di Ilaria Dioguardi
vita.it, 10 maggio 2024
Presidente dell’associazione Nessuno tocchi Caino, Rita Bernardini è candidata alle prossime elezioni europee con gli Stati Uniti d’Europa. “Faccio lo sciopero della fame per richiamare tutte le istituzioni all’obbligo di intervenire sul tema del sovraffollamento nelle carceri. In Europa mi occuperei di diritti umani fondamentali”. Sta per iniziare uno sciopero della fame, Rita Bernardini, candidata alle Elezioni europee nella lista Stati Uniti d’Europa come capolista nella circoscrizione Isole e presidente dell’associazione Nessuno tocchi Caino. “Da stasera a mezzanotte non mangerò più. Il mio sciopero della fame durerà un mese, tutta la campagna elettorale. Molto probabilmente farò anche qualche giorno di sciopero della sete”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 maggio 2024
Approvato alla Camera l’emendamento al ddl Cybersicurezza che prevede controlli sulla regolarità degli accessi alle banche dati. Le opposizioni: “Indagini a rischio”. Il deputato di Azione Enrico Costa incassa il no al carcere per i giornalisti, ma porta a casa un risultato: il sì del governo dopo la riformulazione - ad un suo emendamento al ddl Cybersicurezza che prevede un controllo del ministero della Giustizia, attraverso l’ispettorato, sulla “regolarità degli accessi alle banche dati” e sul “rispetto delle prescrizioni di sicurezza”.
di Liana Milella
La Repubblica, 10 maggio 2024
Un emendamento presentato da Costa (Azione) obbligherà il ministero della Giustizia a verificare l’esistenza di ingressi abusivi. Cafiero De Raho (M5S): “Siamo al controllo politico sulla magistratura?”. Un nuovo “potere” per gli ispettori di via Arenula, la longa manus del Guardasigilli da sempre. E per Carlo Nordio adesso. Un potere assai invasivo che può penetrare facilmente il segreto istruttorio. Non solo la possibilità, ma il “dovere” per gli 007 ministeriali della Giustizia, di verificare se dalle procure siano partiti accessi non necessari, e quindi illegittimi, alle banche dati. Un emendamento di Enrico Costa, il responsabile Giustizia di Azione, al ddl Cybersicurezza in discussione alla Camera lo renderà possibile.
di Michele Passione*
La Stampa, 10 maggio 2024
Gentile direttore, sul quotidiano da Lei diretto nella giornata di ieri Donatella Stasio ha definito le carriere separate un attacco alla democrazia, rivolgendo un insistito invito agli “avvocati democratici” a “difendere la magistratura”. Non ho alcun ruolo per prendere posizione sulla proposta di legge avversata, ma mi preme consegnare alcune considerazioni rispetto a quanto ho letto. La prima: l’articolo prende le mosse dal rilievo che si tratterebbe di una battaglia vecchia e portata avanti in chiave punitiva dalla destra (vecchia e nuova).
