di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 2 luglio 2024
Il carcere di Sollicciano ha un nuovo cappellano. Si chiama Stefano Casamassima, 59 anni, originario di Bari, parroco di San Pancrazio, un passato nel mondo della disabilità e per sei anni cappellano nel carcere di Pistoia. Entrerà in carica soltanto da settembre e nel frattempo, per oltre due mesi, i detenuti rimarranno senza sostegno spirituale da parte del sacerdote incaricato dalla Curia (a causa dei tempi burocratici del ministero della Giustizia), anche se a Sollicciano ci saranno alcuni sacerdoti volontari che potranno fare messa ai reclusi.
di Roberta Pino
reggiotoday.it, 2 luglio 2024
Da un’idea di un detenuto, l’iniziativa consente di acquistare dei libri presso le librerie aderenti all’iniziativa e mira ad allungare una mano tra le sbarre, accorciando le distanze. Basta un libro per accorciare le distanze, abbattere i muri tra chi è costretto a scontare una pena detentiva dentro le carceri e il mondo esterno, dove la vita fluisce naturalmente. Dal caffè sospeso del bar di Napoli al Libro Sospeso, si chiama così l’iniziativa, partita dal mese di giugno, che coinvolge diverse librerie di Reggio Calabria e che consente di acquistare un testo qualsiasi da destinare alla biblioteca del carcere di Arghillà.
di Stefano Anastasìa*
garantedetenutilazio.it, 2 luglio 2024
“Chi ce lo fa fare?”: bella domanda questa che Francesca De Carolis e Sandra Berardi si fanno e ci fanno. Quante volte me lo sono chiesto, nella mia vita di ergastolano dei diritti in carcere (ci sono entrato la prima volta trentasei anni fa, quando ne avevo solo ventitré, tutti i capelli e la sfrontatezza dell’età): quante volte mentre attraversavo l’Italia, per un dibattito, una visita, una riunione; quante volte mentre sacrificavo le sere, le domeniche e le vacanze; quante volte mentre costringevo la mia compagna e i miei figli a rinunciare a qualcosa per qualcuno che loro non avrebbero mai visto, e forse neanche io.
di Zita Dazzi
La Repubblica, 2 luglio 2024
Morgan in arte si chiama Yambo e il suo primo brano musicale pubblicato dalla Kairos Music è intitolato “Euro”. Un rap che parla delle difficoltà economiche di una famiglia, dove un ragazzo commette qualche reato per aiutare la madre senza soldi. Praticamente la storia della sua giovane vita, nemmeno 20 anni, e già passata attraverso le sbarre del carcere minorile Beccaria di Milano.
di Francesco Ognibene
Avvenire, 2 luglio 2024
“Sono tali solo se sostituiscono le funzioni vitali”: ecco l’atteso parere a larga maggioranza su uno dei quattro criteri per accedere al suicidio assistito. I trattamenti di sostegno vitale “sono indirizzati alla risposta a condizioni che mettono a rischio la vita, in un arco di tempo breve o addirittura brevissimo”: dunque il loro concetto va “applicato a quei trattamenti che non si limitano a un semplice sostegno, ma costituiscono una vera e propria sostituzione di funzioni vitali” con “la morte del paziente” che “a seguito della loro sospensione conseguirebbe in tempi molto brevi”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 2 luglio 2024
Approvato un testo restrittivo del concetto di “Trattamenti di sostegno vitale”. Mentre si attende che la Corte costituzionale dia nelle prossime settimane una dettagliata descrizione del concetto di “dipendenza da Trattamenti di sostegno vitale”, che è uno dei requisiti prescritti dalla stessa Consulta nel 2019 (sentenza n. 242, Cappato/Dj Fabo) per accedere al suicidio medicalmente assistito dal Ssn, ieri sul punto si è espresso il Comitato Nazionale per la Bioetica (Cnb). E la sua, di interpretazione, è la più restrittiva che si possa dare. Con 24 voti a favore, 4 contrari (Cinzia Caporale, Maurizio Mori, Luca Savarino, Grazia Zuffa) e 4 non partecipanti, il Cnb ha approvato un documento che definisce i Trattamenti di sostegno vitale (Tsv) come “sostitutivi delle funzioni vitali, la cui sospensione sia seguita dalla morte in tempi brevi”.
