di Elisa Sola
La Stampa, 10 luglio 2024
Nostro viaggio tra i tuttofare della Procura dei minori: dai carabinieri in pensione al poliziotto che smista le mail. L’agente del Ferrante Aporti manda le notifiche. “Sono qui per senso del dovere. Ho lavorato una vita in Procura. So come muovermi. Un giorno mi ha chiamato il maresciallo. Era sepolto dai fascicoli. Mi ha chiesto se per caso potevo dare una mano. Quando ho visto la situazione sono rimasto. Pazienza se sono in pensione. Qui sono messi peggio che alla Procura ordinaria”. Settimo cammina svelto lungo il corridoio del primo piano. Ha in mano una pila di cartelline. Raggiunge Giovanni Scaraggi, militare in congedo come lui, che aggiunge: “C’è da fare l’archivio, smistare la posta, scaricare le notizie di reato. Come si fa a non restare, vedendo come sono messi?”.
di Maria Nocerino
napoliclick.it, 10 luglio 2024
Un aiuto concreto per i detenuti con problemi di dipendenza all’interno del carcere di Poggioreale, perché la vita in cella possa essere “riempita” e resa più umana grazie ad attività di socializzazione ed inclusione sociale. È quello che offre quotidianamente l’équipe integrata del Progetto IV Piano, intervento realizzato da circa 9 anni all’interno della Casa Circondariale di Poggioreale e promosso dal Dipartimento Dipendenze della Asl Napoli 1 Centro - in collaborazione con la UOS Serd Area Penale e in stretta integrazione con la Direzione di Poggioreale - insieme al gruppo di imprese sociali Gesco attraverso la cooperativa sociale Era.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 10 luglio 2024
Creare e promuovere opportunità di lavoro retribuito per i detenuti, che avranno così la possibilità di acquisire anche nuove competenze professionali spendibili nel mercato dell’occupazione una volta usciti dal carcere. È l’obiettivo del protocollo d’intesa “Rinasco con l’arte - Detenute e detenuti al lavoro alla Biennale”, sottoscritto nei giorni scorsi dai direttori degli istituti penitenziari di Venezia Santa Maria Maggiore, Enrico Farina, e Venezia Giudecca, Mariagrazia Bregoli, con il presidente della Fondazione Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco, la responsabile dell’Ufficio interdistrettuale dell’esecuzione penale esterna (UIEPE) Annamaria Raciti e la presidente dell’Associazione Seconda Chance Flavia Filippi.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 10 luglio 2024
Arrestato per possesso di “piccole dosi” di stupefacenti. Interrogazione di Avs al ministro. Nessun contatto diretto con la famiglia, se non via lettera. “È stato maltrattato”. Rinchiuso da quasi un anno in un carcere egiziano perché trovato in possesso di “un piccolo quantitativo di marijuana per uso personale” durante un soggiorno turistico; sottoposto a carcerazione preventiva per sei mesi e poi a processo con l’ultima udienza rinviata per mancanza di traduttori; “maltrattato e torturato” in carcere, “abbandonato da oltre cinque mesi” al suo destino dall’ambasciata italiana al Cairo, il 31enne Luigi Giacomo Passeri - padre italiano e madre sierraleonese - non ha più contatti diretti con la famiglia da pochi giorni dopo il suo arresto in Egitto, il 23 agosto 2023. Stremato nel corpo e nella psiche, nell’ultimo messaggio che è riuscito ad inviare domenica 16 giugno 2024 alla madre e ai quattro fratelli maggiori (il padre è morto), ha infine annunciato di aver intrapreso lo sciopero della fame.
di Fabrizio Dragosei
Corriere della Sera, 10 luglio 2024
Un tribunale russo ha emesso un mandato d’arresto per la vedova di Aleksei Navalny. Per Yulia, diventata presidente dell’Human rights foundation all’inizio di luglio, l’ordine arriva da Putin: “È un criminale di guerra. Il suo posto è in prigione”. Il marito era stato a lungo una spina nel fianco per Vladimir Putin, fino alla sua morte misteriosa in una prigione siberiana a febbraio. Lei, Yulia Navalnaya, non ha avuto il buon gusto (la prudenza?) di defilarsi e continuare la sua vita in silenzio. Così ecco che ora anche contro Yulia, che si trova all’estero, è stato spiccato un mandato di cattura dal tribunale del distretto Basmanny, famigerato per le sue decisioni. Arresto preventivo di due mesi in attesa di un eventuale processo perché fa parte di una “organizzazione estremista”. Stessa accusa che era stata lanciata contro Aleksei e che aveva portato al suo calvario.
