di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 settembre 2024
Salis: “chiudere il Beccaria e abolire tutti gli Ipm” Gratteri: “Indulti e amnistie, argomenti pericolosi”. “6 1.758 detenuti nelle carceri italiane il 31 agosto: 625 più del 31 luglio. Quando si dice degli incisivi effetti del decreto che qualcuno ha chiamato “svuota carceri”! Non ce n’erano così tanti dal gennaio 2014, all’indomani della condanna della Corte europea per i diritti umani. Con gli stessi numeri nel luglio del 2006 fu approvato l’ultimo provvedimento di indulto, che scarcerò più di 20mila detenuti con ottimi risultati in termini di recidiva (dimezzata rispetto a quella ordinaria). Meditate, gente, meditate”: così ieri il garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Lazio, Stefano Anastasia.
di Dario Del Porto
La Repubblica, 4 settembre 2024
“Andrebbe rivista l’esecuzione penale, ma non è un argomento tanto di moda, sento parlare di indulti e amnistie. Uno dei motivi delle rivolte nelle carceri è proprio questo annunciare cose che non si realizzeranno”, accusa il procuratore Nicola Gratteri durante la conferenza stampa sugli arresti nei confronti di 40 indagati in un’operazione anticamorra nel Casertano. “Non penso che questo governo possa pensare a un indulto sul piano del consenso popolare ed elettorale, piuttosto andrebbero accelerate le realizzazioni di comunità di recupero per i detenuti tossicodipendenti e realizzando nuove Rems nei beni confiscati.
di Errico Novi
Il Dubbio, 4 settembre 2024
Il deputato azzurro Pietro Pittalis replica a Serracchiani: “È il garantismo dem a essere altalenante: svanisce davanti a quei 17mila reclusi in attesa di giudizio”. “Il garantismo non è intermittente. Non può esserlo. Il Pd ci contesta di non essere andati oltre, nelle misure sul carcere? Intanto con il decreto convertito a inizio agosto abbiamo prodotto, come maggioranza, un intervento organico, in materia penitenziaria, di cui non si vedeva l’ombra da anni. Ma poi, se vogliamo parlare di carcere, di sovraffollamento e di patenti garantiste, ecco, vorrei dire al Pd: com’è possibile che vi riteniate dalla parte delle garanzie se non vi arrischiate neppure a prendere posizione su modifiche che riducano la carcerazione preventiva attraverso il rafforzamento della presunzione d’innocenza? Se siete davvero garantisti, perché, se noi diciamo di voler intervenire sul presupposto, oggi discrezionalissimo, della reiterazione del reato come parametro per infliggere misure cautelari in carcere, dove ci sono qualcosa come 17mila detenuti in attesa di giudizio, voi siete già contrari in partenza? Non è il vostro, un garantismo a corrente alternata?”.
di Gianfranco Pellegrino
Il Domani, 4 settembre 2024
Su molti giornali e social quando si parla di qualcuno non esistono individui singoli, ma gruppi sociologici: africani, affetti da malattie, rapper. Questo è avvenuto anche per Moussa Sangare. Non può stupire che questo modo di comunicare dia l’assist a chi per mestiere fomenta e rinfocola il razzismo mai sopito di molti. Le reazioni più becere all’identificazione di un cittadino italiano di origini africane come presunto assassino di Sharon Verzeni sono, per l’appunto, reazioni. (Dico “presunto”, nonostante la confessione, perché forse dovremmo tutti aspettare il verdetto, anche per possibili rei confessi). Si tratta di reazioni a una precisa condotta comunicativa: la profilazione rozzamente sociologica dei sospetti. Su molti giornali, su molti social, per molte persone quando si parla di qualcuno - specialmente se questo qualcuno è un potenziale sospettato di azioni criminali - non esistono individui singoli.
di Luigi Trisolino
L’Opinione, 4 settembre 2024
“Populismo carcerario”, “spirito di conservazione e autoreferenzialità”: sono queste le critiche che il viceministro della giustizia Francesco Sisto ha dovuto sollevare verso alcuni atteggiamenti del corpo magistratuale sindacalizzato, al termine di un lungo e articolato confronto con il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Giuseppe Santalucia, nella nota kermesse “La Piazza” a Ceglie Messapica. Nulla di personale, anzi, si parlava di atteggiamenti di corpo istituzionale in generale.
di Benedetta Dalla Rovere
bolognatoday.it, 4 settembre 2024
In Assemblea legislativa inaugura la mostra “Dell’amore nessuno fugge. L’esperienza Apac dal Brasile all’Emilia Romagna”. Carceri senza sbarre per un vero reinserimento. È questo il messaggio lanciato dalla mostra “Dell’amore nessuno fugge. L’esperienza Apac dal Brasile all’Emilia-Romagna”, presentata in Assemblea legislativa dalla presidente Emma Petitti, da Giorgio Pieri, responsabile del progetto Comunità educanti per carcerati (Cec) che fa capo alla Comunità Papa Giovanni XXIII, Roberto Cavalieri, garante regionale dei detenuti della Regione Emilia-Romagna. Presenti all’inaugurazione della mostra anche la consigliera regionale Valentina Castaldini e Claudia Giudici, garante regionale dei minori della Regione Emilia-Romagna. Testimonial d’eccezione, il comico Paolo Cevoli, che si definisce “figlio del progetto e figlio spirituale di don Oreste Benzi che - racconta - al liceo a Riccione è stato il mio insegnante di Religione. Come diceva don Oreste, l’uomo non è il suo errore e in qualunque momento può ripartire”.