di Paolo Fallai
Corriere della Sera, 2 luglio 2024
Ogni giorno spariscono più di 50 minori in tutta Europa dai centri di accoglienza per i minori non accompagnati. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi migranti arrivati in Europa senza adulti di riferimento. Più di 50 minori scompaiono ogni giorno in tutta Europa dai centri di accoglienza per i minori non accompagnati, bambine e bambini, ragazze e ragazzi migranti arrivati in Europa senza adulti di riferimento. La notizia è di qualche settimana fa, ma siccome dell’argomento non si parla quasi mai, il ritardo non fa notizia. “Lost in Europe” è un progetto di giornalismo transfrontaliero senza scopo di lucro che indaga e scopre le storie di bambini migranti “persi” dopo essere arrivati in Europa. È composto da un gruppo di 23 giornalisti investigativi provenienti da 12 paesi europei, tra cui Paesi Bassi, Germania, Belgio, Italia e Regno Unito. Secondo l’ultimo rapporto di “Lost in Europe” dal 2021 al 2023 in 30 Paesi, 27 Ue più Regno Unito, Svizzera e Norvegia sono scomparsi più di 50.000 minori: in Italia a sparire sono stai quasi 23 mila, 10.100 solo nel 2023. Al secondo posto l’Austria con oltre 20 mila minori scomparsi in totale. I minori che spariscono vengono principalmente da Afghanistan, Siria, Tunisia, Egitto e Marocco.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 2 luglio 2024
A quasi 30 anni dal massacro da parte dei serbi le istituzioni Ue chiedono misure per superare l’odio interetnico. La Bosnia non ha ancora fatto i conti con il passato. La testimonianza del medico forense: “Mi impressionò la violenza sui corpi”. “Dipingere mi ha aiutato molto. È stato catartico, anche se tutt’ora faccio incubi di notte. Ho iniziato a dipingere ritratti di famiglia, poi gli orrori dei corpi che ho visto in Bosnia. Ogni persona coinvolta in questo tipo di traumi non riesce a scapparne, dipende tutto da come lo gestisci”. Robert McNeil, di origini scozzesi, è stato uno dei primi esperti forensi inviati dalle Nazioni unite nel 1996 a Srebrenica e nei territori dove l’esercito serbo guidato da Ratko Mladić ha fatto mattanza di bosgnacchi nel primo genocidio dall’Olocausto.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 2 luglio 2024
L’Egitto, da poco omaggiato dal governo italiano con l’inserimento nella lista dei paesi di origine sicuri, ha celebrato da par suo il 26 giugno, Giornata internazionale per le vittime di tortura. Proprio quel giorno Mahmoud Hussein, un attivista che durante una protesta pacifica aveva indossato una maglietta con una scritta contro la tortura, è stato condannato a tre anni di carcere. Il processo è stato celebrato presso il Tribunale speciale di emergenza per la sicurezza dello stato, i cui verdetti non sono appellabili: basta la ratifica del presidente al-Sisi.
di Liana Milella
La Repubblica, 1 luglio 2024
In aula alla Camera il 17 luglio la “liberazione anticipata”. Possibile un asse che esclude Lega e M5S per farla passare? Potreste anche non crederci. E sbagliereste, perché è la verità. Ossessionato, lui, il suo staff, i suoi sottosegretari, dalle fughe di notizie su decreti o disegni di legge, Nordio ha imposto a chi maneggia le carte di distinguere sempre le copie distribuite ai partner della maggioranza, anche cambiando furbamente solo qualche parola, aggiungendo una virgola o un segno particolare, in modo da riconoscere subito, in un’eventuale anticipazione giornalistica, l’autore della rivelazione. Trucchi da ex pm, evidentemente. Di sicuro una trovata che gli consente di essere il solo a poter rivelare le novità sulle sue, benché rare, mosse. L’ultima riguarda il decreto suicidi. Ignaro com’è dei lavori parlamentari lo annuncia già il 20 giugno, e insiste pure il 23. Ma non se ne fa nulla.
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