tg.la7.it, 10 settembre 2024
“Chiudere tutte le carceri minorili, il recupero va fatto attraverso percorsi educativi più che detentivi”. Secondo la Salis il ricorso a misure alternative per i minori sta diminuendo, mentre la detenzione in carcere sta diventando la normalità. L’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra aveva visitato il carcere di San Vittore e subito dopo aveva ipotizzato l’abolizione del carcere. Ora chiede anche la chiusura di tutte le carceri minorili. Comincia col carcere Beccaria di Milano. “L’istituto penitenziario per minori come tanti altri, è infatti un vero disastro, pieno di criticità che si ripetono da anni e che non possono più essere ignorate. Le problematiche sono molteplici, dalla carenza di mediatori culturali alle strutture fatiscenti, dalla mancanza di adeguati programmi di reinserimento alla violenza usata come strumento di gestione. Non possiamo dimenticare le immagini del brutale pestaggio di un detenuto 15enne da parte di più agenti di polizia penitenziaria, avvenuto lo scorso marzo. Le condizioni attuali sono inaccettabili e l’istituto non può continuare a operare in queste condizioni. Deve essere chiuso il prima possibile”.
di Angela Stella
L’Unità, 10 settembre 2024
Via oggi alla discussione a Montecitorio. Insorgono le associazioni contro il carcere per donne incinte e con figli neonati, anche FI dice no. Produttori all’attacco del divieto di coltivare la canapa a basso contenuto di Thc. Inizia oggi nell’Aula della Camera la discussione generale sul ddl sicurezza. Tra i temi da affrontare l’articolo che rende facoltativo, e non più obbligatorio come è previsto adesso, il rinvio della pena per donne incinte o con prole fino ad un anno. La modifica era stata approvata durante l’iter nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, tra aspre critiche dell’opposizione. Ricordiamo anche però che a luglio FI non partecipò al voto sull’emendamento in questione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 settembre 2024
Il ddl Sicurezza approda alla Camera dopo la pausa estiva: pronto un emendamento degli azzurri che modifica la norma voluta da Fratelli D’Italia e Lega sul rinvio della pena per donne incinte o con figli fino a un anno. Domani i lavori parlamentari alla Camera riprenderanno con l’esame del ddl Sicurezza. Non sarà una discussione serena perché ci eravamo lasciati ad agosto con un durissimo braccio di ferro tra maggioranza e opposizioni sia sul merito del provvedimento che sul metodo di trattazione nelle commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia, con sedute notturne di dodici ore e meno di un minuto concesso a Pd, M5S, Avs per dibattere.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 10 settembre 2024
Comincia oggi alla Camera la discussione generale sul Ddl sicurezza, che fin dall’esame nelle commissioni affari costituzionali e giustizia è diventato un contenitore delle campagne panpenalistiche (vi sono tredici nuove fattispecie di reato e aggravanti) ed emergenziali della destra: dalla cannabis alle occupazioni abitative passando per gli allarmi sui migranti, il cosiddetto “decoro urbano”, la stretta (ennesima anche questa) contro chi si mobilita per fermare le grandi opere, fino al reato di rivolta in carcere. L’ordine di scuderia presso la maggioranza è di non intervenire ulteriormente. L’indicazione è stata sostanzialmente rispettata da Lega e Fratelli d’Italia, anche se il termine per la presentazione degli emendamenti scade quest’oggi. Sulle detenute madri, Forza Italia ha mantenuto il punto e ha depositato un emendamento che “corregge” quanto approvato in commissione da FdI e Lega.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 10 settembre 2024
Il Consiglio dei ministri ha dato semaforo verde al decreto modificativo dell’articolo 114 del codice di procedura penale. Dopo il prima via libera arrivato a inizio anno dal Parlamento, la “norma Costa” entra nell’ordinamento penale: viene introdotto il divieto, per chi si occupa d’informazione, di divulgare il testo delle ordinanze di custodia cautelare, sia integrali che per estratto, in cui in genere possono figurare intercettazioni, interrogatori e materiale probatorio per natura delicato. In sostanza, sarà possibile pubblicare testualmente solo il capo d’imputazione. Del contenuto dell’atto, il cronista potrà proporre un riassunto, potrà cioè continuare a riportare le notizie sulle indagini e sulle ipotesi dell’accusa, ma non potrà offrire al lettore stralci più o meno intriganti, e virgolettati, del testo firmato dal giudice. Le ordinanze non potranno essere pubblicate dai media fino a quando non saranno concluse le indagini preliminari o comunque fino al termine dell’udienza preliminare, cioè fino all’inizio del processo.
