di Alice D’Este
Corriere di Verona, 30 giugno 2024
Dopo la richiesta di Zaia di inasprire le pene. “L’intervento del Governo contro la devianza e la criminalità minorile ha due obiettivi. Prevenire i fenomeni e reprimere i reati, senza dimenticare l’importanza dell’educazione e del recupero dei minori che li hanno commessi. E senza tralasciare il coinvolgimento dei genitori. Dal punto di vista legislativo il nostro Paese è ora all’avanguardia. Ma il contrasto alle baby gang non si fa solo con le leggi. Servono più famiglia, più comunità, più luoghi d’aggregazione, specie nelle grandi città. Quando suona la campanella e i ragazzi tornano a casa, molto spesso attorno a loro c’è il deserto”.
di Giovanni Del Giaccio
Il Messaggero, 30 giugno 2024
Sarà l’autopsia a stabilire le cause del decesso del detenuto di 24 anni, morto nella sua cella a Frosinone giovedì pomeriggio. La prima ipotesi è che si sia tolto la vita inalando il gas della bomboletta del fornello da campeggio, regolarmente in uso nei penitenziari. L’altra è che lo stesso gas spesso viene inalato per “sballarsi” e forse il giovane ha esagerato. Quello che non si spiega è perché il ragazzo (originario del Brasile ma nato e cresciuto in Italia) fosse detenuto nonostante aspettasse di essere processato per minacce - non parliamo di carcere preventivo per un omicidio o una violenza sessuale, per capirci - e soprattutto nonostante i problemi di salute mentale che lo affliggevano.
di Marco Angelucci
Corriere dell’Alto Adige, 30 giugno 2024
Gnecchi (Aiga): “La situazione è insostenibile” Rischio crolli. In consiglio la legge sul Garante. Dopo la scabbia arriva un’altra tegola per il carcere di Bolzano: la chiusura di una sezione per il rischio di crolli. I detenuti sono stati trasferiti nelle due rimaste aperte e questo ha aggravato il sovraffollamento. E man- dato a monte i progetti di reinserimento visto che la sezione chiusa è quella dei semiliberi tornati ora in mezzo a tutti gli altri detenuti. E ora, sia dal mondo degli avvocati sia dalla politica, monta la protesta per chiedere condizioni umane per i detenuti. “È anche per la polizia penitenziaria che vive in camerate simili a quelle dei detenuti” denuncia l’avvocato Andrea Gnecchi che con l’associazione dei Giovani avvocati ha da poco fatto un sopralluogo nella struttura.
di Giovanni Bua
La Nuova Sardegna, 30 giugno 2024
La rabbia di Gianfranco Favini: “Nessuna comunicazione ufficiale”. Il Sappe: “Vite a rischio, servono risposte immediate”. Continua a montare la protesta degli operatori per il presunto focolaio di tubercolosi nel carcere di Bancali. Alla denuncia degli avvocati sassaresi dell’altro ieri, con Danilo Mattana presidente della Camera Penale “Enzo Tortora” di Sassari che ha parlato di “situazione non chiara, si è aggiunto ieri l’intervento del segretario regionale del Sappe Luca Fais, che oltre a sottolineare la presenza di “diversi casi di Tbc sia tra i detenuti che tra il personale di polizia penitenziaria”, ha rivelato che: “molti detenuti, pur manifestando tutti i sintomi riconducibili alla malattia si rifiutano di fare i controlli necessari per escludere il contagio”.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 30 giugno 2024
Il tribunale conferma il provvedimento del primo giudice che si era occupato del caso di Sebastiano Bongiovanni. Prima un giudice del lavoro, adesso anche un altro conferma che il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha posto in atto una condanna antisindacale nei confronti di Sebastiano Bongiovanni, sovrintendente della Polizia penitenziaria in servizio al carcere di Augusta e dirigente nazionale del sindacato Sippe. Il tribunale di Siracusa ha rigettato il ricorso del Dap contro la prima decisione e ha condannato il ministero al pagamento di un’ulteriore somma di duemila euro per le spese del processo. “Si tratta di una sentenza storica contro un provvedimento disciplinare - dice Roberto Santini, segretario generale del Sinappe - un provvedimento utilizzato dall’amministrazione per impedire o limitare l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale, tutelata dalla nostra carta Costituzionale”.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 30 giugno 2024
Claudio Pinti è malato di Aids e ha un sarcoma. Contagiò la compagna, poi morta nel 2017, e un anno dopo la fidanzata. L’avvocato: “Tutti d’accordo che è incompatibile con il carcere, ma i giudici di sorveglianza rinviano da più di un anno”. Claudio Pinti, 40enne autotrasportatore di Montecarotto, nelle Marche, sta scontando a Rebibbia la condanna a 16 anni di reclusione inflittagli tre anni fa per l’omicidio volontario di Giovanna Gorini, morta sette anni fa per una patologia legata al virus che lui le aveva trasmesso, e per lesioni gravissime a Romina Scaloni, l’ex fidanzata che lo ha denunciato quando ha scoperto che l’uomo aveva l’Hiv.
La Nazione, 30 giugno 2024
L’Unione delle Camere Penali Italiane organizza una maratona oratoria su suicidi in carcere. La Camera Penale di Pistoia aderisce e interverrà in piazza Gavinana il 2 luglio. Si denuncia il sovraffollamento carcerario e la violazione dei diritti umani.
forlitoday.it, 30 giugno 2024
Ecco alcune riflessioni dell’associazione Amici di don Dario in merito alla situazione carceraria forlivese, una realtà in cui l’associazione stessa è coinvolta da tempo in progetti sociali e solidali a favore dei detenuti. È di giovedì l’annuncio del sottosegretario alla Giustizia in merito alla prossima entrata in organico nel carcere di Forlì di sette nuovi agenti di Polizia Penitenziaria. Ma l’associazione Amici di don Dario, da tempo coinvolta in progetti sociali e riabilitativi proprio all’interno della struttura carceraria della città, chiede “un’azione politica risolutiva” in merito alla realizzazione della casa circondariale al Quattro.
malpensanews.it, 30 giugno 2024
L’appello nel corso della serata dedicata dalla Camera Penale alla difficile situazione delle carceri italiane (Busto e Varese comprese) dalla sede della cooperativa che fa lavorare gli ex detenuti. Il macabro tabellone che accompagna questi giorni di discussione a Busto Arsizio, sede di un carcere molto affollato, segna 48 suicidi. Tante sono le persone che nei primi sei mesi del 2024 si sono tolte la vita all’interno dei penitenziari italiani. Tre giorni fa, durante la maratona oratoria organizzata dalla Camera Penale di Busto Arsizio, lo stesso tabellone ne contava 45.
di Nataliya Bolboka
infoimpresa.info, 30 giugno 2024
È arrivato alla sesta edizione il progetto “Made in Rebibbia. Ricuciamolo insieme”, che sposa la tradizione sartoriale italiana, attraverso una collaborazione tra l’Accademia nazionale dei sartori, l’Istituto penitenziario di Rebibbia nuovo complesso “Raffaele Cinotti” e Bmw Roma. Sotto la guida esperta di Sebastiano Di Rienzo, ex presidente e maestro storico dell’Accademia nazionale dei sartori, otto allievi dell’Istituto penitenziario hanno scelto di reinventare il proprio futuro attraverso la creatività. Il risultato del loro lavoro, trenta pezzi unici tra giacche, gilet, pantaloni e cappotti che ne testimoniano il cammino, è stato presentato mercoledì 26 giugno durante la sfilata di fine corso nell’area verde dell’Istituto.
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