di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 21 ottobre 2024
Saggezza civile vorrebbe una riflessione più accurata della posta in gioco e di quanto certe uscite violente, certi strappi minacciati, facciano probabilmente del bene alla propria parte elettorale e sicuramente male al Paese. Ancora una volta sulla pelle dei migranti, e come sempre a loro insaputa non avendo né diritti riconosciuti né udibile voce, si combatte un’aspra battaglia della quale non si sentiva il bisogno. Il fronte principale è in apparenza l’Albania, con 12 “maschi maggiorenni non vulnerabili” prima spediti laggiù e poi subito richiamati indietro dal tribunale di Roma. Il governo, che aveva pensato di dare così un segno tangibile della sua incrollabile volontà di fermare la marea inarrestabile di chi si ostina a sbarcare, non ha gradito, eufemismo, questo stop e programma già per oggi un Consiglio dei ministri urgente.
di Alessandra Ghisleri
La Stampa, 21 ottobre 2024
L’immigrazione ha ripreso posizioni nel dibattito politico nazionale: è al sesto posto tra le priorità. L’opinione pubblica è mossa più dal senso di appartenenza ai partiti che dalle singole convinzioni. I Centri di accoglienza per migranti in Albania hanno suscitato divisioni nell’opinione pubblica fin dal loro annuncio. In un sondaggio di Euromedia Research rilevato all’inizio della scorsa settimana il 33,8% reputa molto dispendiosa la costruzione di questi centri al di là dell’Adriatico - in terra straniera - il 19,9% sbagliata e inutile. Un cittadino su 4 (23,2%) invece la considera necessaria e imprescindibile e un 13,3% pur guardandola con interesse crede che sia necessario rivedere alcune situazioni. In sintesi, il 43,1% la commenta in maniera molto severa, mentre il 36,5% positivamente. La gestione degli arrivi ha da sempre messo sotto pressione i servizi di accoglienza del nostro Paese e le sue risorse economiche, oltre ad aver scosso una buona parte della cittadinanza associando l’immigrazione con i problemi di sicurezza. Con la pandemia gli italiani avevano abbandonato il tema nel ranking delle loro priorità, lasciando spazio ad argomenti strettamente più connessi alla vita delle famiglie italiane come la salute e l’aumento del costo della vita a partire dall’alimentare, passando all’energia, alla casa, ai temi connessi al lavoro che rimangono comunque ancora oggi, sempre in vetta alla classifica.
di Giuliano Ferrara
Il Foglio, 21 ottobre 2024
Accettati o respinti, gli immigrati raccolti in acque internazionali saranno comunque riportati in Italia. In che senso funzionerebbe la deterrenza se l’approdo albanese è equivalente all’approdo italiano? Non meno misterioso l’argomentare delle opposizioni. Sfido chiunque a dirmi in coscienza: ho capito la questione dell’Albania e sono in grado di renderti ragione dell’accordo tra Meloni e Rama e della fiera opposizione all’accordo. Pagherei oro. Quelli che non hanno letto romanzi e racconti di Franz Kafka tendono a giudicare ogni situazione burocraticamente minacciosa e ingarbugliata come “kafkiana”. Beati loro che hanno questa via d’uscita facile dai pasticci. Ma nella faccenda immigrati-Albania campeggia incomprensibilità totale delle ragioni e dei torti, e Kafka non è incomprensibile, e regna la farsa dell’incomunicabilità di contenuti razionali e anche irrazionali, e Kafka non è un autore farsesco. Anche dopo aver letto la massima razionalizzazione possibile, quella del direttore di questo giornale sabato, la domanda resta inevasa: perché l’Albania?
di Luca Sofri
ilpost.it, 21 ottobre 2024
Riguarda il caso di un cittadino moldavo e non c’entra con l’Italia, ma spiega come si valuta se un richiedente asilo proviene o meno da un “paese sicuro”. Venerdì il tribunale di Roma non ha convalidato il decreto di trattenimento dei 12 migranti che si trovavano in Albania nei discussi centri per richiedenti asilo costruiti lì dall’Italia. In queste ore il governo ha attaccato con toni molto duri il tribunale, accusandolo di avere preso una decisione di natura politica. Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha detto che a suo dire i giudici di Roma hanno preso una decisione che esula dalle proprie competenze. In realtà il tribunale di Roma si è semplicemente adeguato a una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, il principale tribunale dell’Unione, che riguarda proprio la categoria di persone che l’Italia ha trasportato nei centri in Albania.
