di Michele Giorgio
Il Manifesto, 9 maggio 2024
Migliaia di civili in fuga. Il carburante non entra, scorte solo per tre giorni. Nella città rimangono 1,4 milioni di palestinesi. Haaretz: Netanyahu vuole affidare a una società privata Usa il controllo del confine tra Gaza ed Egitto. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha lanciato ieri un nuovo allarme, sapendo che non sarebbe servito a fermare l’avanzata dei reparti corazzati israeliani nella zona orientale di Rafah e a scuotere i governi mondiali, sempre meno reattivi al contrario della società civile globale. Gli abitanti fuggono dalla città sul confine con l’Egitto. “Tra le 30mila e le 40mila persone hanno lasciato Rafah per Khan Younis e Deir al Balah, ma più di 1,4 milioni di persone rimangono a rischio a Rafah, inclusi 600 mila bambini”, ha avvertito il direttore generale dell’Oms. “L’ospedale Al Najjar di Rafah ha già chiuso - ha proseguito Tedros - I suoi pazienti sono stati trasferiti altrove e il personale ospedaliero sta rimuovendo le scorte e alcune attrezzature per salvaguardarli”.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 9 maggio 2024
Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia: “A Gaza non c’è più un rifugio sicuro. Italia fedele alla politica filo-israeliana che non vede i palestinesi come titolari di diritti. Siamo il terzo fornitore di armi a Israele, bisogna dire basta”. L’ordine di evacuazione di 100.000 palestinesi, ammassatisi nel corso di questi mesi a Rafah a seguito di precedenti analoghi ordini, è stato il segnale dell’inizio dell’offensiva israeliana, per il momento parziale. Un’operazione terrestre su vasta scala produrrebbe un’ecatombe, lo hanno previsto e lo stanno ricordando in questi giorni le organizzazioni umanitarie e per i diritti umani.
di Alessandra Fabbretti
Il Manifesto, 9 maggio 2024
Paesi “sicuri”. Centomila prigionieri politici, repressione dei diritti delle minoranze, delle persone Lgbtqia+, della stampa. E da aprile 2023 si moltiplicano le accuse di arresti arbitrari, abusi e respingimenti di rifugiati in fuga dalla guerra civile sudanese. Nel nuovo elenco dei Paesi sicuri per i migranti il governo Meloni inserisce anche l’Egitto, per facilitare il rimpatrio di persone migranti. Neanche Luigi Di Maio, all’epoca in cui guidava il ministero degli esteri e accusava le ong di essere “taxi del mare”, arrivò a tanto. E dire che erano ancora in corso le faticose indagini della Procura di Roma sull’uccisione di Giulio Regeni, il ricercatore di Fiumicello sequestrato, torturato e ucciso tra il 25 gennaio e il 3 febbraio 2016 al Cairo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 maggio 2024
I dati del Dap confermano che la situazione carceraria ha raggiunto livelli critici, con 145 istituti penitenziari su 189 che superano il tasso di affollamento del 100%. I nuovi dati aggiornati dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) attestano un ulteriore incremento del sovraffollamento nelle carceri italiane. Il numero di detenuti presenti alla data del 30 aprile 2024 risulta pari a 61.297: sono cresciuti di 1.131 unità da inizio anno (+1,9%). Siamo sempre più vicini a quello che portò nel 2013 la Corte europea dei diritti dell’uomo ad infliggerci una umiliante condanna per trattamenti inumani e degradanti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 maggio 2024
“Vogliamo ascoltare la voce di imprenditori, ma anche volontari e associazioni che portano avanti, nonostante mille difficoltà, progettualità importanti da replicare in altri istituti penitenziari”, ha detto la portavoce di Azione. “Incentivare il lavoro nelle carceri, avvicinando il mondo dell’impresa ai detenuti, è prioritario se vogliamo puntare alla recidiva zero. Quella di oggi è un’iniziativa trasversale, oltre ogni appartenenza o colore politico. Siamo tutti in prima linea e siamo qui per ascoltare chi ogni giorno opera nelle carceri italiane, mettendo al centro la formazione e il lavoro”. Lo ha detto Mariastella Gelmini, senatrice e portavoce di Azione, in apertura dell’evento “ESG e Carcere: l’inclusione possibile” nella sala Zuccari del Senato.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 8 maggio 2024
