di Piero Sansonetti
L’Unità, 26 luglio 2024
Dall’ergastolo ostativo alle intercettazioni pervasive, dal fantomatico concorso esterno al predominio dei pm sulla politica: ecco che cosa non va. Cara Europa, volevo darti alcune informazioni, che probabilmente ti mancano, sullo stato di diritto in Italia. Hai perfettamente ragione a sostenere che in Italia lo Stato di diritto traballa. Probabilmente per ragioni del tutto opposte a quelle che ti hanno suggerito.
di Frank Cimini
L’Unità, 26 luglio 2024
Intanto la magistratura boccia la precettazione dei giudici, anche non specializzati, finalizzata a convalidare i fermi e accelerare le deportazioni in Albania. Alla Camera dei deputati, in commissione Giustizia, va avanti la discussione sul decreto sicurezza del quale si parla nell’articolo qui sotto. Si tratta di norme che servono a ridurre in modo considerevole il tasso di “libertà”, soprattutto per alcune figure sociali. Diciamo le figure sociali più deboli e più povere. È una prova di forza repressiva. In particolare ci sono alcune regole che riguardano le carceri assolutamente in contrasto con lo Stato di diritto. L’aggravamento delle pene per il reato di rivolta in carcere, la definizione della rivolta in carcere come protesta anche non violenta, e pene severissime per il reato di “istigazione alla disobbedienza”. Vedete bene che sono norme che indicano una linea politica ideologica. Che ci guarderemo bene dal definire fascista, sennò chissà quante polemiche, poi si direbbe persino che siamo noi quelli ideologici. Ok. Ma anche se noi non diremo che sono provvedimenti fascisti, è chiaro che lo sono. Pensiamo a cosa succederebbe a Pannella, se fosse ancora vivo e per qualche motivo finisse in prigione. Oppure pensiamo a Gandhi, alle sue battaglie di disobbedienza e di nonviolenza, che in effetti lo portarono diverse volte in prigione durante l’occupazione inglese. Oggi però, se fosse ancora vivo, non gli succederebbe più. Potrebbe invece succedergli se venisse in visita nell’Italia di Meloni.
di Simona Musco
Il Dubbio, 26 luglio 2024
La replica del guardasigilli al racconto del Report di Bruxelles sullo Stato di diritto: “Siamo i primi per efficacia”. Il quadro della situazione dipende sempre dal punto di vista. E tale principio vale anche nel caso del rapporto sul Rule of law, che raccoglie le voci dei vari portatori di interessi, pronti pertanto a esaltare o criticare una riforma in base, appunto, al proprio interesse. Le notizie stampa sul rapporto - che fotografa la situazione dei Paesi europei con un lungo elenco di riforme, in molti casi ancora troppo fresche per valutarne gli effetti - hanno subito le solite, prevedibili, strumentalizzazioni.
di Antonio Mastrapasqua
Il Riformista, 26 luglio 2024
Forse sarebbe ora di riformulare l’articolo 27 della Costituzione, trasformando l’attuale precetto - “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva” - in uno più realistico: “L’imputato non è considerato innocente sino alla sua assoluzione definitiva. E in qualche caso nemmeno dopo”. Sarà la più bella del mondo, ma la nostra Carta fondamentale mostra qualche segno dei tempi. E un lifting potrebbe non bastare. La contrapposizione tra giustizialisti e garantisti non è solo una delle mille varianti che hanno animato la nostra storia patria, litigiosa e faziosa dai tempi dei Montecchi contro i Capuleti. C’è un problema più profondo di civiltà che è più radicale del trasformismo pratico che spesso ha finito per risolvere il dubbio del contrasto ideologico. Abbiamo digerito i tempi biblici in cui in Italia si passa dall’accusa al terzo grado di giudizio. E forse anche per questo è parso accettabile erigere tribunali del popolo nella forma di quel mostruoso ircocervo prodotto dal potere mediatico congiunto a quello giudiziario, dove il sospetto (o l’accusa) ha coinciso con la condanna, senza appello. Erga omnes. Abbiamo ammesso poi la turbativa del sistema economico e imprenditoriale accettando la proliferazione degli “uffici compliance” in tutte le grandi aziende e in molta Pubblica Amministrazione.
di Luigi Manconi e Chiara Tamburello
La Repubblica, 26 luglio 2024
Il carcere San Michele di Alessandria ha una sezione speciale definita Alta sicurezza 2, dove sono reclusi i detenuti condannati per delitti commessi con finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordine democratico mediante il compimento di atti di violenza. In questo reparto si trovano sette militanti delle Brigate Rosse e un anarchico; e da marzo scorso Luigi Spera, un vigile del fuoco siciliano di 43 anni accusato di aver partecipato a un’azione di natura terroristica.
