di Gianpaolo Sarti
La Repubblica, 12 luglio 2024
Rivolta nel carcere di Trieste, con incendi e urla. Tutte le strade attorno alla casa circondariale, che si trova in centro, sono state chiuse per ragioni di sicurezza e polizia e carabinieri si sono schierati in tenuta antisommossa per un blitz nella struttura. Dopo un tentativo di mediazione tra agenti in strada e detenuti, anche il responsabile carcere della Camera penale Enrico Miscia e la Garante per i detenuti Elisabetta Burla hanno provato ad avviare un negoziato ma anche questo tentativo è fallito. Le forze dell’ordine, in tenuta anti-sommossa, hanno fatto irruzione nella struttura e sembra che ci siano stati scontri. Stando a quanto si apprende, ci sarebbero stati scontri tra le persone detenute e gli agenti. Dall’esterno si sono sentite urla, rumore di vetri rotti e si percepisce un forte odore di bruciato.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 12 luglio 2024
Una situazione “a dir poco allarmante”, anzi, “fuori controllo” per certi aspetti: incendi, ricoveri in ospedale per assunzione eccessiva di farmaci, opposizioni rispetto alla misura di isolamento disciplinare. A denunciare, ancora una volta, la grave condizione del carcere bolognese della Dozza, già provato dal sovraffollamento - al momento i detenuti sono 845, a fronte di circa 500 posti - e dalla carenza cronica di personale, è stata ieri, scrivendo direttamente al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, la Fp Cgil, che ha ribadito come “gli eventi critici” si stiano susseguendo a un “ritmo vertiginoso”. “Le pretese dei carcerati”, poi, risultano essere sempre “più pressanti”, ha aggiunto il sindacato, segnalando anche come ai nuovi arrivati vengano fornite lenzuola di carta, in mancanza di quelle regolamentari.
di Maria Ducoli
La Nuova Venezia, 12 luglio 2024
Nel carcere di Santa Maria Maggiore ci sono oltre 30 gradi negli spazi detentivi, in cui convivono 250 persone a fronte di 100 posti. La Cgil: “La casa circondariale? Una polveriera”. Caldo, dappertutto e per tutti, ma per alcuni, i più fragili, più di altri. Nelle celle della casa circondariale di Santa Maria Maggiore, a Venezia, i condizionatori non ci sono e nelle celle i gradi superano di gran lunga i 30. Un caldo ancora più difficile da sopportare, dal momento in cui il carcere è sovraffollato e conta 250 detenuti a fronte di un centinaio di posti, tanto che in alcune celle è stato inserito un terzo letto per farceli stare tutti. Spazi ristretti, sovraffollati, in cui l’afa è ancora più sofferta. In più, nella casa circondariale - pensata, appunto, come una struttura di passaggio - mancano spazi ricreativi e il cortile è al sole, quindi quasi inaccessibile in giornate come queste.
di David Allegranti
La Nazione, 12 luglio 2024
Le risposte del magistrato di sorveglianza alle richieste effettuate dai carcerati. Ma che fine fanno i ricorsi ex articolo 35 bis O.P. presentati dai detenuti nel carcere di Sollicciano? Finiscono davanti alla magistratura di sorveglianza, che può accoglierli o meno. Può capitare però che le risposte date ai ristretti lascino qualche perplessità: “Con riferimento alla mancanza di acqua calda nel lavandino che si trova all’interno delle camere detentive, ritiene questo magistrato che la fornitura di acqua calda all’interno della cella non sia un diritto essenziale garantito al detenuto, ma una fornitura che si può pretendere solo in strutture alberghiere”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 12 luglio 2024
“La salubrità e l’igiene sono i requisiti minimi di un carcere. Sollicciano non può restare così. Se si esercita solo un’attività di contenimento è assolutamente inutile”. A dirlo è la direttrice del carcere fiorentino, Antonella Tuoni, dopo il suicidio in cella del 20enne Fedi. Ieri i funerali del ragazzo. “Ho vissuto questo suicidio come direttrice del carcere e come madre, perché la vittima è un giovane di 20 anni. Vedendo quel corpo sul pavimento il mio pensiero è corso immediatamente a mio figlio, poco più grande. È innegabilmente una sconfitta, e direi un lutto per lo Stato, poiché le persone detenute sono affidate alla sua custodia”. Sono le parole della direttrice del carcere fiorentino di Sollicciano Antonella Tuoni a pochi giorni dal gesto estremo di Fedi, il ventenne tunisino che si è tolto la vita nella sua cella.
