di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 13 novembre 2024
Il rapporto europeo dopo le verifiche nei reparti psichiatrici degli ospedali di Milano Niguarda, Melegnano, Cinisello Balsamo e Roma San Camillo. L’Italia, pioniera nell’abolizione dei manicomi, fatica ancora a liberarsi della loro eredità: la contenzione fisica prolungata ed eccessiva, la scarsa tutela giuridica nei Trattamenti Sanitari Obbligatori (Tso) e le condizioni igieniche inadeguate persistono nelle strutture psichiatriche. La recente condanna senza precedenti della Corte Europea nei confronti del nostro Paese per l’abuso di questa pratica evidenzia una problematica connessione con il passato. Una criticità già emersa nel rapporto del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura (Cpt) dello scorso anno, le cui conclusioni rispecchiano le precedenti osservazioni del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, allora guidato da Mauro Palma.
di Davide Vari
Il Dubbio, 13 novembre 2024
L’immigrazione è un fenomeno epocale che richiede visione, competenza e una strategia a tutto campo. Non può essere affrontata con decreti d’emergenza che si sgonfiano al primo soffio di vento giudiziario. Il Decreto sui Paesi Sicuri è un colabrodo, un gioco al massacro orchestrato da un governo che sembra volersi giocare tutto - anche la credibilità - sul contrasto all’immigrazione. Ormai è chiaro a tutti - tranne forse a qualche anima sperduta nei corridoi di Palazzo Chigi e a “mister X”, Elon Musk - che quel decreto è un fallimento, un bersaglio facile, facile per quei magistrati che vogliono fare rispettare il diritto internazionale, certo, ma anche per quei pochi che l’hanno giurata a questo governo fin dal primo giorno e che si sfregano le mani ogni volta che una nave imbarca una manciata di disgraziati da spedire in Albania.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 13 novembre 2024
Non c’è nulla di politicamente pretestuoso nei quesiti posti alla Corte Ue dal tribunale di Roma sul trattenimento dei sette richiedenti asilo in Albania. Ciò che colpisce in questa storia -che molti, sbagliando, vedono come una battaglia tra poteri dello Stato a colpi di cavilli legali su temi astrusi - è l’atteggiamento arrogante dell’esecutivo, che pretende di imporre la sua volontà come se quelle regole che caratterizzano un ordinamento democratico, e che dunque limitano il potere di qualunque Esecutivo, non esistessero e tutto fosse “a libera disposizione” di coloro che detengono temporaneamente il consenso. I quesiti posti alla Corte di Giustizia europea dal Tribunale di Roma sul trattenimento in Albania di sette richiedenti asilo provenienti da Egitto e Bangladesh sono chiari e precisi.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 13 novembre 2024
“Più di 30mila ricorsi l’anno, a rischio i target Pnrr”. Per contrastare le decisioni sgradite, l’esecutivo ha reintrodotto il reclamo in materia di asilo abolito nel 2017. Una scelta che rischia di avere effetti indesiderati: secondo il Csm, la nuova competenza aggraverà i carichi di lavoro delle Corti d’Appello fino al 37%, compromettendo il raggiungimento degli obiettivi del Piano. Una valanga di oltre trentamila ricorsi l’anno destinati a piombare in pochi mesi sulle Corti d’Appello, aggravando i carichi di lavoro di quasi il 40% e mettendo a rischio i target Pnrr.
