di Monica Zicchiero
Corriere del Veneto, 31 ottobre 2024
Undici detenuti a Santa Maria Maggiore stanno diventando esperti nel riconoscere i campanelli d’allarme del rischio suicidio in carcere. Li sta formando l’Usl 3 a leggere i segnali in bassa frequenza che emanano le persone che meditano di farla finita: solitudine, distacco rispetto alla comunità, il silenzio come prassi e la mancanza di comunicazione a tutti i livelli come scudo. I compagni di cella stanno con loro 24 ore al giorno e hanno un angolo visuale più ampio di qualsiasi operatore. Il protocollo con l’Usl voluto dal nuovo direttore della struttura Enrico Farina, che da ex educatore nel carcere di Sant’Angelo dei Lombardi è arrivato a Venezia con due missioni: evitare il burn out dei dipendenti e dei detenuti e insegnare un nuovo lavoro a chi ha competenze solo in furti, rapine e traffico a di sostanze di piccolo cabotaggio e, una volta scontata la pena “rischia di vedersi arrivare la libertà come un pugno in faccia”, dice.
di Maurizio Costanzo
La Nazione, 31 ottobre 2024
Aperta nel condominio solidale di via Corelli gestito da Fondazione Solidarietà Caritas grazie a fondi della Caritas Italiana. Un appartamento per i detenuti a fine pena che escono dal carcere e hanno bisogno di un posto dove abitare e iniziare a ricostruirsi una vita. È Casa Mimosa, inaugurata ieri nel condominio solidale Corelli gestito da Fondazione Solidarietà Caritas di Firenze. L’appartamento, rimesso a posto grazie ai fondi di Caritas Italiana, può ricevere due ospiti, persone a fine pena che non hanno la possibilità di altro tipo di accoglienza. Gli ex detenuti vivono in autonomia ma fanno riferimento a un educatore e seguono un percorso personalizzato che prevede accoglienza, orientamento ai servizi del territorio, la ricerca di un lavoro e di un alloggio, l’assistenza per i documenti, in collaborazione con avvocati e servizi sociali.
siracusaoggi.it, 31 ottobre 2024
Un percorso di inclusione socio-lavorativa per 540 persone. L’obiettivo è arrivare a 180 contrattualizzazioni. Questo in sintesi quanto prevede il progetto “Jail to Job”, promosso dalla cooperativa sociale Rigenerazioni Onlus di Palermo, con il coinvolgimento delle cooperative L’Arcolaio di Siracusa e Lazzarelle di Napoli, con il sostegno della Fondazione San Zeno. Il progetto, della durata di tre anni, propone un modello innovativo di politiche del lavoro per persone che scontano la loro pena negli istituti penitenziari di Cavadonna, Noto, Augusta e poi Ucciardone di Palermo, Pagliarelli Lorusso e Secondigliano. Coinvolti anche i servizi di esecuzione penale esterna di Siracusa, Palermo e Napoli, con il supporto dei Provveditorati Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria di Sicilia e Campania.
romatoday.it, 31 ottobre 2024
Abbiamo incontrato Mirko durante il suo turno di lavoro a “Vale la pena”, pub fondato dalla Onlus “Semi di libertà”. “Mai mi sono occupato di cibo, oggi amo mettere creatività nei taglieri che faccio ai clienti”. Con queste parole si può riassumere Mirko, 45 anni, in semi libertà e ad un mese dalla fine della sua condanna che sta scontando nel carcere romano di Rebibbia. Un passato travagliato il suo, diversi reati, più volte dentro. E poi fuori. “Arrivato a questa età mi sono stufato d fare questa vita - racconta Mirko -, grazie a questa possibilità una volta fuori posso lavorare, guadagnare, pagare le tasse. Come tutti i cittadini”.
acistampa.com, 31 ottobre 2024
“Una forma di volontariato in un ambiente davvero particolare”. Così il sito della Diocesi di Latina promuove il volontariato penitenziario presso il carcere di Latina promesso dalla Caritas della stessa diocesi. Coloro che volessero impegnarsi in questo servizio hanno la possibilità di partecipare al corso di formazione. Il corso è basato su cinque incontri (uno a settimana) che si terranno, presso la curia vescovile di Latina, dal 4 novembre e fino al 2 dicembre, tutti nella mattinata (ore 10-11.30). “Un orario scelto non a caso perché sarà quello che l’Amministrazione penitenziaria permette per svolgere il servizio”, spiegano sempre sul sito della diocesi. Gli incontri saranno tenuti da esperti del settore, della Caritas e dal personale del Carcere di Latina, presso cui sarà svolto il servizio.
