di Michele Andreucci
Il Giorno, 25 luglio 2024
Il progetto “Mediare in carcere”. L’iniziativa dedicata ai detenuti è nata dalla collaborazione tra Asst Papa Giovanni XXIII e associazione Nepios. Favorire il mantenimento della relazione tra i detenuti e i loro figli, progetto che nell’ultimo biennio ha coinvolto circa 100 carcerati della casa circondariale di Bergamo per un totale di 226 colloqui individuali e di gruppo. È l’obiettivo dell’iniziativa “Mediare in carcere. Quando il detenuto è genitore. La cura delle relazioni dentro e fuori dal carcere”, nata dalla collaborazione tra Asst Papa Giovanni XXIII e associazione Nepios (associazione che si occupa della tutela dell’infanzia), il cui accordo è stato appena rinnovato per altri due anni. Nel progetto fondamentale è stata la messa a disposizione, per i detenuti in misura alternativa o in permesso per i figli, di spazi ristrutturati all’interno della casa circondariale bergamasca, grazie ai contributi di Nepios, tali da renderli adatti agli incontri. A disposizione ci sono anche i locali del Centro per il Bambino e la Famiglia, gestito in collaborazione tra l’associazione, presieduta da Tullia Vecchi, e l’ospedale “Papa Giovanni”, considerato in Lombardia l’unico nel suo genere per gli interventi sulla violenza, sugli abusi sui minori e più in generale le famiglie in crisi.
di Arpjtetto Onlus Ets
Ristretti Orizzonti, 25 luglio 2024
Tutto ciò che riguarda un minore, anche e soprattutto se sottoposto a procedimento giudiziario, merita tutela e riservatezza. La vicenda che ha visto protagonisti tre minori stranieri non accompagnati, detenuti nell’IPM di Casal del Marmo, evasi, poi ritrovati e quindi ricondotti in carcere ha assunto toni e narrazioni su alcuni quotidiani che, come Associazione, censuriamo e rifiutiamo. Pubblicare i nomi dei tre minori, di cui uno appena quindicenne, non ha nulla a che fare con la sicurezza collettiva. Ci chiediamo, come Associazione che da anni lavora con minori sottoposti a procedimenti giudiziari dentro e fuori gli istituti di pena, come sia stato possibile esporre alla pubblica gogna tre minori, come sia stato possibile narrare la loro evasione come una sorta di gioco tra guardie e ladri, come sia stato possibile dimenticare il contesto e la storia.
di Andrea Valdambrini
Il Manifesto, 25 luglio 2024
È lungo e dettagliato il capitolo dedicato all’Italia nel rapporto 2024 sullo Stato di diritto nei paesi Ue. In origine il report doveva essere pubblicato all’inizio del mese, ma le contingenze elettorali e ancora di più ragioni di opportunità politica (non fa mai piacere a un governo ricevere critiche, soprattutto quando la presidente della Commissione era in cerca di voti) lo hanno fatto slittare alla prima data utile dopo il via libera dell’Eurocamera all’Ursula bis.
di Silvio Messinetti
Il Manifesto, 25 luglio 2024
L’attivista curda, in sciopero della fame, ha mostrato in aula le foto che la scagionano dall’accusa di essere una scafista. Per la giudice deve restare in cella. Anche se pesa solo 35 chili. Il sole a picco. Trentaquattro gradi già alle 9 del mattino. Il palazzo di Giustizia di Crotone ribolle. Nella facciata all’entrata principale spicca il murale dedicato ai giudici Falcone e Borsellino. Martedì uno spiraglio di giustizia si era aperto proprio in quegli uffici. I giudici inquirenti di Crotone hanno messo nero su bianco una verità che era nota a tutti: la strage dei migranti di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023 poteva essere evitata. Ma, come spesso accade, la giustizia può entrare in cortocircuito. Perché ieri, dopo l’avviso di conclusione indagini sui fatti di Steccato, in quello stesso tribunale di Crotone si celebra la prima udienza del giudizio immediato nei confronti di Maysoon Majidi. Una coincidenza stridente, in un processo kafkiano. Perché Majidi è in carcere anche per effetto del cosiddetto decreto Cutro.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 25 luglio 2024
Il tribunale di Crotone ha rigettato per la terza volta la scarcerazione. La ragazza dopo due settimane di sciopero della fame pesa 38 chili. “Sembrava di essere in un processo kafkiano”. Elisabetta Della Corte del Comitato Free Maysoon Majidi descrive così l’udienza che si è tenuta ieri a Crotone, nel processo a carico della 27enne attivista curdo-iraniana per i diritti delle donne, laureata in regia teatrale, accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per questo in custodia cautelare nel carcere della città. Arrivata sulle coste calabresi il 31 dicembre 2023, è stata subito accusata di aver aiutato chi guidava l’imbarcazione. È salpata dalla Turchia in cerca di un luogo sicuro, ma in Italia ha trovato il carcere.
