere assistiti da un difensore. Non solo, l’assistenza deve essere offerta al più tardi prima del primo interrogatorio da parte della polizia. Nel corso di un procedimento a carico di tre minori imputati per una effrazione, è venuto fuori che i ragazzi erano stati interrogati dalla polizia senza la presenza di un difensore. Prima del primo interrogatorio non erano informati neppure dei loro diritti, così come i loro genitori. I difensori nominati d’ufficio hanno chiesto che le precedenti dichiarazioni siano eliminate dagli atti. A questo punto il giudice nazionale si è rivolto alla Corte di giustizia chiedendo se le disposizioni del proprio paese siano conformi al diritto dell’Unione.
riviera24.it, 6 settembre 2024
Si tratta del sessantanovesimo suicidio in Italia da inizio anno. L’uomo, un italiano, soffriva già di problemi psichiatrici. Un detenuto di 45 anni si è suicidato, stamani, in carcere a Imperia, impiccandosi alle grate della cella, approfittando dell’ora d’aria degli altri compagni. Si tratta del sessantanovesimo suicidio in Italia da inizio anno. L’uomo, un italiano, soffriva già di problemi psichiatrici. “Questo ulteriore suicidio avvenuto nel carcere di Imperia deve far riflettere sulla condizione in cui vivono i detenuti e su quella in cui è costretto ad operare il personale di Polizia Penitenziaria”. Lo dice Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, commentando il 69esimo suicidio nelle carceri del 2024. L’uomo suicida, italiano, era nato nel 1977, con una pena brevissima di soli 6 mesi, fine pena a gennaio 2025. Una precedente carcerazione durata un anno tra il 2016 e il 2017 per piccoli reati (furto, resistenza).
livornotoday.it, 6 settembre 2024
Si tratta del settantesimo suicidio di un detenuto da inizio anno. Si fa sempre più drammatica la situazione di chi vive all’interno degli istituti penitenziari con il numero dei suicidi che ha già raggiunto e superato il totale di quelli avvenuti nel 2023. L’ultimo è avvenuto nella mattinata di ieri 5 settembre, questa volta al di fuori delle mura del carcere. Il detenuto, un 56enne recluso a Gorgona e in permesso premio, si è infatti tolto la vita in un appartamento di Rosignano Marittima.
Il Giorno, 6 settembre 2024
"Un detenuto di origini egiziane verso la mezzanotte è rimasto carbonizzato nella sua cella della Casa Circondariale di Milano San Vittore, che condivideva con un altro ristretto – si legge nel comunicato – a causa di un incendio appiccato, sembrerebbe, da loro stessi come ormai avviene con assidua frequenza. Non crediamo possa parlarsi di suicidio, ma è un'altra morte che si aggiunge ai 70 detenuti e ai 7 agenti che si sono tolti la vita dall'inizio dell'anno in quello che sempre più appare come un bollettino di guerra". Il giovane si chiamava Loka Moktar Joussef Baron ed era nato nel febbraio del 2006. Successivamente, nel corso della mattinata, si è ulteriormente precisata la prima ricostruzione dell’accaduto: il giovane avrebbe dato fuoco alle coperte. Non si sa per un gesto di protesta o con altre intenzioni. Il corpo sarebbe stato trovato nel bagno della cella, dove probabilmente aveva cercato rifugio da fiamme e fumo.
milanotoday.it, 6 settembre 2024
Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha affrontato il caso delle rivolte al carcere minorile di Milano. Evitare che si ripetano (ancora) rivolte nel Beccaria, ma anche dare un futuro ai ragazzi detenuti. Sono i due punti cardine della seduta del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto in prefettura a Milano nel pomeriggio di giovedì 5 settembre. Oltre ai vertici delle forze di polizia e dei vigili del fuoco, hanno partecipato all’incontro il comune di Milano, la procura minorile, il magistrato di sorveglianza del tribunale per i minorenni, il direttore dell’istituto penale insieme al comandante di reparto, il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Lombardia, il dirigente del centro per la giustizia minorile per la Lombardia. Nel corso della riunione, sono state esaminate da parte di tutti i partecipanti, ciascuno per la parte di rispettiva competenza, alcune misure organizzative ritenute necessarie per consentire al personale che opera in quell’Istituto di poter svolgere al meglio i propri gravosi compiti, con una attenzione particolare anche alle condizioni dei giovani detenuti.
