di Alessandro Trocino
Corriere della Sera, 12 settembre 2024
Quello della detenzione non è solo un problema legato alla criminalità. Dietro le sbarre ci sono anche tanti innocenti anche se magari si scoprirà solo più tardi, visto che un terzo dei detenuti è in attesa di giudizio. A confronto Bignardi, Albinati e due specialisti della reclusione. Il carcere, a prima vista, è qualcosa che non ci riguarda. Che coinvolge solo i criminali, le persone che infrangono la legge. Eppure, se ci soffermiamo un attimo di più, capiamo che i problemi degli istituti penitenziari nel nostro Paese riguardano tutti. Perché in carcere ci sono anche innocenti, anche se magari si scoprirà solo più tardi, visto che un terzo dei detenuti è in attesa di giudizio. Perché tutti noi possiamo sbagliare: sentirsi dalla parte del bene è rassicurante ma non corrisponde sempre al vero. E perché il modo in cui queste persone saranno trattate in carcere influirà sulla recidiva, quindi sul tasso di ricaduta nel crimine, una volta usciti.
ufficiostampa.provincia.tn.it, 12 settembre 2024
Sabato 14 settembre alle 18 si conclude la rassegna “Agosto Degasperiano - Amare il nostro tempo” con l’incontro “Ogni prigione è un’isola”. Nell’Anfiteatro del Parco delle Terme di Levico Terme, la giornalista e scrittrice Daria Bignardi dimostrerà che puntare lo sguardo all’affollata solitudine del carcere significa, in fondo, andare al cuore della nostra società. “Il carcere è una giungla amazzonica, come un paese in guerra, un’isola remota, un luogo estremo dove la sopravvivenza è la priorità e i sentimenti primari sono nitidi”. Nella vita delle persone, lo spazio ha un ruolo fondamentale nella costruzione della propria identità. La cameretta, la casa, le aule di scuola, gli uffici: ognuno con le proprie regole e libertà, è in questi luoghi che si formano i codici sociali e le convivenze tra diversità necessari a condurre una vita civile. Ci sono luoghi, invece, che vogliamo dimenticare, perché ci auguriamo di non averci mai a che fare o perché ci ricordano i lati più oscuri della nostra esistenza, che scongiuriamo in tutti i modi. Guardare alle carceri vuol dire fare i conti con i propri pregiudizi, con le differenti concezioni di libertà e di giustizia, con il male che abita in tutti noi, con la possibilità del perdono. In altre parole, è un viaggio dentro noi stessi e nel cuore della società, pieno di ferite.
vocetempo.it, 12 settembre 2024
Quarto appuntamento venerdì 20 settembre 15 marzo, alle 17 a Palazzo Barolo (via delle Orfane 7/a Torino) del ciclo di conferenze sulle tematiche carcerarie promosso dall’Opera Barolo, in collaborazione con il settimanale diocesano La Voce e Il Tempo, nell’ambito del 160° dalla morte della venerabile marchesa Giulia Falletti di Barolo. Tema dell’incontro “Il volontariato in carcere”. Dopo l’introduzione di Sonia Schellino, membro del Consiglio di Amministrazione dell’Opera Barolo, intervengono Wally Falchi, responsabile del Centro di Ascolto della Caritas Diocesana “Le Due Tuniche”; Adriano Moraglio, presidente dell’associazione “La Goccia di Lube”; Pier Giuseppe Rossi, direttore degli “Asili notturni Umberto I”; Michele Burzio, diacono al carcere “Lorusso e Cutugno” e presidente dell’associazione “Volontari di San Martino”; Silvia Orsi, presidente dell’associazione “Carlo Tancredi e Giulia di Barolo”; Luca Pidello, presidente della Commissione consiliare della città di Torino “Legalità e diritti delle persone private della libertà personale” e Monica Cristina Gallo, garante dei detenuti della Città di Torino. Modera Mauro Gentile, giornalista e collaboratore de “La Voce e Il Tempo”.
primanovara.it, 12 settembre 2024
Con “Le notti di Cabiria” venerdì 13 settembre a Novara lo spettacolo nella Casa circondariale e il 14 una speciale replica alla Rizzottaglia. La rassegna “Le Notti di Cabiria” ancora protagonista nella Casa Circondariale di Novara. Ma dopo l’esperienza dello scorso anno, con lo spettacolo di Mauro Pescio “Io ero il milanese”, questa volta cinque detenuti saliranno sul palco come interpreti: venerdì 13 settembre alle 17.30 appuntamento con “Amleto Principe dei Palazzi” (evento già sold out).
di Rebecca Luisetto
Corriere del Veneto, 12 settembre 2024
Ospiti al Due Palazzi. Gli sposini: “Niente regali, volevamo smuovere gli animi”. Non erano previsti sacchettini di confetti o bomboniere convenzionali al matrimonio di Chiara Bontorin e Jacopo Bonato, la coppia che il 24 agosto ha pronunciato il fatidico “sì” nella chiesetta Torre di San Giacomo di Romano d’Ezzelino, nel Vicentino. Per i loro invitati hanno pensato a un’esperienza che potesse avere un significato profondo, che venisse ricordata nel tempo. Gli sposi hanno così organizzato una visita all’interno del carcere Due Palazzi di Padova grazie all’aiuto di don Marco Pozza, parroco della casa di reclusione, e l’incontro con tre detenuti che stanno scontando pene particolarmente gravi (tra loro c’è anche chi è condannato all’ergastolo). E l’iniziativa è stata tenuta nascosta fino all’ultimo, l’unico indizio che gli amici e i parenti della coppia avevano ricevuto era stato un messaggio inviato loro dai promessi sposi qualche settimana prima del 7 giugno, giorno dell’incontro: “Portate la vostra carta d’identità, presentatevi a questo indirizzo e preparatevi per rimanere alcune ore senza telefono ed effetti personali”, c’era scritto.
