Il Secolo XIX, 10 novembre 2024
L’episodio è accaduto venerdì 8 novembre. La denuncia di Pagani, Uila: “Cinquanta detenuti si sono rifiutati di entrare nelle rispettive celle, dichiarando che non vi avrebbero fatto rientro se un detenuto ‘ndranghetista non fosse stato inviato al pronto soccorso”. “Dalle ore 11:30 di ieri cinquanta detenuti con reati di associazione a delinquere si sono rifiutati di entrare nelle rispettive celle, dichiarando che non vi avrebbero fatto rientro se un detenuto ‘ndranghetista non fosse stato inviato al pronto soccorso”. Lo afferma Fabio Pagani, segretario della Uilpa Polizia Penitenziaria.
di Alessandra Serio
tempostretto.it, 10 novembre 2024
Una fotografia della vita dietro le sbarre che evidenzia le maggiori criticità del penitenziario di Messina. È considerato un carcere “modello” quello di Messina Gazzi. O, meglio, dove i detenuti, grazie a un’ottima gestione e sforzi enormi degli operatori, vivono molto meno peggio rispetto ai detenuti di altri penitenziari, in particolare rispetto a quelli siciliani. Un dato non da poco, alla luce della piega drammatica presa dall’emergenza carceri in tante strutture italiane, dove rivolte e suicidi sono tragicamente sempre più frequenti.
di Alessandra Serio
tempostretto.it, 10 novembre 2024
Nominare la Garante dei detenuti, Lucia Risicato, non basta, se le istituzioni continuano a non occuparsi del carcere. C’è una comunità che ignora il carcere, di per sé fisiologicamente “predestinato” se non pensato per cancellare dalla quotidianità delle comunità i detenuti e il carcere in sé. È grave però quando a chiudere gli occhi ostinatamente sono le istituzioni che, invece, anche di quei detenuti dovrebbero farsi carico. Non soltanto per garantire l’umanità della pena, ma anche per favorire il loro reinserimento nella società, una volta usciti, nella speranza che non tornino a delinquere.
di Alberto Simone
leggocassino.it, 10 novembre 2024
La Casa circondariale di via Sferracavalli è tra le 20 strutture penitenziarie più affollate d’Italia, un dato che evidenzia l’urgenza di misure straordinarie. Dopo Cassino, è atteso l’intervento da altri comuni della Provincia. L’opposizione vota la mozione presentata da Sarah Grieco ma si sfila dalle critiche al pacchetto sicurezza. Il sovraffollamento del carcere di Cassino è stato il tema di una mozione presentata ieri sera al Consiglio comunale dalla consigliera di maggioranza Sarah Grieco. Mozione passata con il voto unanime dell’assemblea.
di Fulvio D’Eri
Il Giorno, 10 novembre 2024
Reinserire in società chi ha sbagliato, pagando per questo con una pena detentiva, è un dovere di una società civile. Ed è per questo che c’è bisogno di un patto territoriale per promuovere interventi e azioni finalizzati al reinserimento sociale di soggetti in esecuzione penale esterna e in messa in prova. È questo il senso della rete istituzionale, al quale il Comune di Sondrio ha aderito, proposta dall’Ufficio di esecuzione penale esterna di Como che ha programmato la riorganizzazione del sistema dei servizi, degli interventi e delle azioni per il reinserimento. Cinque le aree di intervento: culturale, formativo, ricreativo e sportivo; orientamento e inserimento professionale; mediazione culturale e linguistica; prevenzione della devianza e della recidiva; comunicazione con il territorio.
di Andrea Guida
firenzetoday.it, 10 novembre 2024
La scorsa settimana è stata inaugurata una nuova e importante opportunità per i detenuti a fine pena. Si chiama Casa Mimosa e si tratta infatti di un appartamento in via Corelli - rimesso a posto da Fondazione Solidarietà Caritas - che accoglierà un massimo di due ex detenuti del carcere di Sollicciano che hanno bisogno di un posto dove abitare e iniziare a ricostruirsi una vita. Gli ex detenuti vivono in autonomia ma fanno riferimento a un educatore e seguono un percorso personalizzato che prevede accoglienza, orientamento ai servizi del territorio, la ricerca di un lavoro e di un alloggio e l’assistenza per i documenti, in collaborazione con avvocati e servizi sociali.
