di Luca Luccitelli
interris.it, 4 luglio 2024
Giorgio Pieri, responsabile dei Cec dell’Apg23, commenta i contenuti del decreto-legge sulle carceri approvato dal Governo. “È istituito presso il Ministero della Giustizia un elenco delle strutture residenziali idonee all’accoglienza e al reinserimento sociale di coloro che hanno i requisiti per accedere alle misure penali di comunità”. È il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ad illustrare, al termine del Consiglio dei Ministri, i contenuti del decreto-legge sulle carceri approvato ieri sera. Annunciato nelle scorse settimane, il provvedimento era stato denominato “svuota-carceri” per rispondere all’annoso problema del sovraffollamento delle carceri italiane.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 4 luglio 2024
Duemila ventilatori in 80 istituti con l’8 per mille. Don Gambelli, cappellano e ora arcivescovo: “Più aperti all’esterno, servono coraggio e fantasia. Non è solo per dare una mano concreta, dice, a sopportare il caldo in sé: che già fuori è ogni estate peggio, figuriamoci in carcere. “Ma poi c’è anche un fatto simbolico - spiega - perché in un ventilatore c’è comunque l’idea dell’aria. Che in carcere manca sempre, poiché è l’assenza stessa della libertà a essere soffocante. Così questo dono è anche un segno”.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 4 luglio 2024
Scontro sugli “emendamenti spot” che non sono stati ritirati dopo le Europee: “Detenute madri? La nostra linea è chiara”, dicono gli azzurri. “Forza Italia è più interessata a discutere di detenute madri e di bambini piuttosto che a fare polemica”. È meta pomeriggio quando, dopo la ripresa dell’esame in commissione congiunte Affari costituzionali e Giustizia della Camera del ddl Sicurezza, dagli azzurri arriva una dura nota che fa riferimento a quanto avvenuto martedì, con la lite tra forzisti e leghisti e l’astensione dei primi sull’emendamento del Carroccio che introduceva la facoltà per i giudici, e dunque non più l’obbligo, di indirizzare le detenute incinta o con figli fino a un anno verso gli Icam e non in carcere.
di Giovanni M. Jacobazzi
L’Unità, 4 luglio 2024
Forza Italia (che voterà a favore della legge Giachetti sulla liberazione anticipata) si astiene sul carcere per le madri detenute. “Noi garantisti” seguiamo la Costituzione”. “Il nostro faro è sempre la Costituzione e la pena, come recita appunto l’articolo 27, deve avere una finalità rieducativa e non afflittiva”, afferma il senatore Pierantonio Zanettin, capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia a Palazzo Madama, commentando la decisione dei suoi colleghi alla Camera di non partecipare questa settimana al voto sugli emendamenti al ddl sicurezza nella parte riguardante le detenute madri e che renderebbe facoltativo il rinvio della pena per le donne incinte o con prole fino ad un anno.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 4 luglio 2024
L’oralità è l’essenza del rito penale. Con questa affermazione chi scrive concludeva una riflessione pubblicata su queste pagine e relativa alla deriva cartolare per il contraddittorio in appello. La riforma Cartabia promuoveva - analogamente a quanto già previsto per il giudizio in Cassazione dal Dl 18 del 2020 (convertito nella legge 27 del 2020) e poi dal cosiddetto Dl Ristori 2 (il n. 137 del 2020, convertito nella legge 176 dello stesso anno) - un contenimento del contraddittorio in appello mediante l’art. 23 del Dl 149/ 2020 (il cosiddetto “Ristori bis”) che, ai commi da 1 a 6, contemplava una serie di disposizioni per la trattazione dei giudizi penali di secondo grado, la “cartolarizzazione” del processo, appunto.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 4 luglio 2024
Le parole del vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Fabio Pinelli, al plenum: “La fase delle indagini è ormai centrale nel processo. È vero che il giudice c’è, ma arriva quando il profilo reputazionale, professionale e personale dell’indagato è compromesso. Il giudice a Berlino arriva quando ormai le vite sono distrutte”. “Dobbiamo ricordarci che la fase delle indagini preliminari è la fase ormai centrale del nostro processo penale. C’è poco da dire che poi ci sarà un giudice. È vero che il giudice c’è, ma questi arriverà quando il profilo reputazionale, professionale e personale dell’indagato sarà ormai completamente compromesso. Il giudice a Berlino arriva quando ormai le vite sono distrutte. Non considerare la centralità delle indagini significa raccontare una modalità di concreto esercizio del processo penale in modo diverso rispetto alla realtà”. Con queste parole il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Fabio Pinelli, è intervenuto ieri al plenum del Consiglio, criticando i contenuti della nuova circolare sull’organizzazione delle procure predisposta dai membri togati. Il provvedimento alla fine è stato approvato dal Csm a maggioranza, con sei voti contrari (i laici indicati dal centrodestra) e un astenuto (il laico Michele Papa, indicato dal M5s). Pinelli non ha partecipato al voto, dopo aver sottolineato come la circolare si concentri quasi unicamente sul rapporto tra procuratore capo e sostituti, dimenticandosi appunto della rilevanza assunta ormai dalle indagini.
