di Giuseppe Milicia*
Il Riformista, 13 maggio 2024
Qualcuno obietta che i numeri della giustizia in Calabria - i molti innocenti incarcerati che finiscono poi assolti nel processo - in fondo significano che almeno mezza giustizia funziona. Vorremmo sfatarla questa idea. L’uomo che l’indagine segreta aveva trasformato in bersaglio, il giorno in cui il sistema riconosce l’errore commesso, non ha niente da festeggiare. Anche leggendo la sentenza che lo scagiona, non lo abbandona il pensiero che l’indagine condotta sulla sua vita con il microscopio del trojan, ha pur sempre restituito una qualche deformità etica, sintomo di propensione antropologica verso il male.
di Domenico Bilotti*
Il Riformista, 13 maggio 2024
Il codice penale Zanardelli fu approvato unanimemente alle Camere il 30 giugno del 1889. Anche deputati della destra storica convennero, come ormai irrinunciabili, su una serie di principi: divieto d’estradizione per reati politici, abolizione dei lavori forzati, diminuzione delle pene per reati d’opinione e di parola - persino nei confronti del re e della religione del regno. Il vigente codice Rocco differiva marcatamente dal regio decreto 6133. Una differenza qualitativa (prospettica) e non solo quantitativa (pene più lunghe, più reati, più poteri di polizia): tra i delitti contro la personalità dello Stato, si affacciava la forte repressione nei confronti delle associazioni sovversive.
di Edoardo Corasaniti*
Il Riformista, 13 maggio 2024
Dieci anni per scrivere la parola fine all’operazione “Decollo Ter-Money”. Scheda del Processo L’accusa: traffico internazionale di droga, riciclaggio, criminalità organizzata, con l’obiettivo della scalata al Credito Sammarinese Gli imputati: 27 imputati, tra cui i vertici del Credito Sammarinese Le date: 2011 - inizio delle indagini su impulso della Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro 2011 - pochi mesi dopo l’avvio delle indagini, partono le prime ordinanze di custodia cautelare 2014 - inizio del processo Com’è finita: 2021 - a fronte della richiesta della Procura di un totale di 209 anni di reclusione, il Tribunale di Vibo Valentia pronuncia sentenza di assoluzione per 25 imputati e condanna nei confronti di soli 2. Decaduta l’aggravante mafiosa.
di Donatella Stasio
La Stampa, 13 maggio 2024
L’istituto bresciano ha il record nazionale di detenuti in eccesso, tocca il 200%: 391 reclusi anziché 185. Nelle celle i letti arrivano fino al soffitto, per il pranzo servono i turni. E in tanti invocano l’indulto. “In-dul-to! In-dul-to! In-dul-to!”. Lo ripetono in coro, ottanta, forse cento voci, un coro quasi gioioso, sicuramente improvvisato sotto il rettangolo di cielo blu che illumina la vasca di cemento dove si va a respirare l’ora d’aria, a correre dietro a un pallone, a sgranchirsi le gambe e a passeggiare, visto che siamo in un “cortile passeggio”, costruito più di un secolo fa per contenere al massimo una quarantina di detenuti mentre ormai ce ne finiscono centocinquanta, perché questo, signori, è il carcere più sovraffollato d’Italia, con una densità del 200%, ed oggi, 10 maggio 2024, ci sono 391 persone, chiuse dentro celle che non ne dovrebbero contenere più di 185.
di Caterina Soffici
La Stampa, 13 maggio 2024
Lo scrittore: “Questo governo indica gli intellettuali non allineati come nemici. La storia della democrazia è sempre una lotta, la parola antifascismo va custodita”. Antonio Scurati dice che non va messa sul personale. Certo, la censura in Rai al suo monologo sul 25 Aprile è stato oggettivamente un caso. Ma il problema non è Antonio Scurati in sé. È piuttosto il clima che si respira. Il problema è la deriva che lo scrittore non ha paura a definire “svolta illiberale”. “È un dato di fatto che gli intellettuali liberi, scrittori, artisti e studiosi, vengano indicati dall’attuale governo come nemici. A prescindere dal mio caso personale, un monologo che celebrava la resistenza antifascista è stato cancellato”. Questo è un metodo antidemocratico e Scurati cita la memorabile lezione dell’ex presidente Sandro Pertini, il più amato di sempre: “Si dibatte qualsiasi idea, ci si batte su qualsiasi idea, non si attaccano mai le persone perché questo lo facevano i fascisti”.
di Francesco Rigatelli
La Stampa, 13 maggio 2024
Il ministro della Cultura: “I giovani fanno bene ad avere a cuore valori come la pace e l’ambiente”.