agensir.it, 10 novembre 2024
“Cercavo qualcuno con cui confrontarmi sui libri che leggo, poi invece ho trovato altro, qualcosa che nemmeno immaginavo di cercare: qualcuno che mi accetti per essere umano e non per carcerato e così ho trovato la libertà per 10 ore”. Così Luciano, ristretto a San Vittore, descrive la sua esperienza insieme a studentesse e studenti che entrano nella casa circondariale di Milano grazie ai progetti di lettura condivisa promossi da anni dalla Biblioteca del Confine della Casa della Carità, “per rompere - si legge in un comunicato - stereotipi e pregiudizi, ribaltare prospettive e accorciare le distanze tra chi sta dentro il carcere e chi sta fuori, offrendo alle persone detenute la possibilità di evadere, almeno con la mente, dalla dura quotidianità”.
di El Simba
Corriere della Sera, 10 novembre 2024
Un giovane da poco uscito dal Beccaria: “Mai più parole d’odio”. Quando sono entrato al Beccaria ero in guerra con il mondo. Scrivevo canzoni rap piene di nemici, di azioni violente. Dentro il carcere ho iniziato a capire che la guerra con il mondo era in realtà qualcosa dentro di me, una rabbia che mi faceva vedere in chiunque un nemico. Lì ho conosciuto Beppe e Lisa, che mi hanno proposto di fare teatro. Ho iniziato a farlo, e mi vergogno un po’ a dirlo, non perché sapessi cosa fosse o volessi diventare un attore, ma perché nei laboratori c’erano molte ragazze. Era un modo per restare in contatto con l’esterno, per far finta che, tra quelle mura, potesse esistere una normalità, fosse ancora possibile sentire il calore umano.
di Renè e Davide*
Corriere della Sera, 10 novembre 2024
La lotta è costante, senza esclusione di colpi. È una guerra e ogni guerra ha le sue battaglie, alcune vinte, altre perse, ma lo scopo finale è la pace. Questo è applicabile a vari frangenti tra cui la lotta alla dipendenza, che è il motivo per cui siamo qui a La Nave, reparto di trattamento avanzato per la cura delle dipendenze presso il carcere di San Vittore. Nei nostri cervelli regna il caos: sentimenti contrastanti, conflitti interiori, pregiudizi e differenti personalità che lottano per sopravvivere. Siamo accomunati dall’assenza di amor proprio. La cura inizia dalla consapevolezza di avere una malattia e il primo passo è ricominciare a volerci bene per mettere in ordine le priorità. Riconciliarci con noi stessi. Ma come? La Nave può aiutarci a trovare i primi rudimenti per motivarci e piantare in noi il seme della determinazione. Certo, questo seme per germogliare avrà bisogno di particolari attenzioni, che al momento ci sono precluse, ma che avremo modo di utilizzare una volta fuori.
di Niccolò Gramigni
La Nazione, 10 novembre 2024
Un ciclo di eventi dall’11 al 16 novembre a Firenze organizzati con la collaborazione del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Firenze. Dal carcere alla giustizia riparativa, dal lavoro carcerario alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Oltre ad uno spettacolo teatral-musicale, alla presentazione di libri e ad un cortometraggio. È la Settimana della Legalità, un ciclo di eventi, che si terranno a Firenze dall’11 al 16 novembre, organizzati dalla Caritas di Firenze e dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Firenze con la collaborazione della Fondazione Caritas. Il 13 novembre incontro sulla “Giustizia riparativa” con Marta Cartabia dell’Università Bocconi di Milano, già ministra della Giustizia; il 14 novembre presentazione del Rapporto sulla povertà con l’arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli. Il 16 novembre, alle 18, al Teatro La Fiaba, proiezione del cortometraggio prodotto da Keep Digging Production per Caritas Firenze. A seguire tavola rotonda con: Bernard Dika, portavoce del presidente della Regione Toscana, Marzio Mori, direttore Caritas Firenze, Luca Orsoni, responsabile Area Young Caritas Firenze, Sara Benvenuti, docente dell’Università degli Studi di Firenze, e Alina Tamas, responsabile Area Giustizia e Carcere Fondazione Solidarietà Caritas Ets.
- Firenze. 20mila aiutati negli ultimi vent’anni dalla Madonnina del Grappa
- Napoli. Giustizia riparativa, al via corso di specializzazione all’Università Federico II
- Varese. Fuori e dentro le sbarre, a Glocal una riflessione su come i giornalisti parlano di carcere
- La Fondazione Severino premiata per l’impegno ad aiutare i detenuti a reinserirsi nella società
- Paola Severino: “Diamo fiducia ai detenuti con formazione e lavoro”









