di Matteo Cava
Quotidiano del Sud, 11 settembre 2024
Il caso di Giuseppe Spolzino trovato morto in cella a Paola il 20 giugno, deceduto in carcere, i familiari invocano chiarezza sulle cause. I dubbi sul decesso nel carcere di Paola di Giuseppe Spolzino, 21 anni, originario di Sala Consilina in provincia di Salerno, si affollano nella mente dei familiari. Vorrebbero sapere, vorrebbero avere certezze, perché non sono convinti che il giovane salese avesse preso quella decisione definitiva sulla sua vita. Aveva davanti a sé 3 anni e 6 mesi di reclusione da scontare dopo una sentenza in abbreviato del Tribunale di Lagonegro. Ma era in attesa di presentare con i suoi legali un ricorso alla Corte d’Appello di Potenza. Nel frattempo seguiva anche un corso di giustizia riparativa. Giuseppe Spolzino, come si ricorderà, è deceduto nella serata di domenica 30 giugno, intorno alle 22.00. Per i familiari potrebbe non trattarsi di un suicidio. Anche per questo hanno chiesto ed ottenuto l’apertura di una indagine da parte della procura di Paola, con un fascicolo contro ignoti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 settembre 2024
Dal 5 settembre 57 detenute del carcere di Torino hanno intrapreso uno sciopero della fame a staffetta e a oltranza, con l’obiettivo di sollecitare l’approvazione della proposta di legge Giachetti sulla “liberazione anticipata speciale”. Questa misura prevede l’aumento dei giorni di sconto pena per buona condotta, da 45 a 60 per ogni semestre scontato, e successivamente da 60 a 75 giorni nei due anni seguenti l’entrata in vigore della legge. Nonostante la necessità di ridurre il sovraffollamento nelle carceri, la discussione in Parlamento è stata ripetutamente rinviata, esasperando ulteriormente la situazione.
quindicinews.it, 11 settembre 2024
Fino al 22 settembre è possibile presentare la candidatura per il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Grazie all’accordo di collaborazione tra il Comune di Monza, la Provincia di Monza e della Brianza e la Casa Circondariale di Monza, fino al 22 settembre è possibile presentare la candidatura per il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. La domanda, completa di tutta la documentazione, dovrà essere inviata solo via PEC all’indirizzo
di Vivian Petrini
baritoday.it, 11 settembre 2024
Si chiamano “Scappatelle” e sono biscotti vegani e biologici fatti con solo 4 ingredienti locali. Un progetto nato nel 2017 all’interno del carcere minorile di Bari, parte dell’iniziativa Made in Carcere, volto alla riabilitazione lavorativa e sociale. “Made in Carcere” è un’iniziativa che coinvolge diverse carceri italiane nata nel 2007 grazie a Luciana Delle Donne, con l’obiettivo di offrire una seconda possibilità sia ai materiali di scarto, come tessuti provenienti da grandi maison, sia alle persone recluse. Luciana ha abbandonando la sua carriera in banca per dedicarsi interamente a questo progetto, credendo nel potere della riabilitazione attraverso il lavoro. “Made in Carcere cerca di contaminare la società economica e civile, attraverso la promozione e la diffusione del nostro modello di economia rigenerativa”.
messinatoday.it, 11 settembre 2024
Il testo fa riferimento ai contributi presentati al convegno di dicembre 2022 dal titolo “AttraversaMenti: dall’Ospedale psichiatrico giudiziario al Penitenziario” dove studiosi ed esperti si sono incontrati a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) per discutere, con sguardi e punti di vista diversi, la complessità della storia dell’Istituto barcellonese, la questione dei manicomi criminali, degli ex OPG e il ruolo della biblioteca in carcere come strumento di trattamento e recupero dei soggetti reclusi. Il volume ripercorre la storia dei manicomi criminali e degli ex ospedali psichiatrici giudiziari italiani fino ai giorni nostri, prendendo come caso di studio l’Istituto “Vittorio Madìa” di Barcellona Pozzo di Gotto a Messina.
di Ilaria Urbani
La Repubblica, 11 settembre 2024
Repubblica racconta in esclusiva i ciak di “Figli di una stella” opera prima da regista dell’attore napoletano Massimiliano Gallo. Nel cast Casagrande, Imparato e Rigillo. “Con Eduardo, che portò il teatro nel carcere di Nisida racconto al cinema i sentimenti, la solitudine e la voglia di rinascita dei ragazzi. Se arriverà anche l’uno per cento di quello che mi hanno donato da spettatore leggende come Sergio Leone in “C’era una volta in America”, ne sarà valsa la pena”. Gli occhi azzurri di Massimiliano Gallo si riempiono di gioia. Sul set, che Repubblica vi racconta in esclusiva, all’ex Base Nato di Bagnoli (periferia ovest di Napoli), gli attori che ha scelto per la sua opera prima da regista, “Figli di una stella” arrivano alla spicciolata.
