palermotoday.it, 8 luglio 2024
Il Garante dei detenuti oggi consulterà la cartella clinica dell’uomo, morto per arresto cardiaco. Un detenuto di 73 anni è morto sabato sera per un arresto cardiaco nell’ottava sezione del carcere Ucciardone. Gli agenti della Polizia penitenziaria hanno fatto di tutto per salvare il detenuto, “e - come fa sapere il segretario regionale del Fsa Cnpp Maurizio Mezzatesta - poco dopo è scattata una protesta alla nona sezione, sottolineando che i due eventi non sono collegati”.
di Antonio Del Prete
La Nazione, 8 luglio 2024
Sono stati presentati da detenuti che stanno scontando pene definitive. Emerge una vita impossibile: spazi personali di tre metri quadri invasi dalle cimici, confinati fra mura intrise di muffa a causa delle infiltrazioni. Cento ricorsi contro il carcere inumano. Sono stati presentati da altrettante persone che stanno scontando una pena definitiva nella casa circondariale di Sollicciano teatro, nei giorni scorsi, di una violenta sommossa scattata dopo il suicidio di un detenuto di vent’anni. Le istanze, supportate dall’associazione “L’altro Diritto”, hanno avuto anche un effetto boomerang: quello di ingolfare il tribunale di Sorveglianza, chiamato a decidere su questa mole di ricorsi. Vista la massa di atti da valutare, si apprende da fonti legali che stanno slittando le udienze per la trattazione di questi ricorsi. Ricorsi dall’esito pressoché scontato, però, in virtù di una sentenza di condanna dell’Italia da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, a cui si appellano i ricorrenti, che fissa i paletti della dignità ambientale dietro le sbarre. Quella che a Sollicciano è stata smarrita.
di Stefano Brogioni
La Nazione, 8 luglio 2024
Muffe, infiltrazioni d’acqua, carenze anche nelle cucine, zanzare e cimici che pungono i detenuti. L’Igiene pubblica aveva documentato la necessità di lavori, che ancora non oggi non sono completati. L’ufficio Igiene pubblica fa un sopralluogo, ogni anno, dentro il carcere di Sollicciano. In quello del 2023, effettuato il 5 luglio, si confermano le croniche “importanti problematiche igienico-manutentive” che fanno scrivere al dg della Asl, Paolo Morello, in una lettera al tribunale, che nel carcere servono “urgenti interventi specifici”. In effetti, quello che emerge dalla relazione - il cui contenuto è confluito in diversi provvedimenti del tribunale di Sorveglianza che hanno accolto le istanze dei detenuti che si lamentavano delle condizioni “inumane e degradanti” della struttura in cui sono stati reclusi - è scoraggiante.
di Letizia Tassinari
ilcuoioindiretta.it, 8 luglio 2024
Poche ore prima del gesto estremo il giovane detenuto suicida aveva incontrato un ragazzo dell’associazione Pantagruel: “Occorrono misure alternative, non le sbarre”. Sollicciano come un inferno, quello descritto in questi giorni (anche dai sindacati della polizia penitenziaria) dopo il suicidio del giovane detenuto: con sporco, mancanza di acqua, poco cibo, sovraffollamento, celle piccole, di pochi metri quadrati, con letti a castello a tre posti, uno sopra l’altro. Lo sanno bene i volontari della Pantagruel, associazione per i diritti dei detenuti, che da anni, nel carcere fiorentino, con progetti, impegnano i ristretti.