di Michele Giuliano
Quotidiano di Sicilia, 4 settembre 2024
È stato approvato l’avviso n. 12/24 Pr Fse+ per l’inclusione sociale di chi è in esecuzione penale. Possono presentare istanza i soggetti accreditati alla “Formazione continua e permanente”. Un progetto per l’inclusione sociale delle persone che provengono da un passato difficile ma che vogliono trovare una strada per riscattarsi. È stato approvato l’avviso n. 12/24 Pr Fse+ Sicilia 2021-2027, per la presentazione di operazioni “per l’inserimento socio-lavorativo dei soggetti in esecuzione penale”. Nove milioni di euro, da spendere per la promozione dell’inclusione attiva delle persone ai margini del mercato del lavoro. Nello specifico, il target di riferimento è rappresentato dai soggetti condannati in esecuzione di pena negli istituti penitenziari siciliani e in quelli minorili, ammessi a misure alternative alla detenzione o ad altre sanzioni sostitutive, o soggetti sottoposti a misure di sicurezza o in sospensione del procedimento con messa alla prova, o sottoposti a provvedimenti penali dell’autorità giudiziaria, compresi i cittadini di paesi terzi, migranti e comunità emarginate.
di Ambra Prati
Gazzetta di Reggio, 4 settembre 2024
I familiari del 54enne: “Il giorno prima era tranquillissimo, vogliamo la verità”. “Noi familiari non crediamo all’ipotesi del suicidio. La moglie ha parlato con lui in videochiamata il giorno prima che lo trovassero morto in cella ed era tranquillissimo. Vogliamo la verità”. A parlare è Tarik Bassiri, 44 anni, cognato di Abdeljalil Saddiki, il cittadino italiano (aveva acquisito la cittadinanza in virtù di un primo matrimonio) di origini marocchine rinvenuto dalla polizia penitenziaria del carcere di Reggio Emilia il 29 agosto alle 22.40 impiccato alla grata delle sbarre, tramite una maglietta arrotolata.
di Natascia Grbic
fanpage.it, 4 settembre 2024
Manuel Pignatelli è stato trovato morto nel carcere di Frosinone lo scorso 12 maggio. In seguito alla denuncia presentata dalla madre e dalla sorella, è stato aperto un fascicolo per omicidio. È stato aperto un fascicolo sulla morte di Manuel Pignatelli, il detenuto di 34 anni trovato morto nel carcere di Frosinone lo scorso 12 maggio. S’indaga per omicidio - al momento contro ignoti - e sono stati disposti accertamenti irripetibili per fare piena luce su un decesso le cui circostanze sono ancora da chiarire. A chiedere di indagare sul caso sono state la madre e la sorella del 34enne, assistite dall’avvocato Emanuele Carbone, che sin dall’inizio hanno evidenziato anomalie nella morte di Pignatelli, che stava scontando un residuo di pena di alcuni mesi dopo essere stato in un centro di recupero per persone tossicodipendenti. Sul corpo è stata quindi disposta l’autopsia, in modo da chiarire le cause della morte del 34enne.
di Francesco Oliva
La Repubblica, 4 settembre 2024
L’ergastolano Angelo Salvatore Vacca è deceduto a causa di un tumore ai polmoni, a 55 anni. La sua fine però potrebbe ben presto trasformarsi in un caso giudiziario. Vacca si è ammalato nell’ultimo anno: lamentava già da tempo forti dolori allo stomaco. Più volte era stato visitato dai medici nel carcere di Spoleto dove era detenuto. Tutti liquidavano i dolori come sintomi di una banale gastroenterite. Negli ultimi mesi, però, le condizioni di salute si erano aggravate definitivamente. Fin quando, dopo innumerevoli rifiuti, un medico legale si era reso disponibile a visitare il detenuto a fine maggio. Con una diagnosi spietata: tumore ai polmoni con metastasi al cervello.
- Modena. Rivolta in carcere, la svolta. Il giudice non archivia: “Continuate a indagare”
- Milano. Salis: “Il carcere Beccaria è un vero disastro, deve essere chiuso il prima possibile”
- Lucca. Una visita speciale per scoprire le carceri da dentro: “Segnalati vari problemi”
- Palermo. D’Orso (M5S): “All’Ucciardone stesse criticità di tutto sistema penitenziario italiano”
- Palmi (Rc). Iniziative di “Nessuno Tocchi Caino” per tenere alta l’attenzione sulle carceri









