di Memoria Mediterranea
L’Unità, 1 luglio 2024
Silenzio, opacità e omissioni da parte di governo, Guardia costiera e Prefettura. Informazioni arrivano solo da comunicati striminziti e incoerenti. Il Porto di Crotone, all’arrivo di alcune salme, inaccessibile ai giornalisti. Il numero dei corpi recuperati, 36, è l’unico dato certo. La notte tra il 16 e 17 giugno scorso al largo del Mar Jonio, un’imbarcazione partita dal porto di Bodrum in Turchia con circa 67 persone a bordo (di cui 26 minori) è naufragata a circa 120 miglia dalle coste della Calabria. La barca era rimasta alla deriva per diversi giorni, con uno scafo semi affondato, probabilmente a seguito dell’esplosione di un motore. Secondo le persone sopravvissute, diverse imbarcazioni sarebbero passate in quell’arco di tempo senza intervenire: la barca è stata soccorsa solo il 17 giugno dopo il lancio del “mayday” da parte di una nave francese che aveva intercettato il veliero affondato. sono state tratte in salvo 12 persone, tra cui una donna poi deceduta prima di arrivare a terra, che sono state portate in salvo a Roccella Jonica, nella provincia di Reggio Calabria. Il numero dei sopravvissuti, 11, è attualmente l’unico certo.
di Nicoletta Dentico
Altreconomia, 1 luglio 2024
Il netto peggioramento della violenza organizzata in molte aree del mondo ha preso di mira nel 2023 soprattutto l’infanzia. Da Gaza a Khartum. Quando incombe una situazione di pericolo e occorre mettersi in salvo, la consuetudine vuole che sia lanciato l’urlo “prima le donne e i bambini”. La pedagogista e scrittrice Elena Gianini Belotti attribuiva questo scatto quasi istintivo al fatto che i bambini sono la nuova vita e le donne le riproduttrici della vita stessa.
di Loretta Napoleoni
Il Fatto Quotidiano, 1 luglio 2024
Julian Assange è libero e il prezzo è la libertà di stampa. Assange ha ammesso di aver commesso un reato inesistente e assurdo, spionaggio giornalistico? Lo ha fatto per tornare libero e certamente non lo si può giudicare negativamente per questo. Ma il precedente creatosi, l’ammissione da parte di un giornalista di aver infranto la legge per rendere pubblici fatti realmente accaduti, è un fatto gravissimo, che potenzialmente mette a repentaglio quei pochi veri giornalisti investigativi rimasti, gente che rischia la vita tutti i giorni per la verità.
di Ferdinando Cotugno
Il Domani, 1 luglio 2024
Dal 2015 sono state avviate 230 azioni legali contro aziende del settore fossile, e i due terzi di queste sono partite negli ultimi quattro anni. La notizia di azione per il clima più importante della settimana ce l’hanno portata tredici minorenni (il più piccolo ha nove anni) delle isole Hawaii, quasi tutti indigeni, e arriva ancora una volta dalle aule di tribunale. Anzi, in questa occasione il caso non è nemmeno arrivato in tribunale. Lo stato americano, visti anche i precedenti legali sfavorevoli, ha scelto di dare ragione ai giovani senza nemmeno arrivare a processo. La causa è stata coordinata dalla ong Our Children’s Trust (di cui sentiremo ancora parlare, visto che di recente hanno vinto un altro caso simile in Montana) e ha costretto le Hawaii a trasformare la sua generica agenda climatica sui trasporti in un piano dai tempi precisi, eseguibile e soprattutto vincolante.
