di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 11 luglio 2024
Il Guardasigilli dopo aver incassato l’ok dalla Camera su abuso d’ufficio e intercettazioni, ha commentato la drammatica situazione degli istituti penitenziari dove i suicidi ormai non si contano più. È un Nordio evidentemente soddisfatto, quello che ha incassato ieri alla Camera l’ok definitivo al suo ddl sull’abuso d’ufficio e sulla nuova disciplina delle intercettazioni. In Transatlantico, il ministro della Giustizia, circondato dal suo staff, si è intrattenuto con alcuni cronisti per sottolineare ancora una volta gli aspetti a suo avviso positivi della riforma e indicare i prossimi punti di intervento sul dossier giustizia, a partire ovviamente dalla separazione delle carriere, che sta cominciando a muovere i suoi primi passi in Parlamento, in commissione a Montecitorio. Poi, il Guardasigilli ha accettato volentieri di soffermarsi col nostro giornale sulla questione dei suicidi in carcere, il cui computo si aggiorna quotidianamente e in modo drammatico e sembra non trovare contromisure adeguate sia sul fronte legislativo che amministrativo.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 11 luglio 2024
Dopo le audizioni, tra cui quella di Gian Luigi Gatta e della presidente del Tribunale di sorveglianza di Cagliari Maria Cristina Ornano, le opposizioni hanno fortemente criticato il decreto. Si sono svolte ieri le audizioni commissione Giustizia al Senato sul decreto carceri, tra cui quella del capo del Dap, Giovanni Russo. “Il sovraffollamento è oggettivo ma non è dissimile a quello degli anni scorsi o registrati in altri istituti penitenziari di altri paesi della Ue”, secondo il quale tra i detenuti “c’è un disagio di fondo nel mancato accoglimento e nella mancata risposta delle istituzioni alle basilari richieste”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 11 luglio 2024
Intervista all’avvocata Francesca Palma, coordinatrice della commissione detenuti. Attuazione della funzione istituzionale del Consiglio nazionale forense e concretezza nell’agire. Sono questi i due principi ispiratori che animano il programma della Commissione per le persone private della libertà personale del Cnf, coordinata dall’avvocata Francesca Palma. “Abbiamo voluto rimarcare questi principi - dice Palma - considerato il particolare momento che stiamo vivendo. Un momento di emergenza che richiede l’impegno e il coinvolgimento di tanti soggetti”.
di Laura Liberto*
huffingtonpost.it, 11 luglio 2024
Un pacchetto di misure inutili e gratuitamente repressive in materia penale, penitenziaria e nel diritto dell’immigrazione. Tra inasprimenti di pene, nuove e pleonastiche fattispecie di reato e misure di prevenzione, il disegno di legge in materia di sicurezza, appena licenziato dalle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera dei Deputati, contiene un pacchetto di misure inutili e gratuitamente repressive in materia penale, penitenziaria e nel diritto dell’immigrazione. Dalle previsioni mirate a colpire la libertà di manifestazione e a criminalizzare il dissenso, a quelle che puniscono la resistenza passiva nelle carceri e nelle strutture di detenzione e trattenimento delle persone migranti, all’ampliamento delle possibilità di revoca della cittadinanza, l’intero testo conferma la scelta, da parte della maggioranza di Governo, dell’uso simbolico del diritto penale come filo conduttore delle proprie politiche in tema “sicurezza”.
di Livio Ferrari*
Ristretti Orizzonti, 11 luglio 2024
L’attualità dei drammi e morti che si consumano nelle carceri italiane, il trovare uno spazio quotidiano nell’informazione, il continuare a parlarne non ha prodotto alcuna modificazione del sistema. Il parlarne sembra quasi fautore di un’esorcizzazione nei confronti delle macabre notizie sugli esseri umani che vengono stipati nelle nostre patrie galere e, a parte qualche labile protesta in alcuni istituti, in questi mesi la popolazione detenuta ha sentito profondamente il senso di vuoto esistenziale che c’è nei loro riguardi da parte del mondo libero. In fondo sono nella stragrande maggioranza poveri, molti stranieri, e con nessuna funzione di bacino elettorale, perciò non interessano in quanto sono vite a perdere per una società che non è in grado di integrare, soprattutto non coloro che hanno il torto di essere soprattutto ai margini.
