di Luca Liverani
Avvenire, 14 novembre 2024
Un Paese fragile, con profonde disuguaglianze sociali e territoriali. In cui i nuovi nati sono sempre meno e le opportunità, fin dai primi mille giorni di vita, non sono uguali per tutti. Dalla salute all’ambiente, ai servizi educativi. Lo dicono i numeri. Nel 2023 in 340 comuni italiani non è nato nemmeno un bambino. Il 13,4% delle bambine e dei bambini tra 0 e 3 anni è in povertà assoluta. La povertà nella fascia tra 0 e 5 anni è passata in due anni dal 7,7% del 2021 all’8,5%. L’8,5% tra 0 e 5 anni (200 mila bimbi) non ha almeno un pasto proteico ogni due giorni. Uno su 10 (il 9,7%) vive in case non sufficientemente riscaldate. E le spese per latte e pappe in 4 anni è aumentata quasi del 20%. È una fotografia preoccupante quella scattata da Save the Children “Un due tre…stella. I primi anni di vita” che oggi pubblica la XV edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia. L’unico dato positivo è quello sugli asili nido. Ma con alcune eccezioni nel Meridione.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 14 novembre 2024
L’idea di attendere il pronunciamento della Corte Ue per evitare danni erariali. Egiziani e bengalesi, al centro delle bocciature dei giudici romani dei trattenimenti nelle strutture d’accoglienza, sono in cima alle classifiche dei migranti approdati in Italia. Prima sedici, poi otto. E adesso c’è il rischio che nell’immediato futuro nessun altro migrante venga accompagnato nei centri d’accoglienza italiani in Albania, in attesa della pronuncia della Corte di giustizia europea sulla designazione di “paese di origine sicura”, come richiesto nei giorni scorsi dai giudici di Bologna e Firenze. A circa un mese dall’inizio dell’operazione legata al protocollo Roma-Tirana, con il salvataggio in mare e il trasferimento a Shengjin e Gjader di profughi maschi, maggiorenni e soli - l’unica categoria che può essere trasferita secondo l’accordo siglato dai due governi - i numeri sono ancora bassi.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 14 novembre 2024
Fratelli d’Italia presenta modifiche al decreto Flussi per sottrarre la competenza ai giudici che hanno bocciato le norme del governo e assegnarla alle Corti d’appello. “Per i procedimenti aventi ad oggetto la convalida del provvedimento con il quale il questore dispone il trattenimento o la proroga del trattenimento del richiedente protezione internazionale” è “competente la Corte d’appello” nel cui “distretto ha sede il questore che ha adottato il provvedimento oggetto di convalida”. La Corte d’appello civile “giudica in composizione monocratica”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 14 novembre 2024
Alla Camera Il blitz in un emendamento al decreto flussi. Gli appalti per i controlli saranno secretati. Mannaia sui tempi per fare ricorso. È nella batteria di emendamenti al decreto flussi presentati in commissione affari costituzionali a Montecitorio che si nasconde l’ultimo assalto della destra alla magistratura. L’idea, in verità già ventilata nelle settimane passate, è di sottrarre alle sezioni specializzate in immigrazione dei tribunali civili le convalide dei trattenimenti dei richiedenti asilo decisi dalle questure, sia per i centri di Gjader, Porto Empedocle o Modica, sia per i Cpr (dove però sugli “irregolari” restano competenti i giudici di pace). Si andrà direttamente in Corte d’appello, con possibilità di impugnare poi in Cassazione (con mannaia sulle tempistiche: 5 giorni, senza sospensione del provvedimento).
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 14 novembre 2024
Come nascono e come funzionano. E perché escluderle dalle convalide dei trattenimenti dei richiedenti asilo non ha alcuna razionalità giuridica. Le sezioni specializzate in immigrazione, diventate improvvisamente il primo nemico del governo Meloni, nascono nel 2017 dal decreto Minniti-Orlando. Una norma che non aveva certo l’obiettivo di aumentare le tutele dei cittadini stranieri: al contrario si proponeva di estendere la rete dei centri di detenzione amministrativa, aumentare le espulsioni e accelerare i tempi delle procedure d’asilo. L’impennata di sbarchi nei due anni precedenti aveva intasato i tribunali con le domande di protezione internazionale. Per questo la legge ha cancellato le impugnazioni davanti alle Corti d’appello e istituito i giudici specializzati, idonei a garantire maggiore celerità nelle decisioni. Le sezioni sono presenti in tutti i tribunali in cui ha sede l’organo giudiziario di secondo grado. La loro caratteristica principale, però, non è la velocità ma la specializzazione.
