di Laura Valdesi
La Nazione, 15 novembre 2024
Lanciata la campagna di crowdfunding che terminerà il 24 dicembre. Un progetto di rinascita che è stato appoggiato dalla Fondazione Mps. La musica può essere una via di fuga. Quando la vita scorre dietro le sbarre di una cella. Un modo per continuare a sognare e a vivere. Per guardare oltre l’orizzonte delle mura di un carcere. Ma può anche trasformarsi in un progetto di inclusione ed umanità. Una nota alla volta, in attesa della libertà. Così il gruppo “Cella Musica” della casa circondariale di Siena prova a gettare il cuore oltre l’ostacolo. E lancia una campagna di raccolta fondi dal titolo evocativo, ‘InnocentEvasioni’, per realizzare un disco inedito della singolare band del carcere. Composto da brani originali e da cover, interamente suonato e cantato dai ‘Cella Musica’. Un’idea nata dall’impegno di LaLut-Centro di ricerca e produzione teatrale, che ha ricevuto il sostegno della Fondazione Mps attraverso l’avviso ‘Let’s Digital!’ che offre nuove opportunità di crescita delle competenze digitali per le realtà del terzo settore senesi attraverso il supporto e la consulenza degli esperti di ‘Feel Crowd’.
di Filippo Rubulotta
mitomorrow.it, 15 novembre 2024
La direttrice di CETEC e del Festival A casa di Alda Merini racconta il loro lavoro e la figura della poetessa. Donatella Massimilla è nota per il suo impegno nel teatro sociale e nell’uso di questa forma d’arte come strumento di inclusione sociale e riabilitazione, in particolare nelle carceri. È la fondatrice e direttrice artistica del CETEC (Centro Europeo Teatro e Carcere), che si rivolge a persone con storie difficili come detenute, migranti e donne vittime di violenza. La regista è anche direttrice artistica del Festival A casa di Alda Merini, che prosegue fino al 25 presso lo Spazio Alda Merini, in via Magolfa 30.
Cosa significa oggi educare bambini e adolescenti ai diritti umani: quali pratiche, quali strumenti?
Il Domani, 15 novembre 2024
Educare ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, per dare vita a un grande cambiamento culturale dalle aule scolastiche al mondo. Anche grazie a un libro in progress, ricco di attività a tema, implementabili dal corpo docente e da operatrici e operatori del settore. Un vero e proprio manuale per la cultura dei diritti umani, violati quotidianamente in Italia e in molte altre aree del mondo. “Accendiamo i diritti” curato da Guido Antonelli Costaggini e Alessia Maso, Edizioni La Meridiana, libro disponibile da novembre 2024 nelle principali librerie italiane, concretizza questa filosofia in interventi pratici nel campo educativo e della formazione. Gli autori propongono nelle prime pagine una concisa e puntuale esposizione teorica a supporto del metodo suggerito. Poi ventidue schede propongono altrettanti esercizi pratici basati sull’Approccio ai Diritti.
di Errico Novi
Il Dubbio, 15 novembre 2024
Nessuna rinuncia al “modello Albania”, il guardasigilli rassicura la premier sulla tesi che il governo sosterrà davanti alla Corte Ue: solo i Servizi segreti possono verificare la sicurezza dei Paesi. A uno sguardo superficiale, si direbbe che siamo agli atti di autolesionismo. O meglio, al pallone calciato in corner alla disperata, sotto l’assedio della squadra avversaria. L’emendamento al decreto Flussi che trasferisce alle Corti d’appello la competenza sui ricorsi dei migranti sembrerebbe un rimedio poco strategico, a voler usare un eufemismo. Intanto potrebbe allontanare i target di efficienza concordati, nell’ambito del Pnrr, per i giudizi di secondo grado, e in ogni caso rischia di rinviare solo di poco il minuto del “gol” avversario.
di Angela Stella
L’Unità, 15 novembre 2024
Le toghe contro il blitz per esautorare le sezioni immigrazione dei tribunali: “Il problema non sono i giudici ma le norme. In Corte di Appello non ci sono le competenze”. E c’è chi dice: “Forse l’ignoranza garantisce di più l’esecutivo”. “Temo che il Governo sia a caccia del giudice accondiscendente che non c’è, nella illusione che il problema sia il Giudice e non già i rapporti tra norma nazionale e norma europea”. Così commenta il Segretario di Magistratura Democratica, Stefano Musolino, l’iniziativa della deputata di Fratelli d’Italia, Sara Kelany, che ha presentato un emendamento al dl Flussi, in discussione nella Commissione Affari Costituzionali della Camera, che priva le sezioni immigrazione dei Tribunali civili della facoltà di decidere sui trattamenti dei migranti da parte del Questore, demandando tutto invece alle Corti di Appello civili.