musicoff.com, 11 settembre 2024
I prossimi concerti si terranno il 29 settembre, in occasione di Cremona Musica, e il 10 ottobre al Teatro Nazionale di Genova - Teatro Modena. I detenuti sono diventati parolieri in un progetto che coinvolge alcuni importanti artisti della scena musicale italiana e internazionale: Viadellironia, Andrea Chimenti & Giorgio Baldi, Bandabardò, NuovoNormale, Magicaboola Brass Band & Fabrizio Pocci, Max Bianchi, The Mastelottos, Morgan, Synaesthesia, Flavio Giurato - Featuring Nicola Distaso, Pivio, Marco Machera e Tony Levin, Pase & Alessandra Donati. Nomi molto noti ed emergenti, hanno trovato un denominatore comune nell’impegno per la sensibilizzazione del pubblico sulle condizioni di vita nelle carceri italiane. Come afferma l’articolo 27 della nostra costituzione “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Il carcere non è una discarica sociale.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 11 settembre 2024
I Cinquestelle hanno infatti inviato al presidente della Camera la richiesta per l’esame urgente della proposta di legge a firma Vittoria Baldino, mentre Pd e Azione presentano emendamenti per il ddl sicurezza. Dopo il lungo dibattito estivo, si passi ora ai fatti. È la sfida lanciata dal Movimento cinque stelle a Forza Italia e alle altre forze politiche che, a parole, si dicono favorevoli alla riforma della legge 91/92 sull’acquisizione della cittadinanza. I Cinquestelle hanno infatti inviato al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, la richiesta per l’esame urgente della proposta di legge a firma Vittoria Baldino sullo ius scholae. Una stretta per “vedere chi è realmente pronto a questo passo di civiltà di cui il Paese ha bisogno” spiegano. Ancora più diretta è la deputata pentastellata: “A questo punto capiremo se è stato tutto un bluff. Noi chiediamo solo di dare seguito a quanto detto anche sulla fantomatica proposta di Forza Italia sullo ius scholae - aggiunge Baldino -. Se le intenzioni erano reali è questo il momento di dimostrarlo, aprendo un dibattito nella sede opportuna, quella legislativa”. La proposta dei Cinquestelle prevede un ciclo di cinque anni di studio per gli stranieri nati o arrivati in Italia entro il dodicesimo anno di età.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 11 settembre 2024
L’Europa soffre ancora oggi di antichi errori legati a due trattati fondamentali: Schengen e Dublino. Le migrazioni tornano a incendiare la politica europea e, sia pure in scala minore, quella di casa nostra. Siamo assai lontani, certo, dalla crisi che nel 2015-16 scatenò la prima fiammata sovranista, fece da propellente alla Brexit e da moltiplicatore di voti per i leader xenofobi di allora. Tuttavia, antiche paure e consuete strategie di consenso sono di nuovo fra noi. Sicché il neopremier francese Barnier si copre a destra dialogando con Marine Le Pen. E, soprattutto, il debole cancelliere tedesco Scholz, dopo l’attacco islamista a Solingen, blinda per sei mesi il suo Paese con controlli ferrei alle frontiere e riapre il dossier sui respingimenti dei “dublinanti” che coinvolge direttamente gli Stati di primo approdo come il nostro. Cos’è accaduto? Semplice. Nell’ultimo decennio s’è assottigliato di nuovo un margine decisivo: fattori di instabilità quali la guerra di Putin, la crisi energetica con annessa inflazione e l’impoverimento crescente delle classi lavoratrici hanno ristretto di molto la riserva di tolleranza degli autoctoni verso gli ultimi arrivati, specie in quei quartieri, in quelle città o in quei territori dove la precarietà economica è più diffusa: tra i dimenticati. Iconico “Wir schaffen das”, ce la faremo, scandito l’estate di nove anni fa da Angela Merkel di fronte al subitaneo apparire di un milione di profughi alle frontiere tedesche, è stato un generoso manifesto ma anche una previsione sbagliata.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 11 settembre 2024
La rotta del mediterraneo si conferma la più letale per chi fugge da guerre e fame. Un report dell’Agenzia europea punta il dito contro le misure del governo contro le ong e la mancanza di assetti navali per i salvataggi. La guerra politica e legislativa alle ong intrapresa dal governo Meloni negli ultimi due anni sta mettendo sempre di più in pericolo la vita dei migranti che attraversano il Mediterraneo. A dirlo è anche un rapporto di Frontex, l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere, non certo un’organizzazione a favore dell’accoglienza diffusa. “Nel 2023, la rotta del Mediterraneo centrale è rimasta la più letale di tutte le aree coperte dalle operazioni congiunte Frontex via terra e via mare”, si legge nel rapporto sulle attività dell’Agenzia nel 2023 redatto dal Fro, l’ufficio interno che si occupa di monitorare il rispetto dei diritti umani da parte dell’organizzazione.
- Migranti. “L’Italia ferma le Ong per non avere testimoni. L’operazione Albania in stile coloniale”
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- Non serve moltiplicare prigioni e celle