Ministro Sangiuliano, perché secondo lei tanti scrittori al Salone del libro di Torino, da Rushdie alla Strout, da Saviano a De Giovanni, sottolineano proprio in questo momento l’importanza della libertà di espressione?
di Ezio Mauro
La Repubblica, 13 maggio 2024
Un libro raccoglie i pensieri dell’oppositore dal 2010 fino all’ultimo post alla moglie, due giorni prima della morte: lettere e dichiarazioni pronunciate in aula che hanno stravolto il diritto all’”ultima parola”, trasformata in otto processi in un atto d’accusa contro il regime. La guardia d’onore in alta uniforme apriva le porte maestose del Cremlino davanti a Vladimir Putin, che giovedì 9 celebrava nella neve di maggio l’anniversario della Vittoria, “la nostra festa più sacra”, e insieme il suo quinto mandato alla guida della Russia. Ma soltanto tre mesi prima una porta di ferro si era chiusa per sempre davanti a Aleksej Navalny, morto a 47 anni nella colonia penale a regime speciale di Kharp, oltre il Circolo polare artico, dopo 300 giorni di cella d’isolamento e una condanna infinita.
di Davide Varì
Il Dubbio, 13 maggio 2024
L’arresto di Sonia Dahmani filmato da France 24. In manette anche Borhen Bssais, conduttore televisivo e radiofonico, e Mourad Zeghidi, commentatore politico. Gli avvocati della regione della Grande Tunisi, in Tunisia, hanno annunciato uno sciopero generale a partire da domani, con la sospensione dei lavori in tutti i tribunali, in segno di protesta all’arresto di Sonia Dahmani, avvocata e opinionista televisiva e nota voce critica del presidente Kais Saied, avvenuto nella sede dell’Ordine per dichiarazioni considerate dalle autorità offensive nei confronti del Paese. Lo riporta l’agenzia di stampa “Ta”.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 13 maggio 2024
Da oltre dieci anni le autorità israeliane ricorrono a numerosi pretesti per sgomberare e segregare le comunità beduine palestinesi della regione del Negev/Naqab; dall’ampliamento delle autostrade alla costruzione di zone industriali, dalla creazione di foreste per il Fondo nazionale ebraico alla designazione di zone a uso esclusivo militare. L’ultimo atto è andato in scena l’8 maggio, quando sono state demolite 47 abitazioni del quartiere di Abu Aissa, nel villaggio non riconosciuto di Wadi al-Khalil.
di Emanuela Lauria
La Repubblica, 12 maggio 2024
La premier non vuole andare allo scontro con le toghe prima delle Europee. Ma i forzisti: “Se c’è un rallentamento se ne parli in Consiglio dei ministri”. È la campagna elettorale delle bandiere politiche che rimangono a mezz’asta. Solo bozze di riforme, da discutere come mezzo di propaganda e poi fermare prima dell’approvazione, in questa asfissiante marcatura reciproca fra i partiti della maggioranza che precede le Europee. L’Autonomia cara alla Lega? Si bloccherà alla Camera, per tacito accordo, già scritto da settimane, la prossima settimana, con il rinvio del voto finale. Il premierato? C’è il sì in commissione, al Senato: ma la lettura dell’Aula (la prima delle quattro richieste da parte dei due rami del Parlamento) arriverà dopo il 9 giugno. E ora arriva la grande frenata della riforma della giustizia, nella parte che riguarda la separazione delle carriere: un totem di Forza Italia.
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