di Francesco Petrelli*
L’Unità, 9 luglio 2024
Si ricorda spesso il motto secondo il quale le condizioni del carcere sono lo specchio della civiltà di un Paese. Ma se è così, è senz’altro vero che quelle condizioni sono anche lo specchio della coscienza di chi lo governa e che, governandolo, dovrebbe avere a cuore quel livello di civiltà. Chi ci governa dovrebbe fare attenzione che la civiltà del nostro Paese non cada troppo in basso, facendo sì che un domani non potremo guardarci senza vergogna nello specchio della nostra storia. Inchiodati agli slogan della certezza della pena ed all’idea che più carcere significhi più sicurezza, viaggiamo contro il nostro stesso interesse di cittadini, contro ogni statistica, contro ogni buon senso e razionalità. Perché sappiamo che quanto peggiori sono le nostre carceri, tanto maggiore il rischio della recidiva.
di Giuseppe Belcastro*
Il Dubbio, 9 luglio 2024
Oppure di fronte a questa strage non ci resterà che la vergogna e il perdono. I momenti drammatici sconsigliano troppe parole. Eppure, noi avvocati, non abbiamo che quelle. Abbiamo allestito, del resto, una maratona oratoria per mezzo di esse e, al contempo, per dar loro lo spazio che meritano. Noi vorremmo che le nostre parole, uscendo dai labirinti delle nostre menti - a volte forse non troppo chiari nei percorsi - e dagli elitari cenacoli pseudo-culturali nei quali ci ostiniamo a confinarle, prendessero aria e arrivassero all’orecchio e al cuore di chi, del carcere, non sa nulla, se non quel poco che pennivendoli e venditori di fumo hanno provato a raccontare.
di Vincenzo Musacchio
huffingtonpost.it, 9 luglio 2024
Si sta procedendo sulla strada sbagliata introducendo nuovi reati, anziché depenalizzare. Il carcere non può essere la soluzione alla mancanza di politiche sociali ed economiche da parte dello Stato. Occorrono misure strutturali. Qualsiasi riforma dell’ordinamento penitenziario non può prescindere da una seria ed efficace opera di depenalizzazione. L’attuale governo, invece, sta facendo il contrario, avendo già introdotto più di venti nuovi delitti e sanzioni che prevedono sempre più carcere come risposta a determinate forme d’illegalità contenenti spesso condotte punibili con altre forme di sanzioni.
di Guglielmo Starace
L’Edicola del Sud, 9 luglio 2024
Il Governo ha recentemente emanato il decreto legge 92 riguardante misure urgenti in materia penitenziaria. Il decreto è stato presentato come risposta al sovraffollamento carcerario da cui deriverebbe il trattamento disumano dei detenuti e il numero impressionante di coloro che decidono di togliersi la vita. In tema di liberazione anticipata, anziché provvedere ad ampliare il beneficio (magari da 45 a 75 giorni per ogni semestre di pena sofferto, come suggerito da Roberto Giachetti e Rita Bernardini), si attribuisce alla Procura il compito di computare eventuali detrazioni di pena a titolo di liberazione anticipata nell’ordine di esecuzione e al Magistrato di sorveglianza di farlo in caso di ricezione di richiesta di accesso alle misure alternative alla detenzione o ad altri benefici.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 9 luglio 2024
Giovedì scorso l’ennesimo suicidio dietro le sbarre, un ragazzo di 20 anni che si è impiccato nell’istituto fiorentino di Sollicciano. Nella Casa circondariale è scoppiata una protesta. Il bilancio, dall’inizio dell’anno, è di 52 persone che si sono tolte la vita. Valentina Calderone, Garante delle persone private della libertà personale a Roma: “C’è una sottovalutazione totale delle minime condizioni di vivibilità in un momento già estremamente difficile”
- “Lasciare che disperati si ammazzino in cella? Roba da soluzione finale”
- Carcere, aiuti per chi assume i detenuti e salari parificati
- Istituzioni, imprese e istruzione insieme per abbattere la recidiva
- Il caso di Halili Elmahdi e lo stato dell’arte della deradicalizzazione, dentro e fuori dal carcere
- L’ingorgo referendario rischia di bloccare le carriere separate











