di Giuseppe Gargani
Il Dubbio, 3 settembre 2024
Nel mese di agosto la polemica tra la politica e la magistratura o meglio tra i politici e i magistrati si è acuita tanto da scadere in una bega e un turpiloquio rifiutato da chi ha un minimo di buonsenso. Lo scontro tra i due poteri ha origini antiche, dall’antica Grecia per il conflitto tra “i signori del diritto”, come uno studio di grande spessore del professor Ortensio Zecchino spiega e dimostra, ma quando scade a scontro di cortile risulta insopportabile e deleterio. D’altra parte se a ogni indiscrezione della stampa su una qualunque pretesa iniziativa giudiziaria, gli esponenti politici reagiscono e minacciano di riformare la giustizia è inevitabile la protesta dei magistrati e della Associazione che ritiene di essere punita da un legislatore “avversario”.
di Hoara Borselli
Il Giornale, 3 settembre 2024
Intervista a Giulia Bongiorno. La presidente della commissione Giustizia sul caso di Sharon: “Leggi inefficaci se applicate male”. Giulia Bongiorno, 57 anni, è una delle più apprezzate avvocate italiane. È diventata celebre sbaragliando le procure che accusavano Giulio Andreotti. Ora è senatrice, eletta con la Lega, ed è presidente della commissione giustizia.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 3 settembre 2024
Il procuratore di Perugia attacca in una nota il giudice che ha negato gli arresti nell’indagine sugli accessi abusivi alle banche dati e manda le carte alla commissione Antimafia. Atti inusuali su un’inchiesta ancora in corso. Nuovi colpi di scena riportano alla ribalta il cosiddetto “scandalo dossieraggio”, esploso un anno fa e incentrato sulle migliaia di accessi abusivi effettuati dal finanziere Pasquale Striano alle banche dati a disposizione della Direzione nazionale antimafia (Dna). Dopo il respingimento da parte del gip della richiesta di arresto per Striano e l’ex pm antimafia Antonio Laudati, il procuratore di Perugia Raffaele Cantone ha diffuso ieri un comunicato stampa per fornire precisazioni sull’indagine. Il comunicato, in verità, ha più le forme di una critica pubblica alle censure avanzate dal gip. Un atto inusuale, tanto quanto la lunga audizione che lo scorso marzo Cantone tenne alla commissione Antimafia del Parlamento per illustrare i contenuti dell’indagine ancora in corso.
di Valerio Papadia
fanpage.it, 3 settembre 2024
Un detenuto di 62 anni si è tolto la vita nella mattinata di oggi all’interno della sua cella nel carcere di Benevento: si tratta dell’ottavo detenuto morto suicida in Campania nel 2024. Ennesimo suicidio in un carcere della Campania: si tratta dell’ottavo detenuto che si toglie la vita nella regione dall’inizio del 2024. Ieri mattina, lunedì 2 settembre, un detenuto di 62 anni si è suicidato impiccandosi all’interno della sua cella nel carcere di Benevento. A darne notizia è stato il Garante per i detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, che ha dichiarato: “Il numero di decessi per suicidio nella nostra regione continua a crescere, evidenziando un incremento nel tasso di suicidi. Siamo a 68 a livello nazionale e a otto in Campania”. “Occorre fare qualcosa di concreto adesso: Se non ora quando? Un dramma, una strage di Stato - conclude Ciambriello - che si consuma nell’indifferenza della politica e della società civile”.
di Nicola Bonafini
Il Resto del Carlino, 3 settembre 2024
Il fratello della moglie di Saddiki, morto impiccato in cella: “L’aveva sentito mercoledì e contava i giorni per uscire. Aveva preso il diploma da cuoco e stava mettendo via i soldi”. “Saddiki? Era l’uomo più tranquillo che ci fosse. Ce l’hanno detto tutti gli operatori del carcere con cui abbiamo parlato che non aveva mai dato un problema. E poi, come fa un uomo di 1.90, quasi 2 metri, a togliersi la vita impiccandosi con una maglietta alle grate della porta della cella?” (in realtà pare si trattasse delle grate della finestra; ndr). I famigliari non credono alla versione del suicidio. Saddiki, il marocchino di 54 anni, sposato, padre di due figli (avuti da una precedente compagna), è l’uomo che nella serata di giovedì si sarebbe tolto la vita impiccandosi nella cella dove era rinchiuso, dopo una lite scoppiata col suo compagno, da cui era stato separato, lasciandolo solo in cella. Una versione, quella del gesto volontario, che non convince la moglie Suuad, 36 anni, attualmente in Marocco, né le famiglie dell’uomo e della consorte. Ad esplicitare tutto questo è il fratello della moglie di Saddiki Tarik, Baissiri, che racconta gli ultimi giorni del 54enne extracomunitario e i punti ‘oscuri’ della versione suicidaria.
