di Andrea Valdambrini
Il Manifesto, 17 maggio 2024
Quindici Stati membri dell’Unione chiedono misure più severe: “Occorre facilitare i rimpatri”. L’accordo Italia-Albania (ma anche il modello Ruanda), ovvero l’idea dell’esternalizzazione delle frontiere, fa proseliti tra i paesi Ue. Una parte di loro chiede il rafforzamento dei rimpatri dei migranti irregolari anche attraverso la cooperazione con i cosiddetti paesi terzi per creare hub “dove rimpatriati potrebbero essere trasferiti in attesa di un loro allontanamento definitivo”.
di Matteo Garavoglia
Il Manifesto, 17 maggio 2024
Accuse al regime dopo l’arresto dell’avvocato Zagrouba: “È stato torturato”. Saied punta il dito contro le “ingerenze straniere”. Da inizio maggio la società civile colpita con carcere e operazioni securitarie. Ieri Tunisi si è svegliata come non succedeva da un po’ di tempo. Centinaia di persone si sono radunate di fronte al palazzo di giustizia della capitale per protestare contro la recente ondata di arresti che ha coinvolto il paese. Da inizio maggio le custodie cautelari hanno riguardato volti noti della società civile come Saadia Mosbah, presidente dell’associazione Mnemty, giornalisti e avvocati, in particolare Sonia Dahmani e Mahdi Zagrouba.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 17 maggio 2024
La superiorità di forze non basta a Israele per avere ragione delle fazioni combattenti. Nel governo la frattura è completa. Rafah resta nel mirino dell’esercito israeliano, con i suoi abitanti e sfollati che scappano sotto il fuoco dei mezzi corazzati. In queste ore però è nel nord di Gaza, a Jabaliya, che si concentrano i bombardamenti più pesanti e i combattimenti più aspri. I mezzi corazzati israeliani sono entrati ieri nel cuore del campo profughi dove i combattenti palestinesi di Hamas, Jihad, Fronte popolare, Comitati di Resistenza Popolare e altre formazioni, nonostante la disparità di forze, resistono oltre ogni aspettativa con agguati improvvisi, sparando razzi anticarro e colpi di mortaio. Un inferno di esplosioni che fa strage di palestinesi, a cominciare dai civili, ma che non risparmia i soldati israeliani che, dopo sette mesi in cui hanno distrutto Gaza, sono stati costretti a tornare nel nord della Striscia che a inizio anno avevano dichiarato “libero” della resistenza palestinese.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 16 maggio 2024
La maggior parte dei magistrati è contraria alla proposta di legge “Sciascia-Tortora” presentata da +Europa, che prevede una esperienza formativa obbligatoria in cella non inferiore a 15 giorni, con tanto di pernottamento. La proposta di legge Sciascia-Tortora, presentata alla Camera da +Europa e promossa dalle associazioni Amici Sciascia e ItaliaStatodiDiritto, non piace molto ai magistrati. Pomo della discordia la previsione che i tirocinanti effettuino una esperienza formativa obbligatoria in carcere non inferiore a 15 giorni, comprensiva soprattutto del pernottamento nelle case circondariali e di reclusione. Da quanto appreso, al momento la Scuola superiore della magistratura organizza delle visite di un giorno, ma solo nelle case circondariali. Le future toghe incontrano il direttore dell’istituto, gli agenti e visitano i padiglioni. E va bene che la situazione resti così.
di Antonella Mollica
Corriere Fiorentino, 16 maggio 2024
L’avvocato Michele Passione e i casi di ingiusta detenzione: “A volte non si pensa alle conseguenze. C’è un uso eccessivo della custodia cautelare: i penitenziari sono l’unico posto dove entri sano e ti aprono una cartella clinica”.
