di Marco Molino
Corriere della Sera, 1 novembre 2024
I luoghi di detenzione e sofferenza abbandonati da tempo di queste tre gemme del Tirreno sono in via di recupero per finalità storiche, artistiche o culturali. Gli ottomila chilometri di coste italiane sono impreziositi da una costellazione di circa ottocento isole, al novanta per cento disabitate. Oasi senza tempo che purtroppo l’intervento dell’uomo ha tramutato talvolta in luoghi di pena. Un’oscura deriva che cancella l’originaria dimensione del sogno ma che non è irreversibile, come dimostrano le comunità di Procida, Ventotene e Santo Stefano, le tre gemme tirreniche che divennero carcere in epoca borbonica e oggi sono invece protagoniste di una nuova stagione di valorizzazione del patrimonio culturale.
di Stefano Zirulia
Il Manifesto, 1 novembre 2024
Si rischia il ritorno a una condizione dei rapporti tra Stato e individui che ci eravamo illusi di avere archiviato. Alcune nuove delle disposizioni sono campanelli d’allarme. L’espressione “fascista”, riferita a riforme e altre iniziative della maggioranza al governo, dovrebbe essere utilizzata con cautela, non foss’altro perché si tratta pur sempre (per ora) di provvedimenti adottati nella cornice di uno stato democratico di diritto. Non è così per il codice penale. Entrato in vigore nel cuore del ventennio, il codice che porta la firma del ministro Alfredo Rocco riflette ancora alcune caratteristiche tipiche di un regime autoritario: pene detentive estremamente severe, misure di sicurezza, reati di opinione, forme di responsabilità oggettiva e via dicendo.
di Valerio Cuccaroni
Il Domani, 1 novembre 2024
Il 29 ottobre una classe di un liceo di Genova è stata all’Expo Training 2024 di Milano per completare il PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento). Davanti a loro hanno trovato un dispiegamento di stand delle forze dell’ordine. Una delle studentesse ha ascoltato promuovere l’uso “gratificante” del taser e pronunciare battute sessiste, da parte dei militari, sull’impiego delle manette. Allibito dalla scena che si è trovata davanti, qualcuno ha iniziato a filmare. Nel video si scorge un agente di polizia che insegna a uno studente come si usa il manganello. Prima fa sistemare un altro ragazzo dietro uno scudo di gommapiuma, poi porge il manganello allo studente.
di Kaspar Hauser
Il Manifesto, 1 novembre 2024
Proposte di modifica identiche a quelle delle opposizioni. L’esecutivo potrebbe andare sotto. Il Decreto flussi all’esame della Commissione affari costituzionali della Camera non diventa più solo il contenitore entro cui far confluire il decreto “Paesi sicuri”. La presentazione degli emendamenti da parte dei gruppi parlamentari, avvenuta martedì pomeriggio, apre una prospettiva politica inedita: infatti Forza Italia ha depositato alcune proposte di modifica “eterodosse”, che mirano a favorire l’integrazione degli stranieri che lavorano in Italia. Si tratta di emendamenti ufficiali e non dell’iniziativa del singolo parlamentare, dato che sono firmati dal responsabile immigrazione del partito, Alessandro Battilocchio, un fedelissimo di Tajani, oltre che dal capogruppo in commissione Paolo Emilio Russo. Quest’ultimo ha sottoscritto tre emendamenti per certi versi ancora più clamorosi: chiedono di sopprimere tre articoli del decreto che a loro volta abbassavano le garanzie degli stranieri nelle controversie sulla revoca dei permessi di soggiorno. Emendamenti soppressivi identici a quelli presentati dalle opposizioni, che la prossima settimana - quando si inizierà a votare - avranno l’occasione di provocare una spaccatura nella maggioranza, se appoggeranno le proposte di Fi.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 1 novembre 2024
Nel testo del disegno di legge di Bilancio inviato al Parlamento il governo ha infilato alcune novità già accusate di discriminare gli stranieri che risiedono nel nostro Paese. A puntare il dito individuando i passaggi controversi nel testo è l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi). La stessa che ha appena ottenuto il rinvio alla Corte Costituzionale della finanziaria dell’anno scorso che escludeva le lavoratrici straniere madri con contratti a termine e di lavoro domestico dal taglio del cuneo contributivo. I legali Alberto Guariso, Livio Neri e Mara Marzolla, hanno ottenuto il rinvio dal Tribunale di Milano perché la norma nega un vantaggio retributivo proprio alle donne che generalmente hanno paghe più basse. Intanto la norma è già stata ripresa identica dalla nuova legge di Bilancio 2025. E a questa discriminazione delle persone straniere, avvertono gli avvocati dell’Asgi, si aggiungono adesso altri tre nuovi casi.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 1 novembre 2024
