di Futura d’Aprile
Il Domani, 3 luglio 2024
La legge 185 del 1990 vieta l’export, l’import e il transito di materiale bellico verso Paesi in guerra o in cui ci sono gravi violazioni dei diritti umani. Eppure, il nostro paese è tra i primi esportatori in Qatar, Egitto, Kuwait, Turchia e Israele. A sostegno dell’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa, l’Italia sta per approvare il nono pacchetto di aiuti. Si tratta di donazioni, che derogano alla legge attraverso il passaggio dalle Camere, ma una relazione dice tutt’altro: Kiev ha acquistato armi da aziende nostrane per 417 milioni. Il governo Meloni, intanto, vuole modificare le norme.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 3 luglio 2024
Una “discesa nell’inferno”. Con questa espressione il giornale francese Le Monde ha descritto in un reportage pubblicato due giorni fa l’esperienza dei soldati ucraini detenuti in Russia. Una “discesa nell’inferno” per ritornare alla vita che ha riguardato 165 militari di Kyiv liberati tra maggio e la fine di giugno. Non solo la possibilità di riabbracciare i propri cari e commilitoni, ma anche l’occasione per far conoscere l’atroce realtà dei prigionieri di guerra, sottoposti a mille umiliazioni e, soprattutto, a varie forme di tortura vietate, prima di tutto, dalla Convenzione di Ginevra del 1949. Traumi che, uniti allo stress provocato dalla vita in trincea, difficilmente potranno essere cancellati.
di Murat Cinar
Il Manifesto, 3 luglio 2024
Mentre il rapporto tra Ankara e Damasco continua a restare precario, nelle strade della Turchia si assiste a veri e propri pogrom e in Siria cresce la rabbia. La sera del 30 giugno, nella roccaforte dei partiti fondamentalisti a Kayseri, si diffonde la voce di un caso di molestia sessuale commessa da un cittadino siriano contro una minorenne. In pochi minuti le strade si riempiono di manifestanti e sui social si diffonde il video del caso, insieme a una campagna di linciaggio e odio. Fino alle 2 di mattina vengono presi d’assalto i negozi dei siriani e capovolte le loro macchine. Per le strade della città si sentono slogan fondamentalisti e razzisti, ma anche quelli che chiedono le dimissioni del Presidente della Repubblica. Timido l’intervento della polizia che, quando si tratta di una manifestazione politica, non esita a sparare i candelotti ad altezza uomo e a pestare duramente le persone.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 2 luglio 2024
Da inizio anno 49 detenuti si sono tolti la vita, ma il ministro della Giustizia sembra non vedere l’emergenza. Forza Italia apre alla proposta sulla liberazione anticipata speciale. Tensioni con gli alleati di governo. “Il sistema carcerario vive una situazione drammatica. Non possiamo fare finta che il problema del sovraffollamento non esista, così come quello dei suicidi fra i detenuti, che ormai hanno una frequenza incredibile. Tutte le soluzioni che in prospettiva possono migliorare il sistema vanno benissimo, però ci vuole anche una risposta nell’immediato. E la proposta avanzata da Giachetti, con alcuni interventi migliorativi, rappresenta una buona occasione”. Così, intervistato dal Foglio, Pietro Pittalis, vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, ribadisce la volontà di Forza Italia di affrontare l’emergenza carceraria con misure urgenti. Proprio ieri si è avuto l’ennesimo suicidio di un detenuto, nel carcere di Paola, in provincia di Cosenza. È il 49esimo da inizio anno, un record storico.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 luglio 2024
L’ultimo suicidio è avvenuto nel carcere di Paola. Il governo promette il decreto entro fine luglio, ma le misure sembrano insufficienti. Ancora un suicidio dietro le sbarre. È avvenuto domenica scorsa al carcere di Paola, provincia di Cosenza. Aveva solo 21 anni da poco compiuti, originario della provincia di Salerno. Avrebbe finito di scontare la sua pena nel maggio del 2027, ma ha deciso di farla finita domenica sera verso le 22 impiccandosi nella doccia della sua cella.
di Paola Balducci
Il Dubbio, 2 luglio 2024
Il carcere produce più carcere. Si dovrebbe partire da questo assunto fondamentale per comprendere l’attuale situazione penitenziaria italiana, vittima di un sovraffollamento esasperato, di un’emergenza suicidi che non appare arrestarsi (siamo a quota 49 nei primi 6 mesi del nuovo anno) e della forte instabilità data dal “terremoto penitenziario” a cui continuiamo ad assistere. Il sovraffollamento carcerario riduce l’attenzione degli operatori ai singoli detenuti, che si ritrovano in condizioni di abbandono e di “ozio” forzato, non potendo disporre di concreti ed efficaci programmi rieducativi. Il rischio, che in verità si sta tramutando in realtà, è quello di avvitarsi in un circuito in cui i detenuti incorrono continuamente in nuove sanzioni e, a volte, in reati, che portano solo a far aumentare il periodo di detenzione.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 2 luglio 2024
Nordio: “Chiamarlo svuota-carceri è un po’ improprio, era previsto come sapete nel precedente Consiglio dei ministri e poi è stato arricchito di altri provvedimenti”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio a margine dell’inaugurazione della sede della Corte Centrale di Milano del Tribunale Unificato dei Brevetti è intervenuto sul problema del sovraffollamento degli istituti di pena: “Chiamarlo svuota carceri è un po’ improprio, era previsto come sapete nel precedente consiglio dei ministri e poi è stato arricchito di altri provvedimenti sempre migliorativi. Sono certo che andrà entro la fine del mese al consiglio dei ministri”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 2 luglio 2024
“La pena non significa affatto sempre e soltanto carcerazione, sbarre, catenacci e galera, va rimodulata secondo vari criteri e le persone che le devono subire”. Sono le parole pronunciate dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel corso del convegno “Oltre le sbarre la vera libertà. Comunità minorili penali per un’integrazione reale e inclusiva”, a Palazzo Lombardia a Milano.
di Angela Stella
L’Unità, 2 luglio 2024
La questione carceraria è diventata come Giano bifronte: da un lato la faccia della realtà, dall’altro quello della fantascienza. La prima ci consegna quasi l’impossibilità ormai di tenere il conto dei suicidi in carcere. Il 30 giugno un giovane di Salerno si è impiccato nella doccia della sua cella nel carcere di Paola, in provincia di Cosenza. Avrebbe finito di scontare la sua pena a maggio 2027. Secondo il Dap sono ufficialmente 47 i reclusi che dall’inizio dell’anno si sono tolti la vita. Ma in verità sarebbero 49: due, seppur morti in ospedale, sarebbero deceduti comunque a seguito di atti di autolesionismo. Ieri Aldo di Giacomo, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria, ha annunciato il suicidio di due giorni fa di un poliziotto penitenziario a Favigliana.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 luglio 2024
L’associazione Antigone lancia un nuovo allarme sulla drammatica situazione dei 49 suicidi nelle carceri italiane, definendola una vera e propria emergenza nazionale. Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione, sottolinea come il periodo estivo sia particolarmente critico per i detenuti, a causa della chiusura delle attività scolastiche e della riduzione delle iniziative di volontariato.
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