primamilanoovest.it, 29 luglio 2024
Promosso dall’associazione Gruppo Carcere Mario Cuminetti in collaborazione con la biblioteca di Baranzate il Premio Letterario “Due mondi allo specchio”. L’associazione Gruppo Carcere Mario Cuminetti bandisce il Premio Letterario “Due mondi allo specchio” in collaborazione con la biblioteca “Il Quadrato” di Baranzate. Tema dell’edizione 2024 è “La scrittura: quello che si prova, si sogna, si vive”. L’iniziativa viene svolta in collaborazione con la Biblioteca Centrale della Casa di Reclusione di Bollate e la Biblioteca Crescenzago del Comune di Milano.
odg.it, 29 luglio 2024
Uno strumento rivolto ai giornalisti, per aiutarli ad orientarsi tra i più recenti interventi del legislatore in materia di informazione e giustizia; un’occasione per stimolare una riflessione, non senza qualche preoccupazione, sulle limitazioni che, passo dopo passo, il legislatore sta introducendo, con il rischio di comprimere il diritto dei cittadini ad essere compiutamente e correttamente informati. È l’obiettivo che si pone “Informazione e Giustizia”, l’ebook realizzato dal Gruppo di lavoro su “Informazione e Giustizia” del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, coordinato dal consigliere, membro dell’esecutivo, Gianluca Amadori e composto dai consiglieri Riccardo Arena, Oreste Lo Pomo e Pierluigi Roesler Franz.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 29 luglio 2024
Muti i filosofi e i giuristi, le assemblee parlamentari ridotte a fantasmi, le istituzioni relegate in un angolo. Dissolto il velo d’ipocrisia, la grande politica è tornata a imporsi in tutta la sua tragica volontà di potenza. Chiediamocelo dunque - poiché forse di fronte all’immagine della catastrofe potremmo cercare con più forza di evitarla: non è stato che un intervallo la non-guerra, o la guerra per interposta persona, tra i grandi spazi imperiali dopo la Seconda guerra mondiale? Nient’altro che una pausa per meglio prendere la rincorsa in vista della definitiva “sistemazione” del pianeta? Perfino l’atomica, questa formidabile arma di equilibrio, sembra aver perduto il suo potere deterrente. Forse in qualche laboratorio del grande complesso militare-industriale si è scoperto il modo di usarla senza finire tutti sottoterra.
di Domenico Quirico
La Stampa, 29 luglio 2024
Val la pena mentre il vortice mediorientale, che è carne e sangue, ancor più si ingarbuglia e si è a un passo dal nuovo fronte libanese di guerra, ricordare l’irruente e incostante Solimano della “Gerusalemme” del Tasso. Lo paralizza a tratti la visione intima della tragedia in cui è irretito, ma è incapace egualmente di cedere ai suggerimenti della ragione. Quando dall’alto della torre di Davide vede l’inizio del disastro dell’esercito radunato, a Gaza!, dal re d’Egitto, come per radioscopia gli appare oltre la mischia una idea astratta: “l’aspra tragedia dello stato umano”. Eppure nonostante questa lucidità e preveggenza si getta nella mischia perché la sua “è opera di furore più che di speme”.
di Renzo Guolo*
Il Domani, 29 luglio 2024
Dopo il razzo sul campetto di calcio della cittadina drusa di Majdal Shams, si rischia un’altra crisi in Medio Oriente. I caccia Idf hanno già colpito postazioni Hezbollah. L’ipotesi dell’errore balistico. I ministri contestati ai funerali. È sempre più sottile la linea rossa che impedisce l’apertura del secondo fronte di guerra mediorientale - o terzo se si include quello yemenita. Il missile sul campetto di Majdal Shams, che ha fatto strage di ragazzi drusi, induce Israele a promettere una “risposta ampia”, di cui si sono già viste le avvisaglie nella notte tra sabato e domenica, quando i caccia con la Stella di David hanno colpito postazioni e strutture di Hezbollah. In particolare nell’area di Shebaa, zona da sempre teatro di scontri tra Partito di Dio e Idf - l’area delle “fattorie”, sotto controllo israeliano, è rivendicata da Hezbollah come parte integrante del territorio libanese - da dove sarebbe partito il razzo che ha colpito il villaggio druso del nord del Golan.
di David Allegranti
Il Piccolo, 28 luglio 2024
La politica non si occupa di carcere perché non porta voti ma le condizioni dei nostri istituti di pena meriterebbero la massima attenzione della pubblica opinione e delle istituzioni. La politica tipicamente non si occupa di carcere, perché non porta voti e semmai li fa perdere. Eppure le condizioni dei nostri istituti di pena meriterebbero la massima attenzione della pubblica opinione e delle istituzioni. Le carceri italiane sono fatiscenti e sovraffollate. Al 30 giugno 2024 erano presenti 61.480 persone su 51.234 posti ufficialmente disponibili (ma in realtà, denunciano le organizzazioni che si occupano di diritti dei detenuti, molti posti non sono agibili e quindi il sovraffollamento è più alto). L’Italia si sta dunque pericolosamente avvicinando ai numeri che nel gennaio 2013 la portarono alla condanna della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per trattamento inumano e degradante: 66.585 detenuti alla data del 13 aprile 2012 (tasso di sovraffollamento del 148 per cento).