9colonne.it, 3 settembre 2024
“Apprendiamo che ieri sera nel carcere di Frosinone è deceduto un detenuto italiano di 62 anni. Probabilmente i disordini sono avvenuti dopo tale evento”. Così il segretario generale Fns Cisl Lazio Massimo Costantino riferendo che ieri sera “detenuti della prima sezione e poi anche quelli della seconda sezione hanno creato disordini, rotto vetri, allagato ambienti, si è reso necessario l’intervento del gruppo di intervento. Da quanto apprendiamo in serata è stata ripristinato l’ordine e la sicurezza. Attualmente vi è un solo comandante, mancano capo reparti ispettori e vice comandanti e non si riescono a coprire i turni per tale carenza. Dei 38 assegnati di Polizia Penitenziaria da interpello ne sono arrivati solo 20 unità”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 3 settembre 2024
Sono ancora nel settore che a luglio fu incendiato durante la rivolta per il suicidio. Sono in venti e si trovano ancora nel settore che, a inizio luglio, fu devastato dalla rivolta dei detenuti per il suicidio di un giovane di 20 anni. Durante la protesta furono incendiati oggetti e materassi che hanno reso inagibile le celle. Ma ancora venti detenuti si trovano lì, senza luce né acqua per le docce. Sulle pareti annerite c’è ancora l’odore lasciato dall’incendio. A volte l’aria è irrespirabile. E poi non c’è più corrente elettrica, questo significa che manca la luce, che non funzionano i ventilatori, che non si può accendere la televisione. E poi le docce, fuori uso anche queste.
di Vincenzo Russo*
perunaltracitta.org, 3 settembre 2024
Dopo i provvedimenti prescrittivi giunti a carico della Direzione della Casa Circondariale di Sollicciano a seguito delle visite ispettive svoltesi nell’Istituto, la questione del carcere fiorentino è diventata centro di dibattito politico. L’attenzione è interamente rivolta al confronto fra Direzione e Ministero della Giustizia e le parti politiche manifestano impegno solo nello schierarsi con l’una o con l’altro. E così i detenuti sono schiacciati dentro una diatriba che ha altro come vero oggetto di interesse e non loro i quali, ancora una volta, diventano occasione per parlare di altro e non affrontare la vera questione che è in gioco: la loro vita. Intanto, amaramente, tra le mura di quell’Istituto come fra quelle di tante altre carceri italiane, si continua a patire condizioni disumane e a morire. Mentre infatti va in scena il dibattito che occupa le pagine dei giornali e rischia di distrarre l’attenzione dai veri problemi che affliggono il mondo carcere, quotidianamente si consuma l’immane tragedia. Non trovo altre parole per descrivere la condizione nella quale i detenuti si trovano a vivere ogni giorno, condizione resa ancora simbolicamente più infernale dalle calde temperature di questi giorni estivi.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 3 settembre 2024
Intervista a Francesco Maisto: va combattuta anche la diffusione di esempi negativi, nei linguaggi come nelle azioni. “Il Beccaria non è un’isola in mezzo al mare, ma fa parte di un arcipelago: presenta le criticità di tutti gli altri Istituti penali per i minorenni, specchio di un sistema che andrebbe riformato”. È l’analisi del Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Milano, il magistrato Francesco Maisto, dopo gli ultimi disordini che hanno interessato il carcere minorile Beccaria di Milano. Evidenzia una “mancanza di sinergia” fra la realtà della dimensione carceraria e la “legislazione messa in atto negli ultimi anni”.
di Lorenzo Garbarino
chiesadimilano.it, 3 settembre 2024
Dopo la rivolta del 31 agosto il cappellano emerito dell’Istituto ricorda come la maggior parte dei giovani provenga da situazioni di estrema fragilità e povertà, anche educativa. Sabato 31 agosto al Beccaria, l’istituto penale minorile di Milano, è avvenuta l’ennesima rivolta dei detenuti. Oltre a un principio di incendio, quattro detenuti sarebbero evasi, per poi essere recuperati. La vicenda è avvenuta a poco più di dieci giorni dall’ultimo caso, quando martedì 20 agosto il sindacato autonomo della polizia penitenziaria aveva segnalato un’altra protesta. Allora un gruppo di detenuti avrebbe dato fuoco a un materasso, per poi colpire degli agenti.
- Roma. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, in visita al carcere di Regina Coeli
- Imperia. L’avvocato Marco Bosio: “Costruire nuovi penitenziari non è la soluzione”
- Taranto: “Condizioni non degne di un Paese civile, necessario intervento urgente”
- Salerno. Il deputato Pino Bicchielli sul carcere di Fuorni: “Ottimi progetti per i detenuti”
- Aosta. Il Ministro Zangrillo in visita al carcere: “Evoluzione virtuosa, ma diverse le criticità”