leccoonline.com, 31 ottobre 2024
Location particolare per la presentazione del libro “All’inferno e ritorno” (Edizioni San Paolo) dello scrittore Matteo Zilocchi, un’opera che esplora il percorso di redenzione e rinascita attraverso la storia vera di un uomo che ha vissuto l’esperienza della detenzione nelle tre carceri milanesi. L’autore è intervenuto infatti presso la Casa Circondariale di Lecco. All’evento, che ha visto la partecipazione di un gruppo di detenuti e cittadini lecchesi, hanno preso parte anche la la Direttrice del carcere di Lecco, Luisa Mattina, il Direttore del carcere di Bollate, Giorgio Leggieri, la psicologa e membro del Tavolo Lecchese per la giustizia ristorativa, Bruna Dighera, e il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Lecco, Lucio Farina.
insidertrend.it, 31 ottobre 2024
Si tratta della VIII edizione di Castigo, festival del Cada Die Teatro dedicato ai giovani e ai nuovi linguaggi per la direzione artistica di Mauro Mou, che quest’anno avrà luogo dall’1 al 3 novembre presso La Vetreria di Pirri e il carcere minorile di Cagliari. Di nuovo sugli scudi Transistor: nuove generazioni, il festival del Cada Die Teatro dedicato ai giovani e ai nuovi linguaggi, con la consueta direzione artistica di Mauro Mou, che giunge alla sua VIII edizione, concentrata fra venerdì 1 e domenica 3 novembre. Tre giorni di spettacoli, incontri, laboratori e concerti uniti dal filo conduttore del disagio giovanile, passando attraverso l’esperienza dei presidi culturali nelle carceri minorili, come spazi di educazione, creatività e inclusione.
di Glauco Giostra
volerelaluna.it, 31 ottobre 2024
Dal Santo Padre ci giungono sempre parole e opere di fraterna misericordia verso gli ultimi. Ha più volte accoratamente esortato ad essere vicini ai detenuti; ad aprire finestre di speranza; con infinita umiltà ha anche affermato “anche io avrei potuto essere tra gli “scartati” di oggi. Perciò nel mio cuore rimane sempre quella domanda: perché loro e non io?”. Non molto tempo fa ha pranzato nel carcere di Verona con decine di detenuti e ha annunciato: “per offrire ai detenuti un segno concreto di vicinanza, io stesso desidero aprire una Porta santa in carcere” in occasione del prossimo Giubileo. In tono non meno accorato, poi, Papa Bergoglio ha raccomandato l’accoglienza nei confronti dei migranti, che “sono volti e non numeri”, sono “persone che non si possono semplicemente classificare, ma che occorrerebbe abbracciare”. Parole ed opere molto belle e appassionate, ma - non suoni irriverente osservarlo - decisamente datate.
di Kaspar Hauser
Il Manifesto, 31 ottobre 2024
Il Governo ha deciso ieri di non far convertire dal Parlamento il Decreto Paesi sicuri, ma di trasformarlo in un emendamento al Decreto flussi il cui iter è più avanzato. L’annuncio è stato dato alle due riunioni delle conferenze dei capogruppo di Camera e Senato, dopo che nei giorni scorsi il decreto era stato presentato prima a Montecitorio per la sua conversione, e poi ritirato e ripresentato a palazzo Madama. Sarebbe sbagliato commentare in tono irridente la decisione di ieri del governo - che ha suscitato l’indignazione delle opposizioni - perché quella in gioco non è inettitudine, bensì spregiudicatezza. Il nostro giornale ha raccontato ieri come il governo ha presentato il 23 ottobre il decreto Paesi sicuri alla Camera, solo perché in quei giorni non erano previste sedute del Senato, necessarie per la trasmissione del provvedimento; poi, con disinvoltura, lunedì sera il testo era stato ritirato da Montecitorio e ripresentato a palazzo Madama nella seduta di martedì. Era stato infatti promesso ai senatori della maggioranza di permettere l’esame da parte loro in prima lettura.
di Federico Capurso
La Stampa, 31 ottobre 2024
La norma diventa un emendamento al decreto Flussi. Le opposizioni insorgono: “Così il governo umilia le Camere”. Mentre Giorgia Meloni difende a spada tratta il protocollo con l’Albania, scommettendo sul suo funzionamento, il suo governo e le truppe parlamentari sono in grande agitazione. Il decreto approvato una settimana fa, con cui veniva data forza di legge alla lista dei Paesi sicuri, è stato trasformato ieri in un emendamento al decreto Flussi, ora in discussione alla Camera. Un blitz che taglia i tempi dell’approvazione e scatena la protesta delle opposizioni, già in agitazione per l’iniziativa annunciata dalla Lega, che vorrebbe “mettere ordine alla gerarchia delle leggi” e limitare, così, le fonti di diritto europee.
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