di Simona Musco
Il Dubbio, 15 novembre 2024
Preoccupazioni sulle ingerenze politiche e mediatiche nei confronti dei giudici insultati per aver rinviato alla Corte di Giustizia Europea il decreto “Paesi Sicuri”. La proposta di delibera, che difende l’autonomia della magistratura, apre però un nuovo scontro tra le diverse fazioni del Consiglio. “Sono stati travalicati i limiti di cronaca e di critica dei provvedimenti giudiziari, così determinando un possibile indebito condizionamento dell’esercizio della funzione giudiziaria oltre che dei singoli magistrati, in violazione delle imprescindibili condizioni di autonomia, indipendenza ed imparzialità. L’auspicio è quello di un dialogo sereno tra le Istituzioni, nel rispetto della reciproca autonomia”.
di Federica Pennelli
Il Domani, 15 novembre 2024
Nato sul modello di quello delle donne di Sarajevo, è dedicato alle migranti qui in attesa di ottenere lo status di rifugiate. Il progetto serve anche a creare un archivio con le loro storie. Un tribunale femminista che sappia davvero accogliere le istanze delle donne in migrazione senza stigmi e giudizi: questo è il Tribunale delle donne, che promuove il diritto alla protezione internazionale ed a nuove forme di riparazione sociale e politica per le donne migranti, richiedenti asilo e rifugiate. Un progetto che si propone di raccogliere le testimonianze delle donne al di fuori delle procedure regolate dalla legge, costruendo un archivio della memoria a partire dalle loro esperienze, senza giuria né sentenze.
di Antonio Picasso
Il Riformista, 15 novembre 2024
“Olanda e Norvegia seguono quanto già fatto da Germania e Francia”, ricorda Marco Lombardi, sociologo della Cattolica. “La libertà di movimento è essere europei. Chiudere le frontiere significa chiudere l’Europa”. In neanche una settimana, il governo norvegese prima e quello olandese poi hanno sospeso il trattato di Schengen. Se dicessimo che le due mosse sono una fuga in avanti con l’obiettivo di allinearsi alla futura Amministrazione Trump, non avremmo altro da scrivere. L’Europa starebbe già iniziando ad adeguarsi a un nuovo corso politico, fatto di atteggiamenti muscolari e barriere. Tuttavia, ci azzeccheremmo solo in parte. Questo rischioso ritorno al passato non si limita a essere frutto di suggestioni odierne.
di Monica Ricci Sargentini
Corriere della Sera, 15 novembre 2024
Uno dei circa 2.000 prigionieri politici attualmente detenuti in Venezuela, Jesus Manuel Mart¡nez Medina, è morto oggi a 36 anni a causa della negligenza medica delle autorità di Caracas. Lo denunciano familiari e attivisti per i diritti umani affermando che il giovane non avrebbe avuto accesso alle adeguate cure per il diabete e i problemi cardiaci di cui era affetto. Secondo i suoi parenti, i suoi disturbi fisici erano aggravati dalle condizioni disumane subite nel carcere era detenuto. Da tempo soffriva di ascessi cutanei che si erano infettati e “non ha ricevuto assistenza medica fino a che l’infezione non si è estesa a tutta la gamba - ha detto l’avvocato Zair Mundaray - Doveva essere sottoposto a un esame per valutare l’eventuale amputazione della gamba, ma non era stato autorizzato perché il giudice non aveva firmato l’autorizzazione”.
di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 14 novembre 2024
Nelle carceri italiane è, di nuovo, emergenza. Perché cresce il numero dei detenuti e di coloro che decidono di togliersi la via dietro le sbarre. I dati aggiornati al 30 settembre, parlano di 61,862 mila detenuti presenti nelle carceri con circa 4 mila persone in più rispetto a un anno fa. A delineare questo scenario è Antigone, l’associazione che dal 1991 si occupa del sistema Penitenziario e penale italiano e realizza lo studio sullo stato delle carceri in Italia. Nell’ultimo rapporto, sino al 31 agosto, si ribadisce che “il tasso di affollamento è del 130,4% (al netto dei posti conteggiati dal Ministero della Giustizia ma non realmente disponibili)”.
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- “Le carceri non fanno notizia perché la società non vuole farsene carico”
- Con il lavoro in carcere l’obiettivo è recidiva zero









