laguida.it, 22 maggio 2024
Ha preso inizio sul territorio cuneese il progetto “Mettersi alla prova. Acrobazie della convivenza tra regole e leggerezza”, con capofila il Comitato Arci Cuneo Asti e finanziato dalla Cassa delle Ammende della Regione Piemonte. L’obiettivo è la realizzazione di iniziative di animazione sociale e culturale destinate a detenuti della casa circondariale di Cuneo e della casa di reclusione di Fossano, persone alla messa alla prova seguite dagli Uepe (Uffici di esecuzione penale esterna) e dall’Ussm (Ufficio di servizio sociale per minorenni), o ancora persone marginalizzate e a rischio di esecuzione penale, intercettate dalla Cooperativa Emmanuele, dal Comitato di Quartiere Cuneo Centro e dal Csv (Centro servizi per il volontariato).
di Luigi Ferrajoli
Il Manifesto, 22 maggio 2024
L’Europa sta negando se stessa. L’Unione europea è nata su due fondamenti, l’uguaglianza e la pace: per porre fine ai razzismi, ai campi di concentramento e, soprattutto, alle guerre. Entrambi questi fondamenti stanno oggi venendo meno. È questa la prospettiva che dovrebbe essere presente, ma che è totalmente assente, nell’attuale campagna per le elezioni europee. Innanzitutto l’uguaglianza. La disuguaglianza è in aumento in tutta Europa e soprattutto in Italia, dove la povertà assoluta è triplicata negli ultimi quindici anni, mentre è più che raddoppiato il numero dei miliardari. Ma sono le leggi in materia di immigrazione - le odierne leggi razziste - che stanno mostrando il riemergere in Europa di un’antropologia della disuguaglianza, alimentata da perverse ossessioni nazionaliste e identitarie. L’Europa ha un debito enorme nei confronti del resto dell’umanità. Per secoli, proprio in nome del diritto di emigrare da essa rivendicato a fondamento delle sue conquiste e colonizzazioni, gli Stati europei hanno invaso, occupato, dominato, depredato e sfruttato gran parte dei paesi del mondo.
di Marika Ikonomu e Enrica Riera
Il Domani, 22 maggio 2024
Dopo la nota pubblicata dalla Regione, l’incontro organizzato dalla scuola in collaborazione con il Consorzio Italiano di Solidarietà è stato spostato a data da destinarsi. Un mediatore culturale avrebbe dovuto raccontare la propria storia, ma per la regione è una visione di parte. Il Consorzio: “Vige l’idea autoritaria per cui le informazioni devono provenire solo dalle istituzioni, non può esistere un altro punto di vista” Avrebbero dovuto incontrare gli studenti dell’istituto comprensivo Italo Svevo di Trieste per parlare di accoglienza e inclusione. Ma questa mattina il mediatore culturale Ismail Swati e il Consorzio Italiano di Solidarietà non lo hanno fatto. “Appuntamento sospeso, non ce lo ha comunicato la scuola, lo abbiamo saputo dai giornali ma poi, una volta contattato il docente che aveva organizzato l’incontro, abbiamo ricevuto conferma. Una decisione assunta probabilmente a seguito della posizione assunta dall’assessorato regionale rispettivamente all’Istruzione e alla Sicurezza”, commenta il presidente del Consorzio, Gianfranco Schiavone.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 22 maggio 2024
Il tema della sicurezza interessa tutti. Ma la destra non ha soluzioni ed enfatizza il problema. E la sinistra non avendo soluzioni prova a nasconderlo. È il momento di cambiare. Forse verrà perfino un tempo in cui convocare gli stati generali sull’immigrazione: destra, sinistra e centro, senza etichette. Magari a Milano, che da sempre accoglie chi bussa per farne una parte di sé. Il buonismo è di sinistra e il cattivismo è di destra? Parafrasando liberamente il grande Gaber, sembra esserselo chiesto qualche giorno fa Beppe Sala, quando Milano è finita sotto i riflettori nazionali per l’ennesimo caso di cattiva immigrazione tracimato in cronaca nera: l’accoltellamento di un coraggioso viceispettore di polizia aggredito da uno sbandato marocchino che non doveva trovarsi fra noi, in quanto gravato da condanne varie e, soprattutto, da ordini di espulsione mai rispettati.