di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Corriere della Sera, 14 novembre 2024
A Roma, Coldiretti e Filiera Italia espongono i prodotti a rischio di scomparire con il Ddl sicurezza. Il pregiudizio su questa pianta, iniziato negli Usa degli anni Trenta, ha cancellato una tradizione agricola in cui l’Italia primeggiava. I produttori italiani di canapa non si arrendono. Schiacciati da pregiudizi e da una politica a loro ideologicamente ostile, si sono dati appuntamento a Roma questa mattina, 14 novembre, per fare sfilare i prodotti “made in Italy” a rischio scomparsa a causa di alcune norme contenute nel Ddl sicurezza, norme che di fatto azzereranno completamente una filiera con le sue ricadute economiche ed occupazionali (30 mila posti di lavoro tra stabili e stagionali). L’iniziativa è di Coldiretti e Filiera Italia e l’esposizione si tiene a Palazzo Rospigliosi: l’obiettivo è ottenere un confronto urgente con le istituzioni, prima che per i canapicoltori sia troppo tardi e si dia il colpo di grazia a un settore che ha anche benefici ambientali come pochi altri.
di Sara Del Dot
Il Domani, 14 novembre 2024
Women Wage Peace, fondata in Israele nel 2014, e di Women of The Sun, nata nel 2021 in Palestina, sono due realtà che lavorano insieme per non cedere all’odio. E per aprire alle donne una strada nell’arena politica e nei negoziati. Nel frastuono assordante della guerra si muove il fruscio di chi lavora per la pace. Un processo attivo da tempo, nell’ultimo anno molto più intenso e complicato, di cui le donne si fanno portatrici affrontandone tutte le complicate sfaccettature. Sono le donne di Women Wage Peace, fondata in Israele nel 2014, e di Women of The Sun, nata nel 2021 in Palestina. Due realtà che lavorano insieme per non cedere all’odio e creare consapevolezza, cercando di aprire alle donne una strada nell’arena politica e nei negoziati. Donne che raccolgono i pezzi di ciò che rimane dalla distruzione che travolge ogni cosa attorno a loro. Creano legami, dentro e fuori dalle loro comunità, cercano di ricomporre, ricucire, ricostruire.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 14 novembre 2024
“Liberate i prigionieri politici o mi suicido”. Il gesto estremo del giornalista 42enne, dubbi sulla sua morte: “Aveva appena acquistato un biglietto per gli Usa. Potrebbe essere una messinscena del regime”. Wikipedia è appena stato aggiornato. Kianush Sanjari 11 settembre 1982 - 13 November 2024. Il giornalista dissidente lo aveva scritto, promesso, su X: “Se Fateme Sepehari, Nasreen Shakrami, Tomaj Salehi e Arsham Rezaei non verranno rilasciati dal carcere entro le 19:00 di mercoledì 13 novembre, e la notizia del loro rilascio non sarà pubblicata sul sito della magistratura, metterò fine alla mia vita in segno di protesta contro la dittatura di Khamenei e dei suoi soci”.
di Luca Geronico
Avvenire, 14 novembre 2024
Gli operatori sanitari costretti a scendere. Quindi la brutale esecuzione. L’organizzazione umanitaria: “Violenza scioccante”. Assalto all’ambulanza di Medici senza frontiere, ed esecuzione a sangue freddo di due pazienti da parte della polizia. Un nuovo salto in là nell’orrore ad Haiti, in quello che è l’ultimo atto della guerra per bande in corso da mesi ad Haiti con la polizia al soldo dei signori della guerra. Un conflitto endemico, ma inaspritosi dopo la nomina del nuovo primo ministro Alix Didier Fils-Aimè.
di Salvatore Curreri
L’Unità, 13 novembre 2024
Le condizioni di vita dei detenuti non stanno nell’agenda della politica: né in quella del Governo, né in quella del “campo largo”. Nel gennaio di quest’anno, la Consulta ha chiarito che i prigionieri possono avere incontri intimi con i partner, ma per alcuni giudici di sorveglianza è un optional, come la doccia. Devo ringraziare pubblicamente il giudice di sorveglianza di Torino per aver offerto ai miei studenti un ottimo esempio di cosa sia un diritto fondamentale; di come esso si differenzi da una mera aspettativa; infine di quale sia - meglio: dovrebbe essere - il ruolo di garanzia della nostra Corte costituzionale. La questione riguarda la condizione dei detenuti. Com’è arcinoto, oggi le nostre carceri, anche a causa del loro strutturale sovraffollamento, sono fatiscenti, insalubri e insufficienti. Per questo sono quasi sempre luoghi di sofferenza, alienazione e tempo perso; tutto il contrario rispetto a quella finalità rieducativa cui secondo l’art. 27.3 della Costituzione il trattamento penitenziario deve tendere. È come se il detenuto scontasse una “doppia pena”: l’una per la condanna inflitta, l’altra per le modalità con cui viene eseguita.
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