di Eleonora Martini
Il Manifesto, 6 luglio 2024
Carceri sovraffollate e “brutali”. In Gazzetta ufficiale il dl, si riparte dal Senato. Ma l’albo delle Comunità sarà pronto tra un anno. Dovrebbe iniziare già la prossima settimana, al Senato, l’iter di conversione in legge del decreto approvato mercoledì in Cdm e denominato dal governo “Carcere sicuro” proprio nello stesso frangente - non è ironia della sorte ma l’inevitabile tragedia annunciata da un’emergenza non più trascurabile - in cui si registrano ben tre suicidi di detenuti (a Pavia e Livorno, dove i due morti avevano già tentato di impiccarsi pochi giorni prima, e a Firenze Sollicciano dove la procura ha aperto un’inchiesta sul suicidio di un ventenne ed è anche scoppiata una fortissima protesta per la mancanza di acqua).
di Giunta dell’Unione delle Camere penali
camerepenali.it, 6 luglio 2024
Suicidi in carcere, i rimedi proposti dal Governo appaiono davvero insufficienti. È quanto mai impellente l’emanazione di provvedimenti idonei a risolvere, in tempi rapidi, la condizione in cui vivono e muoiono i detenuti nelle carceri italiane, partendo dall’approvazione del disegno di legge Giachetti-Bonino. Il documento della Giunta.
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 6 luglio 2024
L’ex guardasigilli Marta Cartabia rilancia l’allarme sulle condizioni dei detenuti: “Interventi urgenti e pene alternative”. L’impegno delle diocesi nella mediazione tra rei e vittime. “Il sovraffollamento nelle carceri è tornato ai livelli del 2013 come il tasso di suicidi. È urgente perciò fare qualcosa per allevare la sofferenza e la disperazione dei detenuti. Facciamo filtrare un po’ di luce”. Se la giustizia è uno dei poteri meno partecipati dai cittadini, che delegano, Marta Cartabia con il suo appello lanciato ieri pomeriggio nell’assolata piazza della Borsa alla settimana sociale di Trieste, ha richiamato l’attenzione sulla sua faccia più nascosta, la pena.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 6 luglio 2024
L’ex capo del Dap nel biennio del Covid: “È giunto il momento di ripensare il carcere: non più come isolamento e separazione dal mondo esterno”. “Al netto di reati molto gravi che impongono temi di sicurezza seri è giunto il momento di ripensare il carcere: non più come isolamento e separazione dal mondo esterno. Non riesce a rieducare come dovrebbe anzi, deprime e induce a sottostimarsi. I suicidi hanno raggiunto numeri drammatici. E bisognerebbe cominciare seriamente a riflettere su un’amnistia”. Parla Bernardo Petralia ex magistrato dirigente, già Procuratore generale di Reggio, membro del Csm, ma soprattutto vertice del Dap dal 2020 al 2022, il biennio del Covid. Con rara franchezza affronta il tema dell’emergenza carceri il giorno dopo l’approvazione, da parte del governo, del decreto “Carceri sicure”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 6 luglio 2024
“Siamo abituati a confondere la colpa con la responsabilità. Il carcere è lo specchio della società: se produce disagio, il disagio si manifesta. Ma per far sì che il carcere serva a qualcosa dobbiamo riempire i vuoti con valori e parole. I ragazzi chiedono di essere visti”. A dirlo è Girolamo Monaco, direttore dell’Istituto per minorenni di Treviso.
di David Allegranti
La Nazione, 6 luglio 2024
“L’Europa ci bastona da anni ma non cambia niente. Neanche per chi ci lavora. Non bastano i decreti svuota carceri. Sollicciano andrebbe abbattuto e ricostruito”. Un altro grido inascoltato. Un ragazzo di 20 anni detenuto nel carcere di Sollicciano si uccide, a febbraio aveva denunciato l’inferno in cui era costretto a vivere. Celle ricoperte di muffa, topi, cimici, scarafaggi. Un crescendo di orrore che porta i più fragili a considerare il suicidio unica via di fuga. Un posto che non è ancora la morte ma non è più la vita. Gaia Tortora - giornalista, vicedirettrice del TgLa7, figlia di Enzo - in quell’inferno è entrata un anno fa e ha scritto per questo giornale un reportage che terminava così: “Ecco, a Sollicciano non esiste più neanche la speranza. Sollicciano è la nostra indifferenza, la nostra impotenza, la nostra sconfitta. La nostra vergogna”. Ma non c’è solo Firenze. Stiamo vivendo la più grave emergenza carceraria italiana di tutti i tempi.
