di Serenella Bettin
Il Foglio, 26 luglio 2024
I detenuti dell’istituto veneto sono circa il doppio di quelli che la struttura può ospitare e vivono tra celle sovraffollate, materassi di fortuna e spazio insufficiente. Non passa l’aria come non passa il tempo, dentro al carcere minorile di Treviso. Il passare delle ore, dei minuti, dei secondi è scandito dal tonfo secco di quelle cancellate che sbattono, si aprono, si chiudono, si riaprono e si chiudono di nuovo. “Apri”. “Chiudi”. “Chiudi”. “Apri”, sono le parole di Giacomo, bimbo di due anni che vive in carcere con la madre. Divenute tormentone litanico dell’estate a Rebibbia. Qui non siamo a Rebibbia. Ma la situazione è pressoché drammatica.
di Matteo Lignelli
La Repubblica, 26 luglio 2024
La rabbia del Garante e dei professori. Sono state stanziate dalla Regione per i meritevoli e “requisite” agli studenti per recuperare i debiti delle spese con la giustizia. Le borse di studio stanziate dalla Regione Toscana non finiscono ai detenuti studenti universitari, cui sarebbero destinate, ma all’Agenzia delle Entrate che le pignora per il recupero delle spese di giustizia. È quanto accaduto a due reclusi del carcere di San Gimignano. L’ultimo caso si è verificato a giugno, portato a galla da alcuni docenti del Polo Universitario della Toscana, ma né loro né il garante regionale dei detenuti Giuseppe Fanfani escludono che ci siano altre situazioni simili mai emerse.
calabriareportage.it, 26 luglio 2024
Alleanza tra Tribunale per i minorenni, Save the Children e Agape. Il grido di sofferenza di tantissimi minori e delle loro famiglie, che la cronaca periodicamente fa emergere in modo allarmante nel nostro territorio, chiama in causa tutta la comunità e richiede una maggiore assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e delle associazioni.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 26 luglio 2024
Sovraffollamento (61.480 ristretti per una capienza di 51234 posti), strutture obsolete, un numero di suicidi (ad oggi 64 di cui 6 agenti penitenziari e 580 tentativi tra i ristretti) che mai si era registrato negli anni passati nello stesso periodo, tanto da far alzare la voce al Presidente Mattarella “fermate questo stillicidio!”. E poi carenza di personale (che sfiora il 50%) fra agenti penitenziari, educatori, insegnanti, medici, psicologi, infermieri e personale amministrativo. È la drammatica situazione dei 192 istituti penitenziari della Penisola - tra cui la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” - che secondo il 20° Rapporto semestrale sullo stato delle patrie galere a cura dell’Associazione Antigone, presentato lo scorso 23 luglio, non migliorerà con il recente decreto legge del Governo sulle carceri perché - tra l’altro - complica le procedure di liberazione anticipata anziché “alleggerire” le celle.
La Voce e il Tempo, 26 luglio 2024
La carità è un modo di guardare alla vita ed il servizio un modo di vivere il rapporto con gli altri, specie quando sono segnati dalla sofferenza. Questo lo spirito con cui mercoledì 17 luglio, presso “Daccapo”, a Torino in via San Massimo 31, laboratorio di falegnameria promosso dalla Caritas diocesana, si sono trovati il Clan del Gruppo scout Agesci Chieri 1 e alcuni detenuti della Casa circondariale di Torino “Lorusso e Cutugno”. Nel laboratorio i ristretti si impegnano a realizzare oggetti con materiale di recupero, legno, ferro, carta riciclata: animali, ferma libri, scaffali, banconi, sedie e divani esposti nel locale ed è attivo anche un corso di serigrafia su legno e stoffa.
