di Adriano Sofri
Il Foglio, 5 luglio 2024
Il decreto, ha detto Carlo Nordio, punta solo a umanizzare il trattamento dei detenuti. E a riempire le patrie galere non sarebbe il governo, ma i magistrati. Intanto nelle celle, però, non si arresta il fenomeno dei suicidi. Uno che è stato in galera, quando è a piede libero, finisce per somigliare agli altri. A volte è addirittura meno tatuato. Qualcosa gli resta, nei sogni, o l’abitudine a camminare avanti e indietro nelle sale d’aspetto invece di star seduto. Ma succede anche a lui di fottersene. Di dirsi che tanto lo sa, che non cambia niente, tutt’al più fa più schifo oggi di ieri, e domani di oggi. Però mercoledì ho sentito un telegiornale annunciare l’approvazione del decreto “Svuotacarceri”, e sono trasalito. Lo chiamano addirittura così, il governo, i telegiornali? Non soltanto i forcaioli dall’anima e la lingua di sbirro? Il decreto non svuota carceri, e per qualche codicillo contribuirà a rimpinzarle. Ieri mattina Flavia Fratello per “Stampa e regime” ha dedicato alla cosa una rassegna esauriente e vibrante.
di Luca Sofri
ilpost.it, 5 luglio 2024
Per preparare il testo del decreto sul sovraffollamento carcerario il ministro della Giustizia ha dovuto fare i conti con le resistenze di Lega e Fratelli d’Italia: e intanto in parlamento si discute una proposta più efficace. Mercoledì il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge presentato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e che tenta di far fronte al sovraffollamento nelle carceri. Il provvedimento era atteso da tempo per porre un qualche rimedio alle pessime condizioni delle persone detenute, tra le quali ci sono stati almeno 47 suicidi solamente nei primi sei mesi del 2024, ma ha avuto una genesi tribolata. Nordio aveva annunciato già a fine marzo un intervento in tal senso, e poi aveva dovuto fare i conti con l’opposizione di Lega e Fratelli d’Italia a qualsiasi ipotesi che consentisse la scarcerazione agevolata o anticipata.
di Matteo Lorenzi
La Verità, 5 luglio 2024
Il sottosegretario alla Giustizia dopo l’approvazione del dl sul sistema penitenziario: “Nessuno sconto di pena, rendiamo effettivi quelli che già ci sono. Settemila detenuti possono andare in comunità: stipuleremo accordi”. “Da una parte c’era la proposta Giachetti, sostenuta dall’opposizione: aumentare gli sconti di pena per svuotare le carceri, senza far lavorare i detenuti. Il governo, invece, ha scelto il buonsenso: mettere chi sbaglia davanti alle proprie responsabilità, senza premi, ma assicurando a chi lo merita la possibilità di imparare un mestiere e riabilitarsi”. Con queste parole il sottosegretario alla Giustizia in quota Lega, Andrea Ostellari, ha commentato il nuovo decreto carceri varato dal governo. Una misura che, come spiega il sottosegretario, non contempla alcuno nuovo sconto di pena.
di Irene Famà
La Stampa, 5 luglio 2024
L’ex ministra della Giustizia: “La paura di uscire senza una prospettiva è un dramma. I suicidi sono frutto di abbandono e lontananza dalla famiglia. Serve attenzione nei trasferimenti”. “L’emergenza carceri è da affrontare nell’immediato. Con piccoli passi concreti: combattere il senso di isolamento e abbandono del detenuto, pensare ad attività che consentano un reale inserimento in società. Combattere la recidiva, che è la causa più profonda del sovraffollamento, dev’essere la priorità”. L’ex ministra della Giustizia Paola Severino offre un’ampia riflessione sulla situazione carceraria. Una realtà che come rappresentante delle istituzioni, come avvocata, come presidente della fondazione Severino Onlus che si occupa di legalità, conosce bene.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 5 luglio 2024
Il sistema carcerario italiano resta tra i peggiori in Europa in termini di sovraffollamento, suicidi fra i detenuti e carcerazione preventiva. A confermarlo è l’ultimo rapporto del Consiglio d’Europa, Space I, pubblicato pochi giorni fa, proprio mentre in Italia si discuteva di quali misure adottare per far fronte all’emergenza carceraria. Ieri il numero dei detenuti che da inizio anno si sono tolti la vita è balzato a 52, un record storico.
di Luciano Moia
Avvenire, 5 luglio 2024
Una sentenza della Consulta di qualche giorno fa ha stabilito che non può essere vietata la telefonata ai figli minori neppure ai mafiosi. Difesa della responsabilità e speranza di riscatto. Maternità e paternità sono condizioni irrevocabili. Una storia d’amore tra un uomo e una donna può finire, il legame tra genitori e figli no. Può essere intenso e profondo, oppure contrastato e difficile. Ma è indissolubile e definitivo, anche nelle situazioni più estreme. Anche quando uno dei genitori sceglie di allontanarsi dalla famiglia per vivere con un nuovo partner. Oppure è costretto a stare lontano perché, per esempio, viene riconosciuto colpevole di un reato che prevede un periodo più o meno lungo di reclusione.
di Simona Musco
Il Dubbio, 5 luglio 2024
Le opposizioni contro il ministro: torna il peculato per distrazione, ma colpirà solo i sindaci. Il ministero smentisce: “Sono cose completamente diverse...”. Abuso d’ufficio cancellato e traffico di influenze depotenziato. Con 170 sì e 77 no, la Camera ha approvato in via definitiva l’articolo 1 del ddl Nordio, la norma che abolisce l’articolo 323 del codice penale e riduce l’ambito di applicazione del 346 bis, dopo l’ok del Senato. Il voto sul ddl terminerà martedì pomeriggio.
di Liana Milella
La Repubblica, 5 luglio 2024
Con il giurista Gian Luigi Gatta analisi a 360 gradi delle ragioni che hanno portato il Quirinale a consigliare vivamente al governo di mantenere in vita una parte del reato che sta per essere cancellato per evitare i fulmini della Ue.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 5 luglio 2024
L’altolà del Garante della Privacy Pasquale Stanzione, che nella relazione annuale dell’Autorità presentata in Parlamento invita a rafforzare le garanzie sulle intercettazioni e pone un freno allo show mediatico. Prima di gridare al “bavaglio” per ogni norma che lambisce l’informazione bisognerebbe tenere a mente una cosa: il diritto di cronaca non ha niente a che fare con il “gossip”. A tracciare la linea è il Garante della privacy Pasquale Stanzione, che nell’ultima relazione annuale dell’Autorità ha lanciato un preciso monito sul trattamento dei dati giudiziari. La cui divulgazione può ledere, e non poco, la dignità della persona: soprattutto se privi di reale interesse pubblico.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 5 luglio 2024
Parla Salvatore Sica, giurista dell’Informazione: “A mio parere L’approccio del Garante della privacy è corretto: il “servizio all’Uomo” è il limite insormontabile anche per lo sviluppo digitale”. Tutelare i diritti veramente fondativi della libertà personale e sociale. È uno dei principali obiettivi perseguiti dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, presieduta da Pasquale Stanzione. Tanti i temi emersi in occasione della presentazione della relazione annuale del Garante della privacy, due giorni fa alla Camera, valutati positivamente da Salvatore Sica, avvocato, ordinario di Diritto pubblico nell’università di Salerno e giurista dell’informazione.
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