di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 28 luglio 2024
Intervista al presidente dell’Ordine degli avvocati: “Le condizioni in sono drammatiche. Cosa fare? Occorre fare ricorso alla liberazione anticipata, al numero chiuso e ai domiciliari”. “Le condizioni delle carceri sono drammatiche. O garantiamo trattamenti umani oppure, se falliamo, la Costituzione rimane carta straccia”. Un anno è passato da quando il presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, Antonino La Lumia, visitò San Vittore assieme a una delegazione. Entrò nelle celle, parlò con i detenuti. Una visita non solo simbolica. Dodici mesi dopo le condizioni dei penitenziari sono, se possibile, peggiorate. “Servono misure d’emergenza”, insiste La Lumia: da un’accelerazione sulla liberazione anticipata al “numero chiuso” fino a una spinta maggiore sui domiciliari.
di Cecilia Del Re*
Corriere Fiorentino, 28 luglio 2024
Gentile direttore, di fronte all’inerzia della politica, spesso è la magistratura che interviene a scuotere situazioni insostenibili. E questo sta accadendo anche in relazione alle inaccettabili condizioni in cui centinaia di detenuti scontano la pena al carcere di Sollicciano. Dopo l’ennesimo suicidio di un ragazzo di 20 anni, e dopo alcune denunce alla Procura di Firenze e istanze rivolte al Tribunale di sorveglianza, sono arrivati i primi responsi: “A causa delle condizioni degradanti dell’istituto, è gravemente compromesso il diritto alla salute ed il diritto ad una detenzione rispettosa del senso di umanità e della propria dignità” per il detenuto. E vengono, quindi, dati 60 giorni di tempo all’amministrazione penitenziaria per provvedere all’immediata ripresa degli interventi già programmati. In caso contrario, il detenuto dovrà essere trasferito in un altro istituto “ove siano garantite le minime condizioni di vivibilità” che a Sollicciano mancano.
di Antonella Gasparini
Corriere del Veneto, 28 luglio 2024
Visita di Zanella e Bettin: sovraffollamento. Il consigliere: alloggi per chi lavora. Il caldo soffoca, lo spazio manca anche per andare a passeggiare nell’ora d’aria o se, in regime di celle aperte, in certi settori di detenzione si potrebbe anche muoversi oltre i metri angusti dei cunicoli con le sbarre. Però è carente la superficie da poter calpestare. E a volte, quando uno sta male, non si può fare una visita specialistica perché ci vogliono mesi. Tutto pesa. Esaspera. E rende la vita in carcere, anche al Santa Maria Maggiore di Venezia, difficile da sostenere. Al punto che basta un diniego a una richiesta o una mancata risposta a far esplodere la tensione, come è successo cinque giorni fa.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 28 luglio 2024
Esplode ancora l’ira detenuti per le condizioni disumane, stavolta alla Dogaia di Prato. Una nuova rivolta nelle carceri toscane: dopo Sollicciano, è accaduto la notte tra venerdì e sabato alla Dogaia di Prato. Distrutte finestre e telecamere, neon divelti, letti usati come barricate. La calma torna dopo ore, con l’intervento della polizia penitenziaria. I sindacati: mancano 52 agenti, non c’è un direttore né un comandante e ci sono più di 40 gradi. L’intervista con Luigi Manconi: “Subito indulto e amnistia”.