di Angela Stella
L’Unità, 12 luglio 2024
“Fermare i suicidi in carcere - Non c’è più tempo” è il titolo della manifestazione organizzata ieri dall’Unione delle Camere Penali a Roma. Ad oggi siamo a 55 suicidi. Oltre ai penalisti italiani, sono intervenuti tanti esponenti della società civile, dell’associazionismo, non solo forense, e della politica. Per la vice presidente del Senato, la dem Anna Rossomando: “Stiamo alzando la voce di fronte a una condizione che è insostenibile. Nel mio intervento ho ribadito come il tanto sbandierato decreto carceri del governo in realtà non servirà a niente rispetto alle emergenze che ci sono in carcere oggi. Da qui la nostra determinazione a sostenere in parlamento tutta una serie di proposte per riempire un decreto vuoto e provare a far fronte davvero all’emergenza”.
di Franco Corleone
L’Espresso, 12 luglio 2024
Lo stallo sul giudice costituzionale scaduto è un assaggio dell’abuso di potere della maggioranza. Per la terza volta il presidente della Corte Costituzionale, Augusto Barbera, è sceso in campo per denunciare la mancata elezione di un/a sostituto/a della giudice Silvana Sciarra, scaduta l’11 novembre dell’anno scorso, da parte del Parlamento. Sono passati quasi otto mesi e la mancanza del plenum si rivela imbarazzante. Cinque votazioni sono state senza esito, con l’espressione totale di schede bianche, senza alcuna indicazione di un nome per raggiungere il quorum dei 3/5 dei componenti dell’Assemblea, cioè 363 voti.
di Viviana Daloiso
Avvenire, 12 luglio 2024
Il decreto del ministero della Salute inserisce il cannabidiolo nella tabella B dei medicinali dopo i pareri dell’Iss e del Css. La protesta degli imprenditori della canapa. Sono - o meglio sarebbe dire “sono stati finora” - i protagonisti indiscussi sugli scaffali dei cannabis shop: infiorescenze da fumare, cristalli da fondere e inalare, resine, olii sublinguali, compresse. Tutti rigorosamente a base di cannibidiolo, noto anche come Cbd, una delle sostanze estratte dalla cannabis sativa insieme al ben più noto tetraidrocannabinolo (Thc).
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 12 luglio 2024
Il caso della salma di Walid Daqqa, popolare detenuto politico palestinese deceduto tre mesi fa, non ancora restituita alla famiglia. “Questa non è una democrazia, una democrazia non porta avanti vendette”. Sanaa Salameh tre mesi fa avrebbe voluto dare un ultimo abbraccio al marito Walid Daqqa morto lo scorso 7 aprile di cancro in prigione. Sino ad oggi non è riuscita neppure a dargli una sepoltura. Il governo Netanyahu ha deciso di non restituire il corpo alla famiglia e di trattenerlo allo scopo di usarlo in uno possibile scambio di prigionieri.
di Simona Ciaramitaro
collettiva.it, 11 luglio 2024
Il provvedimento “carcere sicuro” non affronta i nodi cruciali di un sistema affetto da sovraffollamento degli istituti e alto tasso di suicidi. È stato chiamato decreto “carcere sicuro” il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri che inizialmente era nato come “svuota carceri” e già il cambio di appellativo ci può fare immaginare che il problema del sovraffollamento degli istituti penitenziari non sarà risolto. In molti tra coloro che si occupano dei problemi carcerari l’hanno definito quanto meno insufficiente. L’obiettivo dichiarato dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è quello di semplificare le procedure per accelerare i tempi della burocrazia nel carcere e umanizzare gli istituti garantendo anche l’alternatività della pena in comunità. Il decreto prevede l’istituzione di un albo delle comunità che potranno accogliere alcune tipologie di reclusi, come coloro ai quali rimangono periodi brevi di pena, i tossicodipendenti e i condannati per alcuni generi di reato.
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- “Dal Cnf azioni concrete contro la piaga dei suicidi nelle nostre celle”
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- Le vite a perdere del carcere











