di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 16 novembre 2024
La Consulta, sentenza n. 179 depositata oggi, ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 34, co. 2, del Cpp, laddove non prevede che è incompatibile a celebrare il giudizio dibattimentale di primo grado il giudice dell’udienza di comparizione predibattimentale. La Corte costituzionale (sentenza n. 179) ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 34, comma 2, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che è incompatibile a celebrare il giudizio dibattimentale di primo grado il giudice dell’udienza di comparizione predibattimentale, introdotta recentemente nel procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica dall’articolo 32 del Dlgs n. 150 del 2022, sul modello dell’udienza preliminare.
Il Secolo XIX, 16 novembre 2024
Moussa Ben Mahmoud, 28 anni da poco compiuti, tunisino, aveva tentato l’impiccamento, ma sarebbe il caso di dire impiccagione, nel pomeriggio di martedì scorso nella sua cella della casa circondariale di Genova Marassi. Subito soccorso, era stato condotto all’ospedale San Martino in condizioni disperate. Ricoverato in rianimazione, è spirato stasera. Sale così a 80 la tragica conta dei morti di carcere e per carcere dall’inizio dell’anno, cui bisogna aggiungere i 7 appartenenti alla Polizia penitenziaria che, altresì, si sono tolti la vita in quella che è una spirale spaventosa, arrivata a livelli mai visti in precedenza. Lo dichiara Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia penitenziaria.
Corriere della Calabria, 16 novembre 2024
La vicenda risale al 27 giugno del 2008 quando Salvatore Giofrè si era tolto la vita mentre era ristretto nel carcere di Vibo Valentia. La famiglia ha citato in giudizio il Ministero della Giustizia, ottenendo un risarcimento in primo grado poco più di cinque anni dopo. Tre anni più tardi, invece, la Corte d’Appello aveva riformato la sentenza ritenendo “insussistente la responsabilità dell’Amministrazione ed affermando, al contrario, che l’evento era stato determinato unicamente dalla ferma e risoluta volontà del detenuto”. Secondo i giudici, inoltre, l’evento non era “né prevedibile né prevenibile”. E con la sentenza pubblicata il 5 agosto 2021, ha accolto la domanda risarcitoria, liquidata in favore di ciascuno degli appellati, a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale per la perdita del rapporto parentale.
di Giuseppe Fin
Il Dolomiti, 16 novembre 2024
Nella struttura di Spini di Gardolo, secondo quanto riportato dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Antigone, si utilizzano elevate quantità di stabilizzanti dell’umore, antipsicotici e antidepressivi. Nei giorni scorsi i consiglieri provinciali Paola Demagri, Andrea De Bertolini, Francesco Valduga e Paolo Zanella hanno deciso di visitare l’area sanitaria del carcere dove l’azienda sanitaria è costretta ad utilizzare i gettonisti a causa della mancanza di personale. “Così non possiamo andare avanti. Abbiamo una famiglia e alla sera vogliamo poter tornare a casa da loro. La situazione è drammatica”. Le parole sono quelle che arrivano da un poliziotto che lavora all’interno della casa circondariale di Trento a Spini di Gardolo. Ha chiesto di rimanere anonimo e le parole rilasciate a il Dolomiti arrivano dopo l’ennesima aggressione avvenuta il 4 novembre scorso quando una poliziotta è stata minacciata e aggredita fisicamente da un detenuto tanto da essere poi accompagnata in infermeria.
di Francesco Mariucci
Corriere dell’Alto Adige, 16 novembre 2024
Si scalda il dibattito sul Cpr a Bolzano, dopo che il ministro Piantedosi ha annunciato il via ai lavori nel 2025. Per l’assessora Rabini (Verdi) è “inutile”. Spinge la Lega. La visita del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con annessa conferma della volontà di realizzare un Cpr a Bolzano con il via ai lavori previsto nel 2025, lascia strascichi pesanti nella politica locale. Ad aprire le danze, poche ore dopo la partenza di Piantedosi, è l’assessora comunale Chiara Rabini (Verdi): “Bolzano non ha bisogno di un costoso e inefficace Cpr come annunciato oggi (giovedì) dal ministro Piantedosi. La nostra città ha bisogno urgente di un nuovo carcere e, per maggiore sicurezza per tutti, di un sistema provinciale e statale funzionante che gestisca i richiedenti protezione internazionale e senzatetto insieme alla città”. L’affondo di Rabini contro i Cpr è netto: “Questi centri rappresentano a tutti i livelli il fallimento delle politiche di gestione dei flussi migratori. I Cpr sono costantemente documentati per le gravi e disumane condizioni di vita delle persone rinchiuse, i loro elevati costi, la loro inutilità. Solo il 10% viene rimpatriato, le altre persone rilasciate”. Nell’attesa di capire gli sviluppi della vicenda, l’assessora fa capire che la giunta comunale di cui fa parte potrebbe prendere ufficialmente posizione in merito.
di Francesco Gravetti
Il Mattino, 16 novembre 2024
Genitori che perdono figli per mano di giovani criminali. Figli che arrivano a delinquere, perché pagano le colpe di padri camorristi. Due facce della stessa medaglia che gettano luce su un fenomeno sempre più in aumento, quello della violenza giovanile che continua a mietere vittime. È il caso di Francesco Pio Maimone, Giovanbattista Cutolo, Emanuele Tufano e, ultimo in ordine di tempo, Santo Romano. Giovani, anzi giovanissimi, le cui vite sono state spezzate dalla cieca violenza di loro coetanei o, peggio, di minorenni che hanno seguito esempi sbagliati.
