di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 20 luglio 2024
Una politica della Giustizia che lancia segnali finalmente liberali, dopo due anni di cambiali pagate al diffuso elettorato giustizialista e populista della maggioranza di Governo, tra reati di rave-party, ostatività a go-go e atti di resistenza passiva in carcere equiparati alla rivolta, è di per sé una buona notizia. E di segnali il DDL Nordio ne ha mandati senza dubbio: rafforzamento della inviolabilità delle conversazioni tra difensore e cliente, attenzione ai terzi coinvolti nelle intercettazioni, tipizzazione del traffico di influenze, sullo sfondo - finalmente - di un rilancio, almeno apparente anche se certamente assai tardivo, della separazione delle carriere, sono passi avanti importanti.
di Barbara Rosina
huffingtonpost.it, 20 luglio 2024
Le norme impattano sulla pelle delle persone, chi fa politica non può limitarsi a scrivere leggi, decreti, altisonanti “riforme epocali” deve abbassare lo sguardo sulla realtà e vedere se quelle misure siano state in grado di tutelare davvero le persone in situazioni di fragilità e vulnerabilità. Le scelte europee e quelle di casa nostra tra riduzione delle spese, autonomia differenziata, Legge di Bilancio difficile. Guardiamo a quello che sta succedendo e, da assistenti sociali, ci facciamo e facciamo delle domande perché la poca attenzione alle persone - interventi di sostegno, tutela dei diritti - e il risicato spazio di ascolto per le professioni di cura, non ci fanno ben sperare.
di Giorgio Altieri
Il Riformista, 20 luglio 2024
Nel 2021, a fronte di oltre 5.400 procedimenti, ci sono state appena 9 condanne dibattimentali e 35 sentenze di patteggiamento. E il danno alla collettività e all’economia è in gran parte irrisarcibile. Leggendo le cronache e i commenti successivi all’approvazione definitiva del cosiddetto disegno di legge Nordio, che abroga il reato di abuso d’ufficio, si ha l’impressione che si voglia ingenerare un sentimento di preoccupazione nell’opinione pubblica portata a credere che si sarebbe inteso favorire alcuni e, specificamente, i cd ‘colletti bianchi’ e gli ‘amministratori pubblici’ e, soprattutto, che si andranno a creare aree di impunità nell’agire della pubblica amministrazione. Nulla di tutto ciò è vero. Addirittura, c’è chi ha paventato che con l’abrogazione dell’abuso d’ufficio non saranno più perseguibili i magistrati che abbiano avvantaggiato o danneggiato intenzionalmente un imputato. Ciò oltretutto in contraddizione con l’orientamento dell’area politica che ha approvato l’abrogazione dell’abuso d’ufficio e che da sempre vuole contrastare l’irresponsabilità dei magistrati che operano non correttamente.
di Elena Scarici
Corriere del Mezzogiorno, 20 luglio 2024
L’iniziativa del Centro pastorale, diretto da don Esposito, insieme ai Garanti per i reclusi. Una messa per i detenuti che si sono suicidati in carcere in Campania. Sarà celebrata oggi alle 18.30 presso il Centro di Pastorale carceraria in via Buonomo 39, alla Sanità, dove si trovano numerosi carcerati in affidamento in regime di pena alternativa. Una scelta significativa, frutto di un percorso intrapreso da don Franco Esposito, direttore del Centro, che presiederà anche la celebrazione durante la quale si pregherà tra gli altri, per Musco Tedorico, 39 anni, che si è tolto la vita a Poggioreale, Andrea Pojoca, 31 anni, suicida a Secondigliano, Luciano Gilardi 24 anni, Andrea Napolitano di 33 e Mohmoud Ghoulam di 38, ma l’elenco è lungo. Ci saranno i parenti, i volontari, gli ospiti della casa di accoglienza, e tutti coloro che vorranno unirsi alla preghiera.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 luglio 2024
Un allarmante caso di omofobia e violenza si è verificato nella Casa Circondariale di Cagliari- Uta, come riportato da Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme ODV”. Protagonista dell’episodio un giovane detenuto straniero di 25 anni, identificato come T. P., ergastolano trasferito dalla Sicilia a metà maggio. L’episodio è avvenuto durante un incontro finalizzato a discutere le opportunità offerte dall’istituto per migliorare la sua detenzione.
