di David Allegranti
La Nazione, 17 novembre 2024
Al 31 ottobre scorso in Italia c’erano 62.110 detenuti nelle carceri italiane: una polveriera ingestibile. Pochi giorni prima che Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia con delega all’amministrazione penitenziaria, si esaltasse per la nuova dotazione tecnologico-automobilistica per il trasporto dei detenuti in regime di 41 bis e di Alta sicurezza, il suo ministero aggiornava i dati sul numero di detenuti presenti all’interno delle carceri italiane. Al 31 ottobre 2024 c’erano 62.110 detenuti. “Era dal 2013, cioè dall’anno della Sentenza Torreggiani con cui la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva condannato l’Italia per i trattamenti inumani e degradanti generalizzati nelle carceri italiane, che non si registravano numeri così elevati”, afferma Patrizio Gonnella, presidente di Antigone: “Solo nell’ultimo anno sono quasi 3.000 i detenuti in più presenti nelle carceri, laddove i posti disponibili conteggiati dal Ministero della Giustizia sono 51.196, mentre a metà ottobre sappiamo che tra questi 4.445 non lo erano realmente”.
Ristretti Orizzonti, 17 novembre 2024
“Ci indigna l’intima gioia per la sofferenza dei carcerati! Parole prive di umanità e dignità istituzionale”. Il Portavoce della conferenza nazionale dei garanti territoriali delle persone private della libertà personale *Samuele Ciambriello*, che è il garante campano dei detenuti rende noto una indignazione degli stessi rispetto alle frasi, toni e ambientazioni del sottosegretario alla giustizia Delmastro, in contrasto con il dettato costituzionale e la dignità delle singole persone. Parole prive di umanità e di dignità istituzionale.
camerepenali.it, 17 novembre 2024
La nota della Giunta dell’Unione delle Camere penali italiane sulle esternazioni del sottosegretario alla Giustizia Delmastro. Diceva il Sottosegretario Delmastro di “non avere i detenuti nella sua delega”, ma evidentemente il suo cuore batteva comunque per loro. Tanto da gioire nel proprio intimo nel pensarli dietro i vetri oscurati dei moderni blindati tecnologici messi a disposizione della polizia penitenziaria. Se ne occupa, quindi, dei detenuti, al di là delle deleghe, e lo fa dal punto di vista del più truce dei carcerieri. Interprete della visione, al tempo stesso ridicola e brutale, di uno Stato cinico e vendicativo, che gioisce nel vedere il recluso incalzato e schiacciato senza respiro nell’acciaio feroce del suo blindato.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 17 novembre 2024
Stanze di detenzione di cui nessuno parla. Sono all’interno delle questure, liberalizzate dal decreto Salvini. Usate per le persone che vanno a chiedere il permesso di soggiorno, ora sono diventate una terra di nessuno fuori da ogni forma di controllo. In Italia ci sono luoghi di detenzione più invisibili delle carceri e dei centri di permanenza per i rimpatri (Cpr). Sono i cosiddetti luoghi idonei presso le questure e le zone di transito aeroportuali. Qui i cittadini stranieri in attesa di esecuzione del rimpatrio vengono trattenuti per ore, se non per giorni, in un contesto normativo grigio, dove non esistono tutele e monitoraggio. Se le carceri italiane sono un buco nero della democrazia e i Cpr dei lager di stato, i luoghi idonei presso le questure e le zone di transito aeroportuali sono aree di detenzione amministrativa discrezionale che per la legge è come se non esistessero, ma a cui il governo sta facendo sempre più ricorso.
di Sabino Cassese
Il Foglio, 17 novembre 2024
Si assottigliano i confini tra legislativo ed esecutivo: oggi il governo sopravanza di molto il Parlamento nell’iniziativa e nell’approvazione delle leggi. Garanzie e correttivi possibili. Un’indagine partendo dai dati. Un importante cambiamento è in corso nel sistema politico-costituzionale. Il potere legislativo si è in larga misura spostato dal Parlamento al governo, che ha assunto un ruolo fondamentale sia nell’iniziativa delle leggi, sia con l’emanazione di un grande numero di decreti leggi e di decreti legislativi.
