di Beatrice Branca
Corriere di Verona, 27 ottobre 2024
In 3mila si sono presentati ieri al corteo dedicato al 26enne Moussa Diarra per chiedere verità e giustizia sulla sua morte, ucciso in stazione la scorsa domenica. Ci sono stati alcuni momenti di tensione contro la polizia davanti al tribunale. “Moussa non era un criminale. Vogliamo sapere perché è stato ammazzato. Vogliamo giustizia”. Queste parole sono state più volte ripetute durante il corteo partito ieri da piazza Bra e chiusosi alla stazione di Porta Nuova, dove la scorsa domenica il 26enne maliano Moussa Diarra è stato ucciso con un colpo di pistola da un agente della Polfer contro cui il giovane si sarebbe scagliato brandendo un coltello. Al corteo, organizzato per ricordare Moussa e chiedere verità sulla sua morte, hanno partecipato in 3mila tra cui il fratello Djembang, che ha però preferito rimanere in silenzio.
di Gianni Vigoroso
ottopagine.it, 27 ottobre 2024
Il Garante Ciambriello: “Una giornata di inclusione sociale valorizzando lo sport e la cultura”. Oggi un’esperienza unica vissuta con alcuni detenuti del carcere di Secondigliano - reparto Mediterraneo, che nella prima mattinata si sono recati ad Acerra, per svolgere una partita di calcio con il Team Pino N 7 Style. Una giornata di inclusione sociale e di crescita umana, attraverso lo sport e la cultura che è il valore della bellezza. Il calcio di inizio è stato dato dal Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Samuele Ciambriello e dalla Consigliera regionale della Campania Vittoria Lettieri. Dopo la partita, i detenuti sono stati ospiti della Consigliera regionale Vittoria Lettieri in una pizzeria di Acerra “Vincenzo Di Fiore”, insieme ai loro familiari che sono accorsi a vederli. Subito dopo pranzo, nel primo pomeriggio, i detenuti insieme al Garante, si sono recati al Museo Donnaregina - Diocesi di Napoli. Il Garante Ciambriello ha dichiarato: “Oggi è stato un buon connubio, lo sport come luogo di valori positivi spazio di lealtà e di amicizia, palestra di impegno. La cultura e la bellezza per alimentare in noi valori positivi. Un pranzo consumato fuori dalle mura del carcere come un grande segnale di umanità, semplicità ed inclusione sociale”.
Il Mattino, 27 ottobre 2024
Il film sarà proiettato il 7 novembre, alle 14.30, a Nisida e il 18 novembre, alle 10 a Poggioreale. “Quando hai commesso il primo reato, non hai avuto paura del carcere o di morire?”. “No, né la prigione né la morte sono peggio della vita che facevo prima”. Domanda e risposta sono tra quelle emerse durante il laboratorio Nati - pregiudicati che il regista Stefano Cerbone ha svolto nell’istituto penale per i minorenni di Nisida. Risposte, quelle dei giovani detenuti, che sono lo specchio del disagio giovanile che spesso si trasforma in devianza e sfocia purtroppo in tragedie, come quella che ha portato all’uccisione del 15enne Emanuele Tufano, colpito a morte da un proiettile alla schiena nella zona di piazza Mercato.
lanuovaprovincia.it, 27 ottobre 2024
Sabato 23 novembre alla casa di reclusione di Quarto lo spettacolo in due atti aperto al pubblico, legato al laboratorio promosso da Agar ed Effatà. Uno spettacolo in due atti vedrà impegnata, sabato 23 novembre, la compagnia “Teatro Oltre”, composta da 15 detenuti della Casa di reclusione di Quarto. Si esibirà in due repliche, alle 10 e alle 15 all’interno del carcere, eccezionalmente aperte al pubblico. Inserito nel progetto “La città entra in carcere”, giunto alla seconda edizione, è stato presentato ieri (venerdì) dai suoi promotori: le associazioni Agar Teatro ed Effatà in collaborazione con il Comune di Asti e la Casa di Reclusione.
centritalianews.it, 27 ottobre 2024
Il 21 novembre all’interno del Nuovo Complesso Penitenziario di Perugia si terrà l’ottava edizione di “Golose Evasioni”, una cena di gala preparata dai detenuti che hanno portato a termine un periodo di formazione svolto con rinomati docenti chef, tra i quali figura Ada Stifani, prima chef donna stellata in Umbria. La cena, aperta a tutta la cittadinanza, darà modo ai partecipanti di degustare un menu d’autore firmato dai nuovi aspiranti chef e addetti al servizio sotto l’attenta guida dei professionisti dell’alta cucina.
di Patrizia Pallara
collettiva.it, 27 ottobre 2024
Dai laboratori teatrali con le detenute e le ex della sezione femminile di Rebibbia, uno spettacolo presentato alla Festa del cinema di Roma. Portare il teatro in carcere per fare uscire le detenute dal carcere. Un’evasione bella e buona, con la mente, certo, ma in qualche modo anche col corpo. È uno dei tanti obiettivi perseguiti e centrati dal progetto Donne del Muro Alto, che coinvolge le detenute della sezione femminile di Rebibbia, un muro nel muro dell’istituto penitenziario. Un percorso che dura da undici anni e che oggi vede la realizzazione di attività dentro e fuori quelle mura.