di Bruno Alberti
agi.it, 16 maggio 2024
Quattro provvedimenti del governo attesi in Consiglio dei ministri prevedono misure nuove sulle assunzioni di magistrati, la separazione delle carriere e nuovi criteri anche per la composizione del Csm. Due gli appuntamenti del Consiglio dei ministri prima della data delle Europee: il 20 maggio dovrebbero arrivare quattro decreti, poi nella riunione successiva, convocata per il 29, è atteso, tra i vari provvedimenti, il disegno di legge sulla separazione delle carriere.
di Liana Milella
La Repubblica, 16 maggio 2024
A cinque giorni dal congresso dell’Anm a Palermo il Guardasigilli Carlo Nordio smentisce se stesso. Davanti alle toghe, in Sicilia, aveva detto che la separazione delle carriere era un cantiere ancora aperto. Oggi, alla Camera, rispondendo al question time di Italia viva, e dopo le parole della premier Meloni davanti alla platea della Verità, ha confermato invece che l’arrivo della riforma costituzionale sulla giustizia è alle viste. “Nei prossimi giorni vedrete la presentazione in consiglio dei ministri della separazione, con riforme importanti sulla composizione e sui tempi di elezione del Csm, nel rispetto dei principi del giusto processo”. Nessun accenno alla discrezionalità dell’azione penale che invece non ci sarà. Quanto all’abuso d’ufficio, su cui lo rimprovera il renziano Davide Faraone per i tempi troppo lunghi, Nordio butta la palla verso il Parlamento. “È la riforma che ho presentato già un anno fa” replica Nordio. Ma, anche in questo caso, dice che il voto finale arriverà “presto”. Dopo il voto europeo.
di David Romoli
L’Unità, 16 maggio 2024
La premier annuncia che la riforma sarà presentata il 29 maggio, ma sembra un bluff: difficilmente il testo potrà andare in aula se prima non si completa l’iter del premierato. Alla separazione delle carriere non ci credeva nessuno, nemmeno dopo il vertice di due settimane fa nel quale la premier aveva annunciato la decisione di presentare il ddl governativo sulla riforma della giustizia prima delle europee. Di ufficiale non c’era niente: retroscena e indiscrezioni. Donzelli il fedelissimo frenava, Insomma, il solito annuncio rumoroso e vuoto.
di Ennio Amodio
huffingtonpost.it, 16 maggio 2024
Meloni, l’Anm, Schlein, Nordio: ognuno ha sostenuto la sua posizione con slogan a favore di bottega che nulla c’entrano con la realtà. E che impediscono una leale collaborazione fra politica e giustizia. Ma di cosa state parlando? Una persona di buon senso con in mano la nostra Costituzione avrebbe potuto rivolgere un po’ irritata questa domanda a politici, esponenti del governo e magistrati che in questi giorni ci hanno parlato della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Una pluralità di voci in cui è prevalso l’opportunismo delle rispettive botteghe, politiche e corporative. Così da celare i reali propositi degli attori del palcoscenico riformista.
di Massimiliano Di Pace
Il Dubbio, 16 maggio 2024
Il ministero della Giustizia rende noti gli esiti del monitoraggio sugli uffici giudiziari relativo agli obiettivi del Pnrr: “Il trend resta positivo, riforme efficaci”. Con un comunicato del 15 maggio il ministero della Giustizia ha fatto sapere che continua il trend positivo della riduzione della durata dei processi, e dell’arretrato delle cause civili e penali da dirimere, circostanza che costituisce una delle condizioni per il godimento delle risorse europee del Pnrr, delle quali l’Italia ha già ricevuto, dal 2021 ad oggi, 101,9 miliardi di euro di fondi, di cui 24,9 miliardi di pre- finanziamento, e 77 miliardi delle prime quattro rate, come conferma una nota della Camera.
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- Castelfranco Emilia (Mo). Carcere, dalla lavanderia al nuovo ristorante
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- San Gimignano (Si). Misure alternative alla detenzione, convegno sul recupero dei detenuti