di Igor Traboni
Avvenire, 17 novembre 2024
Il presidente Anm Santalucia, contro il tentativo di spostare alla Corte d’Appello la convalida dei trattamenti. Tensione sulle parole del segretario di Magistratura Democratica a un evento “No-ponte”. Non accenna a scendere di tono la polemica governo-magistrati sul decreto flussi, con una nuova polemica dopo l’emendamento in base al quale la competenza a decidere sulla convalida dei trattenimenti dovrebbe essere “spostata” alla Corte d’Appello. Per il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, il tutto vorrebbe dire “stravolgere l’ordinario assetto delle competenze. La Corte d’Appello - già gravata da importanti carichi di lavoro che ci hanno fatto dubitare della possibilità di centrare gli ambiziosi obiettivi del Pnrr - dovrebbe occuparsi delle procedure di convalida, se non ho letto male addirittura con le sue sezioni penali. È assai difficile rinvenire un principio di razionalità in questo stravolgimento dell’ordine delle competenze”. Per Santalucia, che ne ha parlato nella sua relazione nel Comitato direttivo centrale dell’Anm in corso a Roma, questo emendamento è “diretto a spogliare le sezioni specializzate “immigrazione” dei Tribunali della competenza sulla convalida dei trattenimenti, con sorprendente indifferenza per le ragioni dell’organizzazione giudiziaria. Si percepisce la voglia di rappresentare nel modo più plateale, con la sottrazione di competenza, la sfiducia nella giurisdizione, movendo dalla fantasiosa convinzione che i magistrati comunisti si siano collocati proditoriamente nelle sezioni specializzate “immigrazione” dei Tribunali per attuare il sabotaggio delle politiche governative”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 17 novembre 2024
Il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia chiede di “abbassare la temperatura” ma sottolinea che “non spetta alle toghe” farlo, buttando la palla nel campo della politica. “L’aria, nelle due settimane e poco più da quel documento, è divenuta ancora più pesante”, ha esordito Santalucia. E proprio per questa ragione il Comitato direttivo centrale “dovrà in risposta impegnarsi affinché l’aria si faccia più respirabile, leggera, perché si allenti la morsa polemica e il clima delle relazioni istituzionali torni al sereno”. Dunque una richiesta di abbassare la temperatura, forse più alta di quando al Governo c’era Silvio Berlusconi. Ma non spetta alle toghe farlo, secondo il leader delle toghe: “non sono nella nostra disponibilità gli strumenti per sedare un conflitto a cui non abbiamo dato causa”. Santalucia è poi passato ad elencare le cose da fare: “abbiamo il dovere di non arrenderci alla fatica di spiegare quali sono i termini della questione dei trattenimenti dei richiedenti asilo, anche quando i nostri interlocutori del momento sviliscono con ostentato fastidio le ragioni del diritto a pretesti da azzeccagarbugli, mostrando di non voler ascoltare, arroccati sulla formula propagandistica della magistratura politicizzata”. Ha poi risposto a chi accusa la magistratura di essere politicizzata, accusa nata soprattutto dopo la pubblicazione sul Tempo di una email del magistrato Marco Patarnello: “Abbiamo il dovere di ribadire - ha detto Santalucia - che la magistratura italiana non è in nessuna sua parte attraversata da faziosità politica e non avversa i programmi di chi oggi è maggioranza politica di governo”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 17 novembre 2024
Una pratica contro il segretario di Md. Nel mirino un intervento sul ddl sicurezza. L’Anm: “Cercano di zittirci”. Fratelli d’Italia e la Lega alzano il livello dello scontro tra il governo e la magistratura: le consigliere laiche Isabella Bertolini e Claudia Eccher hanno infatti richiesto alla prima commissione del Csm di aprire una pratica per incompatibilità ambientale contro il segretario di Magistratura democratica Stefano Musolino. Il motivo, come da allegato al documento inviato al comitato di presidenza lo scorso 28 ottobre, è da ricercare in un articolo di Libero che dà conto della partecipazione di Musolino a un incontro andato in scena al centro sociale Nuvola Rossa di Villa San Giovanni, in Calabria, in cui si è parlato tra le altre cose anche del ddl sicurezza.
di Simona Musco
Il Dubbio, 17 novembre 2024
Bertolini ed Eccher propongono una pratica contro Stefano Musolino, colpevole di alcuni dichiarazioni a loro dire anti governative. E chiedono di valutare i profili disciplinari. Che la guerra tra governo e toghe non fosse affatto chiusa era chiaro da un pezzo. Ma ora a confermarlo è anche una richiesta di pratica contro il segretario di Magistratura democratica, Stefano Musolino, la corrente finita nel mirino del governo dopo il primo stop al protocollo con l’Albania inflitto, tra gli altri, dalla presidente di Md, Silvia Albano. La pratica è stata posta all’ordine del giorno della commissione I, competente per i trasferimenti dei magistrati per incompatibilità ambientale, e porta la firma delle consigliere laiche Isabella Bertolini (FdI) e Claudia Eccher (Lega), sulla scorta di un articolo di Libero che inseriva Musolino nella lista dei “cattivi”.
La Repubblica, 17 novembre 2024
La sentenza della Corte d’Appello di Bari sul caso di una coppia di Torino, lui 42enne e lei 35enne, accusati di una rapina a Cerignola. Lui scontò 120 giorni di carcere, la donna fu messa ai domiciliari perché aveva partorito da poco: erano stati identificati dalle commesse ma in realtà quel giorno erano in Piemonte (lui al lavoro e lei dal pediatra) e lo dimostrarono con alcuni testimoni fino a essere scagionati grazie a una perizia antropometrica.
- Genova. La tragica fine di Moussa, pizzaiolo malato di schizofrenia
- Catanzaro. Morto in cella per “arresto cardiaco”, ma per la madre è stato vittima di un pestaggio
- Bologna. Al Pratello, emergenza continua: “I ragazzi oggi girano col coltello. Va fatto il possibile per educare”
- Venezia. Il nuovo cappellano del carcere: realtà dura, servono più misure alternative
- Treviso. Nuova biblioteca al carcere minorile: “Leggere è il primo passo verso una nuova vita”









