messinatoday.it, 19 novembre 2024
Sarà conferito domani l’incarico per l’autopsia sul corpo del giovane messinese morto venerdì scorso nel carcere di Catanzaro. La procura calabrese ha deciso di vederci chiaro dopo la denuncia presentata dai familiari, assistiti dall’avvocato Pietro Ruggeri, che chiedono chiarezza sul decesso “per arresto cardiaco”. Sul corpo del 28enne di Giostra troppe le ferite, gli ematomi e parti del corpo sanguinamenti documentate con una cinquantina di foto scattate dalla mamma sulla salma che ha dunque deciso di denunciare tutto all’autorità sanitaria.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 19 novembre 2024
“Trattamento inumano”. Il caso del 2014: il giovane aveva dato una spinta alla madre, uno schiaffo al padre e un pugno in faccia al medico. È in quel frangente che l’ospedale aveva praticato la “contenzione meccanica”. Italia condannata dalla Corte europea per i diritti dell’Uomo di Strasburgo (Cedu) sul tema delle misure di contenzione meccanica di persone con problemi psichiatrici nei reparti ospedalieri: e cioè per violazione dell’articolo 3 della Convenzione sul divieto di trattamenti inumani o degradanti, e per non avere l’Italia assicurato una soddisfacente indagine sull’accaduto.
di Ernesto Di Girolamo
casertanews.it, 19 novembre 2024
Per offrire un’opportunità concreta di reinserimento lavorativo ai detenuti vicini al fine pena. Un laboratorio di camiceria all’interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere diventa un database a disposizione delle aziende del territorio per offrire un’opportunità concreta di reinserimento lavorativo ai detenuti vicini al fine pena. Obiettivo: ridurre la recidiva dei detenuti con benefici sulla sicurezza e coesione dell’intera comunità. È il progetto “Lavoro in corso” della Fondazione Isaia e Maria Pepillo premiato, in Campania, da “Percorsi di Innovazione Sociale”, la innovation academy di Human Foundation dedicata all’empowerment delle imprese sociali e del Terzo Settore del Centro e Sud Italia. Un corso di formazione e accompagnamento totalmente gratuito grazie al sostegno di Eni attraverso Joule, la sua scuola per l’impresa.
garantedetenutilazio.it, 19 novembre 2024
Sovraffollamento e carenza di personale rendono difficile lo svolgimento delle attività trattamentali. Venerdì 15 novembre, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, si è recato in visita alla Casa circondariale di Rieti. Il Garante è stato ricevuto dalla direttrice, Chiara Pellegrini, la quale ha rappresentato le difficoltà in cui versa l’istituto, a causa del sovraffollamento e della carenza di personale. A fronte di 295 posti regolamentari, nel carcere di Rieti sono presenti 509 detenuti, di cui circa il 60 per cento stranieri. Le stanze da due posti letto sono state attrezzate con due letti a castello - per quattro posti in tutto - nelle quali attualmente alloggiano almeno tre detenuti.
di Claudia Milani Vicenzi
ilgiornaledivicenza.it, 19 novembre 2024
Si va verso l’apertura di una sede esterna che potrà dare lavoro sia a ex detenuti sia a persone in semi-libertà. Un nuovo laboratorio per aumentare la produzione, far fronte alle richieste di prodotti e garantire più posti di lavoro. Un obiettivo che sta prendendo forma, un legame tra il carcere e il “mondo esterno” sempre più forte. Si tratta di “Libere golosità” che punta a espandersi e a crescere “perché non parliamo solo di numeri, ma delle vite e destini di persone che insieme abbiamo il potere di cambiare”.
sardegnaierioggidomani.com, 19 novembre 2024
Il 28 novembre, alle ore 20.30, andrà in scena al Teatro del Segno di Cagliari lo spettacolo di Simone Gelsomino “La luna del pomeriggio - Dal carcere al teatro”, liberamente ispirato dal libro “La luna del pomeriggio” a cura di Giovanni Gelsomino, con i testi originali della popolazione detenuta nella Casa di Reclusione ad Alta Sicurezza “Paolo Pittalis” di Nuchis. Lo spettacolo apre una breccia sul complesso mondo del carcere e della rieducazione - tematiche che la società percepisce erroneamente distanti dal quotidiano - presentando, attraverso una narrazione onirica, la doppia dimensione del carcere (quella personale e quella collettiva) per poter concepire, su un unico tavolo, tante idee, tante vite, tanti racconti, tanti punti di tensione paradossale.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 19 novembre 2024
“Dal giorno in cui è mancata la mia Giulia sono state uccise altre 120 donne soltanto in Italia. Migliaia nel mondo. Numeri inimmaginabili, non possiamo permetterci di essere indifferenti, non c’è più tempo per voltare lo sguardo altrove”. Gino Cecchettin, il padre della studentessa uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta un anno fa esatto, ha presentato alla Camera dei Deputati la fondazione che porta il nome della figlia. Che, specifica Cecchettin, “oltre a essere un omaggio a Giulia alla quale si ispira, è un impegno, un richiamo collettivo e un aiuto concreto per chi vive nella paura”.
di Giovanni Viafora
Corriere della Sera, 19 novembre 2024
Gino Cecchettin, padre di Giulia: “Il mio è soltanto uno sforzo d’amore. Problemi con il governo? Solo se il nostro spirito non verrà capito, ma il nostro sforzo educativo è rivolto all’amare”.
di Elisa Messina
Corriere della Sera, 19 novembre 2024
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha detto che “è una visione ideologica quella che vorrebbe risolvere la questione femminile lottando contro il patriarcato” ma queste affermazioni non sono corrispondenti a quello che dicono i dati e le storie. Secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara “L’incremento dei fenomeni di violenza sessuale è legato anche a forme di marginalità e devianza in qualche modo discendenti dalla immigrazione illegale”. Ha affermato anche che “è una visione ideologica quella che vorrebbe risolvere la questione femminile lottando contro il patriarcato” sottolineando che la via giusta per contrastare la violenza è quella “concreta, ispirata ai valori costituzionali”. Lo ha detto in un videomessaggio nel giorno in cui, alla Camera, Gino Cecchettin presentava la Fondazione che si occupa di progetti di prevenzione nelle scuole.
di Flavia Amabile
La Stampa, 19 novembre 2024
I progetti per i giovani e gli operatori non sono decollati, il testo unico è fermo. La Fondazione Una, nessuna, centomila: “È stato l’anno più buio di sempre”. È il 18 novembre del 2023 quando il corpo di Giulia Cecchettin viene ritrovato in fondo a un canalone, dopo essere stata uccisa con 75 coltellate da quello che avrebbe voluto essere ancora il suo fidanzato ma da tempo non lo era più. L’ondata di sdegno diventa una commozione che investe l’Italia intera. Purtroppo per il governo l’assassino non ha nulla del violentatore o del femminicida onnipresente nei loro racconti. È bianco, di buona famiglia, ed è nato e cresciuto nel cattolicissimo e leghistissimo Veneto. Ma rimanere in silenzio è impossibile. Ha inizio una gara a colpi di buoni propositi, annunci dai toni trionfalistici e bersagli da indicare per allontanare dalla pubblica opinione l’idea che il codice rosso e l’apparato punitivo su cui da tempo il governo sta lavorando siano inefficaci come da tempo sostengono dalle file dell’opposizione.
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