cuneodice.it, 10 settembre 2024
Trenta realtà provenienti da tutt’Italia si sono confrontate nella tre-giorni dedicata all’economia carceraria. Grande soddisfazione da parte degli organizzatori della seconda edizione di “Art. 27-Expo. Fatti in carcere”, appena conclusa a Cuneo. Davide Danni - presidente della coop Glievitati (che vanta tre laboratori di panificazione all’interno delle carceri, con un’attività che dà lavoro a 15 detenuti e che ha la paternità di questo evento) parla di “un risultato inimmaginabile dopo l’edizione 2023. Un successo che è stato frutto di un intenso lavoro di progettazione e di relazione durato tutto l’anno”.
orvietosi.it, 10 settembre 2024
Grande emozione per l’evento finale del progetto di sostegno alla genitorialità per i detenuti del carcere. “Quando tornava mio padre sentivo le voci, dimenticavo i miei giochi e correvo lì”. Anche per i New Trolls - i versi sono di “Quella carezza della sera” - è la voce del padre quella che resta scolpita negli abissi dell’anima e che, metaforicamente, accompagna i figli all’incontro con il mondo. Proprio la voce del padre è stata al centro della proposta di sostegno alla genitorialità che la Cooperativa Sociale “Il Quadrifoglio”, il SerD e il Servizio di Prossimità, in occasione de “Il maggio dei Libri”, hanno rivolto ai cittadini detenuti della Casa di Reclusione di Via Roma.
liguria.bizjournal.it, 10 settembre 2024
Coinvolti nel progetto circa 150 tra bambini e famiglie con iniziative sia dentro che fuori le mura delle carceri di Marassi e Pontedecimo. Mettere al centro chi, troppo spesso, risulta invisibile: è l’obiettivo de “La Barchetta dei Piccoli Capitani”, un progetto a supporto dei minori figli di detenuti che è ripartito a Genova con attività e iniziative sia dentro che fuori le mura delle carceri di Marassi e Pontedecimo. Capofila del progetto, realizzato grazie al supporto e al coinvolgimento dell’Ufficio esecuzione penale esterna di Genova, delle due case circondariali cittadine e del Comune di Genova, è la Cooperativa sociale Il Cerchio delle Relazioni, in rete con altre associazioni territoriali genovesi del terzo settore: la Cooperativa sociale Il Biscione, Veneranda Compagnia di Misericordia, Arci Genova e Ceis Genova.
di José Tolentino de Mendonça
Avvenire, 10 settembre 2024
Il cardinale Tolentino riflette sulle idee che hanno ispirato la presenza vaticana in Biennale: “Facciamoci carico della responsabilità del vedere. C’è nello sguardo una cittadinanza da riconquistare”. Pubblichiamo in anteprima il testo introduttivo del cardinale José Tolentino de Mendonça a “Con i miei occhi”, il catalogo dell’omonimo Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia, edito da Marsilio Arte. Il volume, curato da Chiara Parisi e Bruno Racine e realizzato sotto la direzione artistica di Irma Boom, contiene anche una prefazione di papa Francesco, i testi degli artisti e delle detenute, e un reportage del fotografo Juergen Teller sulla storica visita del pontefice alla Casa di reclusione femminile della Giudecca, sede del Padiglione, il 28 aprile scorso. Il catalogo verrà presentato oggi alle 18 nelle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo a Milano.
corriereirpinia.it, 10 settembre 2024
Sarà il Complesso polifunzionale del Comune di Tufo (Av) ad accogliere il 21 settembre, alle 16.30, la presentazione del volume di Beppe Battaglia “La libertà è un organismo vivente”, edito da “Sensibili alle foglie”. Nell’opera l’autore narra in prima persona l’esperienza di un gruppo di detenuti politici, provenienti dall’esperienza della lotta armata in Italia, a metà degli anni ottanta del secolo scorso. Un progetto di liberazione realizzato sull’agro di Tufo in regime di esecuzione penale esterna. Un progetto partito dal carcere di Bellizzi Irpino, mediante il lavoro autogestito collettivamente, col supporto di un gruppo di volontari e volontarie che insieme costituirono l’Associazione CSSD-Comunità di Servizio Sociale dei Detenuti, alla quale aderì anche il Comune di Tufo conferendo in comodato d’uso gratuito un terreno e un fabbricato rurale per realizzare una serie di attività lavorative che videro protagonisti il gruppo di persone detenute, numerose espressioni del mondo del volontariato e dell’associazionismo locale e nazionale, nonché la stessa popolazione irpina a partire dai cittadini tufesi e avellinesi.