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 28 luglio 2024
In quest’estate rovente, crescono tensioni e disagi tra reclusi dell’istituto penale minorile “Cesare Beccaria” di Milano. Ieri a mezzanotte, un incendio è stato appiccato in un reparto a pianoterra dove è andato a fuoco un letto. Sei gli intossicati, due dei quali, di origine nordafricana, sono stati trasportati negli ospedali San Paolo e San Carlo, per fortuna in condizioni non gravi. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118. Non si conoscono ancora le cause dell’accaduto ma, dalle prime informazioni, sembra che le fiamme siano divampate in una sola cella e sarebbero state spente dagli stessi ragazzi insieme con gli addetti alla sorveglianza presenti nella struttura. I vigili del fuoco hanno eseguito subito dopo un sopralluogo di sicurezza. Stamattina la situazione nel carcere di via Calchi Taeggi è tornata tranquilla. Qui, nel pomeriggio del 28 maggio, una trentina di detenuti avevano messo in atto una violenta rivolta barricandosi in un’area dell’istituto dopo aver distrutto mobili e suppellettili di alcune celle mentre altri reclusi si erano rifiutati di lasciare il cortile dopo l’ora d’aria. La situazione si risolse entro poche ore senza nessun ferito. A far scatenare la protesta sarebbe stato, in quella circostanza, un controllo antidroga. Nella stessa giornata un altro detenuto con problemi psichiatrici avrebbe tentato di strangolare un agente della polizia penitenziaria nell’ufficio matricola dove gli era stato notificato un atto.
di Daniela De Robert
articolo21.org, 28 luglio 2024
Numeri e storie inaccettabili. Che le carceri siano piene è cosa nota. Che siano troppo piene anche. Ma il numero continua a salire inesorabilmente: 61.480 le persone detenute a fronte di 51.234 posti teorici ma solo 47.300 reali, secondo gli ultimi dati del Ministero della giustizia. Ma i numeri ci dicono anche altro. Per esempio, che ci sono circa diecimila persone ristrette che hanno una condanna fino a tre anni per le quali la norma prevede l’accesso diretto alle misure alternative, senza passare per il carcere. La loro presenza dentro ci parla della loro minorità sociale e a volte anche soggettiva: persone fragili, prive di una difesa effettiva, di una casa, di relazioni familiari e sociali significative. Per l’esattezza, 1530 hanno una condanna sotto un anno, 2963 tra uno e due anni e 4024 tra due e tre anni. A loro il carcere non può dare nulla. Troppo poco il tempo perché l’amministrazione riesca anche solo a conoscere queste persone, a individuarne le criticità e le risorse per poter attivare un programma di trattamento. Usciranno così come sono entrate, con in più il marchio indelebile di ex detenuto. La loro detenzione si riduce così a un tempo di vita sottratto alla normalità, spesso destinato a ripetersi in maniera intermittente, attivando o alimentando un percorso al ribasso, senza una prospettiva positiva. E senza in nessun modo assicurare maggiore sicurezza alla collettività.
di Lorella Beretta*
libertaegiustizia.it, 28 luglio 2024
I detenuti affidano alle lettere le denunce delle condizioni di vita, e di morte, in carcere: pagine e pagine di fatti concreti, storie personali drammatiche che vanno oltre i numeri, già di per sé drammatici e inaccettabili. Salgono sui tetti, forse semplicemente per farsi vedere. Quando riescono evadono e a volte ritornano, come successe nel dicembre del 2022 al minorile Beccaria di Milano. Altre volte scrivono, scrivono lettere. Il Presidente della Repubblica, nell’incontro con i giornalisti per la cerimonia del Ventaglio, ha citato quella che gli hanno indirizzato i detenuti del Nerio Fischione di Canton Mombello, Brescia, dove secondo l’ultimo rapporto dell’associazione Antigone il sovraffollamento è del 200%. “La descrizione è straziante. Condizioni angosciose agli occhi di chiunque abbia sensibilità e coscienza. Indecorose per un Paese civile, qual è - e deve essere - l’Italia”, ha commentato Sergio Mattarella.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 28 luglio 2024
Luigi Manconi, ex sottosegretario alla giustizia: servono misure d’emergenza. “La situazione complessiva delle carceri italiane sta precipitando tragicamente anche perché il sovraffollamento ha raggiunto punte come mai in passato”. Sono le parole di Luigi Manconi, sociologo e presidente della Onlus “A buon diritto”, sottosegretario alla giustizia dal 2006 al 2008 ed ex senatore del Pd.
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