di Federico Rota
Corriere della Sera, 6 settembre 2024
L’ispezione in via Gleno dei rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra. Dori: “Presenteremo un’interrogazione parlamentare al ministro Nordio”. C’è una “zona grigia” che, di fronte ai problemi ormai cronici dei penitenziari, rischia di passare in secondo piano. Ma che è legata suo malgrado a ciò che Devis Dori, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, definisce “il padre di tutti i mali”, ossia il sovraffollamento delle carceri, cui Bergamo non è esente: su 319 posti regolamentari la casa circondariale di via Gleno ospita 585 detenuti. Di questi, 45 hanno un’età tra i 18 e i 25 anni. Ed è nei loro confronti, al termine di una visita di tre ore in via Gleno con i co-portavoce provinciali di Europa Verde Oriana Ruzzini e Giuseppe Canducci, che Dori prende un impegno: “Presentare un’interrogazione parlamentare al ministro Nordio per trovare fondi e strutture e avere così settori specifici per loro. Il sovraffollamento produce, a cascata, effetti critici. Molti di questi giovani detenuti hanno un’età in cui non c’è ancora una piena maturità; spesso hanno alle spalle situazioni familiari complesse e si trovano in cella con detenuti condannati per reati più gravi”.
ternitomorrow.it, 6 settembre 2024
Il carcere di Terni si trova in una situazione di estrema criticità, con 525 detenuti presenti a fronte di una capacità regolamentare di 422 posti, mentre il limite massimo tollerabile indicato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) è di 638 posti. Questo sovraffollamento, comune a molte altre strutture penitenziarie italiane, crea condizioni di vita e di lavoro particolarmente difficili sia per i detenuti che per il personale penitenziario. Durante una visita ispettiva, Debora Serracchiani, responsabile giustizia e parlamentare del Partito Democratico, ha denunciato le condizioni degradanti del carcere, sottolineando la grave carenza di personale.
Ristretti Orizzonti, 6 settembre 2024
Con un tasso di affollamento sui posti disponibili pari al 185 per cento, l’istituto romano è tra quelli con il maggior sovraffollamento in Italia. “Il mondo del carcere aspetta ancora un adeguato segno di attenzione da Parlamento e Governo. Nell’incontro con la Conferenza dei garanti territoriali dello scorso 7 agosto, il ministro Nordio ha promesso nuovi interventi, dopo il deludente decreto ‘carcere sicuro’. Attendiamo fiduciosi, ma impazienti, perché così non si può continuare”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, al termine della visita alla Casa circondariale di Regina Coeli.
Il Mattino, 6 settembre 2024
Chiesta l’assegnazione di quattro nuove unità nel centro di detenzione. Causa croniche carenze di organico, vivono un grave disagio gli infermieri e gli operatori sociosanitari impegnati al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Una situazione da tempo nota all’Asl di Caserta e all’Amministrazione penitenziaria, che la Uil-Fpl denuncia nuovamente con una nota dei delegati sindacali interni Antonio Ratto e Domenico Santacroce e del segretario territoriale Mario Falco, inviata a numerosi dirigenti Asl.
- Pisa. La colletta dei carcerati. Il cuore del Don Bosco: “Per aiutare la famiglia”
- Catania. Raccolta libri scolastici per studenti figli di detenuti
- Venezia. Avati e Gifuni nelle carceri veneziane per il progetto “Passi Sospesi”
- Perché sostenere il referendum sulla cittadinanza
- Ius Scholae? Nel 2025 ci sarebbero 200mila nuovi italiani