di Sofia Coletti
La Nazione, 8 luglio 2024
La punta massima delle criticità del sistema carcerario umbro emerge anche dal numero dei tentati suicidi tra i detenuti e, in particolare per il penitenziario di vocabolo Sabbione, a Terni, da quello dei suicidi. “Gli Istituti dove sono avvenuti il maggior numero di suicidi tra il 2023 e il 2024 sono le Case Circondariali di Roma-Regina Coeli, di Terni, di Torino e di Verona - si legge su rapportoantigone.it -. In ognuno dei quattro Istituti si sono verificati cinque casi di suicidio. Sia a Terni che a Torino i casi sono stati quattro nel 2023 e uno nel 2024, mentre a Verona sono stati tre nel 2023 e due nel 2024. A Regina Coeli sono avvenuti tutti nel 2023, rappresentando così l’Istituto con il maggior numero di suicidi nel corso dell’anno passato”.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 8 luglio 2024
Parla Annamaria Cappitella, 35 anni di servizio presso le strutture femminili. Il pensiero ad Azzurra Campari, la giovane di Riva Ligure ritrovata senza vita nella sua cella alle Vallette un anno fa: la ragazza doveva scontare una pena di due anni. E’ in piedi Annamaria, fuori dalla sala dove a breve cominceranno le celebrazioni del Battesimo per alcune delle detenute. Quando queste arrivano e la trovano li, la salutano con le braccia al collo. “Ci mancherai tantissimo” dice una. “Sei bellissima senza divisa!” esclama un’altra. Una divisa, quella che Annamaria Cappitella ha da poco appeso nell’armadio, dopo 35 anni di servizio presso le strutture carcerarie, nei padiglioni femminili. Prima a Le Nuove, poi alle Vallette, dove ha ricoperto per un lungo periodo l’incarico di sovrintendente capo coordinando i settori dove sono ospitate le 125 donne. Donne che Annamaria, che qui tutti chiamano Anna, si porterà nel cuore: “Questo è stato il mio mondo: ho sempre creduto in un rapporto basato sul rispetto reciproco. Il tempo mi ha dato ragione” racconta Cappitella a margine della cerimonia che ha visto sette detenute essere battezzate alla Chiesa Evangelica.
di Valeria Costantini
Corriere della Sera, 8 luglio 2024
Il reparto teatro dei disordini è stato evacuato. Risse, caos e materassi dati alle fiamme. Nottata di tensioni al carcere minorile di Casal del Marmo, finita con quattro contusi e intervento di pompieri e polizia. Intorno alla mezzanotte, riferisce il sindacato Fns Cisl Lazio, due detenuti avrebbero tentato di incendiare oggetti e materassi nelle celle, tra le proteste degli altri. Sul posto i vigili del fuoco; è stato necessario lo sgombero dell’intera sezione da parte degli agenti della penitenziaria.
di Nicola Palma
Il Giorno, 8 luglio 2024
Ancora tensione al carcere Beccaria. Secondo le prime informazioni, attorno alle 22 di domenica 7 luglio, alcuni detenuti hanno dato alle fiamme effetti personali presenti nelle celle, generando un incendio che è stato domato nel giro di pochi minuti dagli agenti della Polizia penitenziaria. Quando sono arrivati i vigili del fuoco, il rogo era praticamente spento. Le fiamme e soprattutto il fumo che si è sprigionato hanno però avuto come effetto immediato il trasferimento dei giovanissimi reclusi della seconda ala in un altro settore. In via dei Calchi Taeggi sono arrivati anche gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale della Questura e una camionetta del Reparto mobile, che sono rimasti davanti agli ingressi dell’istituto minorile fino alle 23.30.
abruzzoweb.it, 8 luglio 2024
Dopo anni di attesa, polemiche e appelli, potrebbe presto riaprire l’Istituto di pena minorile del quartiere di Colle Sapone a L’Aquila, l’unico in Abruzzo, chiuso dal 2009, nonostante l’avvenuta ristrutturazione post-sismica, in parte oggi occupato dalla facoltà di Economia dell’Università dell’Aquila. Situazione che obbliga i minori abruzzesi destinatari di misure cautelari a “emigrare” in altri distretti, con dannosa interruzione dei rapporti con i familiari e con i servizi sociali di riferimento. Ultimo caso quello dei due presunti killer di Christopher Thomas Luciani, a coltellate e in un parco pubblico di Pescara, e che si trovano ora negli istituti di Bari e Roma. Si sarebbe infatti finalmente sbloccata la pratica presso il Ministero della Giustizia, seguita costantemente dai senatori abruzzesi di Fratelli d’Italia Guido Quintino Liris ed Etelwardo Sigismondi.
di Mirko Giustini
Corriere della Sera, 8 luglio 2024
I corsi dell’Accademia dei sartori: “Il fine è l’inclusione”. Tre anni di formazione per crearsi un mestiere per quando saranno liberi. Dare una seconda opportunità ai detenuti in cerca di riscatto professionale è l’obiettivo di “Made in Rebibbia. Ricuciamolo insieme”, il progetto di reinserimento lavorativo dell’Accademia nazionale dei sartori di via Boncompagni, a pochi passi da piazza di Spagna.
- Roma. Un immobile confiscato alla criminalità ospiterà attività sociali per i detenuti
- La gratitudine allunga la vita: il rischio di morte cala del 30 per cento
- Tunisia. L’avvocato Sonia Dahmani condannata a un anno di carcere
- Suicidi e galere. La “resa dello Stato” e del Guardasigilli Nordio
- Serve una reazione robusta della società civile per un’azione politica forte e risolutiva











