di Francesca Mannocchi
La Stampa, 20 maggio 2024
Prima della guerra. entravano 500 camion al giorno, che erano a malapena necessari per sfamare la popolazione. Sul C-130 dell’Aeronautica giordana che paracaduta il cibo. Il paesaggio è oltre l’immaginabile, palazzi di quindici piani rasi al suolo. Un militare: “Aiuto i fratelli palestinesi”. Venerdì scorso i primi rifornimenti dal molo galleggiante americano. La distanza tra ciò che serve e ciò che manca a Gaza dall’alto si vede nitidamente. Ciò che serve è a bordo del C-130 dell’Aeronautica Giordana che ci porta sui cieli della Striscia, ciò che manca è l’accesso da terra. Perché i 16 pallet da 150 chili l’uno, il 94esimo volo umanitario della sola Giordania, sono una goccia nel mare del bisogno dei gazawi, anche se sommati ai quasi 300 voli complessivi che dalla base militare a un’ora da Amman, sono partiti negli ultimi mesi.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 20 maggio 2024
Il codice penale del Marocco vieta l’aborto a meno che non sia praticato da un medico o da un chirurgo che hanno l’abilitazione e sia ritenuto necessario per salvaguardare la salute o la vita della donna. Chi abortisce o prova ad abortire per altre ragioni rischia da sei mesi a due anni di carcere, cui potrebbero aggiungersi ulteriori condanne per il “reato” di relazione sessuale extramatrimoniale. La legge proibisce la diffusione di informazioni sull’aborto, impedendo così alle donne di prendere decisioni consapevoli sulle loro gravidanze. “Incitare all’aborto” in qualsiasi modo, anche parlandone in pubblico o distribuendo materiale, può comportare fino a due anni di carcere. I professionisti sanitari che praticano aborti al di fuori della legge rischiano di perdere l’abilitazione. Possono anche essere obbligati, nei processi giudiziari, a fornire notizie su aborti illegali di cui siano venuti a conoscenza.
di Elvira Scigliano
Il Mattino di Padova, 19 maggio 2024
Figli traumatizzati, relazioni calpestate, famiglie distrutte, diritti negati. La sentenza della Corte Costituzionale numero 10 dello scorso gennaio si oppone a questa desertificazione affettiva che subiscono i detenuti e le loro famiglie, rendendo possibili i colloqui intimi per i detenuti, senza controllo visivo. La scelta della Corte Costituzionale è destinata a rivoluzionare la vita detentiva e il carcere padovano, il Due Palazzi, si candida a essere un istituto di pena pilota in una eventuale sperimentazione di questa apertura ai sentimenti.
di Davide Varì
Il Dubbio, 19 maggio 2024
Il viceministro della Giustizia è intervenuto al Festival Giustizia penale di Modena “La Vita e la Morte nella Giustizia Penale” che si concluderà domani. “Quando si parla di detenzione negli istituti penitenziari, occorre fissare un principio: il carcere non può essere un tempo vuoto. Per attuare il disposto dell’art.27 della Costituzione non c’è un unico antidoto: sono necessarie terapie articolate, avvalendosi di un gioco di squadra”.
Riforma in arrivo: separazione delle carriere, azione penale obbligatoria e paletti per l’Alta corte
di Francesco Bechis
Il Messaggero, 19 maggio 2024
Il 29 maggio via libera del Cdm alla separazione delle carriere. Dieci giorni e la riforma della Giustizia avrà il primo via libera in Consiglio dei ministri. Sul tavolo di Palazzo Chigi il 29 maggio atterrerà il Ddl costituzionale sulla separazione delle carriere, da un lato i pm, dall’altro i giudici. L’ha promesso Giorgia Meloni e così sarà: prima delle Europee la riforma un tempo cara a Silvio Berlusconi otterrà un semaforo verde iniziale.
di Michele Ainis
La Repubblica, 19 maggio 2024
Il Consiglio superiore della magistratura è il vero punto di crisi del sistema. Politica e giustizia abitano mondi contrapposti. La prima è sempre parziale, partigiana: ogni partito politico offre, per definizione, una visione di parte dell’interesse generale. La seconda, viceversa, deve essere imparziale, come afferma l’articolo 111 della Costituzione. Dunque la regola che governa il loro difficile rapporto consiste nella separazione, nella reciproca distanza fra questi due universi. Succede tuttavia il contrario, ed è qui la ragione dei conflitti che quotidianamente oppongono politica e giustizia. C’è un modo per disinnescarli?
di Giulia Merlo
Il Domani, 19 maggio 2024
Al Consiglio il convegno “Magistratura e social network”, il vicepresidente ha sottolineato le nuove responsabilità delle toghe nel mondo del web. Il togato Marcello Basilico, presidente della commissione che ha organizzato il convegno, “Riflettiamo su come il magistrato si pone sui social”. Davanti al susseguirsi di casi in cui i post dei magistrati sui social network diventano fonte di polemiche o di imbarazzi, il Consiglio superiore della magistratura ha deciso di intervenire con un convegno per riflettere.
di Carlo Bonini
La Repubblica, 19 maggio 2024
In questi diciotto mesi di governo, abbiamo assistito allo spettacolo di una destra convinta che la definizione della propria legittimità politica alla guida del Paese passi attraverso un regime speciale che la sottragga al controllo di legalità. Incapace di emanciparsi dal rancore politico figlio del ventennio berlusconiano e sprovvista di un orizzonte e di una cultura compiutamente riformatrici, ha aggredito il già fragile e malfermo pilastro della nostra democrazia che chiamiamo giustizia con la sgangherata frenesia e incoerenza di chi si sente investito del compito di saldare i conti con la storia repubblicana recente per definirne un nuovo inizio.
di Giuseppe Crimaldi
Il Mattino, 19 maggio 2024
L’allarme dei Garanti: nella nostra regione già 5 i detenuti che si sono tolti la vita. E Poggioreale scoppia. L’ultimo caso risale appena a due giorni fa, quando nella sua cella di Poggioreale è morto - in circostanze che sono in corso di accertamento - un 39enne che aveva alle spalle problemi di tossicodipendenza. In Campania, dal 2024, si sono registrati cinque suicidi e, con l’ultimo caso, altrettante morti per altre cause, alcune da accertare. La nostra regione conta, fino al mese di aprile appena passato, 7573 reclusi sui 5645 posti disponibili nelle varie strutture, raggiungendo così il secondo posto per sovraffollamento in Italia, dopo la Lombardia che con 8944 detenuti su 5827 posti disponibili è maglia nera nazionale.
di Chiara Pacella
Il Giorno, 19 maggio 2024
Luisa Ravagnani solleverà ogni mese il problema dei suicidi vissuto anche a Canton Monbello. Tra le misure per alleviare i disagi: telefonate illimitate alle famiglie, come negli altri Paesi. Il 18 marzo era arrivato l’appello del Presidente della Repubblica a intervenire urgentemente sui suicidi in carcere. Due mesi dopo, nulla è cambiato: lo denuncia con forza, e lo farà ogni 18 del mese, la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale per il comune di Brescia, Luisa Ravagnani, in linea con l’iniziativa della Conferenza nazionale dei Garanti.
- Reggio Calabria. “Orientarsi verso un riconoscimento collettivo dei percorsi di risocializzazione”
- Monza. Detenuti esperti di e-bike con Bosch
- Verona. Papa Francesco ai detenuti. “Mi addolorano i tanti suicidi, non cedete allo sconforto”
- Verona. “Non cedete allo sconforto: la speranza è un diritto”
- Otto Marianne per la libertà











