ternitomorrow.it, 6 settembre 2024
Il carcere di Terni si trova in una situazione di estrema criticità, con 525 detenuti presenti a fronte di una capacità regolamentare di 422 posti, mentre il limite massimo tollerabile indicato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) è di 638 posti. Questo sovraffollamento, comune a molte altre strutture penitenziarie italiane, crea condizioni di vita e di lavoro particolarmente difficili sia per i detenuti che per il personale penitenziario. Durante una visita ispettiva, Debora Serracchiani, responsabile giustizia e parlamentare del Partito Democratico, ha denunciato le condizioni degradanti del carcere, sottolineando la grave carenza di personale.
Ristretti Orizzonti, 6 settembre 2024
Con un tasso di affollamento sui posti disponibili pari al 185 per cento, l’istituto romano è tra quelli con il maggior sovraffollamento in Italia. “Il mondo del carcere aspetta ancora un adeguato segno di attenzione da Parlamento e Governo. Nell’incontro con la Conferenza dei garanti territoriali dello scorso 7 agosto, il ministro Nordio ha promesso nuovi interventi, dopo il deludente decreto ‘carcere sicuro’. Attendiamo fiduciosi, ma impazienti, perché così non si può continuare”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, al termine della visita alla Casa circondariale di Regina Coeli.
Il Mattino, 6 settembre 2024
Chiesta l’assegnazione di quattro nuove unità nel centro di detenzione. Causa croniche carenze di organico, vivono un grave disagio gli infermieri e gli operatori sociosanitari impegnati al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Una situazione da tempo nota all’Asl di Caserta e all’Amministrazione penitenziaria, che la Uil-Fpl denuncia nuovamente con una nota dei delegati sindacali interni Antonio Ratto e Domenico Santacroce e del segretario territoriale Mario Falco, inviata a numerosi dirigenti Asl.
di Carlo Baroni
La Nazione, 6 settembre 2024
Una bambina di 4 anni, Diarra Mame Sow, muore in un incendio a Pisa. Detenuti del carcere Don Bosco raccolgono fondi per la famiglia. Solidarietà e dolore per la tragedia. Una tragedia che ha toccato il cuore di tutti, quella di Diarra Mame Sow, appena 4 anni, morta nell’incendio della casa a Santa Croce dove si trovava ospite di amici. I detenuti del carcere Don Bosco di Pisa hanno organizzato una colletta a favore della madre e della famiglia della bambina. Lo rende noto l’associazione di volontariato Controluce di Pisa. “Colpiti dalla tragedia e motivati dal desiderio di aiutare la famiglia in questo momento di grande dolore e difficoltà - spiega Controluce - i detenuti hanno contribuito raccogliendo fondi da destinare alla madre e agli altri familiari, raggiungendo la cifra di 1.121 euro. Questa cifra verrà versata agli amministratori locali del comune di Pontedera, luogo di residenza della famiglia della piccola, che stanno coordinando gli aiuti e il supporto ai parenti”. “L’iniziativa, sostenuta anche dal personale del carcere e dalle associazioni di volontariato, rappresenta - si legge nella nota - un segnale di umanità e condivisione, confermando che anche dietro le sbarre c’è spazio per gesti di empatia e supporto verso chi soffre”.
ansa.it, 6 settembre 2024
Iniziata sociale a Catania dell’associazione Difesa e giustizia. Una raccolta di libri scolastici destinata agli studenti delle scuole superiori, figli di detenuti e di persone che hanno avuto problemi con la giustizia È l’iniziativa sociale promossa dall’’associazione Difesa e giustizia nata per sostenere famiglie in difficoltà economica. “La raccolta di libri scolastici - spiega il portavoce dall’associazione, l’avvocato Massimo Ferrante - mira a rispondere a due importanti obiettivi: sociale e rieducativo. Da un lato, vogliamo alleviare il peso economico che grava sulle famiglie in cui un genitore è detenuto o ha scontato una pena, offrendo loro un sostegno concreto per l’acquisto di materiali scolastici. Dall’altro, riconosciamo nell’istruzione uno strumento fondamentale per l’emancipazione personale e la costruzione di un futuro migliore. Crediamo fermamente che ogni ragazzo debba avere accesso all’istruzione, indipendentemente dalle difficoltà economiche e sociali in cui si trova”.