di Matteo Castagnoli
Corriere della Sera, 12 settembre 2024
“Uno su tre ansioso, depresso o con difficoltà di relazioni, le ragazze le più colpite”. Lo studio dell’università Iulm e della fondazione “Villa Santa Maria”: l’indice del benessere under 25 per la prima volta sotto la soglia di guardia. Un terzo dei giovani milanesi si trova in uno stato di malessere psicologico. Ed è la prima volta che accade. Ansia, depressione, difficoltà socio-relazionali in crescita dopo la pandemia e il “rifugio” nei social, ora evidenti anche nei dati. Una discesa al di sotto della soglia di guardia - almeno secondo uno dei questionari più accreditati a livello mondiale per intercettare questo disagio, il Pgwbi (psycological general well-being index) - che allarma gli esperti e che richiama gli ultimi casi di cronaca (la strage familiare di Paderno Dugnano, pensando al Milanese).
di Daniela Preziosi
Il Domani, 12 settembre 2024
A Montecitorio le opposizioni presentano emendamenti al ddl Sicurezza per allargare i diritti degli alunni e delle alunne figli di straniere. Ma gli azzurri votano no. Promettono una riforma ad hoc, ma le minoranze attaccano: le proposte estive di Tajani erano “un bluff”, “una farsa”. Alla Camera si vota per lo Ius Scholae e Forza Italia vota no. Vota no a tutti gli emendamenti proposti dalle opposizioni al ddl Sicurezza all’esame dell’aula. Finisce così, in un “grande bluff”, come lo definisce Riccardo Magi, relatore di minoranza alla legge, e cioè la campagna balneare del vicepresidente del consiglio Antonio Tajani, che ha passato l’estate a sostenere che il suo partito era favorevole all’ampiamento della possibilità di avere la cittadinanza italiana ai figli di stranieri che frequentano le scuole nel nostro paese. Sono più di un milione, in attesa di un diritto che oggi è un terno al lotto.
di Danilo Paolini
Avvenire, 12 settembre 2024
La Camera boccia tutti gli emendamenti delle opposizioni per la modifica della legge sulla cittadinanza. Così il Parlamento rinuncia al suo ruolo costituzionale. La riforma che non c’è. La Camera ha bocciato tutti gli emendamenti delle opposizioni sulla modifica della legge sulla cittadinanza, compreso quello di Azione che proponeva lo ius scholae, ovvero l’acquisizione della cittadinanza per i minori figli di immigrati dopo un ciclo scolastico di 10 anni. I no sono stati 169, 126 i sì e 3 gli astenuti. Anche Forza Italia ha votato contro. Gli azzurri hanno ribadito, con un intervento di Paolo Emilio Russo, che sono al lavoro su una proposta di legge in materia. “Si tratta - ha detto Russo - di un tema che merita più attenzione di un emendamento infilato all’ultimo un un provvedimento che parla di sicurezza”. Il voto è stato a scrutinio palese dopo il no alla richiesta delle opposizioni di voto segreto. Tra gli emendamenti dell’opposizione bocciati, quelli del Pd sullo ius soli temperato e sullo ius scholae a 5 anni e quello di +Europa che riproponeva il referendum sulla cittadinanza. Pd e Avs hanno votato anche tutti gli emendamenti degli altri gruppi in materia.
di Corrado Giustiniani
Avvenire, 12 settembre 2024
Trentadue anni non sono bastati a sbarazzarci di una delle leggi più retrive d’Europa, che impone ai nati in Italia da genitori stranieri di trascorrere 18 anni ininterrotti nel nostro Paese, prima di poter presentare domanda di cittadinanza. Un potente dispositivo per l’emarginazione di bambini e adolescenti (sono 915mila gli “stranieri” nelle nostre scuole, uno studente ogni nove, ormai) che avvertono la condanna della diversità e della disparità di diritti. L’improvviso ripescaggio dello “Ius Scholae” avrà un seguito politico concreto, o è una velleità estiva, nata sullo slancio di alcune vittorie olimpiche e paralimpiche di ragazze e ragazzi con la maglia azzurra ma la pelle di diverso colore? Ed è lo “Ius Scholae” l’unica soluzione possibile?
di Angela Gennaro
Il Domani, 12 settembre 2024
La decisione del Tribunale civile di Roma: “Il Governo deve dargli il visto”. Una decisione che ancora una volta smantella l’impalcatura fondata sull’esternalizzazione delle frontiere. I migranti hanno diritto di stare in un paese sicuro, e Tripoli non lo è. Viene dal Darfur, in Sudan, e Amal non è il suo vero nome. Ha 30 anni e da sei è bloccato in Libia: l’ultima volta che ha provato ad attraversare il mare è stato riportato a Tripoli da un mercantile italiano, l’Asso 29. Un respingimento collettivo per cui a giugno il tribunale civile di Roma ha giudicato colpevoli i ministeri di Difesa e Trasporti, la presidenza del Consiglio, il capitano e l’armatore della nave della Augusta Offshore. Ora un’altra sentenza del tribunale di Roma ordina al governo di rilasciare un visto ad Amal. Deve arrivare “immediatamente” in Italia, per poter chiedere la protezione internazionale.
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