di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 luglio 2024
In un momento di grave crisi del sistema carcerario italiano, segnato da sovraffollamento cronico, carenze di personale e un’allarmante escalation di suicidi, il governo ha varato un decreto legge che promette di affrontare queste criticità. Purtroppo il bilancio delle persone che si sono tolte la vita in cella dall’inizio dell’anno continua ad aumentare: siamo a 52. Ieri altre tre vittime: un detenuto di 35 anni è morto in ospedale a Livorno, dove era in coma dopo il tentato suicidio avvenuto tra il primo e il 2 luglio. Nel pomeriggio a Pavia e a Sollicciano due ragazzi ventenni si sono tolti la vita, anche loro impiccandosi. Nel carcere fiorentino sarebbero state appiccate anche le fiamme e dalle finestre è stato calato uno striscione sul quale si legge “Suicidio carcere aiuto help”.
di Thomas Usan
La Stampa, 5 luglio 2024
Nel 2024 ci sono stati 54 suicidi nelle carceri italiane: uno ogni tre giorni e mezzo. Tre suicidi in nemmeno 24 ore. Il 4 luglio è stata una giornata nera per le carceri italiane. Tutti e tre under 35. Il primo a Livorno, 35 anni, padre di tre figli. Ha perso la vita in ospedale, dopo aver tentato il suicidio la notte tra l’1 e il 2 luglio. Il secondo a Firenze, nel carcere di Sollicciano, un 20enne. Un altro suicida. I detenuti si sono rivoltati dando fuoco ai materassi in due sezioni. Il terzo morto a Pavia, anche lui 20 anni. Gli ultimi tre si aggiungono al conteggio, macabro, di 54 suicidi nelle carceri italiane nel 2024: uno ogni tre giorni e mezzo. “Una situazione destinata a peggiorare” commenta il segretario di S.pp (sindacato di polizia penitenziaria) Aldo Di Giacomo.
di Stefano Anastasìa
L’Unità, 5 luglio 2024
Un decreto tardivo e insufficiente. Annunciato per la prima volta dal Ministro Nordio quasi un anno fa, quando nel carcere di Torino morirono due donne, una al termine di un lungo ed estenuante sciopero della fame, l’altra per un deliberato atto suicidario, il decreto-legge “in materia penitenziaria” e altro, varato mercoledì in Consiglio dei ministri, non affronta il problema del sovraffollamento e della tragica scia di suicidi che si porta dietro. C’è voluto più di un anno a ripristinare la normativa anti-Covid che consentiva telefonate in deroga alle 4-5 al mese previste dall’ordinamento, che ora diventeranno ordinariamente sei. Un cambiamento quasi impercettibile, se non fosse per quella facoltà espressamente riconosciuta alle direzioni degli istituti di concederne altre per mantenere e rafforzare le relazioni familiari.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 5 luglio 2024
Il decreto, ha detto Carlo Nordio, punta solo a umanizzare il trattamento dei detenuti. E a riempire le patrie galere non sarebbe il governo, ma i magistrati. Intanto nelle celle, però, non si arresta il fenomeno dei suicidi. Uno che è stato in galera, quando è a piede libero, finisce per somigliare agli altri. A volte è addirittura meno tatuato. Qualcosa gli resta, nei sogni, o l’abitudine a camminare avanti e indietro nelle sale d’aspetto invece di star seduto. Ma succede anche a lui di fottersene. Di dirsi che tanto lo sa, che non cambia niente, tutt’al più fa più schifo oggi di ieri, e domani di oggi. Però mercoledì ho sentito un telegiornale annunciare l’approvazione del decreto “Svuotacarceri”, e sono trasalito. Lo chiamano addirittura così, il governo, i telegiornali? Non soltanto i forcaioli dall’anima e la lingua di sbirro? Il decreto non svuota carceri, e per qualche codicillo contribuirà a rimpinzarle. Ieri mattina Flavia Fratello per “Stampa e regime” ha dedicato alla cosa una rassegna esauriente e vibrante.
di Luca Sofri
ilpost.it, 5 luglio 2024
Per preparare il testo del decreto sul sovraffollamento carcerario il ministro della Giustizia ha dovuto fare i conti con le resistenze di Lega e Fratelli d’Italia: e intanto in parlamento si discute una proposta più efficace. Mercoledì il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge presentato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e che tenta di far fronte al sovraffollamento nelle carceri. Il provvedimento era atteso da tempo per porre un qualche rimedio alle pessime condizioni delle persone detenute, tra le quali ci sono stati almeno 47 suicidi solamente nei primi sei mesi del 2024, ma ha avuto una genesi tribolata. Nordio aveva annunciato già a fine marzo un intervento in tal senso, e poi aveva dovuto fare i conti con l’opposizione di Lega e Fratelli d’Italia a qualsiasi ipotesi che consentisse la scarcerazione agevolata o anticipata.