di Adriana Logroscino
Corriere della Sera, 11 luglio 2024
La protesta dei deputati di Alleanza Verdi e Sinistra dopo il voto finale alla Camera sul ddl sull’abuso d’ufficio. “Salva-colletti bianchi, vergogna!”, “Reati aboliti, indagini impossibili!”. I deputati di Alleanza Verdi Sinistra manifestano tutta la loro contrarietà all’approvazione del disegno di legge Nordio, brandendo cartelli in Aula. Ma l’opposizione, componente centrista a parte, è durissima nella critica: “Da oggi l’Italia è un Paese più ingiusto, i cittadini non potranno più avere giustizia davanti ad abusi in concorsi e appalti”, è il monito di Giuseppe Conte, presidente del M5S. “Perché il governo da una parte abolisce l’abuso d’ufficio e dall’altra introduce nel decreto Svuota carceri il nuovo reato di peculato per distrazione? - provoca Debora Serracchiani, Pd. La verità è che l’abolizione dell’abuso d’ufficio apre una voragine nella tutela della Pubblica amministrazione che il governo ha dovuto in fretta e furia arginare per non incorrere in una procedura di infrazione europea”.
di Massimo Adinolfi
La Stampa, 11 luglio 2024
L’approvazione definitiva del ddl Nordio che elimina dal codice il reato di abuso d’ufficio, limita la diffusione delle intercettazioni, restringe le possibilità di ricorrere all’appello per il Pm e irrobustisce le garanzie in materia di custodia cautelare non è il paradiso, ma non è nemmeno l’inferno. Non è la riforma che ci monda da tutte le storture del sistema, ma non è neppure la fine di ogni idea di giustizia nel nostro paese. Non è il ripristino dello Stato di diritto, ma non è nemmeno uno scandaloso lasciapassare per corrotti e corruttori.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 11 luglio 2024
Ci vuole un bel coraggio per dire che questa cosetta qui è una riforma della giustizia. Diciamo che per essere una riforma della giustizia, mancano due cose: la riforma e la giustizia. C’è poco da scherzare. Ci avevano detto che avrebbero fatto la separazione delle carriere, la riforma del carcere, la responsabilità civile del giudice, la fine dell’obbligatorietà dell’azione penale, e tantissime altre cose importanti, cioè che avrebbero provato a rimettere in piedi lo Stato di Diritto sfidando i veti dell’Anm (l’associazione dei magistrati) e di Scarpinato e di Travaglio. Hanno partorito un piccolo topolino, e non è nemmeno questa la cosa più grave. La cosa più grave è che insieme al topolino hanno partorito una bestia feroce che rende il nostro sistema giudiziario ancora più repressivo di quanto non fosse prima.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 11 luglio 2024
Meno reati evanescenti, più limiti alla gogna. Solo chi è affezionato all’idea che l’Italia debba essere condannata a vivere in una Repubblica giudiziaria può non rallegrarsi di fronte a una legge che altro non fa che dare una spolverata allo stato di diritto. Quando il Parlamento approva una riforma che si occupa di limitare i reati evanescenti, che si occupa di governare gli abusi delle indagini, che si occupa di limitare le intercettazioni irrilevanti, che si occupa di proteggere la privacy dei cittadini, che si occupa di porre un argine al sistema della gogna, che si occupa di evitare che ogni richiesta di custodia cautelare venga approvata automaticamente, che si occupa di non trasformare ogni avviso di garanzia in un ventilatore di letame e che in definitiva cerca di non assecondare l’idea che l’Italia debba essere necessariamente una repubblica fondata non sul lavoro ma sullo strapotere delle procure e sull’egemonia del circo mediatico-giudiziario. Ecco, quando capita tutto questo, esistono due modi di reagire.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 11 luglio 2024
L’attenzione mediatica si è concentrata soltanto sull’abolizione del reato di abuso d’ufficio, ma la riforma approvata mercoledì contiene tante altre misure volte a rafforzare le tutele di indagati e di terzi: dal gip collegiale ai maggiori controlli sulle intercettazioni. Il disegno di legge Nordio, approvato ieri definitivamente dalla Camera, non risolverà tutti i problemi della giustizia italiana, ma rappresenta sicuramente un importante intervento in senso liberale e garantista per il nostro paese, assuefatto da decenni di populismo penale. Negli ultimi mesi, l’attenzione mediatica si è concentrata soltanto su una delle misure contenute nel testo (l’abolizione del reato di abuso d’ufficio), ma la riforma elaborata dal Guardasigilli contiene norme che mirano a correggere alcune delle principali storture della giustizia penale italiana, rafforzando le tutele degli indagati e anche dei soggetti terzi.
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