ansa.it, 14 gennaio 2025
Concorso di scrittura riservato agli istituti penitenziari. Ruggiero, ospite nella Casa circondariale di Palmi (Reggio Calabria), si è aggiudicato l’ottava edizione del concorso nazionale di scrittura ‘Scrittidicuore’ che ha coinvolto gli istituti carcerari di tutt’Italia. L’iniziativa è ideata e promossa dal Comune di Campobasso e dall’Unione lettori italiani (Uli) nell’ambito di “Ti racconto un libro”, laboratorio permanente sulla lettura e sulla narrazione. Un testo in cui l’autore si rivolge a se stesso cercando di ricucire legami tra il passato e il presente, tra il dentro e il fuori, in un contesto in cui la percezione dei sentimenti si trasforma radicalmente.
di Luca Mazza
Avvenire, 14 gennaio 2025
Già l’incipit dice molto. Perché l’ha chiesto “per favore”. E non l’ha chiesto per sé o per la sua famiglia in lutto, ma in nome del figlio Ramy, morto all’alba del 24 novembre a Milano, dopo un lungo inseguimento con i Carabinieri e in circostanze ancora da accertare dalla magistratura. Con un appello articolato e rivolto a tutti quei manifestanti scesi in piazza negli ultimi giorni, Yehia Elgaml, 61 anni, cittadino egiziano che vive in Italia da quasi vent’anni, ha lanciato una serie di messaggi impeccabili. In primis, con la voce rotta dal dolore più crudele che possa capitare a un genitore, quest’uomo ha invitato tutti coloro che scelgono di onorare la memoria di suo figlio a farlo in modo pacifico e costruttivo.
di Emanuela Del Frate
Il Domani, 14 gennaio 2025
La morte del ragazzo dopo un inseguimento con i carabinieri ha scatenato violenze. Ai cortei non solo facinorosi, ma anche universitari e giovani di terza generazione. Sono delle piazze frastagliate e multiformi quelle in cui si è accesa la protesta nella serata di sabato 11 gennaio. A un mese e mezzo dalla morte del 19enne milanese Ramy Elgaml arrivata dopo un inseguimento dei carabinieri allo scooter in cui si trovava insieme a Fares Bouzidi. Proteste che sono sfociate in momenti di tensione, con cariche della polizia, a Roma e in ore di guerriglia tra le strade di Bologna.
di Angela Napoletano
Avvenire, 14 gennaio 2025
La tedesca iraniana Taghavi, 71 anni, è stata rilasciata dopo 1.500 giorni nel carcere di Teheran. Con il ritorno di Cecilia Sala sale la pressione di Germania e Francia per liberare i connazionali. “Le forze ci stanno venendo meno, fate presto”. È l’appello (disperato) di Olivier Grondeau, 34 anni, uno dei tre francesi detenuti nel carcere iraniano di Evin. Lo ha rilanciato, oggi, il canale France Inter condividendo con il pubblico il passaggio di una telefonata alla famiglia risalente al 19 dicembre, lo stesso giorno in cui fu arrestata Cecilia Sala. Perché farlo uscire adesso? L’idea che circola Oltralpe è che le trattative tra Parigi e Teheran possano calcare la via verso la libertà aperta dalla giornalista italiana. A lubrificare con l’ottimismo la macchina della diplomazia c’è anche il ritorno a casa, a Berlino, della tedesca iraniana Nahid Taghavi, rilasciata dal regime iraniano, domenica, dopo 1500 giorni di detenzione.
agenzianova.com, 14 gennaio 2025
Nuove immagini scioccanti, pubblicate sui social media della Libia, documentano brutali episodi di tortura nel carcere di Garnada, situato a circa 200 chilometri a nord-est di Bengasi. Questo carcere di massima sicurezza, gestito dal 2015 dalle forze speciali del generale Khalifa Haftar, è tristemente noto per gli abusi sistematici inflitti ai detenuti, inclusi pestaggi e trattamenti inumani che spesso sfociano nella morte. I video trapelati mostrano detenuti picchiati violentemente con bastoni, fruste e a mani nude da uomini in uniforme militare. In uno di questi filmati, un uomo vestito solo con indumenti intimi viene frustato in un corridoio, mentre un sessantenne viene colpito ripetutamente con un bastone fino a cadere a terra. Un altro video, che “Agenzia Nova” ha scelto di pubblicare oscurando i volti dei detenuti e apportando alcuni tagli per tutelarne la dignità, mostra un gruppo di prigionieri ammassati all’interno delle celle del carcere, con le mani intrecciate sopra la testa. Due aguzzini li minacciano apertamente di ulteriori torture. Tra i detenuti spicca una persona che implora pietà, con una mano visibilmente fasciata e presumibilmente fratturata, evidenza concreta delle brutali pratiche di tortura sistematica.