Corriere del Veneto, 6 settembre 2024
La collaborazione tra gli Istituti Penitenziari di Venezia Femminile e Maschile e la Mostra del Cinema prosegue con le attività coordinate del progetto teatrale “Passi Sospesi” di Balamòs Teatro, attivo dal 2006. Avviate nel 2008, le iniziative si svolgono dentro e fuori gli Istituti Penitenziari durante il periodo della Biennale Cinema, presso la Casa di Reclusione Femminile della Giudecca e la Casa Circondariale Maschile Santa Maria Maggiore di Venezia. In questi anni sono stati organizzati incontri, conferenze e proiezioni di documentari sul progetto, nell’ambito della Mostra così come all’interno degli Istituti Penitenziari.
di Franco Corleone
L’Espresso, 6 settembre 2024
Le Olimpiadi hanno mostrato un’Italia a colori che dispiace ai razzisti, e hanno fatto esplodere il nodo della cittadinanza negata. Il caldo di agosto può spiegare il dibattito surreale che si è sviluppato tra finte proposte e prove di accordi trasversali fasulli. Dopo che la commedia di Tajani si è risolta in una farsa, è proprio il caso di rimettere in ordine le questioni per trovare una soluzione umana e senza discriminazioni. Soprattutto senza mettere in conflitto assurdo figlie e figli con le madri e i padri, minori contro adulti. Nessuno chiede di nascere e tantomeno in quale Paese. Per molti esseri umani non esistono problemi; quando la globalizzazione era di là da venire, si auspicava l’obiettivo di essere cittadini del mondo.
di Diego Motta
Avvenire, 6 settembre 2024
L’Ismu fa una prima stima della platea interessata alla cittadinanza per ragazzi stranieri nati e cresciuti nel nostro Paese. Il giurista Codini: nessun nesso tra questo tema e il governo dei flussi. La crescita degli studenti stranieri nelle scuole italiane conferma, semmai ce ne fosse bisogno, che l’immigrazione non è un fenomeno episodico, ma strutturale, mentre le prime stime sulla possibile (e per ora del tutto ipotetica) introduzione dello Ius Scholae nel nostro Paese danno la misura di un percorso graduale, tutt’altro che massiccio, all’insegna dell’integrazione: a fronte di quasi un milione di ragazzi nel limbo, infatti, sarebbero circa 200mila quelli che già nel 2025 diventerebbero “nuovi italiani”.
di Carlo Cottarelli
L’Espresso, 6 settembre 2024
Tra i 27 dell’Unione europea siamo al quattordicesimo posto in termini di facilità del riconoscimento: ma se si tolgono le nazioni dell’Est, siamo agli ultimi posti. E abbiamo perso posizioni con l’introduzione di regole sempre più ferree. Nel 212 d.C. l’imperatore Caracalla concesse la cittadinanza romana a tutte le comunità dell’Impero, non tanto per facilitarne l’integrazione, ma per motivi fiscali: certe tasse erano dovute solo da chi aveva il privilegio di poter dire: “Civis Romanus sum”. Oggigiorno, con la tassazione basata sul principio della residenza, le discussioni sui principi che debbono regolare la concessione della cittadinanza riguardano invece la questione dell’integrazione. Lo ha ribadito Antonio Tajani in un’intervista pubblicata sul Messaggero il giorno di Ferragosto. Tajani ha ribadito la posizione di Forza Italia: “La forza del nostro Paese e le sue potenzialità economiche derivano anche dalla capacità di saper integrare persone che arrivano da fuori… La nostra posizione è sempre stata a favore dello jus scholae…”, precisando però che la questione non era comunque all’ordine del giorno nel governo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 6 settembre 2024
Nel cuore dell’estate, la maggioranza, su iniziativa della Lega, ha sferrato un doppio attacco al settore della cannabis light, mettendo a rischio circa quindicimila posti di lavoro e un’intera filiera industriale. Due provvedimenti, un decreto e un emendamento, rischiano di cambiare radicalmente il volto del settore della cannabis in Italia, sollevando interrogativi sulla motivazione ideologica dietro queste mosse politiche.
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