di Alessandro Orfei
La Nazione, 20 luglio 2024
Viveva nel Perugino con la madre. Sarebbe uscito di galera nel 2026, invece è morto ieri mattina all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, dov’era stato ricoverato d’urgenza giovedì sera dopo l’aggressione subita nella cella della sezione detenuti comuni, nella quale era rinchiuso per spaccio di sostanze stupefacenti e rapina. La profonda ferita alla gola, inferta con una lametta da barba, non gli ha lasciato scampo. A provocarla il compagno di cella al culmine di una lite, causata da futili motivi. La vittima aveva aveva trent’anni ed era nata in Tunisia, mentre il presunto assassino è un marocchino di 23 anni. L’omicidio è avvenuto in una delle carceri più affollate della Campania, dove a fronte dei 400 posti disponibili ne accoglie, invece, circa 600. Gli agenti della penitenziaria hanno immediatamente trasferito il ferito nel pronto soccorso dove è arrivato già in stato di incoscienza. Ieri mattina, alle 11, la conferma del decesso.
di Andrea Scutellà
La Sentinella del Canavese, 20 luglio 2024
Psicologi, psichiatri, funzionari di area pedagogica. Tutti sotto inchiesta per aver sottovalutato il rischio suicidario nonostante le richieste di aiuto. Dalle notazioni: “Piange e dichiara di non stare bene psicologicamente”. Ennesima scossa sulla gestione del carcere di Ivrea, dopo le inchieste per tortura e lesioni, ridimensionate dalla Cassazione. La procura di Ivrea ha notificato nei giorni scorsi l’avviso di chiusura indagini delle indagini per otto indagati che dovranno rispondere di omicidio colposo per la morte di un uomo di 39 anni che si è tolto la vita in carcere, il 26 settembre 2021 a Ivrea, nel penitenziario di corso Vercelli.
di David Allegranti
La Nazione, 20 luglio 2024
Il Tribunale di sorveglianza accoglie i reclami dei detenuti mettendo nero su bianco la situazione. La denuncia della Camera penale: “Non tutti i magistrati sono uguali”. E non si fermano i nuovi ingressi. Un’ordinanza dopo l’altra, un detenuto alla volta. Il Tribunale di Sorveglianza di Firenze sembra aver deciso di risolvere da solo gli atavici problemi sovrastrutturali di Sollicciano. Senza aspettare l’intervento della politica. La dottoressa Susanna Raimondo, magistrata dell’ufficio di sorveglianza presieduto dal dottor Marcello Bortolato, ha accolto il reclamo di un altro detenuto. Il secondo in pochi giorni. Anche in questa ordinanza Raimondo scrive nero su bianco che “le condizioni del carcere di Sollicciano possono considerarsi severamente critiche”.
di Valentina Marotta
Corriere Fiorentino, 20 luglio 2024
I controlli (14 giorni dopo) disposti dal pm. Ora nel resto del carcere. Nessuna cimice, nessun topo. E nemmeno una blatta. Nella cella 18 del carcere di Sollicciano, dove Fedi Ben Sassi scontava la pena e si è tolto la vita il 4 luglio, non vi è traccia di parassiti e di roditori. È quanto emerge da un sopralluogo eseguito, su incarico della Procura fiorentina, il 18 luglio dalla Synema sas, la ditta a cui il ministero della giustizia ha affidato in appalto la disinfestazione e la derattizzazione della casa circondariale di Firenze. L’accertamento è stato disposto dalla pm Ornella Galeotti nell’ambito dell’inchiesta aperta per il suicidio del giovane di 20 anni che si è impiccato annodando le lenzuola. Ma è solo il primo passo: adesso saranno ispezionate anche le celle delle altre sezioni.
sicilianews.it, 20 luglio 2024
Molti dei reclusi con i quali il Garante ha colloquiato “manifestavano particolari disagi mentali, che in alcuni casi apparivano particolarmente gravi”. Il Garante regionale per i detenuti, Santi Consolo ha effettuato una visita all’Ucciardone di Palermo dopo lo sciopero della fame di quattro reclusi nella nona sezione dell’istituto, dove si trovano coloro che sono sottoposti al regime di sorveglianza particolare e destinatari di provvedimenti disciplinari. Lungo il percorso per giungere alla nona sezione, spiega l’ufficio del Garante, “si percepiva cattivo odore, in corrispondenza delle aree limitrofe alle cucine, determinato dall’evidente stato di degrado del sistema di scarico della struttura, che provocava il riversamento di parte dei liquami reflui al livello del piano di calpestio delle aree circostanti la cucina”.
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