Il Dubbio, 27 ottobre 2024
Celebrate per la prima volta le opere di detenuti, promuovendo l’inclusione e la crescita culturale all’interno degli istituti penitenziari e dimostrando come la scrittura possa diventare un potente strumento di speranza e riscatto. “Le cose come sono”, “L’infernale commedia” e “A mia madre” sono i titoli dei racconti scritti da tre persone recluse in alcuni istituti penitenziari che si sono classificati ai primi posti della sezione speciale della XVIIIesima edizione del Premio Letterario “Città di Castello”, la prima in Italia riservata ai detenuti grazie a un protocollo di intesa sottoscritto con il DAP - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dagli organizzatori della rassegna patrocinata dagli enti locali, regionali e nazionali. Oggi a Città di Castello si è svolta la cerimonia di premiazione.
di Alberto Fraccacreta
Alias - Il Manifesto, 27 ottobre 2024
“La Musa incatenata” a cura di Maria Jennifer Falcone e Christoph Schubert, da Carocci I “girarrosti veri o supposti” del prigioniero montaliano, nella seconda delle conclusioni provvisorie della Bufera e altro, celano forse più di un contatto con Il prigioniero (1944-48) del compositore Luigi Dallapiccola, emblema di una reclusione esistenziale comunque irraggiata da una scintilla di speranza. I rapporti tra ispirazione artistico-concettuale e detenzione - metonimica, reale - segnano una lunghissima traiettoria che affonda le sue radici nel mondo antico e raggiunge a bomba il contemporaneo (e il bombarolo di De André che rinuncia alla sua “ora di libertà” può valere da solida metafora).
di Luca Liverani
Avvenire, 27 ottobre 2024
Pacifisti in 7 città (anche Milano, Firenze, Roma, Bari, Cagliari). Sergio Bassoli della Rete pace e disarmo: da Gaza all’Ucraina, cessate il fuoco, aiuti, diritto internazionale e giustizia. Cessate il fuoco. Aiuti. Diritto internazionale. Fine dei “doppi standard”. E Nazioni Unite di nuovo in grado di arbitrare e ricostruire la giustizia, indispensabile per la sicurezza. Sergio Bassoli, coordinatore dell’esecutivo della Rete italiana pace e disarmo, elenca le richieste del popolo pacifista - ambiziose “ma sicuramente più realistiche di chi crede che la pace si ottiene con la vittoria” - oggi in piazza in sette manifestazioni che animeranno tutto il Paese, da Nord a Sud isole comprese. “Il tempo della pace è ora. Prima che sia troppo tardi”.
di Renato Balduzzi
Avvenire, 27 ottobre 2024
Fanno discutere i provvedimenti con cui il Tribunale di Roma ha negato la convalida dei trattenimenti di cittadini stranieri trasferiti nelle strutture costruite in Albania, motivata con l’assenza dei presupposti di applicabilità della procedura accelerata in frontiera, in quanto i Paesi di provenienza, ai sensi di una direttiva europea come recentemente interpretata dalla Corte di giustizia dell’Unione, non sarebbero da considerare sicuri. Ne deriva una considerazione quasi ovvia: si tratta di una controversia giuridica, non politica. “Buttarla in politica”, gridare alla politicizzazione della magistratura, non giova alla comprensione delle questioni e fa, ancora una volta, male allo stato di salute della nostra democrazia: in uno Stato costituzionale di diritto si deve distinguere tra sin dove può arrivare la discrezionalità della politica e quando comincia il rispetto delle regole costituzionali, alle quali anche la politica è tenuta a sottostare.
- Migranti. “Malta, Libia e Tunisia non rispondono mai. L’Italia sì”.
- Migranti. Il ministro Tajani dice che i Centri in Albania sono come hotel a tre stelle
- Migranti. Cpr di Macomer, rimpatriato solo il 24%. E la metà esce per decorrenza dei termini”
- Stati Uniti. Di nuovo condannato a morte dopo essere sopravvissuto all’iniezione letale
- Russia. La rete di sostegno dei prigionieri politici









