di Giuseppe Lucchese*
L’Unità, 9 settembre 2024
Il 30 agosto nella Casa di Reclusione di Opera, nel Teatro intestato a Marco Pannella, si è svolto un ricordo di Mariateresa Di Lascia, a settant’anni dalla sua nascita, a trenta da quando è venuta a mancare. In un carcere, nel primo luogo, forse, dove la fondatrice di Nessuno tocchi Caino avrebbe voluto essere ricordata, gli interventi che le sarebbero forse piaciuti di più sono stati quello di un detenuto e quello di un “detenente”. Sia il condannato al “fine pena mai” Giuseppe Lucchese sia il Direttore del carcere Silvio Di Gregorio sono rimasti incantati, l’uno dalla “immortalità”, l’altro dalla “compresenza” di Mariateresa di Lascia, ancora viva per entrambi nell’opera ultratrentennale della sua creatura politica e civile: Nessuno tocchi Caino. Questa settimana, proponiamo in questa pagina l’intervento del condannato all’ergastolo.
agi.it, 9 settembre 2024
Attualmente, solo il 33% dei detenuti in Italia è coinvolto in attività lavorative, di cui l’85% alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria, spesso in ruoli 2 a basso valore aggiunto. La promozione della reintegrazione sociale dei detenuti attraverso l’istruzione, la formazione e l’accesso al lavoro è quindi più urgente che mai secondo quanto emerge dal Paper “Recidiva Zero. Istruzione, Formazione e Lavoro in Carcere: dalle esperienze progettuali alle azioni di sistema”, realizzato da TEHA per conto del CNEL - Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, presentato a Cernobbio.
di Paolo Moretti
La Provincia di Como, 9 settembre 2024
In vigore le nuove norme della riforma voluta dal ministro Carlo Nordio. Il presidente delle Camere Penali: “Giusto avere più garanzie”. Arrestare diventa più difficile. O, meglio, prima di procedere all’arresto d’ora in avanti bisognerà informare l’indagato che su di lui pende una richiesta di custodia cautelare e interrogarlo. E solo dopo, nel caso, procedere all’arresto. Una riforma, voluta dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, che fa discutere. E, soprattutto, rischia di creare non poco scompiglio nelle Procure, in particolare per le indagini con più indagati.
di Valentina Maglione
Il Sole 24 Ore, 9 settembre 2024
La relazione della Giustizia al Parlamento misura l’impatto delle novità introdotte dalla riforma Cartabia per migliorare l’effettività delle sanzioni patrimoniali, dirette o sostitutive. Le pene pecuniarie guadagnano spazio e inizia a migliorare la loro effettività. Lo rivelano le statistiche pubblicate dal ministero della Giustizia che, nella relazione presentata nelle scorse settimane al Parlamento sullo stato dell’esecuzione delle pene pecuniarie, misura l’impatto delle novità introdotte dalla riforma Cartabia (decreto legislativo 150/2022) per migliorare l’effettiva esecuzione delle sanzioni patrimoniali.
di Fabio Fiorentin
Il Sole 24 Ore, 9 settembre 2024
La relazione al Parlamento sull’attuazione della riforma Cartabia in materia di pene pecuniarie consente - pur alla luce della necessariamente limitata serie storica dei dati resi disponibili dalla rilevazione statistica - di abbozzare alcune prime osservazioni. Anzitutto, il trend in rapida ascesa del totale delle condanne a pena sostitutiva pare confermare le potenzialità applicative delle nuove sanzioni introdotte dal 3o dicembre 2022 e, in prospettiva, la loro efficacia anche sul versante deflattivo del carico processuale dei tribunali, mentre aumenterà specularmente quello gravante sugli uffici di sorveglianza, incaricati della gestione di un numero sempre maggiore di esecuzioni.
di Antonella Di Bartolo*
Il Foglio, 9 settembre 2024
Commemorare gli eroi uccisi nella guerra ai boss non basta. Le strade di Palermo abbandonate dallo Stato. La prospettiva di una preside di Sperone, quartiere piagato da illegalità e spaccio. Ci sono almeno tre modi diversi per parlare dell’inizio di un nuovo anno scolastico. Uno scaturisce dai ricordi, dalla nostalgia per il batticuore ogni anno diverso perché diverse ne erano le ragioni, dal ritrovare lo sguardo del compagno o della compagna di cui eravamo innamorati o le attese per tutto il nuovo da venire. Un altro approccio fa leva sulle “emergenze”, in realtà mali incancreniti che puntualmente si ripropongono ogni anno.