di Matteo Lorenzi
La Verità, 5 luglio 2024
Il sottosegretario alla Giustizia dopo l’approvazione del dl sul sistema penitenziario: “Nessuno sconto di pena, rendiamo effettivi quelli che già ci sono. Settemila detenuti possono andare in comunità: stipuleremo accordi”. “Da una parte c’era la proposta Giachetti, sostenuta dall’opposizione: aumentare gli sconti di pena per svuotare le carceri, senza far lavorare i detenuti. Il governo, invece, ha scelto il buonsenso: mettere chi sbaglia davanti alle proprie responsabilità, senza premi, ma assicurando a chi lo merita la possibilità di imparare un mestiere e riabilitarsi”. Con queste parole il sottosegretario alla Giustizia in quota Lega, Andrea Ostellari, ha commentato il nuovo decreto carceri varato dal governo. Una misura che, come spiega il sottosegretario, non contempla alcuno nuovo sconto di pena.
di Irene Famà
La Stampa, 5 luglio 2024
L’ex ministra della Giustizia: “La paura di uscire senza una prospettiva è un dramma. I suicidi sono frutto di abbandono e lontananza dalla famiglia. Serve attenzione nei trasferimenti”. “L’emergenza carceri è da affrontare nell’immediato. Con piccoli passi concreti: combattere il senso di isolamento e abbandono del detenuto, pensare ad attività che consentano un reale inserimento in società. Combattere la recidiva, che è la causa più profonda del sovraffollamento, dev’essere la priorità”. L’ex ministra della Giustizia Paola Severino offre un’ampia riflessione sulla situazione carceraria. Una realtà che come rappresentante delle istituzioni, come avvocata, come presidente della fondazione Severino Onlus che si occupa di legalità, conosce bene.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 5 luglio 2024
Il sistema carcerario italiano resta tra i peggiori in Europa in termini di sovraffollamento, suicidi fra i detenuti e carcerazione preventiva. A confermarlo è l’ultimo rapporto del Consiglio d’Europa, Space I, pubblicato pochi giorni fa, proprio mentre in Italia si discuteva di quali misure adottare per far fronte all’emergenza carceraria. Ieri il numero dei detenuti che da inizio anno si sono tolti la vita è balzato a 52, un record storico.
di Luciano Moia
Avvenire, 5 luglio 2024
Una sentenza della Consulta di qualche giorno fa ha stabilito che non può essere vietata la telefonata ai figli minori neppure ai mafiosi. Difesa della responsabilità e speranza di riscatto. Maternità e paternità sono condizioni irrevocabili. Una storia d’amore tra un uomo e una donna può finire, il legame tra genitori e figli no. Può essere intenso e profondo, oppure contrastato e difficile. Ma è indissolubile e definitivo, anche nelle situazioni più estreme. Anche quando uno dei genitori sceglie di allontanarsi dalla famiglia per vivere con un nuovo partner. Oppure è costretto a stare lontano perché, per esempio, viene riconosciuto colpevole di un reato che prevede un periodo più o meno lungo di reclusione.
di Simona Musco
Il Dubbio, 5 luglio 2024
Le opposizioni contro il ministro: torna il peculato per distrazione, ma colpirà solo i sindaci. Il ministero smentisce: “Sono cose completamente diverse...”. Abuso d’ufficio cancellato e traffico di influenze depotenziato. Con 170 sì e 77 no, la Camera ha approvato in via definitiva l’articolo 1 del ddl Nordio, la norma che abolisce l’articolo 323 del codice penale e riduce l’ambito di applicazione del 346 bis, dopo l’ok del Senato. Il voto sul ddl terminerà martedì pomeriggio.
- Cosa succede con la cancellazione dell’abuso d’ufficio e con l’introduzione del peculato per distrazione?
- “Notizie, non gossip: basta trojan onnivori”
- “Intercettazioni: il diritto di cronaca non può schiacciare quelli della persona”
- Alla fine, le regole sulle Procure sono approvate a maggioranza
- Così tutti i pm parteciperanno all’organizzazione dell’ufficio