di Luigi Trisolino
Il Riformista, 10 settembre 2024
Sono maturi i tempi affinché i giudici e i P.M. siano istituzionalmente riferibili a organi diversi, che ne garantiscano autonomia e indipendenza in modo utile alla sana vita liberaldemocratica dello Stato di diritto garantista. Occorre che gli spazi legali ed istituzionali dove promuovere le carriere dei giudici e dei P.M. siano distinti e differenti, divisi; non è più possibile una (magari) inconscia ed irriflessa, biunivoca influenzabilità di funzioni, tra il settore giudicante e quello inquirente-requirente della magistratura italiana.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 10 settembre 2024
Violato il diritto di difesa
. Per la Prima sezione civile, ordinanza n. 24124 depositata oggi, non è manifestamente infondata la questione di legittimità degli articoli 33, 34 e 35 della legge 833/1978. La mancata notifica all’interessato del provvedimento con il quale il sindaco dispone il trattamento sanitario obbligatorio, in condizioni di degenza ospedaliera, costituisce “un ultimo residuo di quella logica manicomiale che la legge Basaglia ha avversato, e di quella convinzione, contrastata dal diritto vivente, che la persona affetta da patologia psichiatrica, disabilità, immaturità, non debba partecipare, nella misura in cui le circostanze glielo consentono, alle decisioni che la riguardano”.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 10 settembre 2024
Il patteggiamento è comunque un’ammissione di responsabilità e può costituire elemento riprovevole che escluda la fiducia del datore nella corretta esecuzione di prestazioni in rapporto alla pubblica utenza. Legittimo il licenziamento disciplinare del dipendente del servizio di trasporto pubblico, con rapporti diretti con gli utenti, se ha patteggiato la pena per un reato connotato da violenza di genere. Si tratta di condotte penalmente rilevanti che se compiutamente accertate sono tali da inficiare la fiducia del datore di lavoro sulla garanzia di un’idonea e adeguata prestazione di lavoro.
garantedetenutilazio.it, 10 settembre 2024
L’assessore Regimenti: “Strumento fondamentale per garantire la tutela della salute, la qualità della vita e la dignità della pena”. Si è riunito oggi per la prima volta, nella Sala Velino della Regione Lazio, il tavolo interistituzionale per l’elaborazione di un Piano regionale per la prevenzione dei suicidi in carcere convocato dall’assessore al Personale, alla sicurezza urbana, alla polizia locale e agli enti locali della Regione Lazio, Luisa Regimenti. “Il Piano è uno strumento fondamentale per garantire la tutela della salute, la qualità della vita e la dignità della pena - sottolinea l’assessore Regimenti - la lunga e tragica catena di suicidi nelle carceri può essere interrotta solo se le istituzioni fanno rete lavorando insieme su salute, lavoro e affettività per restituire dignità e offrire una prospettiva di speranza ai detenuti. Il Lazio è già dotato di un Piano per la salute mentale risalente al 2022 ma è emersa la necessità di un quadro di riferimento univoco, come già avviene in altre Regioni, considerata la difformità nei protocolli locali”.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 10 settembre 2024
Il “Beccaria” di Milano è solo la punta più avanzata del malessere che attraversa le carceri e gli Istituti penali per minorenni. Nell’istituto milanese, considerato per decenni un modello, da quasi due anni si susseguono le proteste e i tentativi di evasione. A Natale del 2022 sette ragazzi, approfittando dei lavori in corso, lasciarono l’istituto, ma furono rintracciati quasi subito. L’anno successivo c’è stato un incendio doloso nell’infermeria. Domenica sono evasi tre ragazzi, scavalcando il muro di cinta: due sono fratelli e sono stati tra i promotori delle proteste nei mesi scorsi, per uno si tratta della terza volta che tenta di scappare dal penitenziario. Episodi che si ripetono ormai con cadenza quasi mensile.
- Milano. Polemica sul nuovo comandante al Beccaria. “Vicino a FdI e Lega: è incompatibile”
- Milano. Il Sindaco Sala sulle carceri: “Pochi posti, il Beccaria è un disastro”
- Milano. Caos Beccaria, la giudice: “Gli agenti non bastano. Servono anche educatori”
- Napoli. “Nel carcere di Poggioreale 10 detenuti in celle da 3”: blitz del Partito Democratico
- Torino. Le detenute del Lorusso-Cutugno indicono uno sciopero della fame “a staffetta”