di Simona Musco
Il Dubbio, 4 luglio 2024
Per il vice presidente la circolare non si inserirebbe nel quadro costituzionale, nonostante l’ok del capo dello Stato. E cita Napolitano. Fabio Pinelli sconfessa il Capo dello Stato Sergio Mattarella e il Consiglio, di fatto, sfiducia il vicepresidente. È caos a Palazzo Bachelet, dove la discussione sulla circolare sugli uffici requirenti - passata con il voto contrario dei consiglieri laici di centrodestra Felice Giuffrè, Claudia Eccher, Isabella Bertolini, Enrico Aimi e il 5S Michele Papa, l’astensione di Ernesto Carbone di Iv e l’assenza di Rosanna Natoli - si trasforma, di fatto, in una resa dei conti. Un clima infuocato, nel quale Pinelli, con un lungo intervento, ha messo in discussione (senza mai nominarlo) il giudizio di Mattarella sulla circolare, appoggiandosi alle dichiarazioni di un altro Presidente, Giorgio Napolitano.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 4 luglio 2024
La Cassazione ha affrontato il tema della sostituzione della pena detentiva breve sia dal punto di vista del riconoscimento del beneficio nei processi pendenti al 30 dicembre 2022 sia sul consenso dell’imputato. La Cassazione penale con due decisioni contemporanee ha affrontato il tema delle pene sostitutive in ordine ai tempi della loro applicazione e ai modi di presentazione della richiesta. La pena sostitutiva di quella breve detentiva, come previsto dalla Riforma Cartabia, può essere chiesta anche nei procedimenti già in corso al momento dell’entrata in vigore della novella. Ma perché la richiesta sia da considerarsi ammissibile, se presentata per la prima volta in sede di appello, è necessario che la sentenza di primo grado risulti pronunciata prima del 30 dicembre 2022.
radiogold.it, 4 luglio 2024
Un altro dramma si è consumato all’interno del carcere di Torre del Gallo di Pavia. Un detenuto di 19 anni ha tentato di togliersi la vita impiccandosi con un lenzuolo nella sua cella della sezione 8, quella dell’osservazione isolati. Il giovane, di origini straniere, si trova ora ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di rianimazione del San Matteo. Si tratta del terzo episodio dall’inizio dell’anno: a marzo era stato trovato senza vita nella sua cella Jordan Tinti, il trapper 26enne, mentre a Pasqua un altro detenuto di 42 anni si era tolto la vita. Dal 2021, nel carcere di Pavia, si sono verificati ben undici suicidi.
di Massimiliano Nerozzi
Corriere di Torino, 4 luglio 2024
Gli avvocati, le associazioni per i detenuti, i sindacati delle guardie uniti nell’allarme: “Così la prigione diventa Università del crimine”. Di fronte al sovraffollamento delle carceri, e al dramma dei suicidi, “è importante che tutti noi spingiamo per un provvedimento che metta fuori più persone possibili”: lo ha detto dal palco di Torino Susanna Ronconi, 72 anni, ex appartenente alle Brigate Rosse e Prima Linea (fatti per i quali ha già scontato la pena), alla maratona oratoria promossa dalle Camere penali “per fermare i suicidi in carcere”.
- Bolzano. Rieducazione dei detenuti, bocciata la mozione
- Bergamo. “In carcere e fuori, così aiuto i detenuti a riprendere la strada”
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