Gli attivisti: “Torniamo per lui e per il sogno di ridare vita a questo luogo”. Un appello. Tre domande. E quattro richieste, che sono dei pilastri. Continua a sciabordare l’onda lunga sulla morte di Moussa Diarra. E lo fa spinta da una corrente che chiede “verità e giustizia” per il 26enne maliano ucciso il 20 ottobre davanti alla stazione da un colpo di pistola sparato da un agente della Polfer. È nato un comitato, per Moussa. Il “comitato verità e giustizia per Moussa Diarra”. Ed è da lì che germina l’appello a “chiunque abbia assistito ai fatti o li abbia ripresi con il cellulare” che viene “pregato, in coscienza, di inviare ogni informazione utile via e-mail all’indirizzo:
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 1 novembre 2024
Il quadro desolante sui diritti in Turchia che emerge dall’ultimo rapporto dell’Oiad: processi sommari, intimidazioni, minacce, torture e difensori assimilati ai loro clienti. L’Oiad (Osservatorio degli avvocati in pericolo al quale aderisce anche il Consiglio nazionale forense), ha presentato alla Nazioni Unite il rapporto sulla situazione dell’avvocatura in Turchia. Il quadro è desolante. I legali che difendono gli oppositori politici vengono assimilati ai loro assistiti - una vera e propria aberrazione giuridica alla quale si assiste pure nella Russia di Putin - con costanti pericoli. Processi sommari, violazione delle più elementari garanzie processuali, condanne e trattamenti disumani in carcere, tortura compresa, sono una triste realtà. I principii fondamentali di libertà di espressione e indipendenza dell’avvocatura vengono sistematicamente violati. Per questo motivo l’Oiad ha voluto sensibilizzare le Nazioni Unite rispetto ad una realtà che non può essere relegata in un angolo e sacrificata in nome di un rapporto con la Turchia di Erdogan basato solo su questioni economiche e di convenienza.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 1 novembre 2024
“Sono nove mesi che chiede di essere curata”. La Repubblica islamica le ha permesso il ricovero: “Con nove settimane di ritardo”, scrivono al Corriere dalla Free Narges Coalition. Dopo nove settime, alla fine, le autorità carcerarie di Evin hanno chiamato l’ambulanza. Questa mattina, l’attivista iraniana e Nobel per la Pace, Narges Mohammadi, è stata portata in ospedale. La Repubblica islamica le ha permesso il ricovero: “Con nove settimane di ritardo”, scrivono al Corriere dalla Free Narges Coalition. La Coalizione Free Narges chiede, supplica, pretende che a Mohammadi venga concesso un congedo medico per ricevere un trattamento completo per molteplici condizioni fisiche, gravi.
di Estefano Tamburrini
Avvenire, 1 novembre 2024
Miguel ha 16 anni, da 3 mesi è in carcere: il regime lo accusa di aver partecipato alle manifestazioni contro Maduro. La madre: non mangia più. Gli avvocati: cancellato il diritto alla difesa. Terrorista: così viene chiamato Miguel Urbina, sedicenne venezuelano in carcere da tre mesi dove viene sottoposto a torture quotidiane: calci, pugni, scosse elettriche. Talvolta nelle celle viene lanciato anche il gas lacrimogeno. Miguel ha detto a sua madre di non voler più mangiare. Il regime lo accusa di aver partecipato alle manifestazioni post-voto scoppiate la sera del 28 luglio contro Nicolàs Maduro, contestato per l’ultima frode elettorale e la persecuzione capillare contro ogni forma di dissidenza.
di Valter Vecellio
Il Dubbio, 31 ottobre 2024
La cosa era nota, ora diventa ufficiale. Papa Francesco, il prossimo 26 dicembre aprirà la Porta Santa a Rebibbia. Il giorno dopo l’avvio ufficiale del Giubileo, nel giorno di Santo Stefano, sarà nel carcere romano per aprire anche in quel luogo la Porta santa. Lo ha annunciato monsignor Rino Fisichella che coglie l’occasione per rilanciare un appello ai governanti per forme di “amnistia”; monsignor Fisichella inoltre fa sapere che l’11 settembre scorso è stata firmata una intesa con il ministro di Giustizia Carlo Nordio e il commissario governativo, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, per rendere effettive durante il Giubileo forme di “reinserimento in attività di impegno sociale” dei detenuti. Per quello che riguarda carcere e detenuti, dal Vaticano giunge ancora una volta il giusto e necessario segnale. Ancora una volta viene suggerito cosa fare, come fare, quando fare.
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