di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 10 settembre 2024
Il ritorno a scuola: c’è un’intera generazione che ormai parla una lingua indecifrabile e vive altrove anche se abita in casa. Zitta zitta è ricominciata la scuola. Come ogni anno? Quasi. La continuità con il recente passato è garantita dall’endemica mancanza di personale (i supplenti al via sarebbero 250 mila secondo i sindacati, 165.000 secondo il ministro) e dall’assenza di un piano per rafforzare insegnanti di sostegno e docenti di italiano per alunni stranieri che l’italiano non lo sanno. La scuola boccheggia da tempo immemore e continuerà a boccheggiare, come se non fosse l’emergenza nazionale che è. E questo in perfetta continuità con i governi precedenti, nonostante i fondi previsti dal Pnrr, però in perenne attesa di concorsi e decreti attuativi.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 10 settembre 2024
Il blocco italiano riguarda oltre 14mila profughi solo nei primi sette mesi del 2024 da tutti i Paesi Ue. E così resterà almeno fino al 2026. La questione sarà affrontata al G7 dei ministri degli Interni europei a ottobre ad Avellino. Una decisione legittima da parte della Germania, che ha stabilito di ripristinare i controlli alle frontiere almeno per i prossimi sei mesi, come è legittimo del resto da parte dell’Italia, ormai da un anno a questa parte, non riprendere indietro i “dublinanti”. Compresi i 14.360 da gennaio a luglio 2024 per i quali sono arrivate nuove richieste di trasferimento da tutti i Paesi Ue. Non un muro contro muro fra due nazioni alleate nel contrasto all’immigrazione clandestina e nella gestione dei flussi, ma il rispetto di esigenze nazionali. È la posizione del Viminale che non vede come un atto ostile l’ordine della ministra dell’Interno tedesca Nancy Faeser, che scatterà lunedì prossimo, ma come un provvedimento già adottato a più riprese negli ultimi anni, per motivi di sicurezza nazionale e antiterrorismo, da vari partner europei (compresi Italia e Francia).
di Simone Martuscelli
Il Domani, 10 settembre 2024
Un tempo Bruxelles veniva accusata di non fare abbastanza per la gestione migratori, adesso la strategia è cambiata: l’Unione è di troppo e deve sostanzialmente farsi da parte e lasciare agli Stati membri il diritto di tutelare i propri confini. C’era una volta il ritornello per cui uno dei motivi per cui prendersela con l’Europa risiedeva nel suo “non fare abbastanza” per gestire e regolare i flussi migratori verso i propri confini, nella sua “mancanza di solidarietà”. Adesso, invece, la strategia della destra europea sembra essere cambiata: Bruxelles è di troppo, e deve sostanzialmente farsi da parte e lasciare agli Stati membri il diritto di tutelare i propri confini.
di Cristina Giudici
Il Foglio, 9 settembre 2024
Disagio, sovraffollamento e suicidi. Il carcere minorile è diventato un inferno e la soluzione non è chiuderlo come dicono Ilaria Salis e i Radicali, ma rieducare i ragazzi e dare loro un futuro. Forse più che la rivolta al Beccaria è il dibattito esploso successivamente che ci fa vivere sempre nel Giorno della marmotta. E non perché non siamo consapevoli del disagio giovanile profondo soprattutto fra gli “utenti” degli istituti penali minorili, in maggioranza stranieri che vengono dalla strada. E neanche perché siamo indifferenti alle violenze subite dai baby detenuti da parte degli agenti penitenziari ed emerse nell’aprile scorso. Ma le sparate dell’eurodeputata Ilaria Salis e le provocazioni dei Radicali che invocano la chiusura degli istituti penali minorili ci ricordano solo che dopo mezzanotte è sempre buio.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 9 settembre 2024
“Non basta un sussulto di sdegno passeggero, sul dramma delle carceri serve un cambio di passo”. È l’appello alle istituzioni lanciato dalla comunità di Sant’Egidio dopo la tragedia di Youssef Mokhtar Loka Barsom, il diciottenne morto tra il 5 e il 6 settembre nell’incendio scoppiato nella sua cella di San Vittore a Milano: “Non possiamo permetterci di perdere altri Youssef, la civiltà di un Paese si misura dalle condizioni delle sue carceri”.
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