di Emanuela Foligno
responsabilecivile.it, 26 luglio 2024
Condannati il Ministero della Giustizia e tutti e tre i medici che si sono occupati del detenuto, deceduto per embolizzazione trombotica sistemica cerebrale associata ad endocardite settica periprotesica. (Cassazione civile, sez. III, 04/07/2024 - ud. 17/06/2024, dep. 04/07/2024 - n.18354). Chiamato dinanzi il Tribunale di Bari il Ministero della Giustizia, nonché i Medici di guardia presso l’Istituto Penitenziario, chiedendo il risarcimento del danno, iure hereditatis e iure proprio, per la morte del recluso avvenuta il 27 gennaio 2001.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 26 luglio 2024
Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 30551 depositata oggi, bocciando l’argomento del ricorrente. La “frequentazione” tramite social network, e dunque la relativa perizia della persona offesa nell’uso della tecnologia, non costituisce una prova a difesa per il reato di circonvenzione di incapaci. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 30551 depositata oggi, bocciando l’argomento del ricorrente secondo cui “diversamente da quanto sarebbe stato ritenuto dalla Corte d’appello di Brescia, il fatto che egli frequentasse la persona offesa tramite il social network Facebook, lungi dal potere indurlo a ritenere che la stessa versasse in una situazione di debolezza o di isolamento, lo poteva invece indurre a reputare che la donna (ndr) “non fosse affetta da alcun problema”, data la dimestichezza che ella dimostrava nell’uso del menzionato strumento tecnologico”.
di Valentina Marotta
Corriere Fiorentino, 26 luglio 2024
Tutti con Tuoni dopo l’ultimatum del Dap. A San Gimignano è un caso il pignoramento delle borse di studio a due detenuti. I vertici della giustizia toscana: subito interventi strutturali. Funaro: dal ministero zero fatti. Dopo l’ammenda comminata dal Dap alla direttrice di Sollicciano Antonella Tuoni, e i 90 giorni di tempo per “sanare” i problemi del carcere, dalla sindaca di Firenze Sara Funaro al presidente dell’Ordine degli avvocati Sergio Paparo, si è sollevata unanime un’ondata di solidarietà nei confronti della direttrice della casa circondariale. Il caso del degrado delle celle arriva al Consiglio superiore della magistratura dopo le parole del magistrato di sorveglianza sull’acqua calda che non sarebbe un diritto ma una “fornitura alberghiera”: il consigliere Ernesto Carbone ha chiesto di aprire una pratica a tutela dei diritti dei detenuti “contro provvedimenti illegittimi”.
di Emiliano Benedetti
firenzetoday.it, 26 luglio 2024
“Sistema che aiuta a delinquere, Italia è fuorilegge”. Appello congiunto di avvocati, procura, tribunale: “Intervenire immediatamente, rischio nuove rivolte”. Dure critiche al governo Meloni. Una situazione esplosiva, indegna di un Paese civile e fuori da ciò che prescrive il dettato costituzionale. È la realtà di Sollicciano e di tante altre carceri italiane. Dopo l’ultimo rapporto di Antigone, presentato ieri e che descrive realtà detentive in condizioni disumane per decine di migliaia di detenuti nelle galere italiche, questa mattina alle istituzioni, ed in primo luogo al governo, da Firenze è arrivato un appello ad intervenire subito da parte di avvocati, procura, tribunale.
di Antonino Palumbo
La Repubblica, 26 luglio 2024
La direttrice di Sollicciano, “multata” dal ministero per le condizioni in cui versa l’istituto, riceve la solidarietà di Funaro. Amnistie e indulti per alleggerire il sovraffollamento delle carceri. Ma anche investimenti economici per garantire personale qualificato e strumenti tecnologici a supporto di pene alternative, per dare respiro al sistema penitenziario in crisi. È l’appello lanciato al governo e al parlamento da avvocati e magistrati fiorentini, che riflettendo sulla drammatica situazione nelle carceri ribadiscono la necessità di interventi urgenti.
- Treviso. Il penitenziario minorile visto da dentro, dove la doccia si fa nella tazza alla turca
- San Gimignano (Si). L’Agenzia delle Entrate pignora le borse di studio dei detenuti
- Reggio Calabria. Accordo per la tutela dei minori e il supporto alle famiglie in difficoltà
- Torino. Volontariato, un salvagente dietro le sbarre
- Torino. Detenuto? Con “Daccapo” volto pagina