Il Domani, 28 luglio 2024
Esulta un sindacato di categoria che ringrazia il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove. Sono tornati in servizio sei agenti della polizia penitenziaria imputati nel processo per i pestaggi avvenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere nell’aprile del 2020. La decisione, come riferisce il sindacato Usapp, è stata fortemente caldeggiata dal sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove. Possono rimettere così la divisa a capo e vice della Polizia Penitenziaria dell’istituto penale, insieme a due ispettori e due assistenti capo coinvolti nell’inchiesta. Potrebbe essere il preludio dello stop alla sospensione di altri agenti colpiti dalla stessa misura.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 28 luglio 2024
Gennaro Attrice, una condanna a 26 anni che terminerà nel 2028, oggi è in affidamento. Fino a qualche mese fa era detenuto nella casa circondariale di Matera, dove la sua storia è tra le prime a essere protagonista del nuovo giornale “S-catenati, oltre l’errore”, promosso dall’associazione di volontariato penitenziario Disma. Gennaro Attrice nasce e cresce ad Arzano, nella periferia nord di Napoli, conosce da vicino la delinquenza e inizia presto a praticare l’illegalità: vende sigarette di contrabbando, “ma solo per aiutare mamma che per vivere vendeva candeggina e detersivi, mentre papà lavorava in un negozio a Forcella”. I soldi però non bastano, con sei figli, così i suoi genitori decidono di affidarlo a due signore che figli non ne hanno: “Con loro sono cresciuto in una casa vera, a Napoli, ma quello che vedevo intorno, con scippi continui e vecchiette che venivano trascinate dagli scippatori sull’asfalto mi riempiva di rabbia, così ho deciso di diventare poliziotto”.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 28 luglio 2024
“Film, gruppi di lettura in carcere, testimonianze per far conoscere questo paradigma”. Gli obiettivi iniziali sono stati in larga parte raggiunti anche se non tutte le azioni sono state realizzate mentre, nel farsi, sono emersi collegamenti con altre attività già presenti nella progettualità di Caritas diocesana e arricchimenti resi possibili da collaborazioni con altri enti e realtà del territorio”, dice al Sir l’operatrice che ha partecipato all’iniziativa. Diffondere i principi della giustizia riparativa sul territorio diocesano di Ancona-Osimo.
di Simone Matteis
Il Domani, 28 luglio 2024
Migranti e richiedenti asilo in arrivo dalla Turchia vengono trattenuti in strutture fatiscenti e inadeguate. E per i minori non accompagnati i posti non bastano. Picchiati, morsi dai cani, spogliati e derubati di soldi e telefono oppure costretti a strisciare lungo un canale. Girando il biglietto da visita del sistema d’accoglienza che la Bulgaria offre a migranti e richiedenti asilo c’è una scritta, inequivocabile: pushback. Tradotto, respingimenti illegali e contrari al diritto internazionale. Da Sofia gli ultimi dati del ministero dell’Interno parlano di oltre diecimila casi di migranti rientrati volontariamente in un paese vicino nei primi quattro mesi di quest’anno, mentre nel 2023 la polizia di frontiera bulgara avrebbe sventato circa 160mila tentativi di attraversamento irregolare. Cifre consistenti che, però, non convincono i responsabili delle organizzazioni umanitarie che da tempo si battono per la tutela dei diritti umani nella prima porta dell’Europa lungo il game, la rotta balcanica.
di Martina Ucci
L’Unità, 28 luglio 2024
I Centri hanno superato il 200% della capienza. Mancano posti letto, personale, attività educative. In questo sistema saturo gli abusi sono all’ordine del giorno. “Mia madre mi chiede se sto studiando, se sto facendo qualcosa, se sto bene, e io le mento per farla stare tranquilla perché sono stato rinchiuso qui per nove mesi senza fare assolutamente nulla. Non mi aspettavo di essere trattato così”. Sam (nome di fantasia) sono quasi 300 giorni che si sveglia intorno alle nove, va a fare colazione e poi si siede in strada, sul marciapiede, ad ascoltare musica e guardare video su Tik Tok. Così fino alla sera, in cui trascina a fatica i piedi per andare nella sua stanza, che è una sala riunioni riempita con circa 200 letti. Da quando ha attraversato il mare Sam è ospitato in un centro per minori a Tenerife.
di Nello Del Gatto
La Stampa, 28 luglio 2024
Colpito campo da calcio in un villaggio druso del Golan. È strage, ancora strage, stavolta di ragazzini innocenti che giocavano in un campo da calcio. Sono morti in 11, in un villaggio nel Nord di Israele, avevano tra i 10 e i 20 anni. E poi, 30 palestinesi uccisi in un raid al centro di Gaza. Alla vigilia del vertice per una tregua, che si terrà oggi a Roma, da entrambe le parti il sangue mette a rischio qualunque trattativa, e minaccia escalation, mentre si piangono decine di vittime. La giornata di ieri è iniziata con un raid israeliano, che ha colpito una scuola di Deir el Balah, nel centro di Gaza. In serata, un razzo, che Israele dice essere stato lanciato da Hezbollah dal Libano, ha colpito un campo di calcio in una città drusa del Nord del paese ebraico, uccidendo soprattutto minori. “Il peggiore attacco dal 7 ottobre”, dicono a Gerusalemme. Il tutto, in attesa che a Roma riprendano i colloqui per tregua e liberazione ostaggi dal quartetto Usa-Israele-Qatar-Egitto, con non poche difficoltà per il raggiungimento di un’intesa.