di Ennio Amodio*
Il Dubbio, 10 maggio 2024
Lo “sdoppiamento” dell’autogoverno non produrrà l’effetto voluto: un magistrato dell’accusa collocato sullo stesso piano della difesa. Separati in due case identiche, uguali a torri gemelle, con gli stessi piani alti e le stesse forme delle porte e delle finestre. Così il centro destra vuole mettere a dimora giudici e pubblici ministeri in una rinnovata architettura del nostro sistema giudiziario. Verrebbero creati due organi di autogoverno paralleli, destinati a regolare le carriere, rispettivamente, dei magistrati che devono emettere la sentenza e di quelli che, invece, investigano ed esercitano l’azione penale.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 maggio 2024
Allo stand del Dubbio l’incontro con Anna Rossomando, Enrico Costa, Armando Spataro e Francesco Starace sul tema “rovente” della giustizia. “Test ai magistrati: necessità o vendetta politica?” è stato il titolo del primo dibattito organizzato dal Dubbio al Salone internazionale del Libro a Torino a cui hanno partecipato la dem Anna Rossomando, vice-presidente del Senato, Enrico Costa, responsabile giustizia di Azione, Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl di Modena e presidente della Società italiana di epidemiologia psichiatrica (Siep), Armando Spataro, già magistrato, che hanno discusso della nuova norma introdotta dal Governo per cui dal 2026 gli aspiranti magistrati dovranno sottoporsi anche ad una valutazione psicoattitudinale.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 10 maggio 2024
Il processo mediatico al centro della prima giornata di eventi, con la testimonianza della compagna di Enzo e con Marco Sorbara che ha descritto i suoi 900 giorni in cella. La gogna che soffoca, strozza, uccide. Il carcere che umilia, debilita, massacra. E la riabilitazione che arriva a fatica, e a volte non arriva mai. Si è parlato di tutto questo nel panel di presentazione di quello che è leit motiv della presenza di quest’anno del Dubbio al Salone del libro di Torino, cioè Processo mediatico: il colpevole sei tu. All’incontro, moderato da Valentina Stella, hanno partecipato la compagna di Enzo Tortora, Francesca Scopelliti, e Marco Sorbara, già consigliere comunale di Aosta e assessore regionale in Valle d’Aosta.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 maggio 2024
Il Garante regionale, Samuele Ciambriello, nella relazione annuale segnala anche la presenza di tanti detenuti con doppia diagnosi, affetti sia da disturbi mentali che da dipendenze, e la carenza di psicologi. Sovraffollamento, presenza di detenuti con doppia diagnosi, assenza di psichiatri e psicologi, e un tasso di suicidi superiore a quello delle persone libere: sono le gravi criticità emerse dalla relazione annuale appena redatta da Samuele Ciambriello, garante delle persone private della libertà della Campania. I dati regionali mettono in evidenza una serie di problematiche che riflettono le difficoltà dell’intero sistema penitenziario nazionale.
di Sarah Martinenghi e Elisa Sola
La Repubblica, 10 maggio 2024
La procura chiede il rinvio a giudizio: per la morte di Alessandro Gaffoglio nel carcere delle Vallette l’accusa è di omicidio colposo. La difesa: “Vicenda dolorosa con gigantesche smagliature nell’organizzazione della custodia”. Un anno e nove mesi dopo il suicidio di Alessandro Gaffoglio, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per la psichiatra del carcere di Torino che aveva visitato il detenuto di 24 anni indicando in “lieve” il suo rischio di suicidio. Il ragazzo si era tolto la vita soffocandosi con una busta di nylon, con la stessa modalità del precedente gesto anticonservativo. Il giovane era da considerarsi “un soggetto ad alta vulnerabilità psichica”.
di Ludovica Lopetti
La Stampa, 10 maggio 2024
In tribunale a Torino la testimonianza della garante Monica Gallo: “Entravo nell’istituto e non ero considerata”. “Quando entravo nell’istituto non ricevevo nessuna attenzione, gli agenti restavano con i piedi sulla scrivania, fumavano o urlavano per chiamare i detenuti. Dovevo insistere per farmi ascoltare, mi lasciavano aspettare anche un’ora”. Era una testimonianza molto attesa quella di Monica Cristina Gallo, garante dei detenuti del Comune di Torino, ascoltata per diverse ore nell’aula del processo a 22 agenti penitenziari del carcere Lorusso e Cutugno di Torino. L’accusa? Torture sui detenuti. Gallo è una “teste-chiave”.
- Torino. “Pugni e calci dagli agenti”. Le confidenze dei detenuti nel racconto della Garante
- Milano. Caso Cpr, la Procura chiude l’inchiesta sulla gestione gravemente deficitaria della struttura
- Milano. Dal Gruppo Trasgressione a InGalera, come creare ponti con le carceri
- Alessandria. Cinquant’anni dalla strage del carcere: i dubbi irrisolti e la lezione dimenticata
- Foggia. Quando l’agricoltura dà un’altra opportunità ai detenuti