di Mario Neri
Il Tirreno, 6 luglio 2024
La senatrice: il decreto Nordio è inutile, dannoso e senza coperture. “Siamo di fronte ad una strage che si vuole ignorare. I numeri sono terribili e raccontano la realtà delle nostre carceri. A Sollicciano si è tolto la vita un ragazzo di soli 20 anni, a Livorno un uomo di 35, il 53esimo dall’inizio dell’anno. Rischiamo di superare tutti i record”. Ilaria Cucchi c’è stata ad aprile nella prigione fiorentina di Sollicciano. Visita a sorpresa, come consentito ai parlamentari. “Un carcere inumano”, lo definì la senatrice di Sinistra Italiana e sorella di Stefano, il ragazzo morto ammazzato da detenuto dopo un pestaggio in una stazione dei carabinieri a Roma.
di Roberto Monteforte
L’Osservatore Romano, 6 luglio 2024
Il carcere è sofferenza e privazione della libertà. Ma la pena non è fine a se stessa, è finalizzata al reinserimento nella società. Per questo il tempo della detenzione non deve essere “un tempo vuoto”, ma riempito dalle attività trattamentali, quindi lo studio, la formazione, lo sport e il lavoro. Sono questi gli strumenti per strappare alla rassegnazione o alla vecchia vita la persona “ristretta”.
di Guglielmo Gallone
L’Osservatore Romano, 6 luglio 2024
“Il carcere che vorrei non esiste. Perché, per come la vedo io, il carcere andrebbe abolito”. A lanciare questa provocazione è una persona che il sistema detentivo italiano lo conosce bene: Luca Pagano è entrato nell’Amministrazione penitenziaria nel 1979, è stato direttore presso diversi Istituti (da Pianosa a Taranto, passando per Alghero, Asinara, Nuoro, Piacenza, Brescia, infine Milano San Vittore) e dal 2004 ha ricoperto vari incarichi dirigenziali. “Lo so, è un sogno irrealizzabile - prosegue Pagano parlando al nostro giornale - questa società ha poca fantasia. Tuttavia, ci possiamo avvicinare il più possibile a certi ideali”. Come? “Beh, i passi in avanti fatti dalla legislatura internazionale e italiana in questo senso sono tantissimi: le misure alternative dell’ordinamento penitenziario, la riforma del codice di procedura penale, la riforma Cartabia, la sentenza Torreggiani della Corte Europea o le sentenze della Corte costituzionale per l’ergastolo ostativo”.
di Mario Neri
Il Tirreno, 6 luglio 2024
Cinque persone stipate in15 metri: “Come si vive nell’inferno dietro le sbarre, dove ogni speranza rischia di cancellarsi dalla mente”. Dietro le sbarre, in Toscana, c’è tutto quello che un carcere non dovrebbe essere. Si vive, si dorme, si mangia, ci si riposa, ci si allena, ci si dispera, si piange, si compiono i più elementari bisogni fisiologici in soli tre metri quadrati. “E per di più lordi - avverte Giuseppe Fanfani, Garante dei detenuti regionale. Sì perché ogni cella misura 15 metri quadrati ed è destinata a 5 detenuti, dunque nei tre metri va calcolato anche lo spazio comune riservato ad armadietti o altri oggetti”. Un letto a castello su un lato, uno sull’altro, uno singolo nel mezzo e un minuscolo bagno spesso destinato a diventare una latrina puzzolente.
- Firenze. Nella cella di Fedi a Sollicciano: cimici, topi e detenzione crudele
- Firenze. Sollicciano è un inferno. La sindaca Funaro: “Il carcere va rifatto completamente”
- Firenze. La mamma del detenuto suicida: “L’avevo sentito al telefono, ora voglio la verità”
- Livorno. Suicida detenuto in attesa di giudizio. Il Garante: “Ennesima vergogna”
- Reggio Emilia. “Torture in carcere”, un agente: “Pensavamo avesse delle lamette nascoste”











