di Giuliano Foschini
La Repubblica, 18 maggio 2024
“Ordinamento giudiziario. Il Pm è distinto dai giudici”. Sono passati poco meno di 50 anni da quando Licio Gelli scrisse uno dei suoi capisaldi del Piano di rinascita, il manifesto della P2. Ecco, ora ci siamo quasi. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha spiegato che è arrivato il tempo della separazione delle carriere, ultimo passaggio di un proposta confusa (una proposta oggi, una smentita domani) per la realizzazione di un piano preciso di una nuova idea di giustizia. Che, al di là dei proclami (più veloce, più efficiente, intransigente), a detta degli addetti ai lavori si sta dimostrando una giustizia di classe. Debolissima con i forti e forte con i deboli.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 18 maggio 2024
Gli esperti: il magistrato è titolare degli stessi diritti degli altri cittadini. Ma un uso attento degli strumenti digitali è fondamentale per salvaguardare l’autorevolezza. L’imparzialità per il magistrato è un “prerequisito” irrinunciabile. E, come sottolineato più volte dal capo dello Stato, oltre ad essere imparziale la toga deve però anche apparire tale. L’imparzialità, infatti, è il valore cardine cui tende anche la garanzia di autonomia e indipendenza che risulta centrale per la legittimazione dell’attività giurisdizionale. Su come conciliare dunque l’imprescindibile imparzialità con l’utilizzo dei social network da parte di pm e giudici, il Consiglio superiore della magistratura ha organizzato questa settimana un seminario a Palazzo Bachelet a cui hanno partecipato magistrati, accademici, giuristi e giornalisti. “Viviamo ormai da tempo nell’era della comunicazione mediata dal computer”, ha affermato il vice presidente Fabio Pinelli, ricordando che “la magistratura deve adeguarsi a questa cultura digitale che si sovrappone e si integra ai linguaggi già esistenti diventando essa stessa un linguaggio”. Per il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli, “anche nell’uso dei social l’alternativa è tra la ricerca dell’autorevolezza o la ricerca del consenso: la prima è l’unica che può essere imboccata da un magistrato e un giornalista, in quanto per entrambi non è possibile ammettere una distinzione tra profilo professionale e personale”.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 18 maggio 2024
Metti l’Intelligenza Artificiale al servizio dei Tribunali e addestra una rete neurale a riconoscere se la voce dell’indagato è la stessa voce fra quelle intercettate durante le indagini. Poi applica un modello scientifico che compara le caratteristiche delle due voci, lo stesso metodo biometrico utilizzato per comparare le tracce di Dna presenti sulla scena di un crimine: e avrai Intrepido, un sistema di nuova generazione sviluppato presso il Centro di ricerca interdisciplinare sul linguaggio (Cril), dell’Università del Salento (Dipartimento di Studi Umanistici), diretto dal professor Mirko Grimaldi.
di Rosaria Manconi*
L’Unione Sarda, 18 maggio 2024
Nella giornata dell’orgoglio femminile da poco celebrata e progetti per abbattere le discriminazioni ancora dure a morire nessuna/o ha rivolto il pensiero a quelle donne che, come novelle Medea, incarnazione di un femminile distruttivo, irriducibile alla cultura del focolare, dell’accudimento e della maternità, hanno tolto la vita ai loro figli.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 18 maggio 2024
36 anni fa se ne andava il conduttore di Portobello, vittima di un clamoroso “crimine giudiziario”. La compagna Francesca Scopelliti: “L’ho ricordato insieme ai detenuti di Opera”. Enzo Tortora è tantissime cose. Un simbolo che riassume i mali della nostra giustizia. Una costellazione di date che ne scandisce la storia e che periodicamente ci solleva dall’oblio per guardare negli occhi il “crimine giudiziario” che il conduttore aveva subito.
casertace.net, 18 maggio 2024
La comunità di Alvignano è rimasta scioccata dalla notizia della morte di Teodorico Musco. L’uomo si trovava in carcere a Napoli e doveva scontare una condanna a nove anni di reclusione. Quando i compagni di cella si sono resi conto di quello che era successo, la situazione era oramai irrecuperabile. Negli anni Musco era stato coinvolto in alcune vicende giudiziarie. Un furto nei cassetti dello spogliatoio dei medici dell’ospedale Loreto Mare di Napoli, caso successo nel settembre scorso. Ma anche nel 2009 aveva subito un arresto per una tentata rapina in villa. Musco fu anche accusato di maltrattamenti in famiglia ed estorsione.
di Michele Varì
primocanale.it, 18 maggio 2024
La responsabile del penitenziario di Marassi sognava di fare il magistrato, ma ora ama il lavoro con i reclusi: “Vederli uscire e non tornare è la cosa più bella”. Teatro, panetterie, assistenza ai disabili in spiaggia: così i reclusi possono riinserirsi. “Il problema principale è il numero di detenuti particolarmente alto visto che abbiamo più di 700 detenuti, troppi e di tante etnie diverse che devono convivere”, attacca così Tullia Ardito, da due anni direttrice del carcere di Marassi, una donna che sognava di fare il magistrato o l’avvocato e per puro caso, facendo un concorso, si è ritrovata a fare il direttore del penitenziario più importante della Liguria, “un lavoro che svolgo da trent’anni e ora amo”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 18 maggio 2024
L’isola ospita una casa di detenzione di media sicurezza: tutti lavorano per far funzionare il microcosmo. I detenuti vivono fuori dalle celle: “Preferisco vedere mia madre due volte l’anno, ma qui all’aperto”. La Camera penale di Padova ha organizzato qui il convegno “I luoghi e gli spazi di detenzione”. “Chieda a mia madre se preferisce vedermi qui due volte l’anno, oppure tutte le settimane in un carcere chiuso. Per me era un’angoscia tutte le volte che entrava”.
gnewsonline.it, 18 maggio 2024
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio insieme a Gildo Zegna, presidente e amministratore delegato del gruppo Ermenegildo Zegna, hanno visitato il laboratorio di sartoria industriale realizzato all’interno della casa circondariale di Biella grazie al supporto e al know-how della divisione manifatturiera del gruppo. Il laboratorio è nato nel 2016, anno del primo protocollo di intesa, con l’obiettivo di formare i detenuti all’apprendimento delle tecniche di confezione sartoriale di abiti e di fornire una attestazione che certifica il grado di apprendimento raggiunto.
di Luca Fraioli
La Repubblica, 18 maggio 2024
“Impariamo un mestiere per quando usciremo di qui: così ci sentiamo utili”. Nell’istituto veneto di Montorio è attivo un laboratorio artigianale, gestito dall’impresa sociale Reverse, che ha realizzato l’allestimento dell’Arena, tappa del Pontefice. “Lo considero un segnale di speranza, soprattutto per me che sono condannato all’ergastolo: non capita tutti i giorni di collaborare a un progetto per la visita del Papa alla città in cui si è detenuto. Ho provato una grande emozione, onore e un senso di utilità”.
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