La Repubblica, 1 luglio 2024
Le forze armate, per supplire alla carenza di soldati, hanno iniziato ad arruolare i carcerati. Già tremila i casi. L’Ucraina sta espandendo la leva per far fronte alle gravi carenze sul campo di battaglia da più di due anni nella lotta contro l’invasione su vasta scala della Russia. E i suoi sforzi di reclutamento si sono rivolti, per la prima volta, alla popolazione carceraria del Paese. Una misura speculare a quella presa già da tempo in Russia, dove la liberazione in cambio dell’arruolamento nelle forze armate è ormai prassi da quasi due anni.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 30 giugno 2024
Sovraffollamento carceri. Nessuno crede più a Nordio. Rimane solo la “liberazione anticipata speciale”. Sulla proposta di “liberazione anticipata speciale” del deputato di Italia Viva, Roberto Giachetti, la maggioranza di governo si spacca. Le ripetute promesse di un immediato provvedimento ministeriale che alleggerisca l’insostenibile sovraffollamento carcerario schizzato di nuovo a livelli da condanna europea - l’ultima ieri da parte del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari che ha assicurato un decreto “entro fine luglio”, facendo slittare ulteriormente la data dei sogni - sono così poco credibili ormai che neppure Forza Italia si presta più al gioco.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 30 giugno 2024
Il sottosegretario alla Giustizia: “Stiamo anche lavorando a un aumento del numero di telefonate che i detenuti possono fare ai famigliari, superiore a quello odierno di quattro”. “Il decreto carceri dovrebbe uscire entro fine luglio. Vogliamo velocizzare il procedimento attuale per lo sconto di pena e stilare un elenco nazionale di comunità, esterne che possano garantire un domicilio ai detenuti che non lo hanno per svolgere un periodo di formazione e reinserimento sociale”. Lo ha dichiarato il sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari.
di Alessio Scandurra*
L’Unità, 30 giugno 2024
Secondo l’Osce le norme del disegno di legge potrebbero minare i principi fondamentali del diritto penale e del nostro stato di diritto. Eppure la maggioranza ha respinto in blocco tutti gli emendamenti delle opposizioni. La maggior parte delle disposizioni del Disegno di Legge n° 1660, il cosiddetto ddl sicurezza, potrebbero minare i principi fondamentali del diritto penale e dello Stato di diritto del nostro paese. Questo, né più e né meno, è il giudizio senza sconti che l’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) mette nero su bianco nel parere sul ddl sicurezza pubblicato a fine maggio sul suo sito. L’OSCE è un’organizzazione internazionale, di cui l’Italia è parte dalla sua fondazione, nel 1973, e di cui fanno parte altri 57 paesi in Europa, che si occupa di sicurezza e di cooperazione e che ha tra le sue finalità il sostegno ai diritti umani e allo stato di diritto nei sistemi giuridici nazionali. L’OSCE, e in particolare il suo Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR), esamina progetti di legge per valutare la loro conformità agli standard internazionali in materia di diritti umani e agli impegni che i paesi membri hanno assunto.
di Chiara Putignano
L’Espresso, 30 giugno 2024
La norma approvata da due Commissioni prevede fino a due anni di carcere per chi blocca il traffico. E gli emendamenti della maggioranza potrebbero persino peggiorare le cose. Associazioni e opposizioni in allarme: “Si rischia di creare un effetto deterrente sull’esercizio dei diritti umani e delle libertà fondamentali da parte delle persone”. Il corpo è politico? Per la Destra è criminale. Da mesi bersaglio del governo, le proteste non violente degli eco-attivisti rischiano di essere punite con il carcere. Giovedì c’è stato l’ok delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera ai primi 11 emendamenti del “pacchetto sicurezza”. L’ultimo, l’undicesimo, la cosiddetta “norma anti-Gandhi”, che punisce con la sanzione carceraria da sei mesi a due anni, senza l’alternativa della pena pecuniaria, chi “impedisce la libera circolazione su strada ordinaria o ferrata ostruendo la stessa con il proprio corpo, se il fatto è commesso da più persone”. Respinti tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione che denuncia una “deriva illiberale”.
di Alice D’Este
Corriere del Veneto, 30 giugno 2024
“Innanzitutto bisogna fare una premessa, rispetto ai fenomeni di disagio giovanile va chiarito che prima di tutto bisogna intervenire sulla prevenzione. E con prevenzione intendo: affetto, educazione, socializzazione, scolarizzazione. I primi interlocutori di fronte a questo problema sono dunque la famiglia, la scuola, le realtà istituzionali e sociali, la Giustizia interviene dopo”. Il presidente del Tribunale dei minori di Venezia, Lanfranco Maria Tenaglia non ha dubbi: “Bisogna agire prima”, spiega.
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