L’ex ministra Marta Cartabia: “Rieducazione e interventi sociali, reinserimento vuol dire più sicurezza per tutti. Bisogna uscire dal tunnel mentale che prevede il carcere come unico sbocco della sanzione penale. La maggior parte dei detenuti vive situazioni di disagio, dipendenze, problemi psichiatrici: bisogna investire in strutture esterne che abbiano cura di loro e che oggi mancano”. La cosa pazzesca di quando a farti leggere un testo è qualcuno che davvero “la sa” - come si dice - è che all’improvviso ti apre gli occhi sul fatto che nel testo c’è già scritto tutto, bello chiaro, e che ancora più chiaro e spesso più importante in certi casi è quello che non c’è.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 maggio 2024
L’iniziativa nasce da un’idea dell’associazione Italiastatodiritto e del suo presidente, l’avvocato Guido Camera, insieme ad altre organizzazioni e movimenti come Associazione Amici di Sciascia, la Fondazione Enzo Tortora, la Società della Ragione, Unione Camere Penali. Il 14 maggio sarà presentata alla Camera da +Europa. Far trascorrere ai magistrati ordinari in tirocinio almeno quindici giorni in carcere, compresa la notte: è questo il fulcro della proposta di legge che verrà presentata il prossimo 14 maggio alla Camera dei deputati su iniziativa dei parlamentari di +Europa Riccardo Magi e Benedetto della Vedova.
L’arredamento può cambiare la vita dei detenuti: “Lo Stato non può far ammalare in cella le persone”
di Rossella Grasso
L’Unità, 8 maggio 2024
“Lo spazio è importante perché lo Stato ha in carico i detenuti: non possiamo vedere entrare uomini e donne giovani e forti per far uscire persone sostanzialmente malate perché le condizioni sono tali che alla fine il corpo si ammala, oltre alla mente”. Ne è convinta Marella Santangelo, Ordinario di Composizione architettonica e urbana e delegata al Polo Universitario Penitenziario (PUP) dell’Università Federico II di Napoli. Insieme a Paolo Giardiello, docente di Architettura degli interni e arredamento dello stesso ateneo da anni lavora al progetto per creare modelli sperimentali di intervento per il lavoro e l’inclusione attiva delle persone in esecuzione penale. Nell’ambito della Design Week a Napoli è stato presentato per la prima volta al pubblico il nuovo progetto di arredi per gli istituti penitenziari italiani frutto di quattro anni di lavoro.
di Franco Bechis
Italia Oggi, 8 maggio 2024
Era stato fra i primi nel parlamento italiano a sollevare con una interrogazione nel 2023 il caso delle condizioni di detenzione in Ungheria di Ilaria Salis. Il renziano Ivan Scalfarotto è stato anche fra i primi a indignarsi (giustamente) a inizio anno quando si è vista condurre la Salis in udienza con le manette ai polsi e una catena con cui veniva accompagnata in aula. Per questo Scalfarotto ha voluto andare a fine marzo in Ungheria in occasione della successiva udienza del processo, rivedendo manette ai polsi e catena che lo hanno fatto indignare ancora di più tuonando contro il regime ungherese che tratta così in udienza gli imputati e indignandosi per l’amicizia fra Giorgia Meloni e quell’autocrate illiberale di Viktor Orbán. Scalfarotto però poi deve avere capito che il regime ungherese c’entra fino a un certo punto, perché quelle manette ai polsi in aula sono piuttosto frequenti anche in Italia.
di Rosalba Miceli
La Stampa, 8 maggio 2024
Parte il nuovo bando dell’impresa sociale “Con i Bambini” con un impegno di 10 milioni di euro. L’articolo 9 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia recita: “il bambino i cui genitori, o uno dei due, si trovano in stato di detenzione, deve poter mantenere con loro dei contatti appropriati”. Contatti che alimentano la relazione di attaccamento reciproco, mantenendo vivi i legami affettivi, arginando gli effetti negativi prodotti dalla separazione, anche traumatica, all’interno del contesto familiare. In continuità con la convenzione Onu, il 21 marzo viene firmata a Roma (e rinnovata più volte) la “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti” da parte del Ministero della Giustizia, l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza e l’Associazione Bambinisenzasbarre.
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