di Claudio Cerasa
Il Foglio, 11 maggio 2024
“Il compito di un buon magistrato è far rispettare la legge, non definire un’etica pubblica. L’imparzialità di un giudice si difende con i dubbi, non alimentando il processo mediatico”. Colloquio con Fabio Pinelli. Il problema, in fondo, è tutto lì: come si ricostruisce, con la magistratura, una fiducia che in alcuni casi non c’è più? E, soprattutto, come si può evitare che il tema dell’imparzialità di un magistrato venga considerato dal magistrato un tema meno importante rispetto alla ricerca del proprio consenso personale? Fabio Pinelli è il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura e in questa conversazione con il Foglio accetta di ragionare intorno a un tema delicato e ambizioso.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 maggio 2024
Via libera al decreto attuativo della riforma penale che amplia la possibilità di scontare ai domiciliari le detenzioni brevi e concede più ore per il lavoro esterno. La Corte costituzionale, con la sentenza numero 84, ha confermato la validità della recente introduzione della pena sostitutiva della detenzione domiciliare tramite il decreto legislativo n. 150 del 2022, approvato dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Giustizia Carlo Nordio, nell’ambito dell’attuazione della Riforma voluta dall’ex ministra Marta Cartabia. I giudici supremi hanno dichiarato che il decreto legislativo non ha violato la legge delega nel disciplinare la riforma. Tale decisione è stata preceduta da una serie di critiche e interrogativi sollevati dalla Corte d’Appello di Bologna, che sono stati attentamente esaminati dalla Consulta.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 11 maggio 2024
Lo ha stabilito la Corte costituzionale, sentenza n. 84, depositata oggi, affermando che è conforme all’idea di una “pena-programma”, elastica nei contenuti e tale da garantire risocializzazione e tutela della collettività. Il decreto legislativo n. 150 del 2022 non ha violato la legge delega nel disciplinare le modalità esecutive della nuova pena sostitutiva della detenzione domiciliare. Lo ha stabilito la Corte costituzionale nella sentenza n. 84, depositata oggi, con la quale ha dichiarato in parte inammissibili e in parte infondate una serie di questioni sollevate dalla Corte d’appello di Bologna.
garantedetenutilazio.it, 11 maggio 2024
Anastasìa e Calderone scrivono alle direzioni degli istituti penitenziari, per ricordare che è già possibile dedicare degli spazi ai colloqui intimi. Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, ha inviato una lettera alle direzioni degli istituti penitenziari del Lazio, affinché siano trovate soluzioni idonee a consentire incontri intimi tra le persone detenute e i propri partner, secondo quanto previsto dalla sentenza n. 10/2024 della Corte costituzionale.
di Enrica Riera
Il Domani, 11 maggio 2024
A Salerno è in corso lo sciopero dei pasti. La mobilitazione si allarga ad altri penitenziari d’Italia. Micaela Tosato dell’associazione “Sbarre di zucchero” spiega che “per il carrello pasti lo Stato spende 3 euro al giorno a detenuto”. Ma l’elenco delle rivendicazioni riguarda molti altri aspetti della vita carceraria. È una “protesta pacifica” quella dei reclusi nel carcere di Fuorni, a Salerno. D’altronde l’hanno definita così quando hanno enumerato, punto per punto, i disagi che vive quotidianamente chi, come loro, si trova in stato di detenzione. Disagi tali da spingerli a una decisione drastica. Niente più “carrello del vitto cucina”, niente più spese al di fuori del penitenziario se non quelle che garantiscano la “sopravvivenza”.
di Andrea Montanari
La Repubblica, 11 maggio 2024
La visita dei Consiglieri regionali. Il sopralluogo della Commissione carceri del Pirellone: “Non si può solo sorvegliare e accudire, ma devi avere una forte presenza educativa”. Un carcere minorile sovraffollato, con pochi educatori e con personale penitenziario giovane, spesso poco formato per lavorare in una struttura di questo tipo. Questo il bilancio della visita della commissione Carceri del Pirellone al carcere minorile Beccaria di Milano. “Proprio in un istituto minorile dove l’attenzione deve essere a trecentosessanta gradi non si può solo sorvegliare e accudire, ma devi avere una forte presenza educativa - racconta la consigliera regionale del Pd Paola Bocci - Il grande tema è inserire degli educatori. Molti operatori che partecipano ai concorsi poi decidono di andare in altre sedi e di non stare lì”.