di Nando dalla Chiesa
Il Fatto Quotidiano, 9 settembre 2024
Camminarci è un’esperienza. Soprattutto se tra marciapiedi un po’ reali e un po’ immaginari guidi una quarantina di studenti in fila indiana, che visibilmente con il quartiere non c’entrano nulla. E soprattutto se dalle strade che fanno e da chi li affianca è facile capire che cosa vogliono, con chi sono venuti a parlare. Molti zaini e poche foto. Sono qui per il centro “Padre Nostro”, un luogo che ha fatto la storia: padre Pino Puglisi, Brancaccio, Palermo e Cosa Nostra. Il sangue arrivò dopo la celebre scomunica di Giovanni Paolo II nella valle dei Templi. Il prossimo 15 sarà l’anniversario dell’assassinio. Valentina, la volontaria che accoglie gli studenti, manda in onda la registrazione del racconto fatto al processo dai due sicari che gli tesero l’agguato per conto dei fratelli Graviano: Gaspare Spatuzza che lo indicò al killer (il famoso “padre, questa è una rapina”) e Salvatore Grigoli che lo ammazzò. Le immagini, il suono delle parole, le brevi interviste immortalate da frammenti di tivù locali, restituiscono più di trent’anni dopo il senso di un insanabile conflitto di civiltà. Della linea che divide, sempre e comunque, bene e male.
di Pierpaolo Lio
Corriere della Sera, 9 settembre 2024
Per il carcere minorile Beccaria di Milano è l’ennesimo episodio dopo la maxi fuga del Natale 2022. Proteste, rivolte, evasioni riuscite o tentate e l’inchiesta per maltrattamenti con 13 agenti arrestati. L’altra volta, tre mesi fa, il più piccolo s’era quasi trovato sorpreso dall’occasione. E s’era fiondato oltre le mura (fuga durata poi neanche 12 ore) con un altro detenuto, ma senza il fratello maggiore. Per il resto, sempre insieme. Durante la rapina alla sala slot nel Comasco. Al momento dell’arresto. A passare le giornate tra i corridoi del carcere. E ad agitare le ultime rivolte. Ieri, la coppia di fratelli, A.F. e W.F., 16 e 17 anni, nati a Como da genitori marocchini, erano di nuovo fianco a fianco nell’ultima evasione dal Beccaria. Con loro c’era un terzo. È un 17enne italiano, che viene bloccato e riportato dentro. Ma non s’arrende. In serata, mentre sono in corso le ricerche dei due, ci riprova, e riesce.
altarimini.it, 9 settembre 2024
Si discuterà domani sera in Consiglio comunale a Santarcangelo il documento di denuncia sulla drammatica situazione delle carceri italiane, proposto dalle forze di maggioranza. Il Partito Democratico, con il consigliere Alessandro Astolfi in prima linea, ha presentato un ordine del giorno urgente, sottoscritto da Più Santarcangelo e PenSa-Una Mano per Santarcangelo, per richiedere un intervento immediato del Governo sulla crisi del sistema carcerario nazionale, sempre più caratterizzato da sovraffollamento, condizioni di vita inaccettabili e suicidi tra i detenuti.
di Sandro Marotta
laguida.it, 9 settembre 2024
Una storia di crimine subito e di fede nella riabilitazione dei detenuti attraverso il lavoro. Dopo la violenta rapina che subì negli anni 80, adesso collabora con i detenuti per la riabilitazione dei detenuti attraverso il lavoro: questa la storia di Dino Rossetti, che in questi giorni si trova allo stand del progetto “Liberi di coltivare” in via Roma, a Cuneo; è qui perché fino a domani ci sarà la fiera Art.27-Expo. “Nel 1982 sono stato imbavagliato e rapinato. A 31 anni mi sono ritrovato con un’invalidità fisica - racconta Rossetti. Dopo ho creato un’associazione, ho avviato il premio alla buona volontà, dove vado a premiare associazioni che si occupano di donne e detenuti. Una volta a settimana vado nel supercarcere di Cuneo e seguo dei detenuti nella coltivazione dell’orto. Questi prodotti vengono poi venduti al Baladin. Sono gli stessi prodotti che trovate al Baladin di Cuneo e dintorni”. Video: https://www.youtube.com/watch?v=1kCIzyMnwJo
- Bologna. I condannati nelle Comunità educanti. Una mostra in Assemblea legislativa
- Milano. Da Correggio a San Vittore, per raccontare la città carcere
- Per giustizia e umanità. L’accoglienza dei migranti
- Il male che ci appartiene e non capiremo mai
- Sharon Verzeni, da zio e cugina lettera all’assassino: “Ci hai condannati all’ergastolo”









