di Serena Valietti*
L’Eco di Bergamo, 13 novembre 2024
La persona è più del gesto che compie ed è dalla sua umanità che bisogna ripartire per riabilitarla, oltre a ricostruire la società dove il trauma o la violenza del reato l’ha spezzata. Parte da questa idea, dal riconoscere che l’umano c’è anche in un criminale, l’esperienza dell’ex giudice Elvio Fassone, che in un libro ripercorre 26 anni di corrispondenza tra lui e il detenuto che ha condannato all’ergastolo. Una relazione che va in scena a Torre de’ Roveri sabato 16 novembre nell’ambito del festival “Prossimi futuri” di Aeper.
i-libri.com, 13 novembre 2024
Il tema del reinserimento dei detenuti e dell’accettazione del loro valore umano da parte della società è al centro di un nuovo e toccante volume fotografico, I volti della povertà in carcere, che sarà disponibile in libreria a partire dal 25 novembre, edito da EDB. Scritto da Rossana Ruggiero, con fotografie in bianco e nero di Matteo Pernaselci, il libro raccoglie le storie di uomini e donne detenuti nel carcere di San Vittore, ed evidenzia la cruda realtà e le sfide quotidiane di chi vive in uno dei più celebri istituti di pena italiani.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 13 novembre 2024
“È ispirato al libro che ho scritto sulla mia tragedia e che porto nelle scuole. Sento il bisogno di sostenere i più fragili e studio all’università per farlo al meglio”. I magistrati archiviarono il caso ma fu Teresa Manes a scoprire che il figlio, impiccatosi a 15 anni, veniva deriso su Facebook.
di Gianni Beretta
Il Manifesto, 13 novembre 2024
Una chiamata urgente da un telefono pubblico: Basaglia deve trasmettere un articolo sulla morte di Pasolini. Con lui aveva condiviso le battaglie per la riforma psichiatrica. È il 3 novembre del 1975. Un primo pomeriggio umido e fosco, quando un tipo si dirige a passo svelto verso l’Antico Posto di Ristoro sul piccolo valico della Libbia, nel comune aretino di Anghiari. Ha urgente bisogno di fare una chiamata. Ma di lunedì il telefono pubblico è chiuso. Picchia allora insistentemente sul portone di vetro fino a che arriva Lucio, il giovanissimo figlio del proprietario: “mi disse che doveva trasmettere un articolo alla redazione di Paese Sera; e io gli aprii”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 13 novembre 2024
Il rapporto europeo dopo le verifiche nei reparti psichiatrici degli ospedali di Milano Niguarda, Melegnano, Cinisello Balsamo e Roma San Camillo. L’Italia, pioniera nell’abolizione dei manicomi, fatica ancora a liberarsi della loro eredità: la contenzione fisica prolungata ed eccessiva, la scarsa tutela giuridica nei Trattamenti Sanitari Obbligatori (Tso) e le condizioni igieniche inadeguate persistono nelle strutture psichiatriche. La recente condanna senza precedenti della Corte Europea nei confronti del nostro Paese per l’abuso di questa pratica evidenzia una problematica connessione con il passato. Una criticità già emersa nel rapporto del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura (Cpt) dello scorso anno, le cui conclusioni rispecchiano le precedenti osservazioni del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, allora guidato da Mauro Palma.
di Davide Vari
Il Dubbio, 13 novembre 2024
L’immigrazione è un fenomeno epocale che richiede visione, competenza e una strategia a tutto campo. Non può essere affrontata con decreti d’emergenza che si sgonfiano al primo soffio di vento giudiziario. Il Decreto sui Paesi Sicuri è un colabrodo, un gioco al massacro orchestrato da un governo che sembra volersi giocare tutto - anche la credibilità - sul contrasto all’immigrazione. Ormai è chiaro a tutti - tranne forse a qualche anima sperduta nei corridoi di Palazzo Chigi e a “mister X”, Elon Musk - che quel decreto è un fallimento, un bersaglio facile, facile per quei magistrati che vogliono fare rispettare il diritto internazionale, certo, ma anche per quei pochi che l’hanno giurata a questo governo fin dal primo giorno e che si sfregano le mani ogni volta che una nave imbarca una manciata di disgraziati da spedire in Albania.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 13 novembre 2024
Non c’è nulla di politicamente pretestuoso nei quesiti posti alla Corte Ue dal tribunale di Roma sul trattenimento dei sette richiedenti asilo in Albania. Ciò che colpisce in questa storia -che molti, sbagliando, vedono come una battaglia tra poteri dello Stato a colpi di cavilli legali su temi astrusi - è l’atteggiamento arrogante dell’esecutivo, che pretende di imporre la sua volontà come se quelle regole che caratterizzano un ordinamento democratico, e che dunque limitano il potere di qualunque Esecutivo, non esistessero e tutto fosse “a libera disposizione” di coloro che detengono temporaneamente il consenso. I quesiti posti alla Corte di Giustizia europea dal Tribunale di Roma sul trattenimento in Albania di sette richiedenti asilo provenienti da Egitto e Bangladesh sono chiari e precisi.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 13 novembre 2024
“Più di 30mila ricorsi l’anno, a rischio i target Pnrr”. Per contrastare le decisioni sgradite, l’esecutivo ha reintrodotto il reclamo in materia di asilo abolito nel 2017. Una scelta che rischia di avere effetti indesiderati: secondo il Csm, la nuova competenza aggraverà i carichi di lavoro delle Corti d’Appello fino al 37%, compromettendo il raggiungimento degli obiettivi del Piano. Una valanga di oltre trentamila ricorsi l’anno destinati a piombare in pochi mesi sulle Corti d’Appello, aggravando i carichi di lavoro di quasi il 40% e mettendo a rischio i target Pnrr.
di Vitalba Azzolini*
Il Domani, 13 novembre 2024
Nelle prossime settimane, la Corte di Giustizia Ue valuterà se la normativa europea e quella italiana in tema di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare rispettano la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue. Se la Corte riscontrasse violazioni, sia il legislatore Ue che quello nazionale dovrebbero intervenire sulle relative discipline. Se i giudici si ostinano a verificare la conformità delle norme rispetto al diritto dell’Unione europea, ciò non significa che abbiano preso di mira le politiche del governo Meloni in tema di immigrazione. Basti pensare alla questione pregiudiziale circa il reato di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, sollevata dal tribunale di Bologna dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Ue. I dubbi del tribunale riguardano in primis la normativa europea, e solo di conseguenza anche la legge nazionale che la attua.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 13 novembre 2024
Con Trusk (Trump più Musk) si apre una nuova epoca. E ci saranno ricadute anche sulle democrazie e sull’Europa. Come sarà il mondo nell’epoca Trusk? Temo che sbagli chi pensi, anche tra i sostenitori europei, che gli impegni di radicale trasformazione dell’assetto dello Stato e delle relazioni internazionali dell’America, promossi da Trump con il sostegno di Musk, siano solo boutade furbacchione di campagna elettorale, buone per accalappiare i voti popolari e buone per essere messe nel cestino stracolmo delle promesse tradite dai candidati alla presidenza degli Usa. In fondo, ho ascoltato dire da molti, nel primo quadriennio, un’era fa nel frenetico tempo digitale, cosa è cambiato? Sì, cose come la revoca degli accordi sul clima e il sabotaggio del Medicare di Obama con manovre che produssero più di due milioni di persone senza assicurazione sanitaria. Ma in altri campi, di politica finanziaria o di relazioni internazionali, non si sono visti allora significativi e radicali cambiamenti tra le diverse amministrazioni.
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