di Rossana Certini
vita.it, 16 novembre 2024
Sono cinquanta i libri, in lingua araba, donati dall’associazione “Un ponte per” alla Casa circondariale patavina per avviare un progetto culturale che attraverso la lettura punta all’inclusione e allo scambio culturale tra i detenuti. La convinzione è che una riflessione condivisa sui principali temi del nostro tempo può aiutare ogni individuo a scegliere di cambiare il corso della propria vita. Superare il concetto di inclusione per giungere a quello di dialogo tra culture. Passare, dunque, dall’appartenenza a una cultura al confronto che arricchisce. Questa l’idea alla base del progetto: “Kutub Hurra/Un ponte per” avviato a novembre nella Casa circondariale di Padova grazie alla collaborazione tra le cooperative AltraCittà e Orizzonti, l’associazione Granello di senape, l’area educativa della Casa circondariale e il Garante dei diritti delle persone private o limitate nella libertà del comune di Padova.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 16 novembre 2024
Daccapo: un laboratorio di speranza e rinascita per i detenuti di Torino. Sandro, 61 anni, è un uomo che ha visto la vita da una prospettiva difficile. Cresciuto per strada e poi rinchiuso per oltre 35 anni tra le mura dei penitenziari italiani, oggi si trova al Lorusso e Cutugno di Torino. “Il carcere deve essere rieducativo, altrimenti non serve a nulla”, dice con fermezza, mentre intaglia il legno, trasformandolo in un volto di Gesù Cristo che sarà donato all’arcivescovo di Torino, Roberto Repole. Un gesto simbolico, un atto di restituzione che, per lui, è anche una forma di riscatto.
di Giovanni Iacomini*
Il Fatto Quotidiano, 16 novembre 2024
Si è svolto nella sala teatro della Terza Casa Circondariale di Rebibbia l’incontro finale dei detenuti che hanno partecipato al “MedFilm - festival del cinema mediterraneo” di Roma. Da oltre un mese si sono costituiti gruppi di studenti “ristretti” nei diversi settori del complesso penitenziario (sono ben quattro le distinte Direzioni, ognuna con una propria struttura amministrativa). Sotto la responsabilità di docenti dell’Istituto scolastico “J. von Neumann” di San Basilio, problematica periferia romana, e delle Aree educative e trattamentali carcerarie, in una serie di incontri sono stati visionati i 19 cortometraggi provenienti da diversi paesi che si affacciano sul Mediterraneo e anche oltre.
gonews.it, 16 novembre 2024
La proiezione domani al Teatro La Fiaba. È l’evento conclusivo della Settimana della Legalità promossa da Caritas Firenze con il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Firenze, Fondazione Solidarietà Caritas, Libera Toscana e Associazione Seconda Chance Renato, un bambino di 8 anni, vive il difficile rapporto dell’assenza del padre, detenuto in carcere. Tra scuola e vita familiare cerca di capire il mondo di regole che sembra ingiusto mentre la madre affronta il peso emotivo della situazione. “Limbo” è il cortometraggio di Alexandros Lomis prodotto da Keep Digging Production da un’idea di Ubaldo Giusti e Samuele Zangara, che sarà presentato domani sabato 16 novembre alle 18 al Teatro La Fiaba (parrocchia Isolotto). E’ l’iniziativa conclusiva della Settimana della Legalità, ciclo di eventi sui temi del carcere, della giustizia e dell’uguaglianza sociale promosso da Caritas Firenze in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Firenze e con la partecipazione di Fondazione Solidarietà Caritas, Libera Toscana e Associazione Seconda Chance. “Limbo” esplora le conseguenze della detenzione non solo sui detenuti, ma anche sulle loro famiglie mostrando il percorso tra isolamento e speranza di riconnessione. Dopo la visione del film seguirà un confronto con il pubblico sul tema carcere, lasciando spazio a domande, curiosità, riflessioni. “Il cortometraggio racconta la storia di una famiglia il cui padre è in carcere in un’altra città e ciò crea sofferenza data la distanza e la poca possibilità di fare colloqui in un ambiente ostile e non accogliente soprattutto per i bambini. Il padre spera di avere la possibilità di usufruire di un’accoglienza in misura alternativa alla detenzione ma questa non gli viene concessa per alcune questioni burocratiche e ciò aumenta il distacco, si perde la speranza e crea angoscia” racconta Alina Tamas, responsabile Area Giustizia e Carcere Fondazione Solidarietà Caritas Ets. La Fondazione Solidarietà Caritas offre due strutture per l’accoglienza residenziali per adulti beneficiari delle misure alternative alla detenzione, il centro Il Samaritano, una casa per l’accoglienza delle persone a fine pena, Casa Mimosa, e gli sportelli che gestiscono i servizi per la gestione dei Lavori di Pubblica Utilità (LPU), Attività di Volontariato per persone in esecuzione penale e Messa alla Prova (MAP) per adulti.
- L’Aquila. Premio Bonanni, l’ospite Grunbein parla ai detenuti
- Firenze. Ripensare le carceri a partire da Montelupo: cosa ci insegna il lascito di Alberta Bigagli
- Milano. “In prigione con le detenute parliamo di amore, amicizia, uomini, figli. E libertà”
- Ravenna. “Vivere senza la chiave”, incontro con frate Ignazio De Francesco
- Quelle “Voci dal carcere” sono visioni sulla reclusione e la dignità dei detenuti