Perugia. Scrittura per i detenuti nel Premio internazionale Città di Castello: prima volta in Italia
di Maurizio Troccoli
umbria24.it, 26 luglio 2024
La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo”, è il titolo della nuova sezione speciale. Per la prima volta in Italia è stato ideato e realizzato un concorso letterario rivolto alle persone recluse nei penitenziari del Paese: “Destinazione Altrove - La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo”, è il titolo della nuova sezione speciale permanente inserita nell’ambito del premio letterario internazionale Città di Castello giunto alla 18esima edizione. Sono state iscritte opere (tra poesie e racconti brevi) provenienti da 22 istituti penitenziari. Il progetto rientra tra le iniziative di collaborazione per favorire la promozione umana e culturale dei soggetti reclusi previste dal protocollo d’intesa siglato Dap - dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, l’associazione Culturale “Tracciati Virtuali” e la Società Dante Alighieri.
di Franco Corleone
L’Espresso, 26 luglio 2024
A otto anni dalla scomparsa, ricordiamo il Basaglia dei detenuti. E la sua intransigenza sui diritti. Sono passati otto anni dalla scomparsa di Alessandro Margara e il 29 luglio prossimo lo ricorderemo come ogni anno a San Salvi, luogo simbolo di Firenze per il “Basaglia dei detenuti”, grazie all’impegno della Società della Ragione e dell’Archivio Margara. È stato per decenni il magistrato di sorveglianza più amato, perché protagonista della stesura della riforma penitenziaria del 1975 e della legge Gozzini del 1986; nominato direttore generale del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria da Giovanni Maria Flick, è stato cacciato dopo un anno, sei mesi e 21 giorni da un ministro della Giustizia di sinistra, Oliviero Diliberto.
di Concita De Gregorio
La Repubblica, 26 luglio 2024
“Indecorosa”. “Indegna di un Paese civile”, ha detto Mattarella parlando della situazione delle carceri italiane, di come ci si vive e molto ci si muore. Rispondeva alla lettera di una ventina di detenuti del carcere Canton Mombello di Brescia, il secondo più sovraffollato in Italia. “Le condizioni in cui ci troviamo sono un costante incitamento al suicidio”. Se volete farvi un’idea di persona c’è un documentario terribile e magnifico, una web serie. Si intitola “11 giorni”, l’ha girata Nicola Zambelli con l’assistenza di Nicolò Ricci Bitti. Sono trentatré episodi su Instagram. La voce di un detenuto: quando il grande cancello di ferro si chiude alle tue spalle “hai una paura da film dell’orrore”.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 26 luglio 2024
Arturo è detenuto da due anni in una residenza nonostante il giudice abbia disposto la libertà vigilata. L’eccesso di domanda di internamento nelle Rems. Latita la sanità territoriale. Un’eterna proroga tiene Arturo rinchiuso dal 2022 in una delle 31 Rems, le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza sanitarie. Da due anni l’uomo aspetta di essere trasferito in una casa di cura. “È una forma di ingiusta detenzione”, dice a Domani la sua avvocata Paola Bevere, che ha fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Il sistema delle Rems, introdotte nel 2014, mirava a superare gli ospedali giudiziari e promuovere il reinserimento sociale del soggetto, con un modello assistenziale diffuso sul territorio. Le residenze avrebbero dovuto costituire una misura temporanea di extrema ratio, a cui ricorrere solo quando le misure non detentive non fossero praticabili.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 26 luglio 2024
Il meteo annuncia una nuova ondata di calore che investirà l’Italia e i media si prodigano nel distribuire i consigli degli esperti. Ma c’è chi non ha alcuna speranza di proteggersi dal caldo, come i detenuti delle carceri sovraffollate che tornano al centro di un’agenda politica da sempre in ritardo sulle loro condizioni. E così le centinaia di reclusi nei Centri di permanenza per il rimpatrio. A finire nei Cpr sono gli stranieri destinatari di provvedimenti di espulsione o di respingimento, ma anche migranti richiedenti asilo quando, ha spiegato il Viminale, “costituiscono un pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, quando risultino condannati, anche con sentenza non definitiva, per gravi reati o percolo di fuga”.
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