di Vitalba Azzolini*
Il Domani, 13 novembre 2024
Nelle prossime settimane, la Corte di Giustizia Ue valuterà se la normativa europea e quella italiana in tema di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare rispettano la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue. Se la Corte riscontrasse violazioni, sia il legislatore Ue che quello nazionale dovrebbero intervenire sulle relative discipline. Se i giudici si ostinano a verificare la conformità delle norme rispetto al diritto dell’Unione europea, ciò non significa che abbiano preso di mira le politiche del governo Meloni in tema di immigrazione. Basti pensare alla questione pregiudiziale circa il reato di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, sollevata dal tribunale di Bologna dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Ue. I dubbi del tribunale riguardano in primis la normativa europea, e solo di conseguenza anche la legge nazionale che la attua.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 13 novembre 2024
Con Trusk (Trump più Musk) si apre una nuova epoca. E ci saranno ricadute anche sulle democrazie e sull’Europa. Come sarà il mondo nell’epoca Trusk? Temo che sbagli chi pensi, anche tra i sostenitori europei, che gli impegni di radicale trasformazione dell’assetto dello Stato e delle relazioni internazionali dell’America, promossi da Trump con il sostegno di Musk, siano solo boutade furbacchione di campagna elettorale, buone per accalappiare i voti popolari e buone per essere messe nel cestino stracolmo delle promesse tradite dai candidati alla presidenza degli Usa. In fondo, ho ascoltato dire da molti, nel primo quadriennio, un’era fa nel frenetico tempo digitale, cosa è cambiato? Sì, cose come la revoca degli accordi sul clima e il sabotaggio del Medicare di Obama con manovre che produssero più di due milioni di persone senza assicurazione sanitaria. Ma in altri campi, di politica finanziaria o di relazioni internazionali, non si sono visti allora significativi e radicali cambiamenti tra le diverse amministrazioni.
di Massimo Ambrosini
Avvenire, 13 novembre 2024
Donald Trump, a quanto trapela, non perde tempo nel concretizzare le sue promesse elettorali. Tra queste, si profila l’impiego di risorse del Pentagono, dunque in teoria destinate alla difesa, per realizzare il progetto di deportare tutti gli immigrati che vivono e lavorano degli Stati Uniti senza autorizzazione. Il neoeletto presidente ha alzato la posta: non ha soltanto rilanciato l’idea di completare il lungo muro con il Messico, ma intende anche sradicare ed espellere persone che si sono insediate negli Stati Uniti da molti anni, hanno trovato occupazione, pagato le tasse, costituito delle famiglie, a volte avviato delle imprese o intrapreso studi universitari. Anche negli Usa per tutti i reati ci sono norme di prescrizione, ma non per l’immigrazione irregolare: è una colpa incancellabile.
di Bernardo Parrella
Il Manifesto, 13 novembre 2024
La recente tornata elettorale nel Stati Uniti prevedeva, oltre all’elezione del Presidente e al parziale rinnovo del Congresso e del Senato, una serie di “ballot” locali sul fronte droga. Pur se di segno alterno, i risultati confermano il taglio antiproibizionista, riguardo soprattutto alla cannabis. A cominciare dal successo pieno in Kentucky, con l’OK a tutte le 106 ordinanze atte a consentire l’apertura di dispensari in altrettante contee e città: passo necessario onde superare i divieti locali scattati dopo l’approvazione statale, lo scorso anno, della marijuana terapeutica.
africarivista.it, 13 novembre 2024
Dawit Isaak, giornalista eritreo e svedese detenuto senza processo in Eritrea da 23 anni, ha ricevuto il prestigioso premio svedese Edelstam per i diritti umani, in riconoscimento del suo impegno per la libertà di espressione. Il premio, assegnato dalla Fondazione Edelstam, è stato conferito per “il suo eccezionale coraggio” nella difesa dei diritti umani. Il premio Edelstam, che celebra l’impegno in difesa dei diritti umani, verrà ufficialmente consegnato il 19 novembre a Stoccolma. Poiché Isaak è ancora detenuto in Eritrea, la figlia Betlehem Isaak ritirerà il premio in sua vece.
di Ilaria Beretta
Avvenire, 12 novembre 2024
Strutture sovraffollate con sporcizia per terra e materassi dove si annida pure la scabbia. Cosi gli Ipm, a lungo fiore all’occhiello del sistema penitenziario italiano, si sono trasformati in una bomba ad orologeria. “Una delle comunità più abbandonate del nostro Paese”. È così che don Domenico Cambareri definisce gli istituti penali per minorenni (Ipm), a lungo considerati fiore all’occhiello del sistema italiano e un esempio a livello globale. Don Domenico non parla per sentito dire ma per quello che vede: dal 2020 è cappellano di uno dei 17 Ipm italiani, il Pietro Siciliani di Bologna, che recentemente ha raccontato anche in un libro per San Paolo dal titolo “Ti sogno fuori. Lettere da un prete di galera”.
- Tenta il suicidio nel Cpa di Genova. Sono 17 gli “under 25” tra chi si è tolto la vita in carcere
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- La riforma della giustizia arriva alla Camera. “Nessun rischio di pm sottoposti al governo”