di Angela Nocioni
L’Unità, 22 maggio 2024
Riguarda tutte le navi questa nuova Circolare? Anche uno yacht? Anche una nave da crociera? “No, riguarda voi, le navi delle Ong”. Queste sono le risposte date all’Unità dall’Ufficio delle dogane. Esiste una nuova trappola in Italia per le navi delle Ong che soccorrono naufraghi nel Mediterraneo. L’ufficio delle dogane dice di aver ricevuto una circolare in proposito, ma non la mostra. Impedisce però nel frattempo al camion con il carburante per il rifornimento della nave Humanity1 della Ong tedesca Sos Humanity di entrare in porto. “Dobbiamo verificare qual è la reale attività svolta dalla nave prima di far entrare il camion con il carburante per farvi fare rifornimento. Ce lo chiede una circolare nuova di questi giorni che ancora dobbiamo capire come applicare”.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 22 maggio 2024
Una missiva, all’indomani del sì al nuovo Patto europeo, in cui si indica come modello l’accordo Ue-Turchia ma anche il protocollo Italia-Albania. La richiesta sembra essere: fate ciò che volete, ma in Europa i migranti non devono entrare. Il 15 maggio 2024 ben 14 Stati membri dell’UE (Austria, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca e Romania), tutti caratterizzati da politiche di netta avversione verso le migrazioni, hanno inviato una lettera congiunta alla Commissione Europea per chiedere nuove politiche sull’immigrazione e l’asilo.
di Fabio Papetti*
Il Manifesto, 22 maggio 2024
Soldi, bus e fuoristrada ai paesi del Nord Africa. Per deportare i subsahariani nel deserto. 11 luglio 2023. Poco fuori Sfax, città costiera della Tunisia, viene ripreso un fuoristrada bianco mentre scorta un autobus pieno di migranti arrestati in uno dei recenti raid effettuati nella città. Ingrandendo l’immagine si vede che il fuoristrada è un Nissan Navara. Spulciando tra i bandi e le forniture della polizia di stato italiana si scopre che oltre cento di questi modelli erano stati dati dal governo italiano tra il 2022 e il 2023 al ministro dell’interno tunisino per il contrasto dell’immigrazione illegale. Oggi i mezzi dello stesso modello vengono usati per espellere i migranti ai confini desertici della Tunisia, e non solo. Anche le forze di sicurezza di Mauritania e Marocco sono coinvolte in questo tipo di violenze.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 22 maggio 2024
“Nessuno è al di sopra della legge”, ha tuonato Karim Kahn dai microfoni della Cnn in un’intervista rilasciata a Christiane Amanpour. Non lo sono i comandanti di Hamas responsabili dei pogrom del 7 ottobre, non lo sono i dirigenti politici israeliani responsabili dei massacri di civili nella Striscia di Gaza. Il procuratore capo della Corte Penale Internazionale dell’Aja ha fatto capire che lui non guarda in faccia nessuno, neanche Benjamin Netanyahu, raggiunto da un clamoroso mandato di cattura internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. Prima di lui, a finire nel mirino di Kahn un altro grosso calibro della politica mondiale, il presidente russo Vladimir Putin incriminato nel marzo 2023 per le deportazioni illegali di bambini ucraini, lo smacco fece infuriare il Cremlino che reagì inserendo il procuratore nella lista delle persone ricercate.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 22 maggio 2024
Intervista a Silvana Arbia, già Prosecutor del Tribunale penale internazionale per il Ruanda: “Nessuno è al di sopra della legge”. La richiesta di mandato di arresto del procuratore della Cpi, Karim Khan, nei confronti dei vertici di Hamas, del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e del ministro della Difesa Yoav Gallant ha provocato reazioni diverse nel mondo. Ne abbiamo parlato con la magistrata Silvana Arbia, già Prosecutor del Tribunale penale internazionale per il Ruanda. “Esistono - dice Arbia al Dubbio - norme di diritto internazionale che tutti devono rispettare. Nessuno è al di sopra della legge, indipendentemente dai ruoli istituzionali rivestiti. Anzi, più elevata è l’autorità esercitata, più grave e più estesa è la responsabilità”.
di Ornella Favero*
Ristretti Orizzonti, 24 maggio 2024
“Chiedere è lecito, rispondere è cortesia” è un detto popolare che mi è stato insegnato da mio padre, e che mi è tornato in mente in questi giorni, quando ho avanzato alle Istituzioni delle richieste nel mio ruolo di presidente della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia e direttrice di Ristretti Orizzonti, due “cariche” con poco potere, ma che si possono ricoprire per passione, e fare le cose per passione è comunque sempre un grande privilegio. Queste in particolare le mie richieste: la prima al Capo del DAP, che come Conferenza abbiamo incontrato online a febbraio, quando ha preso l’impegno a rivedere noi rappresentanti del Volontariato con regolarità, ogni due mesi almeno. La mia richiesta è appunto di incontrarci di nuovo, e di parlare della partecipazione del Volontariato al Tavolo istituito per dare esecuzione alla sentenza 10/2024 sui colloqui riservati delle persone detenute con le loro compagne/i. La seconda era rivolta all’Ufficio del nuovo Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e chiedeva di poterlo intervistare, come redazione di un giornale realizzato sì in carcere, ma regolarmente iscritto al Tribunale e con la dignità e la competenza di un qualsiasi altro giornale. Ebbene, non abbiamo avuto nessuna risposta.
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