di Andrea Malaguti
La Stampa, 21 ottobre 2024
“Ho imparato a rispettare le idee altrui, ad arrestarmi davanti al segreto di ogni coscienza, a capire prima di discutere, a discutere prima di condannare” (Norberto Bobbio).. Dunque, i migranti sono cani e porci. Dunque, non esiste un limite all’umiliazione e al disprezzo degli esseri umani. Dunque, vale tutto. I dibattiti, anche quelli più seri, decisivi e delicati, sono ridotti a grugniti etilici da osteria. Si apre la bocca e si dice la prima cosa che passa per la mente. Anzi, non la prima, la peggiore, la più volgare. Meglio se feroce, così il successo è assicurato. Deve essere per questo che il vicepresidente del Consiglio italiano, Matteo Salvini, aggiunge alla personale collana degli orrori verbali una nuova perla: “I confini sono sacri. Non si capisce perché, secondo qualche giudice, qui in Italia possono arrivare cani e porci”. Forse pensa a Viktor Orban che lo chiama “eroe” mentre si bea della sua schietta aggressività medievale, o magari ai suoi amici ultrà della curva del Milan, che loro sì saprebbero come risolvere questo irritante fastidio delle migrazioni mondiali. Loro cani e ai porci saprebbero come fermarli. A cazzotti e pistolettate.
di Soumaila Diawara*
La Stampa, 21 ottobre 2024
Mi chiamo Soumaila Diawara e non sono né un cane né un porco, sono un rifugiato. Da dieci anni questo paese, l’Italia, è la mia casa. Qui sono stato accolto, qui sono riuscito a ricostruire la mia vita spezzata. Eppure da due giorni non faccio che pensare a quelle parole, non faccio che pensare che per qualcuno sono un “cane”. Un “porco”. Un pericoloso nemico della nazione che mi ha dato una seconda possibilità. Un delinquente qualsiasi pronto a rubare, addirittura a stuprare. Sabato ero seduto a cena con mia moglie, in una sera come tante, quando ho ascoltato dal Tg1 le affermazioni piene di disumanità del ministro Salvini. L’ho sentito paragonare me e quelli come me a degli animali, con un linguaggio volgare e aggressivo che ho trovato inaccettabile.
di Luca Bonzanni
Avvenire, 20 ottobre 2024
Rovigo, L’Aquila, Santa Maria Capua Vetere, Lecce. Sono i punti di una nuova mappa che potrebbe prendere forma, quella dell’ampliamento delle carceri minorili: quattro istituti penali per minorenni (Ipm) da aprire o riaprire, di fronte al “costante aumento del numero di detenuti”. Dopo il Decreto Caivano, un ulteriore tassello della strategia del governo contro la criminalità giovanile è tratteggiato nello “schema di decreto del ministero della Giustizia” inviato nei giorni scorsi “per opportuna informativa” anche ai sindacati di Polizia penitenziaria. Nel documento, visionato da Avvenire e dedicato a una più ampia “riorganizzazione dei Centri per la giustizia e del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità” sulla scorta di precedenti decreti, scorre anche la previsione dell’attivazione di nuove strutture detentive.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 20 ottobre 2024
La giornata indetta dalla Rete Liberi di lottare. Si parla di “unire questa lotta a quelle contro autonomia e premierato”. “Ci siamo riusciti, abbiamo riempito via dei Fori imperiali”: mentre nuvoloni neri si addensano, dal camion del corteo contro il Ddl sicurezza scrutano il corteo. La testa si trova quasi all’ingresso di piazza Venezia, la coda ha appena finito di percorrere via Cavour e piega sulla storica via romana. La manifestazione, dunque, può dire di aver raggiunto il suo obiettivo, anche se tutti sono consapevoli che la strada per bloccare il provvedimento del governo che inasprisce le pene e introduce nuovi reati che colpiscono praticamente ogni forma di dissenso è ancora lunga.
di Giulia Merlo
Il Domani, 20 ottobre 2024
Il presidente dei penalisti: “Il giudice deve essere e apparire terzo rispetto all’accusatore”. Molto critico su nuovi reati e politiche carcerarie: “Così il governo viola la Costituzione”. La riforma costituzionale della separazione delle carriere sta proseguendo in parlamento ed è stata oggetto del congresso straordinario dell’Unione delle camere penali italiane, che della separazione ordinamentale tra giudice e pubblico ministero ha fatto solitaria battaglia per anni.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 20 ottobre 2024
Il procuratore capo di Perugia: “Fissare un limite di legge alle intercettazioni non è una buona idea. Le fondazioni vicine ai partiti diventano un mezzo per finanziare in modo illecito e surrettizio la politica”. Riforma della giustizia? “Non si avvertiva la necessità d tutte queste modifiche, auspico un “fermo biologico” da parte dell’esecutivo”. E ancora: “Il tema delle violazioni alle banche dati pubbliche o più in generale dei sistemi informatici pubblici, a partire da quelli del ministero della Giustizia, si sta rivelando in questi giorni un problema enorme, anche di sicurezza per l’intero Paese”.
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