di Fulvio Vassallo Paleologo
Il Manifesto, 25 luglio 2024
Dopo la sentenza. Chi ha imposto al personale della Guardia costiera e della Guardia di finanza le “procedure”, o vi ha partecipato direttamente nel coordinamento ai Tavoli tecnici ministeriali? Il ministro Piantedosi ha replicato con la consueta indignazione all’avviso di conclusione delle indagini sulla strage di Steccato di Cutro nel quale la Procura di Crotone individua come responsabili per omissione nella trasmissione di informazioni, contestando reati molto gravi come naufragio colposo e omicidio colposo plurimo, due esponenti locali della Guardia costiera e quattro componenti del Reparto aeronavale (ROAN) della Guardia di finanza di Vibo Valentia.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 25 luglio 2024
“Non è un criterio idoneo ad assicurare la funzionalità dell’ufficio”. Nei giorni scorsi, per garantire 10 udienze contemporaneamente, il presidente del tribunale di Roma aveva disposto dal 10 agosto il coinvolgimento di magistrati di tutte le sezioni. Adesso toccherà solo a quelli specializzati sull’immigrazione. Non ci sarà nessuna “chiamata alle armi” dei giudici in servizio al tribunale di Roma per garantire il funzionamento puntuale del protocollo Albania. A valutare i provvedimenti di fermo da disporre nei confronti dei migranti che saranno portati al di là dell’Adriatico, saranno esclusivamente i magistrati della sezione immigrazione e non tutti i giudici, di qualsiasi sezione (anche quelle che nulla hanno a che fare con il settore), come era stato deciso dal presidente del tribunale di Roma Reali.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 25 luglio 2024
Sulla procedura accelerata di valutazione delle domande di asilo, presentate da persone che provengano da paesi sicuri, pendono questioni pregiudiziali dinanzi alla Cassazione e alla Corte di giustizia Ue. Nonostante alcune mosse del Viminale, è probabile che tali questioni creino intralci all’applicazione del Protocollo. Ed è ragionevole immaginare che vi saranno molti ricorsi da parte di chi verrà portato in quei centri. L’operazione di Meloni e Rama rischia di risolversi in un flop colossale, giuridicamente ed economicamente. A breve potrebbero iniziare i trasferimenti di migranti in Albania, come previsto dal relativo Protocollo. Ma diverse questioni pregiudiziali pendenti dinanzi alla Corte di Cassazione e alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CgUe) potrebbero ostacolarne l’attuazione.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 25 luglio 2024
Presentato il nuovo report “Piccoli schiavi invisibili” in occasione della Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani. Un dramma che tocca anche Italia e Europa. Sfruttamento lavorativo, sessuale e coinvolgimento in attività illecite. Ma anche tratta e matrimoni forzati. Su 50 milioni di persone di varie forme di schiavitù moderna, un quarto (vale a dire 12 milioni) sono minori. E il trend è in aumento. Nel mondo, ma anche in Europa: in 5 anni (2017-2021) sono state identificate circa 29.000 vittime di tratta per sfruttamento sessuale e lavorativo, il 16% ha meno di 18 anni. Sono i “Piccoli schiavi invisibili” come testimonia il titolo del rapporto di Save the Children, arrivato alla 14esima edizione. L’organizzazione internazionale indipendente - impegnata da oltre un secolo nella lotta per la tutela di bambine, bambini e adolescenti a rischio per garantire loro un futuro - lancia così l’ennesimo allarme su un fenomeno sommerso. Il dossier viene presentato in occasione della Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani, istituita nel 2013 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
di Chiara Sgreccia
L’Espresso, 25 luglio 2024
Schiavizzati per lavori estenuanti, costretti alla prostituzione o all’accattonaggio. Il fenomeno riguarda anche più di 4 mila minori. La denuncia nell’ultimo report di Save the Children, Piccoli schiavi invisibili: “Parliamo di bambini traditi dagli adulti che abusano della loro fiducia e calpestano i loro sogni”. “Va bene ci andrò. Qualsiasi cosa che mi faccia evitare di sposare questo vecchio e mi permetta di andare via da questo posto va bene”. Così aveva risposto Precious, 19 anni, alla donna che le aveva offerto aiuto per lasciare la Nigeria, quando ancora immaginava che in Europa avrebbe potuto studiare e costruirsi una vita nuova. Invece, per sfuggire al matrimonio forzato a cui la famiglia l’aveva destinata pur di ripagare un vecchio debito, è finita in Libia. Dove è stata costretta a prostituirsi: “Quella donna mi aveva mentito. Allora ho pianto. Ho detto che non potevo vivere questo tipo di vita. Ho lasciato la Nigeria per lo stesso motivo”.
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