sassarinotizie.com, 11 maggio 2024
La situazione nelle carceri sarde continua a destare preoccupazione. Questa volta, al centro delle attenzioni della garante dei detenuti Irene Testa, si trova la casa circondariale di Cagliari- Uta E. Scalas. Riportiamo di seguito le sue dichiarazioni in merito: “La mia visita nei giorni scorsi alla Casa Circondariale di Uta ha confermato ancor di più la situazione di estrema precarietà e violazione dei diritti umani nei confronti di alcune persone private della libertà personale, in particolare per quanto concerne l’assistenza sanitaria. Sono circa 655 i detenuti costretti a vivere in una situazione di sovraffollamento e grave disagio, privati della giusta assistenza sanitaria prevista dalle norme. Ho trovato alcuni detenuti disabili costretti a vivere in condizioni inaccettabili e disumane. In una sola sezione ben cinque detenuti affrontano gravi invalidità: quattro costretti su sedie a rotelle e uno sulle stampelle.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 11 maggio 2024
La donna sconta una pena divenuta esecutiva dopo anni. Prossima udienza il 7 giugno. Il piccolo è stato costretto a sospendere la fisioterapia. La garante: “Si è verificato un errore. Recluso in un istituto di pena a soli 13 mesi perché la mamma deve scontare una pena per reati compiuti più di sei anni fa. L’assurda storia arriva dall’Ipm di Casal del Marmo, l’istituto per minorenni di Roma. La ragazza, che oggi ha 24 anni, tre settimane fa è entrata nel carcere con il figlio di poco più di un anno, per una pena divenuta esecutiva dopo anni. Poco importa se nel frattempo è diventata madre. E se il bambino, che ha festeggiato il primo compleanno nell’aprile scorso, con l’ingresso in istituto ha dovuto interrompere le sedute di fisioterapia a cui si sottopone.
di Sara Busato
Corriere del Veneto, 11 maggio 2024
Studio e cultura: strumenti di riscatto e libertà anche dietro le sbarre. Ieri mattina, nel carcere di Padova, la Rettrice Daniela Mapelli ha inaugurato, con la presenza delle istituzioni, il ventunesimo anno accademico dedicato agli studenti detenuti. Il progetto, avviato nel 2003, ha visto finora sessantatré reclusi ottenere la laurea. Quest’anno, ci sono 59 nuovi iscritti alle sette scuole dell’ateneo, di cui dieci matricole. L’università ha dimostrato un forte impegno, mettendo a disposizione diciotto tutor che seguono settimanalmente gli studenti detenuti, fornendo supporto e materiali didattici.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 11 maggio 2024
Il periodico CarteBollate, creato dai detenuti del carcere di Bollate, rischia la chiusura per mancanza di fondi. Attivo da vent’anni, promuove la cultura e l’informazione in un contesto carcerario fragile. Una campagna di crowdfunding è in programma per salvare il progetto. “Aiutateci tutti, altrimenti chiudiamo” è il titolo di copertina dell’ultimo numero di CarteBollate, il periodico scritto, pensato e finanziato dai detenuti e dalle detenute del carcere di Bollate. Dal 2002 informa dal carcere e sul carcere, ma ora rischia di chiudere perché i soldi sono finiti. “I motivi di questa crisi sono semplici: l’economia carceraria è estremamente fragile, basta un piccolo intoppo perché si sgretoli e stiamo lavorando con tutte le nostre forze per continuare ad esserci”, scrive Susanna Ripamonti nel suo editoriale. Che aggiunge, “il nostro giornale vive da più di vent’anni e non ha mai interrotto la sua attività, neppure durante la pandemia”.
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