di Giuseppe Gagliano
notiziegeopolitiche.net, 14 gennaio 2025
Quando si parla di diritti umani, spesso l’indignazione globale si accende solo a tragedia avvenuta. Ma ciò che sta accadendo nelle celle di Bangkok dovrebbe scuotere le coscienze ben prima che sia troppo tardi. Una lettera disperata, ottenuta dall’Associated Press, svela il dramma di 43 uomini uiguri, una minoranza etnica di origine turco-musulmana perseguitata in Cina, che temono un’imminente deportazione verso un destino di torture, prigionia e forse di morte. “Potremmo essere imprigionati e potremmo anche perdere la vita. Facciamo appello urgente a tutte le organizzazioni internazionali e ai paesi che si occupano dei diritti umani affinché intervengano immediatamente per salvarci da questo tragico destino prima che sia troppo tardi”.
di Niccolò Carratelli
La Stampa, 13 gennaio 2025
Ultime trattative per eleggere i quattro nomi già domani. Due potrebbero essere donne. FdI indica Marini, per le opposizioni quasi certo Luciani. Stavolta si chiude. Su questo Giorgia Meloni ed Elly Schlein sono d’accordo. Domani pomeriggio, salvo ulteriori colpi di scena, verranno eletti quattro nuovi giudici della Corte costituzionale. In modo che lunedì prossimo, nella seduta convocata (e appositamente rinviata) per discutere dell’ammissibilità di una serie di referendum tra cui autonomia differenziata, jobs act e cittadinanza, la Consulta sia al completo con 15 membri. Le trattative sulla composizione della quaterna andranno avanti fino a domani mattina (oggi previste riunioni sia nel centrodestra che nel centrosinistra) ma lo schema di base è confermato.
di Giuseppe Santalucia*
La Stampa, 13 gennaio 2025
La terzietà di chi fa le sentenze è un falso argomento. La pubblica accusa sarà collocata nella sfera d’influenza del Governo. La riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati procede spedita. In gioco non è, secondo quel che ufficialmente si dice, la terzietà del giudice, il rafforzamento della posizione del giudice rispetto al pubblico ministero, come se oggi il giudice italiano non fosse già terzo rispetto alle parti. Se in gioco fosse la terzietà del giudice qualcuno dovrebbe spiegare perché potrà dirsi “terzo” il giudice che avrà di fronte, secondo quanto è scritto nel testo della riforma in discussione, un pubblico ministero pur sempre magistrato e appartenente ad una magistratura facente parte dell’ordine giudiziario, dunque dello stesso ordine del giudice.
di Giuseppe Santalucia*
La Stampa, 13 gennaio 2025
La terzietà di chi fa le sentenze è un falso argomento. La pubblica accusa sarà collocata nella sfera d’influenza del Governo. La riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati procede spedita. In gioco non è, secondo quel che ufficialmente si dice, la terzietà del giudice, il rafforzamento della posizione del giudice rispetto al pubblico ministero, come se oggi il giudice italiano non fosse già terzo rispetto alle parti. Se in gioco fosse la terzietà del giudice qualcuno dovrebbe spiegare perché potrà dirsi “terzo” il giudice che avrà di fronte, secondo quanto è scritto nel testo della riforma in discussione, un pubblico ministero pur sempre magistrato e appartenente ad una magistratura facente parte dell’ordine giudiziario, dunque dello stesso ordine del giudice.
di Ilvo Diamanti
La Repubblica, 13 gennaio 2025
L’immagine dei giudici rafforzata dagli affondi del governo nell’ultimo anno. L’assoluzione del ministro Matteo Salvini costituisce un episodio significativo, in quanto agevola il suo percorso politico verso gli altri obiettivi a cui ambisce. E, al tempo stesso, perché chiama in causa il ruolo della magistratura. Che segna non solo il nostro presente, ma la storia della nostra democrazia. In quanto soggetto che “unisce e divide il Paese” e gli italiani. Oggi e nel passato. Come di-mostra il sondaggio condotto da Demos sulla percezione in merito all’autonomia dei magistrati nell’interesse dei cittadini. L’importanza della magistratura nell’ambito delle istituzioni e della politica è nota. Da sempre. Anzitutto, perché la Magistratura è un’istituzione importante. In quanto ha funzioni di controllo e di regolazione nel sistema pubblico. E, anche per questo motivo, agisce nel sistema politico. Ne verifica e, se necessario, limita l’intervento e l’azione.
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