di Liana Milella
La Repubblica, 12 maggio 2024
Il ministro al congresso Anm fa il vago sulla separazione delle carriere: “Non sarete subordinati all’esecutivo”. I pm: “Effetto Mattarella”. Renzi: “La riforma non si farà”. Carlo Nordio arriva a Palermo. E il muro altissimo della magistratura contro la separazione delle carriere trasforma il lupo in un agnello. Un Nordio così non s’era mai visto. Lui sta al gioco. “Mai e poi mai ho pensato di entrare in conflitto con voi perché ho portato la toga per oltre 40 anni”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 12 maggio 2024
Il ministro al congresso di Palermo dell’Anm: “Siamo in campagna elettorale, non ho una data”. Schlein: “Separare le carriere è l’anticamera della sottomissione al governo”. È durata mezz’ora la visita del ministro della Giustizia Carlo Nordio al congresso di Palermo dell’Associazione nazionale magistrati: arrivo alle 10 e 30 in punto, foto di rito con il presidente Giuseppe Santalucia, breve intervento, saluti, qualche battuta con i giornalisti. E a casa per il sospirato weekend.
di Angela Stella
L’Unità, 12 maggio 2024
L’affondo del leader Santalucia sulla separazione delle carriere: “non si coglie il senso di massima di garanzia per i cittadini dell’attuale impianto”. Sisto: “Andiamo avanti”. I magistrati si riuniscono a Palermo per il loro 36esimo Congresso e attraverso le parole del loro Presidente Giuseppe Santalucia alzano i toni contro il Governo su due piani: interpretazione della legge e separazione delle carriere.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 maggio 2024
Accoglienza tiepida per il guardasigilli al Congresso nazionale Anm. Pinelli: “L’imparzialità dei magistrati è anche un dovere”. Secondo giorno del 36esimo Congresso dell’Associazione Nazionale Magistrati. Tra i primi ad intervenire il vice presidente del Csm Fabio Pinelli: “La magistratura si vede attaccata e condizionata dalla politica nella sua libertà interpretativa (e quindi anche nella sua autonomia e indipendenza), libertà interpretativa che in fondo risulta essere la prima garanzia, potremmo dire il prerequisito, dell’imparzialità”.
di Serena Sileoni
La Stampa, 12 maggio 2024
La riforma della carriera dei magistrati annunciata dal governo vanta risalenti precedenti, a partire dai lavori della Commissione D’Alema nel 1997. Nel 2011, con la proposta del secondo governo Berlusconi, la separazione delle carriere è diventata uno dei punti più caratterizzanti del centro destra, in particolare di Forza Italia. Al momento, c’è solo un accordo di maggioranza, emerso la scorsa settimana da un incontro a Palazzo Chigi tra il ministro Nordio, il sottosegretario alla giustizia Sisto, il Sottosegretario Mantovano, i presidenti delle commissioni di Camera e Senato e i responsabili giustizia dei partiti di maggioranza. L’intesa riguarderebbe la separazione delle carriere dei magistrati, con concorso distinto, e dei Consigli superiori di magistratura. Un punto importante sarebbe l’istituzione di un’Alta corte per i giudizi disciplinari a carico di entrambe le categorie. Resterebbero ancora da definire, invece, il metodo di elezione dei membri togati e il numero di membri laici, cioè quelli eletti dal Parlamento.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 maggio 2024
Il leader di Italia Viva alle toghe: “Su Davigo neanche una parola”. Schlein: “Sulle carriere separate ferma contrarietà”. Diversi sono stati gli interventi dei politici al Congresso dell’Anm in corso a Palermo. La prima ad intervenire è stata la Segretaria del Pd Elly Schlein: “Quanto annunciato sulla separazione delle carriere vede la nostra ferma contrarietà. Noi riteniamo che la separazione delle carriere, oltre a non risolvere i problemi della giustizia, sia l’anticamera della sottomissione dei magistrati all’Esecutivo e comprometta il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale”. Ha poi aggiunto la dem: “Guai al pericolo di trascinare la magistratura nel dibattito politico quotidiano. L’ascolto delle vostre voci è prezioso. Per questo è essenziale sentire la voce della vostra associazione nel dibattito sulle riforme invece che alimentare un pericoloso scontro istituzionale che non fa bene al Paese”.
di Francesco Malfetano
Il Messaggero, 12 maggio 2024
Onorevole Enrico Costa, responsabile Giustizia di Azione, qual è il bilancio di questa due giorni siciliana del congresso nazionale dell’Anm?
“Mi ha fatto piacere il rispetto reciproco manifestato, anche quando ho detto che i magistrati non pagano mai per gli errori. Ma ho anche evidenziato le responsabilità della politica sulla credibilità della giustizia”.
di Liana Milella
La Repubblica, 12 maggio 2024
Parla il procuratore di Perugia: “La separazione delle carriere è inopportuna. Colpire le indagini sulla collusione indebolisce anche la lotta alla mafia. È indispensabile una legge sul conflitto d’interessi”.
di Andrea Cittadini
Giornale di Brescia, 12 maggio 2024
L’appello al presidente Emerito della Corte Costituzionale Giuliano Amato, che ha visitato il penitenziario: “Giusto pagare le proprie colpe, ma nessuno ha il diritto di privarci dell’umanità e della speranza”. Una decina di pagine. Piene di domande, ma anche cariche di emozioni e riflessioni. “Perché, se la pena deve tendere alla rieducazione, l’Italia permette l’ergastolo ostativo in contrasto non solo con la Costituzione ma anche con le normative europee stesse? Come può essere la pena rieducativa in carceri sovraffollati, con carenza di personale e strutture vetuste?”. E ancora: “Come può il carcere essere riabilitativo se all’interno di strutture sovraffollate il 40% dei detenuti ha conclamati problemi psichiatrici ingestibili dagli istituti di pena?”.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 12 maggio 2024
Sono 13 i ragazzi - tutti ancora in cella all’Ipm - convocati dalle pm perché chiamati in causa da altre vittime o che hanno chiesto di essere ascoltati. In tre hanno già parlato davanti ai magistrati. Per ore, negli uffici della procura. Sono serviti due pomeriggi per ascoltarli. E non è stato facile, con alcuni detenuti, instaurare subito un dialogo. Convincerli ad aprirsi, raccontare. La prima sensazione che descrive chi li ha visti è quella della paura. Alcuni erano italiani, per altri è stato necessario l’aiuto di un interprete. Fiumi d’inchiostro sui verbali, resoconti di botte e pestaggi. Poi di nuovo dentro. Al Beccaria.
- Reggio Emilia. “Torture in carcere”. Domani il presidio di Volt davanti al tribunale
- Firenze. In carcere 5 mesi per tentato omicidio: ma lui quel giorno era in un altro posto
- Piacenza. I detenuti coltivano la speranza: l’orto del carcere apre le sue porte
- Catania. Libri in carcere. “Donne che raccontano”
- Teramo. Mestieri del teatro, un corso per i detenuti











